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lavoro pubblicato venerdì 3 febbraio 2012
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lavoro Rubato

di macmariopc. Letto 787 volte. Dallo scaffale Storia

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=621044 A cominciare dalle citazioni di apertura, in cui le parole dei nostri governanti sono la testimonianza più amara della deriva della nostra classe dirigente, arrogante e competente solo a fare

INTRODUZIONE

Perché scrivere un libro che parla di lavoro in Italia? Le risposte possono essere molteplici, mi è sempre piaciuto scrivere, alle superiori sognavo di diventare Stephen King del mediterraneo. Ho iniziato e ripreso più volte un libro con un incipit meraviglioso che avrebbe sicuramente fatto colpo " Il giorno lasciò lo spazio alla sera, la luce al buio, la notte avvolse la città con i suoi neri tentacoli " ma ahimè il libro si è fermato qualche pagina dopo ed è sempre stato un sogno nel cassetto.

Oggi scrivono tutti libri persino le escort. Perché non devo poterlo scrivere anch'io? Forse pubblicarlo sarà un problema, ma scriverlo quello che ci vuole è la voglia e la storia da raccontare.

Ho deciso di scrivere un libro per mio figlio, per raccontare a una nuova vita come sia difficile trovare senza raccomandazioni e mantenere un posto di lavoro piacevole, in un paese dove la meritocrazia e ormai solo una parola che si trova sui dizionari.

Non so quale sarà l'eredità che gli lascerà la lettura, ma di una cosa sono sicuro, nel paese in cui vivo, esistono tre tipi di posti di lavoro che vanno per la maggiore; quello statale oggi forse l'unico che ti può realmente portare alla pensione ma il cui prezzo da pagare può essere molto elevato in termini di soddisfazioni personali. Quello privato fatto di piccole soddisfazioni personali e lacrime e sangue per le difficoltà di poterlo mantenere fino alla pensione. Per ultimo ci sono i liberi professionisti, gli imprenditori e tutti quelli a partita Iva che ogni giorno combattono contro il sistema per pagare meno tasse e potersi costruire anche loro una pensione.

Nella stesura dei capitoli ho riportato le retribuzioni e le posizioni ricoperte. Le retribuzioni per smentire il governo attuale che va dicendo già da parecchi anni che la media mensile in Italia è di 2000 euro. Le posizioni ricoperte, per porre l'accento come nel nostro paese essere tanto preparati non è sinonimo di lavoro assicurato.

1.

1985 Canavese Impianti, apprendista idraulico 400.000 £

Ho cominciato a lavorare molto presto, nell'ottantacinque, a quindici anni aiutavo mio cugino come apprendista Idraulico, il lavoro era faticoso tutto il giorno a togliere lana di vetro dalle tubazioni delle cantine e portare termosifoni in ghisa su e giù per le scale dei condomini, ma la compagnia era divertente, mio cugino riusciva sempre a farmi sorridere.

A quell'età è molto difficile capire cosa ti può preservare il destino, i genitori a volte desiderosi di dare ai figli qualcosa di migliore di quello che la vita ha destinato a loro, riversano sulla prole le loro speranze e i loro sogni. Mio padre che ha lavorato una vita tra miniera e catena di montaggio ha sempre voluto che i suoi figli si diplomassero, così finita quell'esperienza ritorno a scuola a guadagnarmi il diploma superiore.

Oggi ripensando a quello che guadagnano professionisti del settore, gli artigiani che ci sanno fare, Idraulici, Decoratori, Carrozzieri etc... rimpiango un po' quella carriera abbandonata così in fretta, non il tempo usato per lo studio, ma la possibilità di avere un lavoro di cui la gente ha bisogno. Andare a letto la sera pensando che le tue mani hanno prodotto qualcosa. Qualcosa che si possa toccare e ammirare con soddisfazione. Questo è quello che ho sempre cercato nel lavoro la soddisfazione di finire la giornata pensando di essere stato utile, di aver prodotto qualcosa che aiutasse a vivere meglio. Questo bisogno quasi fisico è quello che ha segnato la mia vita lavorativa, la voglia di essere utile e di poter fare quotidianamente qualcosa di cui essere soddisfatti.

Il problema attuale nel nostro paese è che il lavoro che ti fa pagare il mutuo e arrivare alla pensione difficilmente ti dà queste soddisfazioni.

2.

Parliamo un po' della scuola e di come "aiuti" a trovare un posto di lavoro, ma soprattutto come non aiuti a capire che il mondo è fatto di raccomandazioni e di lavori che non c'entrano assolutamente nulla con quello che hai studiato.

Ho frequentato l'ITIS e mi sono diplomato nel 1990 come Capo Tecnico Perito Elettronico, un parolone per riempirsi la bocca. Nell'ultimo biennio erano frequenti le visite ad aziende, alla fine dell'anno gli stage aziendali. Le visite si concentravano negli uffici degli impiegati e non nelle aree di produzione. Mi ricorderò sempre la giornata passata al centro ricerche Fiat a Orbassano, gentili impiegati ci mostravano il loro lavoro pulito e comodo di monitoraggio e ricerca sui nuovi prototipi di autovetture Io e i miei compagni di corso non sapevamo neanche cos'era la catena di montaggio, d'altronde che bisogno c'era di farcela vedere, noi stavamo per diplomarci a noi i professori avevano dato la cultura avevano insegnato l'uso dell'intelletto, soprattutto la certezza che non avremmo mai fatto lavori manuali e faticosi.

Forse non sarebbe cambiato niente, ma se in quel periodo i nostri docenti ci avessero fatto vedere anche qualche capannone industriale pieno di tute blu e ci avessero prospettato che solo un'esigua parte di noi studenti sarebbe riuscita ad ottenere un posto come impiegato forse la realtà futura ci sarebbe sembrata un po' meno triste.

Se la scuola dedicasse qualche ora in più ai laboratori e alle attività manuali, forse anche il lavoro faticoso e ripetitivo di una produzione industriale ........ forse peserebbe di meno.

Nel 1994 ho lavorato come operaio alla Carrozzeria Bertone assunto con contratto di apprendistato dalla durata di due anni, ho resistito due settimane, il mio posto di lavoro era proprio dopo le presse, dovevo saldare con l'ossi-acetilene i montanti dei parabrezza della punto cabrio. Per me sono state settimane da incubo tutto bardato per evitare di essere bruciato dalla fiamma, con le scarpe antinfortunistiche i tappi alle orecchie vedevo il mio futuro senza via d'uscita ora dopo ora. Quello che ancora oggi mi fa sorridere ma allo stesso tempo mi mette ansia e pensare che intorno a te la gente pensi che sei fortunato a trovare un posto di lavoro in un'azienda cosi grande, un posto fisso. Avevo ventitre anni di cui quindici passati a studiare tra università, scuole superiori e scuole inferiori, come facevo ad accettare una cosa simile. Rimpiangevo il lavoro con mio cugino la libertà anche solo di poter andare in bagno quando ne avevo bisogno. Cosa mi era servito studiare per ottenere così poco? Oggi un posto di lavoro in un'azienda di quelle dimensioni sarebbe oro, per come hanno sminuito e ricattato la gente diciassette anni di mal governo, ma solo venti anni fa potevi ancora credere che il lavoro ti offrisse un futuro radioso.

Era solo un'illusione ma poter credere in qualcosa è sempre meglio che non avere speranze.

La cosa difficile è stato dirlo a mio padre, povero uomo aveva lavorato venti anni in Fiat in catena di montaggio ed io dopo solo due settimane gettavo la spugna. In quel periodo però non ero ancora ricattabile (non avevo un mutuo, non avevo le rate dell'automobile e non avevo un figlio) le scelte erano molto più semplici e veloci. Non ero un mantenuto, i miei genitori non mi hanno mai passato la paghetta, guadagnavo qualche soldo arbitrando in Figc, anche con buoni risultati, ogni tanto riuscivo a ottenere degli impieghi come animatore in qualche festa di compleanno.

Mio fratello minore anche lui diplomato in elettronica è riuscito a rimanere due anni in Bertone - no non eravamo raccomandati ;-), semplicemente in quel periodo la Bertone aveva commesse - con il risultato di un bell'esaurimento nervoso e dosi di Valium per quasi sei mesi. Questo non te lo insegnano a scuola, non te lo raccontano in televisione, di come un lavoro ripetitivo giorno dopo giorno ora dopo ora possa minare la tua mente e portarti all'esasperazione.

Quando ho sentito dei ragazzi morti alla Thyssenkrupp, ho ripensato al periodo vissuto in catena di montaggio, come si può pensare che delle persone che per otto ore ripetono gli stessi gesti e a volte anche con due o tre ore di straordinario sulle spalle possano essere vigili e usare nel modo corretto gli strumenti antinfortunistici. Quando fai quei lavori, guardi solo l'orologio, segui le lancette e speri che i minuti scorrano più in fretta possibile e ti liberino almeno per quel giorno dal calvario.



Commenti

pubblicato il 03/02/2012 21.42.51
macmariopc, ha scritto: Un curriculum lavorativo lungo 70 pagine intense e scorrevoli, fa riflettere e allo stesso tempo fa indignare. Ci troviamo difronte ad un nuovo tipo di Esistenzialismo, quello indotto dalla precarietà lavorativa di oggi che non può non riflettersi sul proprio modo di affrontare la vita quotidiana e le relazioni con gli altri. L'autore con la sue molteplici esperienze racconta un mondo parallelo a quello che i media ci hanno abituato, una realtà dove alla fine prevale la soppravvivenza del singolo ai danni della comunità. La realtà attuale viene disegnata senza ipocrisie e prese in giro, viene descritta la vita quella vera. Ne è esempio la manovra finanziaria che in questi giorni dovrà aiutarci ad uscire dalla " crisi ", si parla di facilità di Licenziare, ma oggi è già così, l'autore viene licenziato per aver preteso gli stipendi arretrati e anche rivolgedosi alla legge questa non ha saputo dargli giustizia, perché già " oggi " non c'è nessuna legge che aiuta a difendere il posto di lavoro da licenziamenti per "ristrutturazioni aziendali" ovvero cavilli giuridici. Nel mondo parallelo della manovra si parla di lotta all'evasione, ma lo stesso ministro che la redige si permette di pagare un affitto in nero, giustificando se stesso con la sua dichiarazione dei redditi già tartassata dalle tasse. Nella manovra si parla di crescita, di dare una sferzata all'economia, in un paese reale dove la maggior parte delle persone non può accedere ad un mutuo perché non ne ha i requisiti, grazie alla legge " Biagi" che come viene descritto dall'autore viene applicata dalle aziende nel modo più estremo e senza controlli da parte di chi la autorizzata per trarne un aleatorio beneficio. L'autore ha voluto in questo libro gridare in un paese che ha smesso di ascoltare, la sua esperienza che è poi la realtà comune di milioni di Italiani, che l'accettano in silenzio pensando solo a coltivare il proprio orticello, ne è esempio la tassa di solidarietà che neanche i lavoratori più facoltosi " calciatori e politici responsabili " vogliono accettare. Il ritmo e il distacco narrativo sono degni di un Camus o di un Sartre.
pubblicato il 03/02/2012 22.30.23
MAXSTEEL45, ha scritto: A chi lo dici! Ti consiglio di leggere l'esperienza di quel giovane che dapprima ha lavorato presso l'obitorio di Camposanto (PD) e che poi, stanco della monotonia di quella catena di smontaggio (i cadaveri venivano preparati per la cremazione) si è messo a fare l'autista di un pulmann, che poi è precipitato giù per una scarpata vicino ad Asiago (VI). La vita è così. Sofferenza, dolore, illusione, disillusione in questo "opaco atomo del male". Io per me mi sono sempre rifiutato di lavorare duramente; l'aveva già capito e detto Jack London (mitico! riposa in pace, amico profeta).

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