ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 12 marzo 2012
ultima lettura venerdì 9 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL GUARDIANO della SOGLIA - Capitolo V La Festa della Goccia - continua

di mariapace2010. Letto 722 volte. Dallo scaffale Fantasia

                                          ...



********





"La
ilaha illallah...Muhammad Rasula Allah..."



(Non c'è Dio tranne Allah...
Maometto è l'Inviato di Allah!"



Il mattino era spuntato sul deserto, carico di brina



Aggirato lo sperone roccioso, dimora di piccole creature
del deserto, Isabella, che aveva lasciato la stanza-sepolcro, restò a guardare
Alì, inginocchiato sul tappetino cerimoniale, rivolto verso la Mecca, la Città
Santa dei Musulmani.



Quand'ebbe finito di recitare la preghiera del mattino, il
ragazzo si alzò.



"Buon giorno, Isabella. - salutò, ripiegando accuratamente
il tappetino - Dormito bene?"



"Bene, grazie." rispose la ragazza.



"Dov'è Osor? Sei sola?"



"Veramente...non so dove sia. -Isabella accompagnò le parole
con un gesto di diniego, poi riprese, assumendo un'espressione che all'amico
parve alquanto insolita -Andò l'Intendente Renzi davanti al Faraone NebkauRa
dicendo:



"Mio
Signore, ho travato uno di questi oasiti,
buono a parlare



in
verità. I suoi beni sono stati rubati: egli è venuto a supplicare..",



"Ma che cosa stai dicendo?"
la
interruppe il ragazzo



"Si tratta di un antico racconto didattico. - spiegò
Isabella - E' la storia dell'oasita facondo, contadino povero ma furbo, che,
come il personaggio di un racconto medioevale, un certo Bertoldo, riesce a
salvarsi il collo grazie alla propria eloquenza."



"Conosci quel racconto? Dove l'hai letto?"



"Non l'ho letto. Mi sono svegliata questa mattina con
strane visioni e questi versi nella mente."



"Quali visioni? Quelle che ti manda il nostro Osor quando
ti tocca la fronte col suo magico indice? - la ragazza annuì, Alì proseguì -
Vuoi dire che puoi tornare laggiù senza l'aiuto di Osor? Per la Barba di
Maometto! Racconta. Racconta."



"Si tratta di sogni un po' confusi. Ricordo chiaramente
solo Mertseger... l'Antro di Mertseger. La principessa Nefer parlava con
il principe Thutmosis dell'Antro di Mertseger."



"Mertseger? Non era la Divinità Protettrice della
necropoli di Tebe?" osservò il ragazzo.



"Mi pare di si. Nefer e Thutmosis, nei miei sogni
parlavano di lasciare il Palazzo di nascosto e raggiungere la Sacra Grotta."



"Quei due, ah.ah.ah... - rise Alì - dovevano fare una bella
accoppiata insieme, ah.ah.ah!"



"Come noi due. Ah.ah.ah!" anche la ragazza rise.



"Che ne diresti di andare anche noi due a quella grotta? -
propose Alì - Io so dove si trova. Forse potremmo trovare tracce di quei due."



"Ne dubito, ma ci andiamo lo stesso." assentì l'altra.





L'Antro di Mertseger, nel cuore della necropoli di Tebe,
si apriva nella roccia lungo il sentiero che dal villaggio di Deir-el-Medina
portava alla Valle delle Regine. Era una piccola grotta naturale scoperta ed
esplorata durante una campagna di scavi
d'inizio secolo. L'ingresso era ancora, in parte, ostruito da sassi e
sterpaglie e le rocce che la circondavano, immote nel tempo, parevano averne
protetto il mistero.



I due ragazzi vi giunsero col giorno che andava già
formandosi; sulle tonde colline disuguali, il sole aveva preso a navigare
incontrastato signore.



"Quante risorse l'uomo ha bruciato per i propri morti."
esordì Alì indicando l'orizzonte roccioso, screpolato di anfratti, che
custodiva tombe: pietre riarse che evocavano storie passate e raccontavano la
devozione dell'uomo per i suoi simili.



"Cosa spingeva la gente a stipare le tombe dei loro Re di
tanti tesori?"



"L'Immortalità! - esclamò il ragazzo; la luce riverberava
sulla sabbia e sulle pietre e feriva gli occhi - Il Regno dei Morti doveva
essere il riflesso del regno dei vivi. - disse infilandosi cautamente
nell'antro. Il pavimento era coperto di una strato di sabbia da cui emergevano
sporgenze pietrose; grosse pietre, forse franate, ingombravano anche le pareti
laterali - Allora... senti qualcosa? - domandò - Quando si torna in un posto,
rimane qualcosa nell'aria, capace di impregnarla di sé anche a distanza di
tempo. Tu non senti nulla? Non ti pare di essere già stata qui?"



Quel posto, immerso nella penombra, aveva in sé qualcosa
di arcano e misterioso; Isabella si strinse nelle spalle.



"Che devo dire? Non solo qui, ma in tutta la valle si
respira aria di mistero. Da Medinet Habu ad Anb' Naga, la necropoli in cui gli
egizi seppellirono i valorosi principi che scacciarono gli Iksos..."



"Gli Iksos? - la interruppe il ragazzo, uscendo all'aperto
- Quel popolo di Re-pastori che invasero l'Egitto? Il professor Ashraf sostiene
che siano gli Ebrei della Bibbia scacciati dall'Egitto."



"Personalmente non condivido quella teoria. - Isabella lo
seguì di fuori - Ehi, Alì. Guarda." disse indicando segni di terra smossa, vanga e badili - Non ci sono scavi
autorizzati, qui, che io sappia."



"Già! Eppure qualcuno sta scavando proprio qui. Per la
Barba del Profeta! - imprecò il ragazzo - Dobbiamo informare tuo fratello."



"Non informerete nessuno, voi due. - una voce li sorprese
alle spalle: Abdel il Rosso - E non andrete da nessuna parte. Questa volta non
c'è quell'infernale gorilla a proteggervi."



"E' vero. Accidentaccio, come dici tu! Quando c'è bisogno
di lui, quello non si fa vedere!"











Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: