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lavoro pubblicato martedì 7 febbraio 2012
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

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Il bene e il male

di Edmea. Letto 1703 volte. Dallo scaffale Fiabe

  Un lupo, con le sembianze da uomo avrebbe rapito una vergine di sangue reale, per assicurare la prosecuzione della specie e il trionfo del male sul bene, finchè un giorno, un principe, dall'animo nobile, avesse liberato la giovane. Lo ave...

Un lupo, con le sembianze da uomo avrebbe rapito una vergine di sangue reale, per assicurare la prosecuzione della specie e il trionfo del male sul bene, finchè un giorno, un principe, dall'animo nobile, avesse liberato la giovane. Lo aveva letto, ma non si ricordava dove. Faceva freddo quella notte. Si avvicinava l'inverno e dalla feritoia la principessa Alice intravedeva uno scorcio di luna, che pareva infonderle coraggio. Torna a dormire e non temere. Le sembrava di udire. Era stanca e infreddolita e così fece. Pensava al principe Igor la principessa Alice. Si erano conosciuti al ballo di corte. Lei, una giovinetta in boccio, dalla pelle vellutata e bianca come l'alabastro, i capelli corvini, sciolti sulle spalle e gli occhi verde bosco. Lui, l'erede al trono del regno dei Prodi, desideroso di trovare la regina del suo cuore. Aveva solo quindici anni la principessa Alice e non aveva mai amato. Era ancora una bambina, quando era morta sua mamma, la regina Delia, per una febbre misteriosa. Il re Forrest era caduto in una profonda disperazione. La sua consorte, la regina buona, che distribuiva sorrisi e buone parole ai sudditi, senza distinzione alcuna, se n'era andata, lasciandolo con due bambine, diverse come il giorno e la notte. Alice, cinque anni e Lucilla dieci, di indole capricciosa e aspra d'aspetto, quanto dolce e delicata era Alice. Fin da piccole avevano dimostrato la loro diversità e guardandole, era come se il bene e il male si scontrassero. Erano passati dieci anni dalla morte della regina Delia e il re Forrest non aveva mai voluto risposarsi, nonostante molte nobildonne del circondario fossero desiderose di diventare regine del regno di Gump. No! Aveva pensato il re Forrest. Una delle sue figlie avrebbe preso il posto della regina Delia. Così doveva essere e trepidava che le due principessine crescessero e una avrebbe ereditato il regno, quando lui fosse stato abbastanza vecchio da cedere il trono. La legge reale stabiliva che fosse la maggiore a succedere. A quel punto gli occhi del re si rattristavano. Lucilla non aveva la bontà della mamma e i sani principi del padre. I suoi occhi erano stretti, segno di maleficio, come aveva profetizzato la levatrice il giorno della nascita. Era stata cresciuta con amore e spensieratezza Lucilla, nonostante quella profezia, ma i suoi occhi non erano buoni. Le sue azioni erano malvagie, fin da piccola e si dimostrava prepotente ed egoista, persino con sua sorella, il suo esatto contrario. Bene e male, giorno e notte. Alabastro e mogano. Candida e pura Alice. Scura e torbida Lucilla, ma erano le principesse del regno di Gump e secondo la legge reale solo la maggiore avrebbe ereditato il regno.

Al ballo di corte il principe Igor aveva ballato con Alice, ma doveva essere Lucilla a trovare il consorte che regnasse al suo fianco, secondo la legge del regno. Alice sorrideva ed era molto bella con quell'abito bianco. Pensava il re Forrest, ma l'espressione di Lucilla era torbida come i suoi occhi. Sceglierà te. Sibilava la dama di compagnia, subdola come la sua signora. Intanto si avvicinava l'inverno e le serate erano sempre più corte e fredde. Alice passava molto tempo in biblioteca e, di striscio pensava al tocco gentile del principe Igor, destinato a Lucilla. Nel libro dei misteri aveva letto la profezia. Un lupo con le sembianze umane avrebbe rapito una vergine. Pensò al sogno ricorrente e le vennero i brividi. Era buio là fuori. Un presentimento improvviso l'assalì e sentì il bisogno di parlare con suo padre. Da un po' di tempo l'espressione di Lucilla era ritrosa, o forse la solita, non sapeva. Aveva sempre avuto la sensazione di essere respinta da sua sorella, per un motivo sconosciuto, come se una linea di demarcazione le separasse dalla nascita. Non poteva dirlo a suo padre. Era sua sorella in fondo. Al ricordo della regina Delia le si rigarono gli occhi di lacrime. Aveva solo cinque anni, ma l'amore e il senso di giustizia della mamma le erano entrati nelle viscere. La notte fece lo stesso sogno. Un uomo solitario si precipitava al suo capezzale. Si agitava nel sonno, ma una mano solida impressa in bocca la svegliò di soprassalto. Era buio nella stanza. Dalla feritoia non arrivava nessuno spiraglio. Da quanto si era addormentata? Non ricordava. Quella mano impressa nella sua bocca le rivelava una presenza sinistra nella stanza. Non poteva urlare. I pensieri vagavano e una voce roca le diceva di non muoversi. Quella mano era gelida e Alice perse i sensi. Il lupo con le sembianze umane la sollevò e in punta di piedi la portò fuori dalla stanza. C'era silenzio nel castello e una voce femminile diceva di passare, perché le guardie stavano cambiando il turno. La principessa Alice udì quelle parole nel dormiveglia e le sembrò di conoscere la voce. La dama di compagnia di Lucilla. Possibile? Tutto sembrava un sogno. La mente vagava e riperse i sensi.

La mattina dopo la levatrice, da sempre fedele alla principessa Alice, lanciò l'allarme. Era stata rapita. Negli appartamenti della principessa aveva avvertito una presenza sinistra e fatale. Era sensitiva la levatrice. Si era accorta dell'agitazione della sua pupilla la sera prima, ma non aveva recepito nessun segnale malefico. Che stesse invecchiando? Eppure sentiva che il rapimento della principessa partisse dal castello e che il mandante fosse reale. La mente poteva essere Lucilla, ma non poteva esporsi, denunciandola. Il re Forrest non si dava pace e le guardie del castello erano state sguinzagliate alla ricerca della principessa scomparsa, che sembrava svanita nel nulla. La levatrice prese nota dell'apparente premura di Lucilla, che però non sconfinava in nessuna esagerazione. La dama di compagnia eseguiva gli ordini del re e della principessa. La levatrice ricordò la profezia che la sua pupilla aveva trovato in biblioteca. Un lupo, con le sembianze da uomo avrebbe rapito una vergine di sangue reale, per assicurare la prosecuzione della specie e il trionfo del male sul bene, finchè un giorno, un principe, dall'animo nobile avesse liberato la giovane. Il trionfo del male. Il confine tra il bene e il male, il giorno e le tenebre, la giustizia e l'iniquità. Era questo che rappresentavano le due sorelle e in un lampo la levatrice ricostruì l'accaduto. Lucilla aveva cospirato per il rapimento della sorella, desiderata, non tanto segretamente dal principe Igor. Quella giovane viscida come una serpe velenosa aveva stretto un patto con il male, perché rapisse sua sorella. Solo un principe, dall'animo nobile l'avrebbe liberata dal maleficio. Il principe aveva saputo della sparizione della ragazza dolce, conosciuta al ballo di corte. Non gli era stata promessa per legge reale, ma solo il suo amore l'avrebbe potuta salvare, lo sapeva e gliel'aveva ripetuto la levatrice. Sapeva anche dove si nascondeva il male, il lupo, con le sembianze da uomo. Il principe Igor si inoltrò da solo, nei sentieri tortuosi delle montagne. Il castello stregato del lupo si nascondeva nella notte dei tempi, che solo un animo tetro poteva scorgere, o un principe innamorato, desideroso del trionfo del bene e dell'amore. Avevano dimenticato la profezia Lucilla e la dama di compagnia, mentre il re Forrest trepidava per la riuscita del principe nobile, perché il male soccombesse sotto la spada trionfante del bene. Il lupo doveva compiere la profezia, concependo un figlio da una vergine di sangue reale, ma in quel frangente il principe Igor irruppe nella stanza immensa dove la giovine era tenuta prigioniera dal mostro dalle sembianze umane. Il lupo era chino sulla giovinetta priva di sensi. La spada del principe calò sulla bestia, senza nessuna pietà, perché il bene trionfasse sul male. La bestia stramazzò al suolo, perché l'incantesimo era stato spezzato e la profezia non si doveva avverare. La principessa avvertì il tocco gentile di Igor. Un uomo solitario al suo capezzale. Era quello il sogno e finalmente quell'uomo aveva un volto.



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