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lavoro pubblicato martedì 14 febbraio 2012
ultima lettura mercoledì 8 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

S. Valentino.

di gbp. Letto 757 volte. Dallo scaffale Umoristici

Cinque personaggi principali -Franco,Daniela,Pino,Gerusalemme,Matilde,il narratore- e svariate comparse in una riflessione pseudo vera (i nomi sono inventati) sugli strani casi della vita,i pro e contro della solitudine del silenzio dell'amicizia.......

Era un 14 febbraio come oggi, solo che quell'anno c'erano le nuvole, oggi c'è il sole.
Franco mi aveva chiamato più o meno mezz'ora prima dicendo ch'era importante e che dovevamo vederci.
Lo raggiunsi sulla terrazza del Bastione.
Era in uno stato pietoso: puzzava di ascelle e fumo di sigaretta. Aveva la camicia alonata di non si capiva bene cosa, gli occhi iniettati di sangue e la voce rauca.
Evidenti segni di una notte insonne.
Lo portai alla balustra e gli chiesi -che succede?
i gabbiani volteggiavano tranquilli su di noi, e Franco cominciò a piangere un po' meno tranquillamente alla mia sinistra, spalmato sulla balaustra.
lo raccolsi, lo consolai alla meno peggio e lo portai da Pino, il nostro barista di fiducia. Pino conosceva la gente tutta e noi nello specifico - gli feci un cenno che significava "due caffè doppi e due mezze gassate al tavolo".

Annuì.

Grand'uomo Pino. poche parole, molta sostanza.

Franco ed io ci sedemmo ad un tavolino all'aperto. sapevo che a breve sarebbe iniziato uno dei classici 'discorsi da sigaretta'. accesa la sigaretta e soffiatosi il naso, Franco parlò.

come ben sai, qualche mese fa sono arrivate sei ragazze nuove in ufficio...-raschiò.

dev'essermi sfuggito, non so niente.

eh vabbè, comunque. una si chiama Daniela. le altre non me lo ricordo. comunque, non c'era nessuno in ufficio che conoscevano e allora io mi sono offerto di fare da cicerone - boccata di fumo

ovviamente senza nessun secondo fine. -in questi momenti bisogna provocarlo per farlo riprendere.

fottiti-risponde- il punto è che questa Daniela..(pausa)..Daniela..-

ho già capito. Franco ha una fervida fantasia, il che, come dice Guccini "può portare male, se non si conosce bene come domarla". E lui non ha mai saputo come fare.

insomma - attacca- questa Daniela..non lo so..è carina, simpatica, ha un bellissimo sorriso, semplice candido e contagioso. quei sorrisi che sembrano tipo raggi di sole da una spaccatura della persiana.. poi anche fisicamente..non è molto alta, anzi diciamo pure ch'è bassa, ma ha "tutte le cose al posto giusto", come diresti tu (grazie Franco) e...è semplice, ti dice le cose e quelle sono, non ha sottintesi non ha doppi sensi, è così come la vedi. non che sia ingenua o stupida, anzi..però..come posso dirtelo..non importa. comunque, mi son proposto come cicerone, poi dopo qualche giorno si erano tutte ambientate e io ho cominciato a fare il simpatico con Daniela..ogni mattina ci salutiamo e lei mi fa un sorriso, uno dei suoi... eppure, guardando anche come sorride agli altri, mi sembra che QUEL sorriso lo tenga solo per me...

mmmm...- mugugno da dentro la tazzina. ho sempre invidiato l'ingenuità di Franco.

spegne la sigaretta nel posacenere -vabbè. questo gioco di sorrisi sguardi battute e risate va avanti per qualche mesetto buono, finchè ieri IERI solo ieri perchè non ho voluto fare la gaggiata di proporglielo oggi, insomma ho voluto fare l'alternativo e ieri le ho proposto di uscire. patatrack!..mai l'avessi fatto. sorriso spento finestre dietro gli occhi chiuse e voce registrata: mi dispiace, ho da fare. magari un'altra volta ok? ciao.
credimi è stato orribile veder crollare tutto!

Tutto cosa? -chiedo io, prendendo il bicchiere dell'acqua - a me sembra che abbia fatto tutto da solo..cioè ok i sorrisi e le risate, ma sai si sorride anche per cortesia buona educazione eccetera e si ride alle battute perchè sono divertenti, tu poi sei simpatico..quindi.. -sorseggio l'acqua con fare da psicanalista consumato.

Franco mi fa "lo sguardo di Balto", l'occhiata ferita tipica dei bastardini -e di Franco.


sospira -forse hai ragione..forse mi sono illuso..capita..comunque..ho evitato di chiamarti finchè ho potuto, ma poi stamattina, con questo brutto tempo... -indica i nuvoloni grigi sopra di noi. un gabbiano strilla con approvazione. -mi è venuta la tristezza...non c'era nemmeno Gerusalemme (il gatto di Franco, sua unica compagnia fissa - un persiano obeso e incontinente, totalmente inutile per la caccia al topo o al gomitolo, ma darebbe la vita per Franco e questo gli vale tutta la mia stima)...è in giro per il quartiere, dev'esserci qualche gatta in calore..pare che le sue cospecifiche lo trovino affascinante..! -

gli è tornato pressappoco il buonumore, ma la crisi non è passata del tutto.

una lacrima da un litro si butta giù dalla punta del suo nasone kosher -eredità materna.

non sopporto veder piangere qualcuno, me la cavo meglio con le emorragie. provo a dargli qualche colpetto sulla spalla.
sembra funzionare.

lo so, lo so - barrisce in un fazzoletto - ma che vuoi che ti dica, basta un sorriso per farmi pensare chissà cosa!

un sorriso carino. Linus docet! - gli dico io. i Peanuts sono un'altra cura efficace per le crisi di Franco.

ride, alza lo sguardo e si blocca a bocca mezzo aperta, fissando un punto oltre la mia spalla.

STOP!

Ora voi che state leggendo penserete che sia il finale scontatissimo da tipico racconto di s.Valentino: Daniela ci ha ripensato, l'amore trionfa e vissero per sempre felici e contenti. ebbene, no. perchè...

PLAY!

mi volto giusto in tempo per vedere una ragazza bassa con tutte le cose al posto giusto e un bellissimo sorriso (che altri non è che Daniela, ma tanto l'avevate capito) baciare le labbra di un'altra ragazza dai lunghi capelli scuri e un sedere che avrei riconosciuto ovunque: Matilde, la mia ex fidanzata. ufficialmente trasferita in Guatemala per lavoro ma evidentemente tornata in anticipo.

anche Franco l'aveva riconosciuta ed era il mio turno di stare a bocca aperta. ci girammo in simultanea verso il bar per chiamare Pino, che però stava già veleggiando verso di noi con la faccia delle Grandi Occasioni e due whisky doppi lisci con ghiaccio a parte sul vassoio.

Grand'uomo Pino. poche parole, molta sostanza.



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