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lavoro pubblicato sabato 28 aprile 2012
ultima lettura mercoledì 24 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL SIGILLO del FARAONE - Capitolo II

di mariapace2010. Letto 758 volte. Dallo scaffale Fantasia

riassunto puntate preced.: Isabella e Nefer, separate da spazio-tempo di 3500 anni comunicano telepaticamente scambiandosi informazioni su rispettive epoche: tramite GUARDIANO frutto della capacità dei sacerdoti egizi di manipolare la materia inerte..







CAPITOLO II -
Il Papiro della principessa





Isabella non riusciva a dormire, continuava a muoversi ed agitarsi
e solo dopo lungo tempo scivolò in un dormi-veglia popolato di ombre, immagini
confuse e suoni indistinti. Le ombre poi, cominciarono a prendere forme i suoni
divennero voci chiare e distinte.



Pienamente consapevole di
sognare, ma con l'impressione di camminare lungo le sponde di un fiume, tra
rigogliose giuncaie e folti canneti di
papiri, si vide affiancare da una figura che riconobbe subito: la principessa
Nefer.



Era così come l'aveva "vista" la
prima volta: i lineamenti delicati, la bocca carnosa, il naso dalla dolce linea
pura, il mento elegante e levigato come un profilo in alabastro.



Lo spirito della ragazza divenne
un groviglio di emozioni.



Ricordò il loro primo "contatto"
all'interno della tomba, nella Valle delle Regine, e poi quelli che erano seguiti e l'avevano proiettata nel mondo
della principessa di Tebe. Era stato così che aveva appreso del profondo legame
con il fratello Thotmosis, dell'amicizia per il giovane sacerdote di Bes, e
della prematura morte avvenuta a sedici anni.





Nel sogno, adesso, lei e la
principessa, camminavano rasentando i campi inondati dalle acque del Nilo in
mezzo ad un mare di palme e sicomori ed in silenzio assaporavano l'odore del
limo portato dalla piena e quello delle canne che la primavera aveva arricchito
di verdi germogli.



"Fermati, principessa Nefer. -
d'un tratto Isabella ruppe il silenzio - Dimmi, perché mi hai chiamata?"



Era la prima volta che loro due
non si sovrapponevano e che restavano distinte
nella propria identità e realtà. In precedenza, Isabella aveva provato
sempre una sensazione simile al ricordo, come se la vita della principessa
fosse un ricordo perduto appartenente
alla sua vita presente o... o, forse, a quello di una vita passata.



La ragazza intuì, prima ancora
che la principessa prendesse la parola, che Nefer stava per farle una
rivelazione.



Davanti a loro, un gruppo di
cormorani presero il volo poi si disposero in una lunga fila e si allontanarono
nel sole: stettero entrambe a guardarli.



"Il Messaggero è venuto a porsi
davanti a Nefer- esordì la principessa con accento di rincrescimento - e colui
che lo ha inviato vive ancora impunito."



"Non capisco." disse Isabella.



"Tu... tu che sei l'altra "me
stessa", tu puoi aiutare Nefer..."



"Come posso aiutarti?... Come posso
aiutarti, io, se è per questo che sei venuta da me?"



"Fa che Anubi, l'Apritore dei
Cammini, conceda a Nefer che i suoi nemici siano portati in ceppi innanzi ad
Usir... - la voce della principessa era flabile. Quasi un sussurro - Si sono
spalancate le Porte di Shu, Signora del Cielo, davanti a Nefer, affinché
potesse uscire come Horo che prende il volo e si riposa sulla fronte di Ra. Si
sono aperti i Chiavistelli di Geb, Signore della Terra, per permettere a Nefer
di venire qui e porre fine alle sue pene..."



"Non capisco!" continuava a
ripetere Isabella.



"La pena è grande... Nefer è stata
uccisa e il suo Ka non ha pace perché il suo uccisore vive ancora impunito."



"Ma... ma io che cosa posso fare?"



"Ridare la pace all'altra "te
stessa"..."



"Ma come?"



Il dialogo diventava sempre più
angosciosamente incalzante e la ragazza si sentiva triste e impotente.



"Porta il mio lamento e la mia
Accusa al Traghettatore dei Defunti, acciocché Egli consegni il messaggio ad
Usir Glorificato, Signore della Luce e della Verità e quando il colpevole sarà
condotto alla sua presenza..."



"Il messaggio? - la interruppe
Isabella - Di quale messaggio parli?"



"Il Papiro dell'Accusa.- rispose
la principessa - Vi è tracciato in esso il nome di colui che ha inviato a Nefer
il Messaggero della Morte."



"Di quale papiro stai parlando?
Come faccio a riconoscerlo fra i tanti che..."



"Il Sigillo del Faraone" la
interruppe a sua volta il fantasma della infelice principessa di Tebe.



"Il Sigillo del Faraone?" domandò
Isabella sempre più angosciata.



"Il Sigillo del Faraone!- ripeté
la principessa, togliendosi dalla mano destra un anello d'oro che recava inciso
il cartiglio del Faraone - Il Faraone lo donò a Nefer il giorno della sua Festa-della-Vita. - continuò tendendolo
alla ragazza - Ogni parola scritta, è
parola del Faraone... Ogni ordine, è quello del Faraone."



Un lampo passò negli occhi di
Isabella:



"Credo finalmente di capire. -
esclamò - Tu hai scritto su un papiro il nome del responsabile della tua morte
e vi hai apposto il Sigillo-del-Faraone... ma io come faccio a far avere ad Anubi
il tuo messaggio? Dove si trovano Papiro e Sigillo?"



"Oh!... - sospirò il Ka della
principessa - L'infido Enen, allievo di Thot, colpevole della morte di Nefer,
quando sarà tradotto davanti ad Usir, sarà punito e dato in pasto ad Ammit..."



"Ma dove si trovano adesso il
papiro e il Sigillo?" domandò nuovamente
Isabella.



"... attenta alla perfidia di Enen,
sorella del mio cuore... essa è come la rete del cacciatore che si stringe
intorno alle anatre del canneto."



"Chi è questo Enen? Come posso
neutralizzarlo? - lo sforzo di trattenere il volto della principessa, che
cominciava a sfuggirle come un'immagine
riflessa in una pozza d'acqua, era grande quanto inutile - Dimmi,
principessa Nefer, dove hai nascosto Papiro e Sigillo?... Nefer... Nefer..." chiamò,
ma proprio in quell'attimo, di scatto, Isabella si svegliò.



Si rizzò a sedere sul letto,
ansimante come un cucciolo in corsa sorpreso fuori del branco.



"Nefer... ho sognatola principessa
Nefer..." mormorarono meccanicamente le sue labbra, ma una voce vibrante e dagli
accenti litici, dal fondo del letto rispose al suo pensiero sussurrato:



"Più di un sogno, mia signora!"



"Osor?... Sei proprio tu, Osor,
amico mio?" esclamò sopraffatta d'emozione.



Osor lasciò le ombre e si fece
avanti.



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