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lavoro pubblicato giovedì 16 febbraio 2012
ultima lettura mercoledì 30 gennaio 2019

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RITORNO A ELEUSI (portate rispetto a Madre Grecia, speculatori!)

di ilMoscone. Letto 644 volte. Dallo scaffale Viaggi

  “I santissimi misteri (di Eleusi) che assicurano la protezione del genere umano”: così afferma nel 364 d.C. il proconsole di Achaia Pretestato, opponendosi all’interdizione dei r.....

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- il venerabile Santuario di Eleusi -

“I santissimi misteri (di Eleusi) che assicurano la protezione del genere umano”: così afferma nel 364 d.C. il proconsole di Achaia Pretestato, opponendosi all’interdizione dei riti notturni decisa dall’imperatore Valentiniano.
Zosimo, tardo storico del V secolo, tuttavia non cristiano, riferisce anche lui la famosa credenza dei greci, riportata per tutta l’antichità:
“ Essi credono che i loro Misteri di Eleusi tengano unito il genere umano."
Il pensiero spirituale greco concepì l’idea straordinaria e sublime, aurora della nostra civiltà occidentale, di un culto dal cui esercizio e dalla cui continuità mantenuta con profondo rispetto, doveva segretamente dipendere la coesione, l’unità di tutto ciò che era umano: senza questo Mistero, senza Eleusi, la sacra Koiné di tutti coloro che alzano lo sguardo veneranti agli dei, sarebbe precipitata nel caos.

Fino a ora c’è stata solo un’Europa, il greco ellenistico o koiné (Κοιν? ?λληνικ?), l’antico dialetto greco che formava la terza tappa nella storia della lingua greca antica.
Fino ad adesso c’è stata una sola vera Europa: i valori sacri espressi dentro il sacro recinto di Eleusi.
La festa dei Mysteria si svolgeva due volte ogni anno.
I Mysteria minori erano celebrati nel mese di Anthesterion (da metà febbraio a metà marzo) ad Agrai, un sobborgo di Atene. Avevano la funzione di purificazione preliminare con abluzioni nel fiume Ilisso.
I Mysteria maggiori erano celebrati nel mese di Boedromion (da metà settembre a metà ottobre) a Eleusi, una città a circa venti chilometri a nord-ovest di Atene, sul golfo Saronico, di fronte all'isola di Salamina.
I Mysteria non potevano essere celebrati al di fuori di Eleusi, luogo prescelto dalla dea Demetra. Pertanto non fu possibile alcuna diffusione del culto al di fuori del luogo consacrato, in contrasto con altri tipi di sacro mistero.
L'atto rituale nei Mysteria non si eseguiva sull'immagine cultuale della divinità, ma sulle persone che partecipavano alla festa. Il mystes, l'iniziato, subiva i misteri, ne era oggetto, ma nello stesso tempo ne era soggetto.

I Mysteria erano la festa dell'entrata nell'oscurità e dell'uscita verso la luce.
Il rito era composto di dròmena (cose fatte), legòmena (cose dette) e deiknùmena(cose mostrate).
La segretezza dei Mysteria consisteva nell’indicibilità dell’esperienza (pathein), indipendentemente dalla volontà dei partecipanti al culto. Il divieto di esplicitare le forme del culto si aggiunse a questa indicibilità fondamentale. Chi divulgava i segreti dei Misteri era condannato a morte e forse per questo, abbiamo solo sporadiche e frammentarie testimonianze sui Sacri Misteri e nessun resoconto completo e definitivo.
Non si aveva apprendimento (mathein) che all'inizio, poi si trattava di un mutamento di coscienza (diathetenai). Nei dromena e nei legomena, venivano raccontati e recitati i sacri miti di Demetra, la Madre Terra e sua figlia Kore/Persefone e quelli di Dioniso, il figlio di Persefone e di Zeus, ucciso e sbranato da Titani e poi risorto. Il culmine di queste prime due fasi era dato dalla presentazione della spiga di grano da parte dello ierofante, che veniva mostrata in silenzio agli iniziati. Il mystes pronunciava allora queste parole: "Piovi!",

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guardando il cielo, e "Porta frutto!", guardando la terra.

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Sull’ultimo passaggio, quello del pathein, dello sperimentare soffrendo e imparando sulla propria pelle, non sappiamo quasi niente. Sappiamo solo che avveniva una selezione e a questo punto potevano accedere solo in pochi. Una strada, detta Via Sacra, univa Atene ed Eleusi. All’inizio dei Misteri, tutti i cittadini greci potevano percorrerla, ma solo pochi sarebbero stati ammessi al recinto sacro per la prova del pathein. L’ultima azione cultuale di cui abbiamo conoscenza, è la somministrazione di una bevanda, il Ciceone, a questi pochi iniziandi rimasti.
Mescolanza di orzo triturato, acqua e menta, il ciceone è la bevanda che ristora Madre Demetra nella ricerca di Kore, sua figlia rapita dal dio della morte e degli inferi, Ade. Ciceone è anche chiamato il filtro con cui Circe tenta di stregare Ulisse, e perderlo: solo che qui ai suoi ingredienti base si aggiungono vino, miele e spezie magiche. A decidere se il ciceone sia di Demetra oppure di Circe era l’intima natura dei bevitori. La pozione rivelava l’anima profonda dell’iniziato e, se non era solo un miserabile materialista, si apriva alla rivelazione finale dei Mysteria: l’Eterno Ritorno.

In un frammento scritto nel 1883, Nietzsche, uno dei più grandi ierofanti di Demetra e di Dioniso della storia dell’occidente, dichiarò di aver scoperto il segreto della grecità. I Greci credevano nell’eterno ritorno, perché la fede dei Mysteria significa appunto questo. Il vertice della grecità sta tutto in quell’estasi collettiva, nella conoscenza mistica di Eleusi, dove tutti percorrevano la Via Sacra da Atene a Eleusi e pochi iniziati arrivavano a comprendere l’Eterno Ritorno.
Chi di voi volesse penetrare i significati dell’Eterno Ritorno, non mi chieda aiuto. Il segreto di Eleusi, il pathein è nascosto nelle vostre esperienze, nella vostra intima natura di bevitori, il Ciceone che effetto potrebbe farvi?
E infine è nascosto negli scritti di Nietzsche. Se i Mysteria vi hanno preso, non avete che da leggerli, studiarli e sperimentarli, dall’inizio alla fine. Io non divulgherò mai il segreto dell’Eterno Ritorno; l’ho provato e lo tengo occultato in me; la pena per la sua pubblicazione è la follia o la condanna a morte. Mi sono limitato a indicare la Via Sacra a chi vuole tentare di percorrerla.

Questo scritto ha un’altra finalità, la mia bocca sul segreto dei Mysteria resterà cucita. Io, uno degli ultimi ierofanti di Demetra e Dioniso, lancio la mia maledizione contro gli speculatori economici che stanno distruggendo la sacra Madre Grecia.
Invoco contro di voi i poteri dei sacri dei Demetra e Dioniso, perché state facendo dei santi luoghi, dove sono stati celebrati i Misteri che salvavano e tenevano unito il genere umano (e che un giorno torneranno a essere celebrati) delle terre di miseria e di dolore, in nome del vostro Idolo d’oro sporco di sangue umano e di contanti informatizzati.

Siate maledetti!

Piovi! Porta frutto!



Commenti

pubblicato il 16/02/2012 10.08.11
tonymalerba, ha scritto: Penso che la tua maledizione debba riguardare anche i governanti greci che in passato truccarono i conti per entrare nell'Euro. Proprio quei governanti che richiesero voti clientelari in cambio di tanti posti pubblici, che oggi zavorrano l'economia greca.
pubblicato il 16/02/2012 10.30.04
ilMoscone, ha scritto: hai ragione al cento per cento Tony, siano maledetti anche loro.

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