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lavoro pubblicato lunedì 30 aprile 2012
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

VIAGGIO IN FUMO

di caosinblu. Letto 448 volte. Dallo scaffale Pulp

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Buio…..corpicini ammassati l’uno sull’altro senza la possibilità di muoversi, giorni di oscurità in un viaggio senza meta, nessuno osava dirlo ma avevamo tutti la sgradevole sensazione di girare in tondo, forse era l’impossibilità di guardare fuori, forse era la mancanza di aria e la paura dell’ignoto, forse era colpa di tutte quelle storie, quelle leggende sussurrate piano perché dirle ad alta voce le avrebbe fatte diventare tremendamente reali….Vero è che i compagni continuavano ad essere presi, prelevati improvvisamente dal mucchio durante le soste…e nessuno aveva fatto ritorno, nessuno sapeva, non vi erano testimoni.

La paura, ha un odore ben preciso la puzza inconfondibile della perdita, in quell’antro troppo piccolo e angusto non c’era spazio per trovare una spiegazione a lieto fine; Li sentivo piangere e lamentarsi durante quelle ore senza tempo, la tensione continuava a crescere ad ogni apertura c’erano grida e ultime parole, poi qualcuno veniva tirato su verso l’alto, verso quella lama tremenda di luce che ci feriva cogliendoci di sorpresa…non potevamo fuggire ma neanche restare…era il caos. Io me ne stavo in silenzio in un angolo ancora più buio del buio, volevo solo passare inosservato, non sono mai stato un tipo coraggioso e non avevo intenzione di diventarlo ora su quella che mi sembrava essere la soglia della morte…più tempo passava più le ipotesi sulla meta del viaggio o piuttosto la sua fine si facevano assurde, c’era uno di noi un compagno più anziano che non ci stava più tanto con la testa, che parlava di giganti malvagi che trovavano divertente decapitarci, quella secondo lui sarebbe stata la nostra fine... mi faceva quasi sorridere di terrore, sembrava così convinto, una volta parlò persino di un sopravvissuto, un suo amico che in qualche modo era tornato, gravemente ferito, ma era tornato e aveva raccontato negli ultimi minuti di agonia prima della fine che qualcosa non aveva funzionato un ingranaggio in quella tortura inaudita si era inceppato… Non potevo credere a una storia simile, ma tanti dei miei compagni si fecero tentare da quel vecchio delirante, si fecero raccontare quella storia centinaia di volte, fino a convincersene, arrivarono a giurare di averle sentite anche loro, le ultime parole di quel condannato a morte che aveva vinto una battaglia ma perso la guerra.

Diventammo sempre meno ormai c’era fin troppo spazio per muoversi, non riuscivo a capire quanto tempo fosse passato, poteva essere un giorno come un anno, cercai di diventare ancora più piccolo, sempre più sottile sperando di sparire fondendomi con l’aria…. Nessuno parlava più, nessuno piangeva, nessuno gridava, forse non avevamo neanche più paura; una cieca rassegnazione ci aveva legato pianto voce e speranza….

Rimanemmo in due, io e il vecchio lunatico, che senza il suo pubblico di disperati aveva perso la sua vena profetica, poi ad un certo punto mentre io vinto dal sonno dormivo rincorso da incubi agitati, il tetto si aprì di nuovo, eravamo fermi, il tetto si aprì e tutto ebbe fine in un lampo di luce e aria gelida, presero il vecchio….rimasi solo….Dicono che negli ultimi attimi tutto appaia chiaro e tu te ne stai lì, mentre la vita ti scorre davanti agli occhi, come fosse un film, sentimenti, episodi, incontri,sensazioni, sogni e speranze una buona volta messe a nudo, senza ipocrisie o ripensamenti…beh per me non fu proprio così…La storia del film mi era sempre sembrata esagerata e troppo romantica, in effetti l’impressione che ebbi fu si quella di vedere un film, però di nascosto, dal buco della serratura, ho spiato la mia vita saltando di palo in frasca, mischiando ricordi aggiungendo e sottraendo arbitrariamente luoghi, situazioni e responsabilità..insomma mi sono indorato la pillola e neanche poco ad essere sinceri…Comunque, ero talmente concentrato in quest’opera di montaggio fai da te, che non mi accorsi quando il tetto si aprì, assorto nei miei ricordi sentii solo qualcosa di gigantesco e morbido tenermi stretto per le estremità, venni tirato su velocemente e subito investito da lame di aria fredda, luce e un rumore assordante, indescrivibile lo stridio del mondo che si muove di continuo, voci, clacson, risate sguaiate…traffico….non ebbi neanche il tempo di avere paura quella presa salda e sicura mi strofinò la testa contro una grande e ruvida striscia scura, sentii il capo andare a fuoco, nel senso che letteralmente andai a fuoco, il mio ultimo pensiero lo rivolsi alle storie delle decapitazioni e del quasi sopravvissuto…L’ultima cosa che vidi fu un lungo cilindro di carta e tabacco che si avvicinava sempre di più.



Commenti

pubblicato il 30/04/2012 19.56.41
echelbert, ha scritto: Uhmmm alla Matheson.. mi piace..! voto 10
pubblicato il 30/04/2012 20.16.58
caosinblu, ha scritto: grazie!
pubblicato il 30/04/2012 23.58.25
echelbert, ha scritto: leggero piu spesso i tuoi lavori.. ne volgio altri ;) scrivi!!! cmq piacere Alberto...

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