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lavoro pubblicato giovedì 16 febbraio 2012
ultima lettura lunedì 23 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il potere delle parole

di Edmea. Letto 702 volte. Dallo scaffale Pensieri

  Non mi è mai piaciuto insegnare, ma nella vita capita spesso ciò che non vogliamo. Così, mi sono ritrovata ad insegnare francese in una scuola media. Ho sempre amato le lingue, ma speravo che la mia strada fosse stata divers...

Non mi è mai piaciuto insegnare, ma nella vita capita spesso ciò che non vogliamo. Così, mi sono ritrovata ad insegnare francese in una scuola media. Ho sempre amato le lingue, ma speravo che la mia strada fosse stata diversa. Nella vita invece non si può mai dire. Oggi si parla tanto di bullismo e in dieci anni di insegnamento ne ho viste davvero di tutti i colori, ma se ne parla solo oggi. A chi è mai interessato se uno studente diventava lo zimbello dei coetanei? A nessuno e meno che mai agli insegnanti, che lo consideravano un tardone e fine della storia. Oggi la musica è cambiata, ma ne parlano come se non fosse mai successo, se la scoperta dei bulletti fosse dell'ultima ora. I miei colleghi mi dicono che sono la solita avvocatessa delle cause perse. È duro sostenere le proprie ragioni, senza passare per una povera illusa. Durante la ricreazione mi piace osservare i ragazzi, con discrezione, in modo che non notino la mia attenzione. I colleghi fumano l'ennesima sigaretta e parlano di argomenti che non mi interessano quasi mai. A volte sto a sentire, per non essere giudicata una asociale, ma non riesco ad immedesimarmi nelle loro frustrazioni, pur non avendo scelto questo lavoro. Sono una scrittrice mancata, o almeno lo sono con il pensiero, ma non penso che sia utile a qualcuno scaricare sugli altri la mia delusione, o il mio sogno inappagato. Osservo quei bulli, o presunti tali e spesso provo tanta tenerezza e compassione, per la loro insicurezza malcelata, che molti colleghi non vedono. Sono svegli per gli adulti e nella peggiore delle ipotesi, quando ne combinano qualcuna proprio grossa, maleducati irrecuperabili. Di chi è la colpa? Pochi se lo chiedono. Quasi sempre però del nostro mondo che ha creato adolescenti insoddisfatti, perennemente in stato di ebollizione. Sono una insegnante che ammette le pecche della scuola e del corpo insegnante. Il mio compito è insegnare il francese, preoccupandomi che i ragazzi apprendano. Non devo infierire sui calmi e timidi. Non è compito mio spingere i ragazzi verso il baratro della frustrazione. Anzi, devo aiutarli a non precipitare. Io sono una ex studentessa timida, che ha dovuto combattere la sua battaglia. Per questo, combatto la crociata dei timidi, gratificandoli se sono bravi e non facendoli sentire dei diversi, come la maggioranza vuole che siano. Devo essere una delle poche a scuola che ha approvato l'iniziativa del 5 in condotta. Per molti colleghi è solo una seccatura. Chissà quante lamentele arriveranno e poi l'importante è che gli studenti apprendano. Ma che discorsi sono? Mi sono sentita in dovere di intervenire. Non ditemi che sono ragazzi svegli, perché è tutt'altra cosa. Risultato? Mi hanno guardato, scuotendo la testa, perché tanto io sono la paladina delle cause perse. Ma non credo che insegnare il francese e i valori persi per strada sia una causa persa. L'anno scorso ho incontrato un mio ex alunno, oltre che ex timido. Non l'ho mai ringraziata, mi ha detto. E di che? Non te l'ho mica regalata la promozione.

Lei sa benissimo di cosa parlo. Non mi ha mai fatto pesare la mia timidezza. Lei mi ha trattato come gli altri. Non come un diverso. Esattamente perché eri come gli altri, anzi migliore, gli ho risposto. Mi ha salutato con sorriso, che a scuola non gli avevo mai visto. Grazie a lei non ho odiato la scuola, aveva concluso, prima di allontanarsi. Non avevo sbagliato quindi. Il mio insegnamento delle cause perse aveva aiutato un ragazzo a diventare un uomo, malgrado le frustrazioni subite dagli altri, insegnanti compresi.



Commenti

pubblicato il 16/02/2012 11.34.18
caramella, ha scritto: Brava prof! Il tuo racconto mi ha riaperto gli occhi su un mondo spesso dimenticato per comodo o per menefreghismo. Continua ad essere la paladina delle cause perse, sicuramente i tuoi colleghi non riceveranno tante "ricompense" come quella che ha voluto regalarti il tuo ex alunno timido.
pubblicato il 16/02/2012 20.49.11
susanparrish, ha scritto: brava Edmea. Fidati, non sono cause perse.... Questo te lo dimostra il tuo "ex alunno timido". Chissà quante altre persone hai aiutato inconsapevolmente, non credi? La scuola ha un grosso peso su alcuni studenti, soprattutto sui timidi (io ne so qualcosa ;-). Sono insegnanti come te che possono fare la differenza e dare un silenzioso appiglio!!! ...Ah e poi, hai anche una buonissima e scorrevole scrittura a mio avviso.
pubblicato il 17/02/2012 8.41.32
Edmea, ha scritto: Vi ringrazio per la lettura e per il giudizio espresso. anche io sono una ex studentessa timida. Abbiamo bisogno di esempi e di sensibilità. I ragazzi ne hanno tanto bisogno.

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