ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 20 marzo 2012
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Le Tournevis/Il Cacciavite

di Norberto. Letto 682 volte. Dallo scaffale Pulp

Essere un rispettato insegnate può diventare l'esperienza più avvenente e raccapricciante. Soprattutto se sei un professore di medicina all'Ecole nationale du chirurgie de Paris. Bello, giovane e dalla mente fuorviante. Sadico per natura, dal.....

Essere un rispettato insegnate può diventare
l'esperienza più avvenente e raccapricciante.
Soprattutto se sei un professore di medicina
all'Ecole nationale du chirurgie de Paris.
bello, giovane e dalla mente fuorviante.
Sadico per natura, dalla battuta sempre pronta,
dal dopobarba sfizioso e con un estro puerile,
il classico uomo bastardo di cui le troie trentenni,
metterebbero in gioco la loro virile condizione femminile.
Quella sera, il nostro dongiovanni dei medici che chiameremo Gene,
si recò al Tournevis, uno schifoso locale notturno
perchè invitato da una sua alunna decisa ormai
ad abbandonare gli studi e dedicarsi al mondo dei club privè.
Impiegò diverse ore prima di trovarlo,
non spuntava in nessun elenco, non esisteva per le cartine,
ma non ci riflettè particolarmente... Eccolo.
Lui l'avrebbe fatta ragionare sulle pericolosità di quell'ambiente,
così entrò disinibito e gli fu chiesto di mostrare i documenti,
gli elencarono poi alcune regole e si accertarono sul tessuto dei suoi indumenti,
prima severi, poi gentili, i padroni del locale gli indicarono il numero del tavolo
e insieme a quello gli consegarono una chiave.
ordinò subito un bloody mary,
pagò frettolosamente perchè le grida dei clienti gli suggerirono
che le ballerine stavano già arrampicate sul pali...
Fu esattamente in quell'istante che capì
in quale disumano ambiente era capitato.
Perchè quella gente che alloggiava dietro i tavolini,
stringeva tra le mani oggetti di ferramenta?
E perchè indossavano camici bianchi da macellai?
Sedette, sorsegiò, sentì qualche goccia di sudore per la camicia.
E indagava scrupoloso i volti dei clienti, sbraitanti come venditori ambulanti.
Il suo tavolino era disposto in prima fila, tra due lunghe aste cromate,
una sulla destra dove una ragazza specchiava il suo lato migliore
e uno sulla sinistra dove due giovani filtravano il proprio organo del gusto
nella cavità orale adiacente, assucurandosi di mostrare bene il posteriore
agli occhi compiaciuti della gente.
Ma dal nulla, come una apparizione ultraterrena,
atterrò da un ulteriore palo collegante la stanza con un'altra dall'alto, una donna.
Come i pompieri era scesa giù a spegnere il fuoco dei corpi eccitati!
La trovò di fronte a se, e lei sorrise.
In quel momento il divario alunna-professore si spezzò.
Tutti i discorsi morali che prima monologava in macchina
furono dimenticati all'istante
e rimase in silenzio dinanzi quel seno snudato e allettante.
Inizia lo spettacolo, dialoghi tra mani e corpi,
Tutti erano assidui frequentatori del locale ma non Gene
che si lasciò andare, dimenticando il motivo etico della sua visita,
sbigottì quando le luci cessarono di luminare in modo discontinuo.
Ecco che un sessantenne estraè una cesoia e la puntò
sorridente, su un capezzolo dell'intrattenitrice,
piegata come una lamiera chiuse gli occhi e si chinò dolente,
rimanendo però ancora a disposizione accettò da lui le mance.
Un altro, che aveva finito il vino,
forò con una punta di trapano, l'arteria brachiale della spogliarellista,
facendo poi traboccare il sange nel bicchiere di vetro cristallino.
Il più eccentrico si servì addirittura di una saldatrice ad elettrodi
per unire la vena gastrica sinistra con quella posteriore
della giovane donna, squartata in una mangiatoia surrealista.
Gene con due furtili occhiate che sapevano di vergogna e orrore
sembrava voler denunciare quel vomitevole spettacolo sadomasochista!
E la sua studentessa si chino su lui e per prendere tempo gli regalò una lap dance.
Odette Alette era il suo nome.
Ma veniva chiamata Profumo, perchè se pronunciato velocemente
il suo nome suonava come Eau de toilette.
Ma anche per il suo strepitoso profumo di bouganville,
lo stesso che adesso mandava in estasi il suo corpo fibrillante.
Nello stesso istante quel pollaio si era tramutato in una sala di tortura!
Un ambiente dominato da una fitta aria grassa maleodorante,
Il sessantenne aprì le gambe della ballerina con molta cura,
allargandole con l'ausilio di un morsetto, minuziosamente.
Così facendo proseguì impugnando del filo di ferro
e con grazia e adibita cura segò in due gli arti inferiori!
facendo leva la ragazza urlava, strideva,
ma sembrava assecondare l'accaduto...
Come se andata di proposito li a farsi amputare!
Il sangue sgorgava e dai tavolini i clienti perversi utilizzavano
i metodi più insoliti e grotteschi per macellare la carne!
Gene decisamente spaesato rimaneva soggiacente tra le forme di Odette
e il disgustoso odore di sangue e ruggine era coperto dalla
scia profumosa dei capelli di lei...
Ma qualcosa di insolito scosse il fremito machiavellico di quell'uomo,
mordendole il collo si rese conto d'averle provocato un orgasmo,
e ridacchioso continuò con una serie di pizzicotti leggeri,
Ancora! le piaceva! e lui, ormai in gioco, si eccitò dall'entusiasmo!
Si ricordò delle chiavi nonostrante il suo senso di sfrenata libidine
e aprì sotto gli occhi curiosi di Odette, lo sportellino di latta stracolmo.
Da quel momento la sua mente sembrò appartenere ad un essere brutale...
Iniziò stringendo un piccolo ago appuntito,
e perforandole l'addome la sentì godere e le morse un dito.
Strappandoglielo con ferocia sporcò il suo cravattino nero,
poi masticarono insieme l'indice passandoselo da una bocca a l'altra,
nel frattempo quell'ago aveva cambiato tre o quattro posizioni
e colma di buchi lei sorrideva e lacrimava...
Una seconda occhiata verso la scatola e un'altra intuizione,
Prese un bisturi e un fazzoletto bianco che avvolse sul viso
impedendole di emettere qualsiasi gemito, e qualche azione.
Le aprì la pancia in due e come se fossero pagine di un libro,
cercò di leggerne la trama...
Con due occhi da folle la sezionò dal torace all'osso pubico
molto profondamente da farla agitare come un pesce fuor d'acqua,
sporcando le bende che coprivano il volto di grosse macchie di sangue.
Ma le mani, le mani erano fastidiose, si muovevano e lo innervosivano,
con garbo però le sussurrò di calmarsi e innalzando una sega circolare
si circondò di complimenti dai clienti del locale...
La donna ormai in uno stato di comatosi innaturale
giaceva attraversata da un tremare causato dal sangue che le passava dal cervello.
Quest'ultimo sarà un frullato! E aprì la scatola cranica usando un modesto scalpello.
Lo strappò via con le mani nude, mani esperte...
e dopo averlo scagliato sul pavimento con i piedi ne fece un frappè!
Odette profumava di cadavere, il suo soprannome poteva essere Pasto Umano adesso.
Un uomo uscì da dietro Gene e con gesti eleganti gli mostrò il polso,
li un rolex segnava mezzanotte e due.
nell'altro braccio un asciugamano gli venne posto.
L'allegro chirurgo si pulì e uscì con una nuova espressione sul viso,
Salito sulla sua auto, sospirò poi si allontanò stagliando un radioso sorriso.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: