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lavoro pubblicato giovedì 16 febbraio 2012
ultima lettura domenica 29 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SINCRONICITA', iPHONE E API - prima parte -

di GabrielaRivas. Letto 757 volte. Dallo scaffale Pensieri

Di come è successo che ho conosciuto un cavaliere dall'armatura lucente, sono diventata la sorella di un rocker e molto altro ancora... Una storia vera a puntate.

Questo racconto dovrebbe avere una colonna sonora: l'album di John Mayer ‘Continuum' . Non saprei definire il mio racconto: è una storia di amore, di amicizia, di scoperta, di viaggio. E non saprei da dove incominciare, è per questo che inizio da qui. Dalla musica.

Mi trovo nel mio studio, davanti ai due schermi del mio PC. Accanto a me si trova un iPhone, la fedele appendice che mi segue ovunque ormai, con il suo bianco cordone ombelicale connesso alle mie orecchie.

Sono le 9.30 e come tutti i giorni a quest'ora sono in attesa e lo sarò per altre...diciamo, più o meno....5 ore. Poi il mio cellulare prenderà a vibrare e inizieranno ad arrivare i primi messaggi di ‘buongiorno'. Lo so...è curioso ricevere messaggi di buongiorno nel primo pomeriggio, ma si tratta di messaggi che arrivano da lontano, oltre oceano. Da quel momento vivrò una giornata schizofrenica e sarà come esistere in due luoghi contemporaneamente, in tempi, culture, spazi, stagioni diverse...come ieri, quando nel fluire di due ore sono stata in un piccolo supermercato di una grande città assolata e in un grande supermercato di una piccola provincia innevata. Magia digitale.

Ma forse vi sto confondendo le idee. Sarà meglio fare un passo indietro fino alla Pasqua 2010, allora, perché è lì che tutto è iniziato...A questo punto cambierà anche la colonna sonora, attenzione!
Scegliete voi un po' quello che vi pare navigando nella musica di Shakira, Juanes, Andrés Cabas e Carlos Vives...ma se accettate un consiglio, fate un salto anche ad ascoltare la musica dei Dottor Krapula...più tardi capirete il perché.

Io sono una manager, mi occupo di comunicazione e la mia grande passione è lo studio delle lingue. Parlo inglese e tedesco come madre lingua, a scuola ho studiato il francese, per due anni ci ho provato anche con il giapponese e poi ho ceduto le armi per mancanza d'esercizio (ma mai dire mai!). Mi restava una lingua fondamentale a mio avviso, tra quelle europee: lo spagnolo e avendo a disposizione dieci giorni tutti per me durante le vacanze di Pasqua, su consiglio di un'amica mi sono munita di una serie di DVD di una telenovela colombiana (per due motivi: lo spagnolo colombiano è più ‘pulito' rispetto all'idioma iberico, la pronuncia è più chiara e le telenovelas colombiane hanno un tono di commedia più che di dramma e sono nel complesso piacevoli da seguire). Munita di un dizionario, ho così sottoposto il mio cervello ad un bombardamento quotidiano di 8 ore, riuscendo già nel corso della prima giornata a seguire il senso generale della storia. Nei momenti di ‘riposo' cercavo intanto di creare un'impalcatura grammaticale sulle basi di un testo per autodidatti e, dovendo anche iniziare a relazionarmi con la scrittura, ho pensato di iscrivermi al portale di BUSUU, dove, tra le altre cose, ti è possibile anche corrispondere e chattare con persone che parlano la lingua di tuo interesse e che a loro volta vorrebbero imparare la tua.

L'amore per lo studio delle lingue mi stava portando però molto più lontano e ancora non lo sapevo...Quello di cui invece mi rendevo conto, era che non sapevo nulla di quel paese tropicale, o meglio, pensavo, come molti, di conoscerne gli aspetti essenziali: si trattava di un paese del terzo mondo, povero, sottosviluppato, violento e dominato dalla legge dei cartelli della droga. Quello che però vedevo riflesso in quella storia, le immagini che scorrevano in quelle scene di vita quotidiana, mi suggerivano che si trattava di un mondo assai diverso...molto più ricco e complesso di quanto avrei potuto osare immaginare. Spinta dalla curiosità, iniziai così a fare ricerche e ad informarmi. Cercai anche il contatto con una persona reale che vivesse da quelle parti. Ne trovai due: una ragazza appartenente alle classi basse che vive sulla costa atlantica della Colombia e una ragazza benestante della capitale...una ‘costena' e una ‘rola' (o cachaca, come direbbe di lei la mia amica costena). Due mondi lontanissimi tra loro in un paese ricchissimo di contrasti. Con loro iniziai da subito una fitta corrispondenza che mi permise di mettere a frutto quello che stavo imparando.

Alla fine di quei primi dieci giorni di ‘full immertion' decisi che ero pronta per organizzare un viaggio in Colombia per l'estate dell'anno successivo. Nel frattempo, anche la mia amica bogotana stava pensando di organizzare le carte per richiedere un visto turistico che le permettesse di trascorrere l'inverno in Italia.

...continua...



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