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lavoro pubblicato mercoledì 2 maggio 2012
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo II (seguito)

di mariapace2010. Letto 609 volte. Dallo scaffale Fantasia

romanzo storico in chiave fantasy ambietato nell'Antico Egitto, epoca regno faraone Meremptha, figlio del celeberrimo Ramseth II



"Osor?... Sei proprio tu, Osor,
amico mio?" esclamò sopraffatta d'emozione.



Osor lasciò le ombre e si fece
avanti.





Il chiarore lunare, filtrando
nella stanza attraverso le tendine che
schermavano la finestra andò a colpire alle spalle la prodigiosa creatura,
inondandone la figura di un alone d'argento. Come sempre, il suo aspetto
riportò alla mente della ragazza, quello di un antico guerriero galate:
possente e particolare.



Nella semi oscurità che
permetteva appena di distinguere le cose, il
volto del Guardiano-della-Soglia era poco più di una macchia scura, ma
lo sguardo, mentre fendeva l'aria, pareva di vetro fuso.



Isabella di corsa lo raggiunse e
gli buttò le braccia al collo.



Osor abbassò lo sguardo, restando
immobile. Impassibile. Non un solo muscolo del volto si mosse, ma,
nell'incontrare i suoi occhi, Iabella li vide sfavillare come fulmini in un
cielo di piombo.



"Aspetta qui - Isabella si
sciolse dall'abbraccio e si staccò da lui per dirigendosi verso la porta - Vado
a chiamare Alì."



Un attimo dopo era nel corridoio,
diretta verso la camera del ragazzo, a pochi metri dalla sua.







Mentre bussava e concitatamente
chiamava l'amico, vide il fratello Alessandro provenire dal fondo del
corridoio.



"Alex... Alessandro." Chiamò
subito.



Il professore non era da solo;
con lui c'era una donna araba bella ed affascinante.



Agile e snella, si muoveva con
passo scattante e quando fu vicino ad Isabella, tese la mano e la ragazza pensò
di non aver mai visto prima mani più belle ed affusolate. Guardandola
attentamente si disse anche che quella giovane aveva un fisico adatto più ad
una modella che ad un'archeologa, qualifica con cui il fratello gliela
presentò.



"La dottoressa Fatma. - disse
Alessandro, poi - Che cosa c'è, piccola?"



"E' tornato Osor." rispose lei
d'un fiato.



"Ohhh!" non riuscì a trattenersi
il giovane.



"Chi è Osor?" domandò Fatma.



La porta che si apriva e il volto
attonito di Alì che chiedeva, concitato, di questo Osor, dovette proprio
incuriosire la donna che domandò ancora:



"Chi è questo Osor?"



I tre si scambiarono uno sguardo.



"Ti conosco bene, Fatma e so che
sai tenere un segreto...- esordì Alessandro - un segreto sconvolgente per la
vista.. l'udito e lo stesso raziocinio."



"E cosa sarà mai! - sorrise la
donna; sorrideva spesso, cosa che accresceva il suo già particolare fascino:
Fatma era come quei fiori carnosi, profumati e dal colore intenso - Mi sono
imbattuta tante volte in cose strane e inconsuete, nella mia vita."



"Oh.oh... - ridacchiò Alì poi,
schiarendosi la voce - Non definirei proprio una cosa strana ed inconsueta il nostro amico Osor."



"E allora?"



"Prima di dirti chi è Osor, - interloquì Alex - voglio presentartelo."





Trovarono Osor ancora immobile
presso la sponda del letto, così come Isabella lo aveva lasciato: gambe divaricate,
braccia conserte. I contorni del volto, marcati e decisi, parevano tagliati
dallo scalpello.



"E' lui, Osor." disse Isabella
avvicinandosi alla creatura.



"Bene! - fece la donna- Questo
aitante giovanotto è un tipo sicuramente interessante, ne convengo. E' un
attore? E' qui per la Rappresentazione storica di questa sera?"



Fatma indicò lo shendit maculato
che gli cingeva i fianchi.



"Quello non è un costume scenico.
- spiegò Alì - E lui non è un attore."



"No?" fecce eco la donna.



"No! Osor è un prodotto della
magia degli antichi egizi. - continuò il ragazzo - E' il Guardiano creato dai
Sacerdoti per proteggere la tomba della principessa Nefer. E' il simulacro in
legno del Guardiano..."



"Come scherzo - lo interruppe la
donna - potrebbe essere divertente: - poi rivolta alla creatura - E tu,
giovanotto, non dici nulla? Chi sei?"



"Io sono Osor,
Guardiano-della-Soglia..."



"Parli come un robot. - la
dottoressa interruppe anche lui - Non ditemi che questo aitante giovanotto è un
robot con addosso vesti ed acconciature dell'antico Egitto."



"Oh, beh!... la moderna tecnologia
ha clonato la pecora Dolly, ma non si è ancora spinta così oltre... si spera
eh.eh.eh." scherzò Alex



"La moderna tecnologia, no, -
intervenne Alì - ma la magia degli antichi egizi, forse sì! E se fossero riusciti a manipolare la
materia? Lui è stato scolpito nel legno e..."



"che favole stai raccontando,
ragazzo? Non sarai anche tu di quelli che tirano fuori teorie strane e balzane
come un mago tira conigli dal suo
cilindro, ah.ah.ah - rise la donna - Scolpito nel legno come il Pinocchio di quel racconto..."



"No, dottoressa. - insisteva
il ragazzo - Lui parla e cammina... se
possiede un'anima, questo non lo so, ma
è come una macchina dalle fattezze umane. Lo tocchi. Lo tocchi. Non c'è alcun
battito cardiaco."



Fatma allungò una mano.



La ritrasse subito: era allibita.





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