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lavoro pubblicato venerdì 9 marzo 2012
ultima lettura martedì 18 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

VOCI DAL PASSATO di Marco Cosa

di ponch883. Letto 991 volte. Dallo scaffale Horror

Il primo giorno di lavoro. Silvano cercava in tutti i modi di apparire tranquillo e innocuo. Era in balia delle impressioni, cercava di individuare...

Il primo giorno di lavoro.

Silvano cercava in tutti i modi di apparire tranquillo e innocuo. Era in balia delle impressioni, cercava di individuare amici e nemici nella maniera più veloce. La fronte ampia e i capelli bianchi dicevano sicurezza, le mani sudate e la gola secca paura, gli occhi.. nulla.

Altre volte aveva vissuto momenti simili, ma l’età gli suggeriva che non ci sarebbero stati altri primi giorni di lavoro.

Era arrivato. Matricola per l’ultima volta. La redazione era formata da circa venti elementi; ci avrebbe messo qualche tempo ad associare nomi e facce, mentre tutti già sapevano qualcosa di lui. Le scrivanie disposte su due file gli permettevano di vedere solo la metà dei suoi colleghi, che con attenta discrezione osservava e studiava. Il suo sguardo si incrociò diverse volte con altri sguardi, ma venne bloccato da quello di una donna. Era molto affascinante, ma non fu questo a catturarlo. Lei lo fissava intensamente con occhi concentrati… Semplice curiosità?

La prima settimana passò molto velocemente fra sensazioni confermate e smentite, ma sempre con lo sguardo della donna puntato addosso. Stranamente non era una bella sensazione, Silvano si sentiva imbarazzato e seccato dall’insistenza di… “lei”... non conosceva ancora il suo nome e forse non si erano mai presentati.

“Perché continua a guardarmi... cosa vuole sapere da me... o cosa sa di me?”.

“Che cosa sa di me!”. Ogni cosa acquistò senso: Silvano conosceva già quella donna, faceva parte del suo passato. “Lei” aveva la stessa aria meschina di… ma quanti anni erano passati? Dieci? Venti? Non abbastanza da dimenticare quello sguardo marcio che spesso aveva ferito quel ragazzo brutto e privo di modi.

Lei conosceva i più intimi dettagli del giovane Silvano: quanto era, quanto durava, cosa diceva e senza cuore lo aveva più volte usato per ridere con gli amici. Silvano corse in bagno e con un urto di vomito tirò su tutto il suo passato: era tornato più spietato di prima!

Trascorse qualche giorno a casa, febbricitante ed impegnato a reprimere ogni pensiero.

“Ora sono un’altra persona, diversa e più forte. Non puoi più ferirmi” si ripeteva Silvano cercando conforto in uno specchio.

Quando tornò al lavoro ebbe l’impressione che tutti lo guardassero in maniera diversa, proprio come si osserva un “diverso” e la causa di tutto era lei! Silvano iniziò a vedere fantasmi ovunque. Era stata lei a rovinargli la vita. La odiava più forte di prima… la odiava!

Si chiuse nuovamente in se stesso, come era accaduto al liceo molto tempo prima; si proteggeva da tutti con risposte secche e bellicose. E la odiava.

Ancora vomito. Corse in bagno e scoppiò in un pianto pietoso “Perché sempre io?! Perché sono sempre io il diverso!!”

Qualcuno comparve dietro di lui. Voltò lentamente lo sguardo e vide che era “lei”. Silvano scoppiò in un urlo e colpì la “strega” sul viso con una forza mostruosa. Cadde e picchiò la testa. Silvano le saltò sopra, le afferrò i capelli e iniziò a fracassargli il cranio contro il pavimento. Grida, sangue, odio, vomito e silenzio…

Silvano aveva ucciso il suo passato e il suo sentirsi diverso.

Quella donna non lo aveva mai visto in vita sua.

Erano solo voci dal passato.


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