ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 29 aprile 2012
ultima lettura lunedì 10 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ASTER …....un alieno caduto nel mondo

di domex. Letto 1243 volte. Dallo scaffale Fiabe

Il mondo di AsterAster e' un bambino di sei anni tanto tanto curioso ed anche un po' buffo se vogliamo con il suo viso rotondo e e quel suo modo di camminare sempre sbadato guardadosi intorno come se stesse  alla ricerca di qualcosa di nuovo per.......

Il mondo di Aster
Aster e' un bambino di sei anni tanto tanto curioso ed anche un po' buffo se vogliamo con il suo viso rotondo e quel suo modo di camminare sempre sbadato guardandosi intorno come se stesse alla ricerca di qualcosa di nuovo per poter sorridere e giocare.I suoi pensieri lo portano lontano dal tempo presente come se vivesse dentro di lui una macchina del tempo continua che lo catapulta in tutti i luoghi che la sua fantasia produce,i piu' fantastici e colorati luoghi nei mondi piu' diversi. Cominciamo col dire che Aster vive in un villaggio chiamato Thor,un villaggio da....favola!! si potrebbe dire,un mondo immerso nel verde e circondato da alberi altissimi e ricchi di foglie che con il sole addosso riflettono una luce che sembra diventare oro al tramonto.L'aria e' profumata e sa' del profumo dei fiori quando in primavera si schiudono e d'improvviso trasformano le nostre immagini,le rendono vive e gioiose dopo un grigio inverno.E gia' perche' ho dimenticato di dirvi cha a Thor e' sempre primavera e l'allegria e' nell'anima della gente che ha la fortuna di esser nata in questo posto sperduto di un mondo lontano che appartiene a chissa' quale universo. Il tempo scorre in modo molto particolare,sembra quasi che rispetto al nostro tempo ,le ore qui' siano composte da centoventi minuti,si perche' il loro scorrere e' cosi' lento,cosi' tranquillo che l'arte preferita sembra essere davvero quella del sogno.La comunita' vive molto unita,tutti sono responsabili di cio' che accade,i bambini sono figli di tutti e sono il sole che illumina la loro vita. I grandi lavorano la terra e tutti vivono dei suoi frutti,nessuno ha piu' dell'altro e nessuno e' piu' importante dell'altro,tutto si basa sull'unione e sul rispetto dell'ambiente che li circonda e che di tanto rispetto li premia con i suoi splendidi doni.Qui'la natura e' tanto generosa,coltivano di tutto ed i risultati sono strabilianti a dimostrazione che dalle nostre azioni dipendono molti dei nostri destini. Ma torniamo dal nostro piccolo e curioso amico.Sta' dormendo e sembra sorridere,di sicuro stara' facendo uno di quei sogni che tanto lo divertono,si sentira' un super eroe ,il protagonista di uno dei tanti racconti che ascolta dai grandi e che tanto lo appassionano......come quella storia si proprio quella che il papa' gli racconta quando passeggiano insieme e che lui non si stanca mai di ascoltare. “Silver e Missie sono due merli,il primo nero con l'inconfondibile becco arancione,mentre missie, e' la femminuccia di colore piu' chiaro e caratterizzata da una macchiolina bianca proprio sopra il becco.Erano nati praticamente nello stesso periodo e sin da piccoli giocavano insieme con Missie che da brava dispettosa si divertiva a beccare Silver ed a rubargli i frutti di cui era tanto ghiotto. Si erano fermati li' vicino a quel villaggio attirati dai grandi frutti e da quegli alberi cosi' grandi e rigogliosi e li avevano costruito il loro nido e con il loro fischio dolce e flautato accompagnavano le giornate degli uomini e delle donne che lavoravano regalando loro un canto leggero ed allegro e ricevendo in cambio ospitalita' e sorrisi.Silver amava isolarsi dal mondo e dall'alto dei grandi alberi ammirare quell'immenso prato verde e quello specchio d'acqua che tanto lo indispettiva ogni volta che gli rifletteva la sua immagine,era permaloso perfino antipatico e per questo Missie spesso sbuffava e volava via perche' faticava a sopportarlo.Ma non avrebbe mai potuto vivere senza il suo amore,l'unico della sua vita.......Era arrivato il grande giorno,Missie deposito' finalmente le uova ed emozionata inizio' a covarle aiutata amorevolmente da quel brontolone che finalmente stava per diventare papa' merlo!!Dopo quindici giorni la sorpresa fu' grande,le uova si schiusero e ne vennero fuori tre bellissimi merli piccolini che si muovevano tremanti ma gioiosi,mentre il quarto era immobile,faceva tanta fatica a muoversi ed aveva un colore strano,mai si era visto un merlo tutto bianco.Silver era fiero dei primi tre e se li coccolava mentre Missie cercava di prendersi cura del piu' piccolo e del piu' debole dei quattro.I mesi passarono e la famiglia ingrandita allietava con i suoi canti tutto il villaggio,Silver volava fiero e sembrava ignorare White il piccolino che non sapeva volare e che era sempre sofferente,non voleva accettare quella diversita' e spesso lo lasciava solo dando un brutto esempio anche ai fratelli che cominciavano piano piano ad ignorarlo.Missie invece aveva perso l'allegria , non riconosceva piu' quell'amore e era tanto in pena per il suo piccolino che non era in grado di procurarsi il cibo e neanche di volare.Cosi' un giorno accadde una cosa incredibile,uno dei fratellini di White era in difficolta',c'era dietro di lui un uccello che lo inseguiva,e che guadagnava sempre di piu' spazio,White che da lontano guardava la scena aveva capito che si trattava di una gazza ladra,aveva memorizzato tutti i racconti di Silver e non dimenticava nulla ,capiva che stava succedendo qualcosa di brutto e che bisognava fare qualcosa .Non ci penso' due volte e si lancio' nel vuoto,sembrava precipitare quando d'improvviso muovendo le ali si accorse di essere in grado di volare e finalmente volo' eccome volo',era velocissimo e con la sua manovra riusci' ad attirare la gazza ladra e divenne lui la preda lasciando cosi' libero il fratellino in difficolta'.Il predatore ci provo',ad un certo punto sembro' anche avvicinarsi ma poi cambio' idea e se ne ando',quello strano uccello bianco non lo aveva mai visto e forse era meglio evitare.Ci sarebbero state battute di caccia migliori.Da quel giorno le cose per White cambiarono e la lezione per gli altri maschi della famiglia fu' chiara,non sempre chi e' diverso da noi e' meno bravo o meno coraggioso,e' semplicemente un ramo dello stesso albero ,diverso da noi ma sempre uno di noi”. Ad Aster piaceva ascoltare papa' Righel e si identificava molto con White anche perche' a lui era stato insegnato che i piu' deboli vanno sempre difesi. “Sveglia dormiglione”,la voce di mamma Ares era cosi' morbida che sembrava provenire dai suoi sogni.”Dai Aster che la colazione e' sul tavolo,ti ho preparato i tuoi biscotti preferiti e poi c'e' il maestro Efer che ti aspetta insieme agli altri bambini.Chissa' cosa vi insegnera' oggi”. Dopo aver fatto finta di non sentire e dopo essersi strofinato gli occhietti Aster finalmente si tiro' su',si stiracchio' un pochino e poi si lascio' abbracciare da mamma Ares,amava sprofondare tra le sue braccia e piu' di ogni cosa era ghiotto di baci. “Mamma sei bellissima,ho la mamma piu' bella del mondo.Non .staccherei mai il mio becco dal tuo!!!!”Era tenerissimo ed aveva una fantasia esagerata che spesso lo portava a raccontare storie inventate di sana pianta che facevano ridere di gusto i presenti. Finalmente era pronto.Dopo una ricca colazione ed un bel pieno di energia Aser era pronto per andare dagli altri bambini e dal suo maestro. E' molto importante la colazione non dimenticatelo mai.I vostri genitori la preparano con tanto amore e non e' giusto fare i capricci .Ci sono tanti bimbi che non hanno questa fortuna sarebbe un peccato dimenticarlo.Apprezzate e ringraziate la mamma ed il papa' per questo dono. Ma dov'e'finito Aster??Non ci si puo' distrarre un attimo che lui sparisce!!Piccola birba,se ti trovo......Eccolo la',come immaginavo si e' fermato a parlare con la sua tartaruga gigante.Ma le tartarughe non parlano penserete voi.Ed invece si,a Thor anche gli animali hanno la voce e parlano parlano e fanno persino i dispetti!!Ma pei i piccoli e' una festa,si divertono a tirargli brutti scherzi per poi andare li e carezzarli come se nulle fosse, e loro se ne stanno li buoni a farsi fare ogni cosa come se fossero di pelouches anche se ogni tanto.... proprio come quella mattina quando Aster invece di andare dal suo vicino si fermo' da Camilla e Bea con due grandi foglie di lattuga,dimenticavo,Camilla e Bea sono le due tartarughe giganti che spesso riposano nel giardino di Aster,ebbene a lui piaceva fargli odorare la lattuga e poi sul piu'bello quando stavano per addentarla,via,si voltava e di scatto si allontanava ridendo e prendendole in giro per la loro lentezza.Dopo qualche minuto si riavvicinava promettendo che stavolta sarebbe stato bravo.Camilla e Bea rimasero tranquille e lo fecero avvicinare, poi una volta capito che era alla distanza giusta,con una rapidita' imprevista lo fecero balzare sul loro guscio e senza pensarci due volte lo scaricarono nello stagno che divideva la sua casa da quella di Sem,il vicino. Ora erano le due tartarughe a ridere di gusto,tutte soddisfatte per la lezione impartita ad Aster che per giunta sarebbe stato sgridato anche dalla mamma.Era tutto bagnato,ma in fondo si era divertito.
IL MAESTRO EFER
Indossava sempre un mantello bianco che si andava a confondere con i suoi lunghi capelli che avevano il colore del cotone.Li portava legati ed andavano ad ornare quel viso un po' smagrito che il tempo ha segnato . Nessuno sa' quale sia la sua eta',si mormora che ci sia sempre stato,anche i piu' anziani lo ricordano da sempre e tutti nel villaggio hanno rispetto di quel vecchietto vispo e arzillo che delizia i piccoli,ma anche i grandi,con le sue lezioni .Tutti qui' son cresciuti ed hanno imparato da lui ,la sua saggezza e' una perla rara da custodire con gioia. Nessuno sa' da dove mai fosse arrivato.”Da un altra galassia”mormorano gli abitanti che di Efer hanno rispetto ed ammirazione ma anche molta soggezione mista ad un briciolo di paura. Che chi giura di averlo visto parlare con un lupo ed intimargli di andarsene dal villaggio.Chi e' sicuro di averlo visto rivolgersi alla pioggia facendola fermare in un periodo in cui Thor rischiava di essere sommerso e tutti i suoi abitanti scomparire.Lui sorride e scuote il capo quando sente i bambini che si raccontano queste storie.Sorride di un sorriso malizioso.....Quello che e' certo e' il suo sconfinato sapere.Sembra racchiudere in lui la storia ed il suo dono straordinario sta' nel modo in cui riesce a raccontarla ai piu' piccolini,facendoli appassionare come se giocassero ai loro giochi preferiti.Era piuttosto disordinato e girava sembra portando con se' dei libri pieni di polvere che non usava mai!!, e poi era buffissimo nel suo camminare ondeggiando e guardando sempre avanti come se seguisse un punto fisso,era un abitudine vederlo inciampare in qualche legno o sasso e questo lo faceva diventare tutto rosso,sembrava un pomodoro,poi dopo essersi aggiustato i suoi capelli ripartiva nella sua direzione circondato da un nuvolone di fumo che sbuffava da uno strano sigaro verdastro che solo lui sapeva da che foglie era formato.Era molto solitario,l'unico vero amico con quale parlava al di fuori della scuola era un topolino di nome Krusty,lui si che lo conosceva bene,erano tanti anni che lo seguiva e si era tanto affezionato a quello strano uomo tutto bianco. La sera dopo aver mangiato,krusty entrava nella casa di Efer da una piccola fessura in basso vicino alla porta,gli piaceva vedere il maestro mentre osservando la luna iniziava a parlare.Sorseggiando un infuso da lui estratto da alcune erbe ,raccontava quello che secondo lui avrebbe potuto rappresentare un pericolo per Thor e per tutti i suoi abitanti. “Vedi caro amico mio,oltre quel cielo stellato,oltre questa distesa di verde,esistono altri mondi,abitati da altri esseri,con altre usanze,altri usi ed altre esigenze”.Krusty lo ascoltava anche se a dire il vero non e' che ci capiva poi molto.”Maestro-disse il topino-che cosa vuol dire esigenze”?”Ah,stupido topino,in tutto questo tempo non hai ancora imparato nulla!!,ma la colpa e' la mia,uso delle parole che un mangia formaggio a tradimento non puo' capire”.”E allora me le spieghi”-fu la risposta insolente di Krusty,che si divertiva molto a far arrabbiare Efer,gli piaceva vederlo prender fuoco in viso,tutto rosso come un bel pomodoro. Anche se faceva lo scorbutico,il maestro amava spiegare,rispondere alle domande,era la sua passione,la sua vita.Le esigenze sono quelle cose che bisognano a tutte le persone per sopravvivere.”Come l'acqua e il formaggio”-rispose il topolino!”Sciocco,pensi solo a mangiare...comunque si diciamo come l'acqua ed il formaggio”. “Non ci trovo nulla di strano,anche noi abbiamo queste esigenze”. “Non ho ancora finito di parlare,ti stavo dicendo che in uno di questi mondi che viene chiamato Terra,questa esigenze sono divenute esagerate.Si dice che la gente parli con apparecchi strani,che mentre cammina puo' comunicare con altre persone lontane,si dice che quando si spostano lo fanno salendo su strani pezzi di ferro che si muovono e si dice anche che i bambini devono stare attenti a tante cose e che succedono tante cose difficili da spiegare”.Krusty lo guardava incuriosito.”Il ferro che cammina?!!Ma che razza di posto e',non si e' mai sentita una roba del genere e poi perche' i bambini devono stare attenti a tante cose?Il mondo e' stato pensato per essere dei bambini,sono la parte piu' bella,la migliore”.”Parole sante mio caro amico,parole sante.Ma io sono preoccupato perche' c'e' un piccolo abitante di Thor che le luna regina ha scelto e che tra qualche giorno andra' in visita su questo mondo nuovo......questa cosa mi preoccupa e' troppo piccino per allontanarsi dalla sua famiglia”.Di colpo si addormento' iniziando a russare sonoramente.
La luna regina
La notte era illuminata come non era mai accaduto,la luna regina era un gigante splendido che regalava luce e rendeva il paesaggio ancora piu' bello.Anche le stelle si erano riunite,erano sorprese nel vedere la regina cosi' radiosa,immensa e silenziosa.Era la notte giusta,la notte in cui sarebbe successo un evento che sarebbe rimasto nella storia di quel mondo.Per la prima volta un piccolo e curioso abitante di Thor avrebbe incontrato la terra,avrebbe visto un'altra vita.Avrebbe finalmente incontrato il mare,il vento,il sole e la pioggia e lo avrebbe fatto con l'ingenuita' e l'allegria di un bambino furbetto.La luna regina era emozionata ed anche un po' impaurita,dopotutto sapeva che una volta sulla terra non avrebbe piu' potuto proteggere Aster,ma sapeva anche che il futuro di quel mondo lontano dipendeva da quel piccolo e buffo esserino e lei lo aveva scelto perche' sicura delle sue qualita',anche il maestro Efer considerava Aster capace....abbastanza....e che la fortuna ci aiuti!! Aster intanto se ne stava nel lettino con il suo bel pigiamino e sognava,sognava di giocare con altri bambini,di correre dietro ad un aquilone e di divertirsi tanto tanto.Non poteva immaginare della grande sorpresa che avrebbe avuto al suo risveglio. Stava per iniziare il sogno piu' bello e lungo della sua piccola vita,il sogno con il quale questo bambino avrebbe portato un sorriso straordinario e tanta gioia a chi lo avrebbe incontrato.....
Un grande incontro
Aveva dormito davvero bene quella notte e aveva una gran voglia di muoversi.Apri' gli occhi,ma di colpo li richiuse.Quello che vedeva intorno a se non somigliava alla sua cameretta.....certo che questa era piu' bella pero' e poi c'erano due occhi azzurri bellissimi che lo guardavano,era uno sguardo pieno d'amore ed erano proprio gli occhi della sua mamma!!”Ma dove siamo mamma?,e' tutto cosi' diverso e bello”,poco piu' in la' si sentiva la vocina di una bimba che cercava di farsi notare.”E quella chi e'?Cosa vuole?”Aster era tanto confuso ma stranamente si sentiva sicuro,era come se fosse stato la' da sempre.”E' la tua sorellina-rispose la mamma-Aster era molto geloso e avrebbe voluto la mamma tutta per se,per un istante la guardo' di traverso ma poi con un sorriso esclamo':”pero' e' proprio bella,certo e' piccola e poi parla tanto ...pero' penso che mi piace”.Lei era capricciosa e da femminuccia cercava di farsi notare.”Si ,Aster-rispose la mamma-e' proprio piccolina ed e' per questo che ha bisogno di te,tu sei un bravo bambino e dovrai sempre avere tante attenzioni e dovrai proteggerla perche' tu sei il fratellino piu' grande”.Non sembrava troppo convinto all'inizio ma poi l'idea gli sembro' interessante.”E va bene,pero' -disse rivolto alla piccola-devi essere una bimba ubbidiente e non devi giocare con le mie cose.Poi quando sarai piu' grande si vedra'”.La luna regina dall'alto aveva ascoltato e sorridente capi' che in realta' Aster apparteneva a quel mondo nuovo ed a quella famiglia e mai scelta fu piu' giusta.Insieme erano proprio una bella immagine.Ora Aster passeggiavano con la mamma ed il papa' e alla sua destra camminava la sorellina che lo guardava con occhi grandi e ammirati pronta a farle un dispetto ma felice di averlo sempre vicino......



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: