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lavoro pubblicato sabato 7 aprile 2012
ultima lettura mercoledì 23 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cose che non si scordano facile. Nel buio morbido.

di frantizan. Letto 787 volte. Dallo scaffale Amore

-Il mondo mi sorprende, la gente mi sorprende, è cambiata. Gli studenti mi sorprendono, sono cafoni e sgraziati, affogano nell'acne, non hanno...

-Il mondo mi sorprende, la gente mi sorprende, è cambiata. Gli studenti mi sorprendono, sono cafoni e sgraziati, affogano nell'acne, non hanno la bella pelle della gioventù di un tempo. E l'ignoranza poi, la sfoggiano come fosse il vestito buono. Ieri l'altro, neppure il più arrogante, insisteva che il significato del termine tergiversare è detergere in profondità. Niente da fare, non la voleva capire, non mi credeva, quando mi sono arrabbiata, ho battuto il pugno sulla cattedra, quando ho esclusa la cosa senza mezzi termini si è messo a mugugnare, a dire che non era colpa sua, che era certissimo di averlo sentito dire in una pubblicità televisiva. Santo cielo, questi non hanno mai aperto un dizionario in vita loro ma nascono già con il telecomando stretto in pugno. Quando il mondo sarà completamente marcio dove finiremo tutti quanti?! E non parliamo di televisione, l'hai vista quella sgualdrina della Belèn, in prima serata con la patatina bene in mostra!? Volgarità del genere dovrebbero essere censurate, non le dovrebbero permettere, gli islamici furbi per molto meno tagliano le mani, ti lapidano solo se scordi il velo figuriamoci le mutande. Ma poi dico questa extracomunitaria, questa sguattera analfabeta che non avremmo dovuto fare entrare nel nostro paese neppure come colf, che già abbiamo di nostro tante povere ragazze bisognose di lavorare, la paghiamo a peso d'oro per girare in prima serata a prendere freddo là sotto? Ma che cosa siamo diventati? Altro che Mosè, per una cosa del genere dovrebbe scendere Lui in persona, a tuonare e menare fendenti sulle cervici dure con le tavole di pietra; l'osceno è il vitello d'oro della nostra epoca.
Elegante nel suo tailleur color asparago triste con sandalo nero tacco undici. L'insieme esalta le lunghe gambe muscolose e la bellezza statuaria da diva cinematografica. Sexy di certo, da fare voltare ogni uomo, persino quelle mezzeseghe dei suoi studenti, occhio però, è il genere gonna corta ma gambe strette, guardare ma non toccare, anzi meglio non guardare neppure.
-Attenta piccola mia gli uomini sono porcastri feroci. Animali da cortile, sì, capaci di chiocciare e fare l'inchino, talvolta persino di sorridere ed essere gentili ma dentro sono rimaste le solite belve primitive. Il maschio, per quanto giovane e all'apparenza dolce, cercherà sempre per istinto primigenio di lordare il candore della tua anima, che ricorda è il bene più prezioso che ti è stato dato. Anche quando dentro di sé crede in buona fede di amarti vuole schiacciarti, per lui non sei che un guanciale sul quale riposare, un gradino che gli permette di elevarsi, un bel fregio da mostrare, un trofeo da esibire, un asino da soma sul quale scaricare i carichi più duri. Ooh, l'uomo non è come il diavolo, lui è il diavolo, e se profuma di buono, se le unghie sono curate in certo qual modo è malefico il doppio. Per lui o sei madre o prostituta, ricordalo, la sua psiche non comprende altri ruoli per te. Per chissà quale impenetrabile fine il Divino ha previsto che noi donne si subisca dal maschio, a letto e fuori, ma non è necessario che ce lo facciamo piacere troppo. Fingere sì, dobbiamo, semplifica le cose, che sono dei tali bamboloni, non capiscono nulla, tengono fra le mani il mondo ma non sanno cosa farci, mica lo capiscono, mancano completamente della sensibilità necessaria ad entrare in intimità con l'esistenza. Scusa se parlo tanto e vado veloce, ma io e te non chiacchieriamo mai di queste cose, di queste robine da donna. Un po' è colpa mia, certo, ma tu non dici mai nulla, nascondi le cose a tua madre.
-No Maria Cristina, giuro che non ti ho mai nascosto nulla
-Ma sì, ma sì, ma non giurare. Che anche se lo fai con le migliori intenzioni ti mette a rischio che il verbo muti in spergiuro.
Oggi Maria Cristina è davvero magnifica, fresca e serena, sembra generare luce. Inclina il capo e mi fissa con gli occhioni sgranati lucenti, gesticola un poco persino, le labbra danzano figure ipnotiche che si tramutano in suoni e significati.
-Vedi cosa è accaduto a me, io ho accettato di assoggettarmi a tuo padre, senza lamentarmi, giuro, senza neanche preoccuparmi. Mi sono sottomessa ma il patto era che lui sarebbe stato il mio principe, che mi avrebbe amato per sempre, che mi avrebbe protetto e mi avrebbe rispettato. Ma così non è stato. Guglielmo è un meschino ranocchio dal membro perennemente infiammato, non un principe. Voglio dire io non ho mai avuto nulla contro la sessualità all'interno del matrimonio ma lui è come un... è un porcelletto ecco. Intendo che io non volevo, non perché non mi interessasse, e neppure per il pericolo che, come da piccola ci diceva suor Di Gesù, ad avere un orgasmo si rischia non solo la virtù, cosa questa in realtà certa, ma finanche di morire. Certo i piaceri invecchiano noi donne, è risaputo, ma non ho mai creduto a quella cosa lì, che si muore.
Secondo Maria Cristina devo camminare dritta con lo sguardo basso senza scrollare il culo, lei direbbe ciondolare il sederino, ma sottecchi esaminare e valutare ogni maschio in zona per non farmi sfuggire il migliore. In quanto donna, in osservanza alla divina volontà, devo soggiacere a cosce aperte una volta a Pasqua ed una a Natale, ma per la sola procreazione e per non deludere il maritino, senza provare piacere che i godimenti consumano le donne e fanno male alla pelle, e del resto lei ne è certa, anche se per timore del ridicolo ora lo nega, che vi sono di continuo casi di donne che vanno in autocombustione per piaceri troppi intensi. E devo sbattermi per farmi valere ma senza esagerare, che sgomitare è da persone volgari e poco femminile, eppoi intimidisce il maschio, che dovendomi proteggere deve credermi indifesa ed impedita.
-Comunque, insomma, Guglielmo non ha saputo proteggerci. Ha permesso che degli sconosciuti entrassero in casa nostra a officiare i loro squallidi riti pagani, a lordare il pavimento con sangue di gallina. Ma c'è di più, come ti spieghi la porta divelta da dentro? Come hanno fatto ad entrare se la serratura era di sicurezza? Avevano un complice all'interno, ecco come. E chi se non Guglielmo?!
-Ma Maria Cristina, cosa dici?
-Fidati della tua mamma, ci sono delle cose... delle cose, lo sapevi che Guglielmo frequenta donnacce? D'ogni sorta. Persino delle baldracche sudamericane, di quelle che si possono vedere aggirarsi fra gli scaffali dei supermercati ciondolando dei culi enormi incrostati da strati di noduli di cellulite, vere cascate di adipe su certe gambone cortissime. E comprano comprano, pare debbano mangiarsi tutto loro. Tonnellate di fagioli, di polli, di riso, carrelli stracolmi di bottiglie di birra. Delle ubriacone puzzolenti con delle pance che trasbordano dalla cintura. Deodoranti e sapone non ne comprano, riempiono le buste di maiale e dolciumi scadenti invece.
Incredibile adorabile Maria Cristina, lei che trascorre il tempo libero triturando di fino croccanti e dolci al cioccolato, ruminando molto lentamente senza mai inghiottire, sputando tutto invece in graziosi tovaglioli di carta, intanto che guarda sul satellite stupidi programmi di televendite di rimedi per rassodare culi flaccidi e raddrizzare alluci valghi.
-Guarda io sono stata capace di mettere da parte i miei pregiudizi, a non dare importanza al fatto che la famiglia di Guglielmo fosse dedita ai commerci, che vendesse quelle auto di merda, arcidiabolina, scusami tantissimo non volevo, non intendevo pronunciare quella parola che comincia per me e finisce per da.
Eppure in lei oggi c'è un aria diversa, pare distesa, quasi gioiosa, ancora più bella del solito, radiosa, parla con una passione che non le ho mai vista, sbatte gli occhi e rimescola l'aria della stanza con le mani affusolate.
Ma perché si lasciano? Se l'amore non dura, non è eterno, allora non ha valore. E' come se separandosi ora negassero, cancellassero i sentimenti di tutta una vita. Non poteva essere una passione genuina, si sono ingannati, hanno solo creduto di amare.
-Fatto sta che Guglielmo ed io concordemente abbiamo deciso di divorziare. Lui ancora non lo sa. Non è stata una scelta facile, nella mia situazione capirai. Come farò ora non lo so, se divorzio perderò di certo il lavoro, il vescovo mi toglierà l'incarico, non potrò continuare ad insegnare religione, se divorzio il vescovo non mi vorrà più.
-Maria Cristina non dirlo, non funziona così. Tranquilla, lo sai che non puoi essere licenziata. Il provveditore ti assegnerà una cattedra in un'altra materia, tutto qui.
-E cosa potrei mai insegnare? Non so nulla, ho studiato teologia... e basta. Matematica no, non so neppure fare di conto sulla punta delle dita. Il tedesco grazie al cielo l'ho sfrattato dalla testa il giorno del diploma e so solo dire kartoffel. Italiano o latino sono cose troppo serie, non potrei mai. Noi insegnanti abbiamo delle precise responsabilità nei confronti degli alunni, non trovi? Ah, da adolescente per un po' ho preso lezioni di piano, potrei insegnare musica. O ginnastica, in quelle cose sono sempre stata brava. Non salto mai una seduta in palestra e il mio personal trainer dice che sono slegatissima ed elegante nei movimenti, che ho una resistenza fenomenale. Ma poi chi se ne importa di tutto questo?! Il vescovo non mi fa più insegnare religione? Fan...ulo a lui e a tutta l'ingessatissima gerarchia vaticana.
I suoni delle parole sono un fiotto di cenere, posso concentrarmi su quello, immaginarle come spruzzi di saliva che come rugiada si posano sulla mente. Morbidi o spigolosi, avvolgenti o repellenti, unti e scivolosi o caramellosi e adesivi rimbombano nella testa, così senza applicazione assorbo i pensieri degli altri e li faccio miei. I suoni sono lucenti, l'ombra invece si addensa nei suoi occhi chiari mentre affronta i crucci, ma si discioglie, e il viso s'imporpora, quando uno dopo l'altro con energia travolge gli ostacoli. Sento la mia voce lontana risuonare.
-Sono certa Maria Cristina che te la caverai benissimo qualunque cosa tu decida di fare.
-Sai per me è un periodo nuovo, sono confusa ma credimi mi sento bene, ho conosciuta una persona speciale, sai come capita(?!), mi era stato chiesto di occuparmi di lui poi... da cosa nasce cosa. Come posso dire(?!), hai presente il Cantico dei cantici, le apette, le apucce, i calabroni, i fiori, sai quelle cose lì, insomma allora anch'io, la primavera, il fatto che all'improvviso mi sono accorta di avere un cuore che batte, roba così insomma. Ho cominciato a sentirmi come una castagna che finalmente esca dal riccio, l'aria, il sole, la voglia di essere mangiata, di donarmi. E' nato e cresciuto un sentimento, voglio dire che sono innamorata come una ragazzina. Hai capito ora? Non so come dirtelo, come spiegarmi, insomma mi sono fatta l'amante! No scherzo! Cioè è vero, mi sono fatta l'amante, come dicono le mie amiche quelle altolocatissime seppellite nelle loro pellicce di visone selvaggio.
Sono sotto shock, ve lo giuro, non sono neppure nella stanza, ora vago impietrita nello spazio profondo interiore, trascinata dalle correnti gravitazionali dei sensi di colpa e della paura, enormi come pianeti, intanto i miei animali prendono a sbraitare tutti assieme, a stento mi trattengo da tappare le orecchie con le mani e ripararmi dallo strepito.
-Lo sapesse il vescovo! L'amante!? Ma di questi tempi, forse che non ce l'hanno tutte? E' giovanissimo, quasi mio figlio no, ma quasi. Sai la cosa più buffa in assoluto? E' il mio confessore! E sì, hai capito bene, è un prete!
-Cristo Maria Cristina!
-Eh, non bestemmiare però!
Potrei lasciarmi cadere fino dentro il mio buio più assoluto e rimanere lì, seppellita nel caldo morbido. Potrei.
Gli animali sussurrano il mio nome in lingue diverse, cercano di riprendere il controllo ma sono in preda al panico.
-Mai stata così felice. E Margherita se ne è accorta subito. Mi ha dato la sua approvazione, sai(?), ora ogni volta che mi vede mi abbraccia forte, mi ricopre di bacini, e per prima cosa vuole che gli racconti le ultime novità, mentre mi tiene le mani nelle sue e ridacchia tutta contenta. Dice che sono un seme prezioso che finalmente è germogliato, che lei lo ha sempre saputo che prima o poi sarebbe successo. O cielo, e lui(?)... lui è cosi bello, così gentile e sensibile... Quando mi prende sento la vampa salire da lì, dalla cosina, e invadere tutto corpo, la pelle ardere, il cuore impazzire, poi accade qualcosa di travolgente, un orgasmo che afferra la testa e se la porta via. Te lo giuro, non che ce ne fosse bisogno, ma questa per me è la prova definitiva dell'esistenza di Dio.
Doveva accadere a me? No dico proprio a me? Meglio una madre santa Maria Goretti o una professoressa di religione porca come nelle più estreme fantasie masturbatorie di ogni studente adolescente?
-E a lui faccio delle cose che Guglielmo se le sogna, e come mi piace.
-Maria Cristina per favore... -riesco a dire.
-O scusami, ti metto in imbarazzo. Sei così pudica e delicata tu. Insomma volevo anche dirti... insomma... avrai capito che ormai sono la persona meno adatta a dare consigli di moralità. Tu scordati tutto quello che ti ho sempre raccomandato, goditi la vita. Sono... sono la meno... per dare consigli... sono un'immatura lo so... ma fammi il piacere... tutto quello che ho detto l'ho detto perché dovevo ma tu fa tutto il contrario. Hai capito tesoro? Vuoi chiedermi qualcosa?
-Secondo te dio esiste?
-Ma cosa dici? Certo che esiste, se no perché si direbbe tutti che esiste? E ciò che ci circonda chi l'avrebbe fatto? E la bellezza? La pace? L'amore? Come hai detto che si chiamano quei curiosi mini slip della Belen? Hanno l'aria molto sexy non è vero?!

CONTINUA...

!OCCHI FUORI DALLE ORBITE ORA!
http://festacontinua.blogspot.com/



Commenti

pubblicato il 07/04/2012 12.02.08
cri52, ha scritto: Mi ha... presa... aspetto il resto!
pubblicato il 08/04/2012 18.10.29
frantizan, ha scritto: Ne sono felice cri52, spero ti piacerà anche il finale, ciao e grazie per il commento.

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