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lavoro pubblicato giovedì 16 febbraio 2012
ultima lettura venerdì 27 novembre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Shopping trasgressivo

di JoMarch. Letto 4763 volte. Dallo scaffale Eros

Quando si volta per andarsene approfitto per accarezzare il mio schiavo sulle guance, sul collo, per un attimo il mio piede gli sfiora la bocca, l’orecchio…gli introduco le dita in bocca per un momento infinito, giusto il tempo di far guizzare la lingua…..

Eccoci qui, un bellissimo negozio, vetrine luccicanti, divani di velluto rosso.. Guardo le donne che con occhi rapaci osservano la merce esposta, di sottecchi sbirciano le commesse che con aria indaffarata cercano di soddisfare tutti i possibili desideri delle poche fortunate sedute in attesa di provare quelle meraviglie…

“Entriamo?”

“Certo….”

Anche lui è affascinato da quello che vede, ama molto le scarpe…

Il look che ho scelto per questa avventura nel paese dei balocchi: minigonna nera aderente, golfino nero scollato a V sia davanti che dietro, giubbotto di pelle nera, autoreggenti nere 20 denari, tacchi.. irrinunciabili, meravigliosi tacchi…

Le commesse ci adocchiano immediatamente e cercano di capire cosa voglio dallo sguardo che rivolgo alle varie scatole, osservano gli oggetti su cui i miei occhi si soffermano…

Scelgo un divanetto un po’defilato seminascosto dietro una colonna, vorrei stare tranquilla, voglio godermi lo spettacolo…

“Posso esserle utile signora?”

“Grazie sì, sto cercando un paio di decolté nere di vernice, tacco minimo 10…morbide mi raccomando… ne ho viste alcune in vetrina...”

“Certo le porto subito qualcosa da provare.. che numero porta?”

“36 di solito, magari per alcuni modelli potrebbe essere 36 e mezzo”

Lui si è seduto accanto a me, silenzioso nei suoi jeans e maglia dell’aviazione, imbottito smanicato e sciarpa verde che mette in risalto i suoi occhi, occhi che scrutano intorno poi si posano sulle mie gambe scoperte dalla minigonna poi di nuovo sulle scarpe esposte..

Dopo poco vedo arrivare la commessa con 3 scatole..

“Ecco le ho portato queste che ha visto in vetrina, ma ce ne sono anche altri due modelli molto carini che le vado a prendere subito in caso potessero piacerle…”

“Grazie intanto provo queste” e le sorrido facendole capire di non tornare subito..

Le scatole sono aperte ai miei piedi e le scarpe sono talmente invitanti…

“Cosa ne dici? Ti piacciono?”

“Sono molto belle tutte, chissà come le stanno bene Padrona……”

“Inginocchiati e fammele provare”

“Qui? Davanti a tutti?”

“Obbedisci senza fiatare schiavo, fammi provare quelle meravigliose scarpe”

Certo mia Signora, chiedo scusa

La commessa da lontano tiene d’occhio la situazione e nonostante la colonna capisce quello che sta succedendo.. il suo sguardo si fa più attento..

Il mio schiavo si inginocchia ubbidiente davanti a me senza curarsi di null’altro, prende tra le mani la mia caviglia, fa per togliermi la scarpina, ma è irresistibile per lui il desiderio di accarezzarmi.. sento scorrere lievemente le sue dita sul collo del piede, girare dolcemente intorno al malleolo per poi finire a risalire verso il polpaccio sottile.. lo vedo socchiudere le labbra, sta assaporando dentro di sé il gusto delle calze di nylon sulla mia pelle..

Apro un poco le gambe, quel tanto che basta per fargli capire, guardare, annusare…

“Forza schiavo, toglimi la scarpina e fammi provare quelle nuove. La tua Padrona non ha tempo da perdere” sorridendo mentre godo del potere che ho su di lui..

Obbedisco mia Signora” mi sussurra…

Mi toglie la scarpa destra e quando si ritrova col mio piedino tra le mani vedo che trattiene a stento la voglia di baciarlo, qui, in pieno negozio, con la commessa che forse lo sta vedendo..

“Trattieniti schiavo, non vedi che ti guardano?”

Sì Padrona, mi trattengo fino a quando vuole Lei

Allungo un pochino il piede giusto per arrivare a sfiorargli l’inguine per un attimo e poi ecco che la nuova scarpina mi viene calzata.

Tacco 10, vernice nera luccicante, piccolo plateau che slancia la gamba ancora di più e un ciondolino argentato dietro, proprio sopra il tacco, che tintinna lievemente…

Mi alzo per guardarmi allo specchio e anche il mio schiavo fa per alzarsi, ma con un piccolo tocco del piede lo trattengo..

“Ti ho forse dato il permesso di alzarti schiavo?”

No mia Padrona” e si rimette in ginocchio, guardando i miei piedi camminare avanti e indietro sul tappeto rosso morbido..

“Molto belle non è vero? Mi stanno davvero bene…”

Molto bene Padrona..

“Perfetto proviamo le altre ora, grazie schiavo e non permetterti di parlarmi fino a nuovo ordine”

Esegue l’ordine in religioso silenzio, come richiesto, mentre io con un cenno chiamo la commessa che non ha mai perduto d’occhio la scena.

“Le porto anche le altre signora? Vedo che non ha bisogno del mio aiuto…” e volge lo sguardo su di lui che in ginocchio ha gli occhi fissi sui miei piedi. Le dita piccoline, i tendini nervosi, lo smalto rouge-noir che si intravede sotto la calza velata…

“Grazie mi porti anche le altre, magari potrei aver bisogno di lei comunque..”

Ci guardiamo negli occhi profondamente: una donna in minigonna con un uomo inginocchiato ai propri piedi e una giovane signora sui 35-40 anni, piuttosto alta, sottile, capelli biondi e lisci, occhi azzurri…

“Per qualsiasi cosa mi chiami pure, rimango lì accanto alle colonne…mi chiamo Anna..” e i suoi occhi si posano su di lui che è rimasto in attesa dei miei ordini…

Siamo in negozio da una mezz’ora ormai, provare le scarpe non è cosa da fare frettolosamente: è un piacere che va assaporato e gustato profondamente..

La bionda torna con altre scatole “Le serve qualcos’altro signora?”

“Avrebbe un bicchiere d’acqua Anna per favore? Fa molto caldo qui”

“Certo lo porto subito” continua a guardarmi maliziosamente

Poco dopo rieccola tornare, proprio mentre il mio schiavo mi sta facendo provare una scarpa meravigliosa dal tacco gioiello..

“Eccole l’acqua e complimenti per le gambe e i piedi affusolati signora, spesso purtroppo si vedono certe cose qui… a lei sta bene tutto…”

Le sorrido “Grazie Anna, ha ragione sono fortunata… posso permettermi di provare tutto…”

Quando si volta per andarsene approfitto per accarezzare il mio schiavo sulle guance, sul collo, per un attimo il mio piede gli sfiora la bocca, l’orecchio…gli introduco le dita in bocca per un momento infinito, giusto il tempo di far guizzare la lingua…

“Basta vizi schiavo, finiamo di provare e andiamo. Non ho più voglia adesso..”

Padrona, la prego, rimaniamo ancora qualche minuto…

Mi avvicino al suo orecchio prendendogli la nuca nella mano :”Schiavo non permetterti mai più di farmi richieste del genere. Che sia chiaro…Alzati ora e subito…”

“Anna!” la commessa si avvicina lentamente sempre studiando la situazione… “Ho scelto queste”

“Perfetto, sono le più belle… Ho visto quanto le donavano.. il tacco è alto e sottile elegantissimo in ogni situazione...”

Le sorrido “E’ vero, mi piacciono molto.. Piacciono molto anche al mio schiavo..”

Gli occhi di Anna hanno un lampo quando pronuncio questa parola e noto anche che lui ha la bocca più sensuale che mai, quasi più della notte scorsa.…

“Il suo schiavo è un uomo fortunato signora, non si incontrano molte donne con piedini come i suoi..”

“Sì ha ragione Anna, infatti mi ringrazia continuamente”

“Stiamo per chiudere per pausa pranzo Signora ma se vuole provare qualche altra cosa mi fermo e le faccio vedere un paio molto interessante..”

“Prima avrei bisogno della toilette Anna per cortesia, mi indica dov’è?”

“Prego la accompagno”

“Vieni anche tu, non so dove appoggiare i pacchetti” facendogli segno di seguirmi

Ci avviamo, io e Anna davanti e il mio schiavo dietro di noi. Le dico sorridendo “Cosa avrebbe ancora da farmi vedere, qualche scarpa particolare?”

“Signora ne ho un paio che vedrà sembrano fatte apposta per i suoi piedini.. le consiglio di dare un’occhiata poi mi dirà se non avevo ragione..”

“D’accordo allora, lei mi tenta…potrebbe portarmele qui vicino? Così le provo immediatamente..”

Qualche pensiero attraversa la mente della donna che risponde subito “Certo vado a prenderle, mi aspetti pure qui vicino al bagno”

Tolgo il giubbotto di pelle e mi avvicino alla toilette.. mi volto a vedere dov’è lui..

E’ poco più in là, mi guarda e aspetta che gli dia un ordine..

“Vieni qui, tienimi la borsa” e lui ovviamente si avvicina e la prende

Apro la porta di una delle toilette e la lascio aperta, voglio che lui mi veda.. I suoi occhi seguono il movimento delle mie mani che alzano la minigonna scoprendo il pizzo delle autoreggenti, vede che non porto mutandine, rimane in adorazione di quel triangolo nero…

Anna nel frattempo è tornata, la sento ticchettare sul parquet e le dico “Anna mi dà per favore le scarpe che ho comprato? Le dia pure al mio schiavo…..”

Le bellissime decolté di vernice sono nelle sue mani ora “Cosa devo fare Padrona”

“Prima di tutto devi scusarti per esserti rivolto a me senza permesso, che non succeda mai più.. Dammi una scarpina svelto ma leccala dentro prima....”

Vedo la sua lingua addentrarsi nella pelle profumata, lo vedo socchiudere gli occhi dal piacere…

“Dammela adesso….. Anna non se ne vada, non vorrei che arrivassero persone che potrebbero non capire...”

Prendo la scarpa nuova e la tengo con la mano sospesa tra me e la tazza del water…

“Guarda adesso, è per te…”

Un ruscello esce dal mio ventre, caldo e dorato, il suo profumo arriva alle narici del mio schiavo che è davanti alla porta a guardare…

La scarpa è piena, trabocca di liquido, gliela porgo, è calda… “Bevi… bevi tutto...”

I suoi pantaloni sono in piena esplosione, avvicina la scarpa alla bocca e beve tutto, lentamente e senza lasciar cadere nemmeno una goccia…

Bravo… ti piace?...”

“E’ meravigliosa Padrona…. “

“Finisci tutto… pulisci la scarpa… e asciuga anche me…”

Anna è sempre lì accanto di guardia, lui pulisce la scarpa e la asciuga dentro con la lingua..

Poi si inginocchia davanti a me e prosciuga ogni gocciolina sparsa rimasta sui peli… apro le gambe per permettergli di pulirmi bene tutta, fino in fondo…

Chiudo gli occhi sentendo quanto sia profondo quel suo modo di pulirmi….

Sento il respiro di Anna farsi veloce, forse non crede ai suoi occhi.. a cosa sta capitandole oggi nel suo negozio così normale, banale a volte….

“Sdraiati ora…” e lui si stende, ha le labbra bagnate… mi fa impazzire quando è così, quando mi beve, quando si lecca le labbra dopo averlo fatto….

Calzo la scarpa da cui ha appena bevuto, la sento umida e ancora calda, il mio piede dentro si accomoda meglio per meglio sentirsela addosso..

Mi avvicino di più a lui, appoggio il piede al suo inguine e con il tacco stuzzico la cerniera, sento che dentro è gonfio da scoppiare, passo la suola sempre più veloce su di lui, premo di più e strofino più veloce quella vernice nera, premo strofino premo strofino premo strofino premo premo premo….

La sua bocca ansima e un gemito mi fa tremare di piacere, mentre una macchia umida si allarga sui suoi jeans, lasciandomi sfinita, rapita…

Gli sorrido anche se mi manca il respiro “Andiamo Luca è tardi, scade il parcheggio J

“Ok Jo andiamo” rialzandosi e rassettandosi un po’

“Arrivederci Anna grazie di tutto” lei mi saluta solo con un cenno del capo, ammutolita da quello che ha visto…

Siamo fuori ora, lui tiene lo smanicato in mano per coprire i pantaloni bagnati “Sì però quella commessa… io l’avrei…”

“Torneremo tra qualche giorno schiavo” gli rispondo sorridendo “quella ragazza promette bene…”



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