Asimmetrica perfezione,
al di là di questi sensi assopiti.
Sguardo di un crocifisso bianco,
sul manto di queste stanze.
Dialoghi inesplicabili, come
tribolazioni mentali mai finite.
Planisferica visione, sul
perenne moto dell'umanità,
che aggregandosi orgina le
correnti del Nord, gelide.
Parlo di sogni, figli di una mente
vagabonda, più incostanti di
un popolo camalentico rivestito
di maschere nei giorni festivi.
Critica di un mondo perfetto,
nella pura essenza del pensiero.
In un teatro buio, senza spettatori
godremo di questa rappresentazione
muta, mentre il poeta piangendo cade,
squarciando il velo di Mab,
la regina dei sogni.
Ella, ormai stanca, appende
la sua arpa al fragile confine della
quercia, piangente d'ambrosia.
Sentiremo i brividi del vento,
che sembrerà avere in sè la nostra
stessa angoscia, persa nel silenzio
di questo oblio di reminiscenza.