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lavoro pubblicato lunedì 16 aprile 2012
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Sulla sensibilità e il sentimentalismo

di Miguel. Letto 993 volte. Dallo scaffale Pulp

Sarebbe bene fare una distinzioni di termini, per non creare confusione, dal momento che troppo spesso il sentimentalismo viene confuso anzi spacciato per sensibilità. Io per esempio, non lo so se sono sensibile, ma di sicuro non sono un sentimentalis.....

Sarebbe bene fare una distinzioni di termini, per non creare confusione, dal momento che troppo spesso il sentimentalismo viene confuso anzi spacciato per sensibilità. Io per esempio, non lo so se sono sensibile, ma di sicuro non sono un sentimentalista. Non lo so se lo sono, perché a volte vorrei ammazzare il gatto. Avevo un cane bello e buono e adesso mi è rimasto solo un gatto stronzo. Comunque non credo che questo c'entri. Mia madre per esempio, quella si che lo adora quel gatto. Ogni mattina lo prende imbraccio schiacciandogli i testicoli sulla sua pancia e si diverte a sentirlo mentre quel povero gattaccio emette versi gutturali di puro terrore e dolore. Quei lamenti che rutta fuori sembrano un po' i pianti di un neonato, o vagiti. Cose così. Niente di più commuovente per una donna che aspetta nipotini che non arriveranno mai. Difficile chiedersi se questi atti di terrorismo psicofisico possano ritenersi una manifestazione di affetto o più semplicemente di pura follia. Ce ne sono tante di storie di amore che degenerano nella follia. Comunque: sensibilità e sentimentalismo. Immaginatevi una vecchia grassona dentro il suo grembiule che guarda la sua telenovela. Fissatele bene quegli occhi tondi tondi, dietro quelle lenti spesse. Tutto il suo mondo dentro quella fottuta scatoletta. Sta fissando la tele. Ecco che quei due tornano assieme dopo che avevano rotto. Si dicono parole dolci e poi si baciano. Scatta pure la musichetta di sottofondo. Una musica soft. E secondo me avanti così finisce che trombano. Lei è sempre lì. Incollata alla tele. Le lenti iniziano ad appannarsi, così si solleva gli occhiali, la stronza. Si asciuga gli occhi con il fazzoletto. I due si dicono che non si lasceranno mai più. Vorrei che schiattassero entrambi, nel film si intende. Poveracci anche loro. Vorrei vedere che faccia farebbe quella grassona obesa nel vederli morti. Cadaveri. E invece non succede niente. E lei continua a piangere. E a me sta venendo il diabete a forza di vederli limonare. E lei che piange. E loro che si baciano. In questo momento la mia sensibilità è rivolta verso il mio povero ego. In difesa di me stesso cazzo. Immagino lei in una pozzetta di sangue. Immagino la mia mano che impugna un grosso martello. Immagino la sua testa sfracassata. Rotta. Squarciata. Fottuta. Vorrei solo darle un motivo per piangere. Finita la puntata tutto ritorna nella dimensione antecedente, come se nulla fosse accaduto. Si pulisce gli occhiali e torna a fare i suoi cazzi per la casa. Per ventitre ore e quaranta minuti non penserà una sola volta a questa storia. Io quando guardo un film mi perdo spesso nei dettagli tecnici. La fotografia, i colori, il cambio di scene, e spesso mi perdo i dialoghi. Al cinema tutti ridono per una scena mentre io ero concentrato ad osservare il gesticolare dell'attore. Guardavo le sue mani e pensavo a come sono fluidi i suoi movimenti e come stanno bene al centro dell'inquadratura. E tutti ridono. Quando tutti sobbalzano per l'ennesima tipa fottuta alle spalle da un pazzo maniaco, io mi giro e sussurro nell'orecchio di una ragazza affianco a me. Le sussurro del come hanno risolto bene quella scena, delle immagini che si alternano, del sangue disposto sul pavimento. Del trucco sul viso che fa risaltare ben bene lo zigomo destro spappolato e la fuoriuscita del bulbo oculare. Quella stronza si alza e se ne va. Penso che abbiano fatto un buon lavoro. Non certo per la sfigata che si è appena alzata. Quella non sa neanche lontanamente che cosa sia il bello. Ma si alzati, vattene fuori dal cazzo va. Vai ad ascoltarti un po' di radio in macchina. Che pena. Mi fanno girare le palle queste tipe e io non riesco più a seguire il film. Fossero tutte come Jannette. Jannette è una ragazza francese. Lei tira i secchi di vernice rossa sulle donne impellicciate. Dice che lo fa per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione del massacro degli animali per fini estetici e prettamente commerciali. Dice anche che è una merda che accada tutto questo. Jannette passa le giornate a informarsi e a informare. Ha preso parte anche a vari arrembaggi contro le baleniere. Racconta di come faceva a mettere fuori uso le eliche e all'utilizzo dell'acido butirrico per rallentare le manovre. Lei e il suo ambiente. Dice che con l'informazione l'opinione pubblica si sensibilizza sui danni ambientali e che solo così si può cambiare la politica che protegge le grandi corporazioni che inquinano l'ambiente e massacrano gli animali. Secondo lei il solo metodo funzionale per farsi sentire dai media e quello del terrorismo. "Perché la gente si sveglia solo quando ha paura" dice. Comunque io avevo un gran bel cane. E adesso mi è rimasto solo un gatto stronzo. Non che non mi piacciano i gatti a prescindere. Io non ho niente contro i gatti. Dipenderà anche per loro un po' dal carattere e un po' da come li abitui. Solo che il mio gatto ha un carattere di merda ed è stato abituato un gran male. Penso che infondo gli voglio anche bene, ma che voglio più bene a me stesso. Lo ammazzassi domani non farei un dispiacere al mondo. Gli lavo via un po' di merda. Solo devo stare attento a non dirlo a Jannette. Quella si incazza. Poi c'è mia madre, che mi chiederebbe per due settimane se l'ho visto in giro. Poi se ne dimentica. Il sentimentalismo. È quello che ammazza la fantasia. Appiccica la gente alla superficie, come le mosche sulla resina. Fossi una mosca preferirei stare sulla merda. A questo punto però c'è da fare un'osservazione importante: la resina profuma, mentre la merda no. Per questo molta gente si invischia e si appiccica alla superficie. Il sentimentalismo è un sentimento borghese. Grembiuli, vestaglie, occhiali tondi, riscaldamento alto, pellicce, tg4, telenovele, gatti senza testicoli, gatti con testicoli spiaccicati sul ventre di una stronza morbosa depressa con istinto di maternità represso. Devo vomitare. Stamattina tra l'altro l'ho già fatta una volta questa cosa del vomito. Per via dell'alcol. Sul dizionario la parola "sentimentalismo" dice che è la tendenza a una sentimentalità esagerata. Poi se vai a vedere cos'è la sentimentalità dice: "caratteristica di ciò che è sentimentale". Sono andato a vedere che cosa vuol dire "sentimentale". Dice che è relativo ai sentimenti. Per la parola "sentimenti" il dizionario scrive: "parola non trovata. Forse cercavi sentimento?" No non cerco più un cazzo. È una vita che cerco un po' di sentimento. Da ragazzino mi ricordo che mi innamoravo follemente. Belli gli amori romantici, le storie travagliate. Le grandi litigate, le piazzate fra la gente, la disperazione di una ragazzina tossica nei cessi del locale, mentre mani sempre più incazzate continuano a bussare. Belli gli amori tossici. Eccesso di emozioni. Sensazioni discordanti che si incrociano, si aggrovigliano, si alternano, si amano, si odiano, si scopano, si stuprano. Jannette non si innamora mai. Lei è presa dalle sue balene. Ci sono anche restato sotto per un attimo. Lei dice che l'amore è un sentimento piccolo-borghese. Ma io non intendevo amarla ancora a lungo. Solo non ero ancora stufo di scoparmela. Può pure pensarla come le pare. Secondo me ha solo paura di restarci sotto. Lei dice che la gente quando ha paura si sveglia. Io dico che quando ha paura, la gente, resta esattamente al suo posto. Io dico che la gente si sveglia quando non ha altre distrazioni, quando non viene bombardata di stronzate, quando hanno finito di terrorizzarla e di riempire i buchi di resina profumata per deviare le emozioni dalle realtà scomode. Dico che certa gente dovrà iniziare ad aver paura quando gli altri non avranno più paura. E comunque volevo solo scoparmela ancora una volta Jannette. E invece se n'è andata. La stronza. Si, potrà sembrare un discorso cinico. Delle volte son convinto che il cinismo sia una grossa cassaforte piena di cazzate troppo forti da esternare. Meglio che restino dentro il petto ad aggrovigliarsi tra loro. Diluirle con alcol è una buona soluzione. Ho provato con altre cose ma non ha funzionato. L'alcol pulisce a fondo tutti i residui di sensibilità, là dove non arrivano altri prodotti. Eppure sarebbe così semplice starmene comodamente invischiato tra resine profumate ad osservare la realtà appiccicato alle certezze. E invece mi trovo sempre nella merda fino al collo. E vado sempre più giù. Più giù. E non sono una mosca cazzo. Voglio dire, non mi ci trovo bene nella merda. Bello però vedere le cose come stanno. Riflettere sugli eventi senza soffermarsi sulle apparenze. Amori folli, eco-terrorismo, anarchia, pellicce imbrattate di vernice, secchiate di vernice sulla pelliccia del gatto, musica, giocolieri, gatti randagi, cinema, arte, cultura, informazione, rivoluzione, feste, teatro, danza, vino. Mi è passata la nausea. Ora posso riprendere a bere.


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