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lavoro pubblicato venerdì 2 marzo 2012
ultima lettura giovedì 18 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL GUARDIANO della SOGLIA - Capitolo III Il Guardiano (continua)

di mariapace2010. Letto 602 volte. Dallo scaffale Fantasia

"E questo chi è?""Chi o cosa!.. E che ne so! Non lo riconosci? E' ilGuardiano del sepolcro della principessa Nefer... il Custode...





"E questo chi è?"



"Chi o cosa!.. E che ne so! Non lo riconosci? E' il
Guardiano del sepolcro della principessa Nefer... il Custode, se
preferisci. E' il mio Protettore!"



"Ma che dici! Stai scherzando?"



"Scherzando? Guardalo bene. Toccalo... parlagli."



"Ma... - il ragazzo scuoteva il capo - E' uno scherzo?"



"Ti pare uno scherzo?"



"Ma allora... No! Nooooo! Non è possibile! E' pazzesco!"
anche il ragazzo si rifiutava di credere ai propri occhi.



"Quando mi sono svegliata e l'ho visto ai piedi del letto
per poco non morivo d'infarto. - spiegò la ragazza, poi aggiunse - Lui
crede che io sia la principessa Nefer."



"Non è possibile! - continuava a ripetere Alì - Vuoi dire
che la statua... la statua del Guardiano, che è stata rubata, ha preso vita... E'
questo che vuoi dire? Come sarebbe accaduto?
Chi lo avrebbe animato?"



"Non chiederlo a me."



"Che cosa facciamo?"



"Non lo so, ma di certo non vogliamo che diventi un
esperimento da laboratorio, vero? Lui è innocente e puro come un fanciullo. E'
dolce. Guardalo."



"Questo innocente fanciullo ha ucciso due persone, se
l'hai dimenticato." replicò il ragazzo, senza staccare gli occhi dalla
creatura, immobile e silenziosa.



"Non è stato lui."



"No? Ma rifletti... tu sei stata assalita da quei due
malviventi e... e questo... questo... dice di essere il tuo protettore... metti insieme
le due cose."



"Tu credi?"



"Ne sono convinto."



"Se è così, lo ha fatto solo per proteggermi."



"Non ci sono dubbi. Allah di Misericordia! - seguì una
pausa, come a far posto ad un pensiero che avanzava veloce nella mente - E'
tutto vero! E' vero, dunque, che gli Antichi Egizi erano capaci di manipolare
le forze della Natura e i ritmi biologici dell'uomo e magari, anche di quelli
del futuro."



"Non capisco nulla di queste cose. - confessò la ragazza -
Però, dobbiamo fare qualcosa per lui, dal momento che tuo padre e Alessandro
sono via."



"Cominciamo col fornirgli abiti adeguati."



"Certo! Con questo look attirerebbe subito
l'attenzione. Cerco un paio di jeans ed una camicia di Alessandro."



"Temo non siano della sua taglia. - obiettò il ragazzo -
Proporrei un caftano. E' più comodo e lo farebbe passare inosservato."





L'adattamento di Osor alle cose e alla situazione era
sorprendente, ma, più sorprendente ancora, era la sicurezza con cui la
prodigiosa creatura si muoveva nell'anfiteatro roccioso ed assolato che era la
necropoli, come se egli stesso fosse parte integrante di quel mondo.



Avevano lasciato il campo da più di un'ora, inghiottiti da
un mondo che non conosceva tuono, lampo, nebbia o grandine, ma in cui la calura
regnava sovrana; un mondo dove il sole non era alleato dell'uomo e dove
l'orizzonte fuggiva davanti al passo.



Le rovine ciclopiche del Tempio di Ramesse III profilavano
l'orizzonte quando Osor fermò il passo. Alì ed Isabella fecero altrettanto e si
voltarono a guardare il loro nuovo, straordinario amico; sulle loro teste, in
un cielo sgombro di nubi, il sole navigava solitario padrone.



"Che cosa c'è, Osor?" domandò la ragazza; c'era un certo
movimento nei paraggi: turisti attirati dalla notizia del ritrovamento della
tomba.



"Proprio qui - Osor, chino sopra una protuberanza
rocciosa, sollevò il capo e nel suo sguardo antico passò come un'ombra - il
generale Horemhab tese il suo agguato al principe Zanhana di Hattusa."



Il linguaggio della creatura s'era adeguato. C'erano in
esso essenzialità, esattezza e capacità d'espressione anche per il pensiero più
difficile; anche il gesto che lo accompagnava era estremamente efficace.



"Ma sentilo! - non riuscì a trattenersi Alì - Sembra uno
di quei robot in un film di fantascienza."



"Lascialo parlare. - disse Isabella - Chi è il principe
Zanhana e perché quel Faraone gli avrebbe teso un agguato?"



"Zanhana, figlio di re Suppilulumia, venne da Hattusa, che
era il Paese di Suppilulumia, fino a Kem, che è il Paese del Faraone. Venne per
sposare la regina Ank-sen-Ammon, che il faraone Tht-ank-Ammon aveva reso
vedova." spiegò Osor.



I due ragazzi si scambiarono un'occhiat poi fecero
convergere lo sguardo sul volto della creatura, come in cerca di una qualunque
emozione. Quel volto, però, dai lineamenti arditi e dall'espressione dolce e
mansueta, e la sua voce, erano estranei a qualunque sentimento: egli parlava
con profondo distacco.



"Conosco la storia della vedova di Thut, la regina AmksenAmmon,
la quale inviò lettere al Re ittita affinché la mandasse uno dei figli per
farne il suo sposo e regnare con lei."



Disse la ragazza e Alì replicò:



"Ittiti ed Egizi non erano nemici?"



"Certo, ma la Regina temeva per la sua vita e per questo
fece quella mossa azzardata. Suppilulumia in primo momento temette una trappola
e prese tempo. Inviò un messaggero e solo più tardi si convinse a mandare il
figlio... Non è così, Osor?"



"La strada per Tebe era lunga e piena di insidie. - la
prodigiosa creatura riprese la parola - Il pericolo maggiore per Zanhana, -
spiegò - veniva dal generale Horemhab,
che aveva posto le sue mire sul trono della città di Horo."



"E allora? - lo sollecitò Alì - Che cosa accadde?"



"Il generale disseminò di agguati il cammino del principe.-
spiegò Osor - Proprio qui, seduto su questo sasso, lo colse la freccia che lo
uccise."



"E la regina Ank-sen-Ammon?" chiesero in coro i due
ragazzi.



"Fu fatta sposare ad Eye, Faraone-Reggente e complice del
generale che, alla sua morte, con il favore dei Sacerdoti, occupò il trono."



"La Regina AmksennAmmon - interloquì nuovamente Isabella -
scomparve senza lasciare tracce... Horemhab era un uomo spietato e si vendicò di
Thut-ank-Ammon e della sua sposa, profanandone
statue, templi e palazzi."



"Non capisco una cosa... - la interruppe Alì - Che cosa può
aver fermato la sua mano dal profanare anche la tomba di Thut-ank-Ammon?... Fu
trovata zeppa di tesori. Non è così? Che cosa può avergli impedito di svuotarla
di tante ricchezze?"



"Io non lo so." confessò Isabella, ma Osor, ancora una
volta, li sorprese.



"La Morte Incognita. - disse, misurato e calmo - La
Forza che il Sem lascia nella dimora eterna ed a cui nessuno, né
uomo e nemmeno Faraone, può sfuggire."



"Una Forza di cui è stata dotata anche la tomba
della principessa Nefer?" domandarono insieme i due ragazzi.



"Come è vero che il Deforme-Bes ha scelto Osor per
proteggere la sua dimora eterna..."



Una voce alle loro spalle, però, impedì alla prodigiosa
creatura di proseguire, un ordine secco:



"Prendeteli!"



Un gruppo di arabi li aveva circondati, armati di pistole
e pugnali.







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