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lavoro pubblicato giovedì 2 febbraio 2012
ultima lettura domenica 10 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Miss V capitolo 4

di sallythecountess. Letto 591 volte. Dallo scaffale Amore

In quel momento si creò una strana alchimia. Quello che successe nella camera 202 cambiò completamente il mio destino.Si creò un legame, non so di che tipo, ma non volevo più solo fare sesso con lei, volevo averla nella mia vita...

Capitolo 4: Strani sogni.
Erano le 6 del mattino quando riaccompagnai V a casa. Avevamo scherzato per tutto il viaggio di ritorno ed eravamo di buon umore, ma lei doveva cambiare tutto, al suo solito. Arrivati alla famosa porta verde sorrise,mi guardò profondamente negli occhi e mi disse "Ciao zio Ian" e... baciò l'angolo sinistro della mia bocca.
Impazzii. Letteralmente. Corsi in hotel. Sembravo un malato di mente e spaventai le donne delle pulizie che mi gridarono contro in una lingua che non conosco. Che diavolo stavo facendo? Le piacevo e mi aveva baciato! Entrai in camera con aria furtiva, come se qualcuno mi stesse inseguendo, chiusi la porta e mi ci appoggiai.Porca miseria tutto questo era assurdo. M'infilai nella doccia e...il pensiero di quel bacio mi torturò. Non era stato un bacio vero, niente lingua e aveva preso solo un pezzetto minuscolo della mia bocca ma...era la cosa più eccitante che mi fosse mai capitata.
V, oh V, ma perché devi essere così? Mi guardai nello specchio appannato e mi dissi che facevo troppo schifo. Ovviamente mi misi a letto,ma non fui capace di chiudere occhio. Non avevo dormito tutta la notte, ma comunque non ero stanco. Ero agitato, mi vergognavo di me, ma allo stesso tempo ero sconvolto e eccitato. Ero stravolto e non riuscivo a calmarmi. Dopo dieci minuti trascorsi a fissare il soffitto pensando solo a quanto fossi un uomo vile e viscido decisi che mi serviva un piccolo aiuto: Aprii il minibar e lo svuotai. Non era esattamente da me sbronzarmi, insomma non sono come V che beve per ogni motivo, bevevo solo alle feste o quando succedeva qualcosa di brutto. Ma in certe situazioni era inevitabile. Dopotutto, sono sempre un irlandese cavolo.
Improvvisamente me la trovai davanti. V era bellissima,nuda nel mio letto. Mi avvicinai e lei sorrise. Le accarezzai le braccia e lei chiuse gli occhi e mi sorrise dolcemente . Mi avvicinai ulteriormente fino a sentire di nuovo il suo splendido odore di vaniglia,fumo di sigaretta e non so cosa...Ero tanto vicino da poterla sentire respirare, come poche ore prima sul tower bridge. Allora, e le sussurrai "Credo di amarti" e lei aprì i suoi occhioni verdi e cominciò a baciarmi. Fu un bacio molto lungo e incredibilmente sensuale. Lei si stese su di me e cominciammo a fare l'amore, ed era meraviglioso ed io ero incredibilmente felice. Improvvisamente un rumore ci diede fastidio, lei rise e disse "Adesso mio Ian devi aprire la porta" Io non volevo. Stavo facendo l'amore con lei non volevo interrompermi, ma il rumore continuava e lei improvvisamente si alzò e andò via.
Mi svegliai di soprassalto, con l'amaro in bocca. Era stato un sogno e qualcuno stava demolendo la mia porta. Indossai i boxer e andai ad aprire.
"Sei uno stronzo Ian,come hai potuto?"
Non sentii. V era di fronte a me e mi gridava contro. Io ero nudo e imbarazzato, pensavo al mio sogno e lei mi guardò in modo strano. Sorrise e disse "Stai bene?"
No che non stavo bene. Anzi in quel momento mi sentii male e, cosa tipica di ogni eroe romantico, scappai al bagno a vomitare, lasciandola che se la rideva a crepapelle.
Si avvicinò alla porta del bagno e, sorridendo, mi disse "Sei ubriaco o sbaglio?" Sorrisi,ma non avevo idea di cosa rispondere. V mi sorrise e disse "ok...dai fai una doccia e poi litighiamo, non posso litigare con uno in questo stato." Risi, ma ebbi un brivido quando la vidi seduta sul mio letto. Era di nuovo lì...e stavolta in carne ed ossa. Lei allora mi guardò e disse "Ok dai dormi, ne parliamo dopo" e dicendolo mi prese per mano e mi condusse verso il mio letto, scostò le lenzuola e mi mise a letto. Baciandomi la fronte mi disse "Ne parliamo dopo ok?Notte Ian"
Io non capivo più nulla. Neanche mi era chiaro se ero vivo o meno. Come c'era finita V in camera mia? Come sapeva quale fosse il mio albergo? No, doveva per forza essere un sogno. La guardai scrivere qualcosa sullo specchio di fronte al letto, ma ero convinto che fosse un sogno. Se era un sogno potevo essere sincero, no? Così, dal cuore le dissi "Sei la donna più meravigliosa e sexy che esiste al mondo e muoio dalla voglia di fare l'amore con te." Lei rise e se ne andò.
Sette ore dopo il mio cellulare suonò ed io fui costretto a rispondere. Era il mio amico d'infanzia e collega Jeff e parlammo per un po'. Per tutta la durata di quella noiosissima e inutile chiamata, che aveva come scopo unico e solo aggiornarmi sulla sua relazione con la cassiera della mensa,con la barista e con la sua personal trainer, mantenni gli occhi chiusi.Avevo un mal di testa atroce e non ci pensavo neanche ad aprirli. Staccai il telefono e mi accorsi di dover andare in bagno. Aprii gli occhi, mi alzai e ... L'orrore! Immaginate la mia sorpresa e quasi il mio terrore quando, una volta sveglio, mi accorsi che sul mio specchio c'era davvero qualcosa scritto.
No,no,no,no,no,no,no!Ma come poteva essere possibile? Era stato solo un sogno, no?Evidentemente no! Il messaggio diceva "655 15 35 65 Chiama appena sei sveglio. Sei nei guai, V."
Era vero. Avevo veramente vomitato davanti a lei e, cosa peggiore, le avevo detto che mi piaceva e che volevo...O Dio Santo!! Mi sentii mancare e vomitai di nuovo. Sconvolto presi il cellulare e composi il numero. La voce più bella del mondo mi disse solo "Sì?" ed io dissi "Perché sono nei guai, cosa ho fatto?" Lei rise e disse "Ah ti sei svegliato zio Ian.Come va la sbornia? Come ti senti?"Risi,ma ero nervoso, nervosissimo. "Come se mi avesse preso un camion, e voglio essere certo di non aver fatto cazzate. V perché sei arrabbiata? Non ti avrò mica messo le mani addosso, vero?" Lei scoppiò a ridere e mi disse "Ma che, non mi sarei mica offesa per così poco. I motivi per cui sono offesa sono due. Uno: Hai passato una notte intera con me a parlare di tutto e non mi hai detto che hai offerto alla mia band di venire a stare a casa tua dall'altra parte del mondo?"
Risi, wow, credevo fosse offesa per qualcosa che avessi detto. Le dissi solo "Ascolta, non ero io a dovertelo dire e preferirei che non si sapesse della nostra notte fuori, ok?"
Lei fu molto comprensiva, disse che anche lei non avrebbe voluto che si sapesse. Poi con tono serio disse "Ian io non vengo. Non voglio approfittare della tua ospitalità, non mi sembra corretto. Ho capito che vuoi tenere tuo nipote con te e lo apprezzo, ma non mi sembra giusto abusare del tuo buon cuore."Io rimasi di stucco. Non volevo che venisse, eppure...non poteva non venire, non potevo permetterlo. Sì, lo so che è un concetto complicato, in poche parole non dovevo, ma lo volevo... perciò raccolsi tutto il fiato che avevo nei polmoni e cominciai ad elencare una serie di motivazioni per cui doveva assolutamente venire: "Ok numero 1 la band senza una chitarrista come te non funzionerebbe. Insomma Jen non ci sa fare...Numero 2: Voglio investire su di voi,ma senza di te investirei su una band incompleta. Numero 3 vuoi davvero lasciare i tuoi amici da soli dall'altra parte del globo? Numero 4 ..."M'interruppe dicendo "Ok,ok quindi davvero vuoi investire su di noi?" La risposta mi venne spontanea "Ovviamente" Non era affatto vero, ma dovevo averla tra i piedi. "Ok l'importante è che a te faccia piacere, io non voglio usarti...ti fa piacere?" Sorrisi e le dissi "E' ovvio che voglio che tu venga con me in America". Ora, non poteva uscirmi una frase peggiore. Lei rimase in silenzio e io non sapevo come uscire da questa situazione. Poi lei rise e disse "E comunque sono arrabbiata anche perché ti sei sbronzato da solo!" Lì cominciai a ridere e le chiesi scusa. V, poi, fece una cosa che non avrebbe dovuto fare. Mi disse "Ci vediamo dopo?" Ed io rimasi di stucco.
Decidemmo di vederci con tutti gli altri membri della band a cena. Alle 21 ero a casa loro a bricklane e mi aprì un Jimmy stranamente allegro. Mi condusse in una sala in cui c'era un tavolino da tv imbandito e tanti cuscini per terra. Jen arrivò e, baciandomi seducentemente la guancia mi disse "Stiamo preparando il couscous ti piace tesoro?" Lì mi sentii in imbarazzo e feci cenno di sì con la testa. Dopo mezz'ora apparve V, ma non mi guardò. Mi sorrise e fissò il piatto davanti a lei, mentre Jen ci provava con me.
Ariel si accorse che Jen non mi piaceva e mi fece uno splendido sorriso. Poi improvvisamente annunciò "Partiamo dopodomani. Abbiamo trovato i biglietti." Io la guardai e le dissi che per me andava bene, ero entusiasta di tornare a Pasadena.Le chiesi se aveva bisogno della mia carta di credito e lei si arrabbiò. Aveva sempre strane reazioni quella ragazza, insomma non le avevo mica detto qualcosa di offensivo? Eppure s'indignò profondamente e disse "No Ian, sfruttarti fino a questo punto no. Ai biglietti ci pensiamo noi, tu se puoi ospitaci, se non puoi non importa."Perché V era così?Si era arrabbiata, forse avevo offeso il suo orgoglio? Sorrisi e dissi di sì, che casa mia era molto grande e c'era spazio per tutti. Lei allora mi sorrise e disse "Bene, è deciso." Dopo cena rimase per mezz'ora con noi, ma per tutto il tempo non mi disse nulla, mentre Jen ci provava spudoratamente con me, accarezzandomi in posti poco consueti e chiamandomi "cucciolo". Improvvisamente V mise la giacca e mi salutò con un cenno della mano. Andò a lavoro ed io rimasi con i suoi amici. Non capivo perché si comportasse così ed ero pieno di dubbi. Improvvisamente ricevetti un sms che mi fece tremare : "Ian, Jen ha intenzione di sedurti stanotte, spero che ti piaccia." Ma che diavolo significava? Perché me lo aveva scritto? Era gelosa forse? Assunsi una strana espressione e tutti fecero domande. Jimmy allora disse "Ah di nuovo la donna misteriosa, eh zio Ian?" Eh...neanche te lo immagini quant'è misteriosa...volevo dirgli.
Jen mi guardò male e io feci cenno di sì con la testa. Perchè V mi aveva scritto quella cosa? Cosa voleva realmente da me?Non lo capii, ma quando io e Jen restammo da soli e lei provò a baciarmi la rifiutai. LE feci un discorso molto da persona matura, su quanto fosse sbagliata una cosa del genere. Le dissi che non doveva dar via il suo corpo così facilmente e che prima o poi qualcuno l'avrebbe amata, ma non io. Mi trattenni per un po' a casa loro, ma V non si vide. Pazienza, avrei avuto tutto il tempo del mondo per vederla una volta a Pasadena.
Arrivato in camera, però, non so perché decisi che volevo dirle di Jen e le scrissi:
"Non è andata...Non è successo niente con la tua amica."
Non lo so cosa mi prese, non so perché decisi di dirglielo,ma dopo quindici secondi ricevetti la risposta lei immediatamente mi rispose "Perché?"
Ecco! Che le dovevo dire? Ci pensai un attimo e scrissi solo "Perché no."
La risposta mi fece impazzire. "Cos'è? Forse non è abbastanza meravigliosa e sexy?"
Volevo letteralmente morire in quell'istante. Quindi mi aveva sentito. E ora? Le scrissi solo "Ah bene... hai sentito... Idiota che non sono altro."
Qualcosa dentro di me andò in mille pezzi e quasi esplosi quando lessi
"Tranquillo, farò finta di niente, ma non dimenticherò mai neanche una virgola di quello che hai detto. Sarà difficile che me lo tolgo dalla testa, certe cose non si sentono spesso nella vita. Ma se lo dici a qualcuno ti mando uno squadrone della morte, ti faccio rapire, torturare,violentare, scuoiare e uccidere. Ed ora lasciami dormire che domani per me è un giorno difficile."
Che tipo! Come faceva ad alternare orrore , dolcezza e simpatia in quel modo?Sorrisi le scrissi la buonanotte e mi addormentai anche io.
La mattina dopo chiamai Cristal e le dissi che mi portavo via Jimmy per un po'. Ovviamente mi insultò e mi offese, ma poi la prese bene.
Per tutto il giorno non vidi nessuno, rimasi a fare i miei bagagli, ma le pensai tantissimo. Mentre piegavo gli abiti che avevamo comprato insieme, e li supplicavo di entrare in una valigia strapiena, mi venne voglia di chiamarla, ma non lo feci. Ci saremmo visti la mattina dopo. A cena andai a mangiare da solo con Jimmy e lui mi parlò di lei. Mi disse che lei era stata molto dolce con lui,ma gli aveva detto di dimenticarsela e lui aveva deciso di farlo."come dicevi tu non posso obbligarla ad amarmi e poi...poi c'è una novità.." C'era qualcosa di molto strano in quel discorso, e infatti il colpo di scena che seguì mi lasciò senza fiato. Jimmy sorrise e mi disse "Non lo so cos'hai detto a Jen, ma quando sei uscito di casa lei è venuta da me e mi ha detto che mi ama, ma è stanca di vedermi soffrire per V e...abbiamo deciso di provarci!"
Il meraviglioso Alibut con patate che avevo nel piatto mi andò di traverso. Quando smisi di tossire lo guardai sconvolto e dissi solo "JIMMY????" Ma con un'aria tanto sconvolta da farlo spaventare. Lui rise e disse "Com'è che V ti stava bene e Jen no? In fondo Jen è più tranquilla e ..."
"Ma tu sei pazzo! Abbiamo passato notti intere insieme a parlare di lei e tu te la dimentichi così? Dopo trenta secondi? E poi Jen ieri mi ha infilato le mani ovunque, a me, tuo zio, ed ora salta fuori che ti ama?? Ma non è assurdo?"
Jimmy rise e disse "Sono stanco di soffrire per V. E per quanto riguarda Jen...lei è così, è insicura e fa sesso con chiunque sia un po' gentile con lei,ma questo non vuol dire che non mi ami. Lo so, sono sicurissimo che lei mi ama, quindi..."
Trovai la cosa folle e quanto meno surreale. Gli dissi quello che pensavo, poi, alla fin fine pensai che l'importante era la sua felicità e così...sorrisi.
Tornato in albergo pensai a tante cose, ma non a V. La mia vita stava prendendo una brutta piega ed ero veramente preoccupato per Jimmy, non sapevo cosa fare. In fondo non ero così saggio e non avevo figli. Non ero la persona giusta per aiutare Jimmy, ammettiamolo sono dannatamente infantile e immaturo. Non sono neanche lontanamente saggio come Neil.Ora voi vorrete sapere di che diavolo sto parlando e...vi accontenterò.
Jimmy è l'unico figlio di mio fratello maggiore Neil, e decisi che gli avrei fatto io da padre dopo la sua morte ma Neil...lui era più grande di me e infinitamente più maturo. Aveva sei anni più di me, ma mi aveva sempre trattato bene. Mi aveva sempre voluto, sin da piccolissimo. Mia madre dice sempre che voleva disperatamente un fratellino e l'aveva praticamente torturata pur di avermi. Era stato il miglior fratello maggiore del mondo, non avevo assolutamente nulla di cui accusarlo.
Pensai a tutte le volte che mi portava a vedere le partite, anche se io le odiavo. Alle volte in cui si frapponeva tra me e mio padre e prendeva le mie parti durante i nostri furibondi litigi. Neil era molto diverso, sia da me che da mio padre. Papà è sempre stato un operaio, fin da piccolissimo. Disprezza la cultura, disprezza i libri e...disprezza me. Non è mai riuscito a capirmi ed io...mai riuscirò a capirlo. Neil però si sforzava di capirmi e ogni volta che litigavo con mio padre lui si metteva in mezzo e ci faceva riappacificare. Amavo Neil, e per questo motivo mi presi cura di Jimmy dopo la sua morte. Ebbe un incidente nel cantiere in cui lavorava e tutta la famiglia collassò. Mio padre, mia madre e le mie sorelle cominciarono a vivere in uno stato di catatonia totale. Eravamo tante anime che affollano la stessa casa senza vedersi o parlarsi. Cristal, moglie di Neil da sei mesi e mamma di Jimmy da tre settimane, ebbe un fortissimo esaurimento e così io mi trasferii a casa sua e mi occupai del bambino.Non mi è mai pesato, glielo dovevo
Pensando a Neil mi scorsero le lacrime. Era merito suo se ero diventato quello che ero ma...cos'ero realmente? Avevo tradito le mie idee e i miei valori, non ero né più né meno di una ballerina di nightclub che si spoglia e mercifica se stessa per un po' di soldi. Io, però, non avevo mercificato il mio corpo ma la mia anima, il che è molto peggio.
Improvvisamente suonò il mio cellulare, mi asciugai le lacrime e risposi.
"Ho avuto la peggior giornata della storia...stiamo insieme stanotte?"
Spalancai gli occhi e chiesi "Chi...è?"
"Aprimi la porta e lo scoprirai..."
Aprii la porta ma...non c'era nessuno...così risi e dissi "Ma chi è?"
"Sono Joanna amore, ma che scemo che sei! Mi vuoi aprire tesoro?"
Scoppiai a ridere...già Joanna era un'amica hostess...ridendo le dissi che non ero in California e lei s'infuriò."
Staccai la telefonata, dissi buonanotte ai miei pensieri e mi seppellii sotto le coperte. Quindici minuti dopo qualcuno bussò alla mia porta. Da sotto le coperte gridai "chi è?" e mi risposero "servizio in camera signore".
Che stranezza. Non avevo ordinato nulla, stavo dormendo.
"Non ho ordinato niente. Ha sbagliato camera." Dissi seccato, non volevo uscire dal letto, ma la cameriera era tenace e disse
"Abbiamo notato che ha svuotato il frigo bar, volevamo rifornirlo, non ha neanche acqua. Ma se non le serve non importa."
Diamine, era vero. Non avevo neanche un sorso d'acqua e avevo sete. Uscii dalle coperte, e aprii la porta.
Una meravigliosa bionda in un abito rosso corto e sexy da morire era fuori alla mia porta. V sorridente, appoggiata all'angolo della porta mi porse una busta. Ero assolutamente fregato. Senza dire nulla entrò e si sedette sul mio letto. Io persi completamente la capacità di parlare e lei disse "Sei carino con i capelli tutti in disordine. Sei quasi...meraviglioso e sexy" Si mise a rideree le sorrisi anche io, ma non potevo parlare. " Mr Ian sono venuta perché dobbiamo festeggiare:Domani inizia una nuova era e Jimmy e il mio clone si sono fidanzati." Ero di pessimo umore e non fui capace di dirle nulla, ma lei lo capì. V mi guardò dolcemente negli occhi e mi accorsi che in realtà non era tanto felice. Rimanemmo per un secondo in silenzio poi mi disse "In realtà...volevo parlare con qualcuno...Ho paura Ian...ho paura di andare via e ricominciare tutto da capo. Adesso ti sembrerò una bambina, ma non sono mai stata tanto lontana dalla mia famiglia. Ho paura."
Le sorrisi dolcemente. Anche lei era umana. Mi porse il braccio con la vodka. Io lo allontanai e le dissi "V non si risolvono tutti i problemi bevendo." Lei rise e disse" Belle parole, ma suonano strane dette da uno che ieri ha svuotato il frigo bar..."
Risi, rise anche lei e disse "Brindiamo al futuro, quel profondo burrone in cui stiamo per lanciarci senza sapere se il paracadute si aprirà o meno."
Sorrisi e bevvi con lei. Lei mi guardò dolcemente, mi mise una mano sulla guancia e disse "Ne vuoi parlare?Stai male,si vede..."
Sorrisi tristemente. Mi chiesi da dove cavolo si vedesse e le dissi solo "Sono solo un po' triste...pensavo a mio fratello..."
Lei sorrise, mi prese la mano e mi condusse verso il letto. Adesso non pensate male, ci sedemmo e lei disse "Il papà di Jimmy?"Annuii e mi sforzai di non farle vedere che ero commosso.
V, allora, mi mostrò un'altra parte della sua poliedrica personalità. Sorrise e mi disse "Ok io non capisco nulla, non ho mai perso qualcuno, ma conosco le religioni e beh sono sicura che lui sa quello che hai fatto, sa che corri da Jimmy ogni volta che lui si mette nei casini e sono certa del fatto che lui è molto fiero di te. Io lo sarei ."
In quel momento si creò una strana alchimia. In quei pochi giorni con lei avevo provato delle cose, ma non quel tipo di cose. Fino a quel momento, diciamoci la verità, era solo attrazione, volevo fare sesso con lei e nient'altro. Ma quello che successe nella camera 202 cambiò completamente il mio destino.Si creò un legame, non so di che tipo, ma non volevo più solo fare sesso con lei, volevo averla nella mia vita. Improvvisamente io...esplosi. Mi portai le mani al volto e le gridai "V vai via, vai via ora prima che perdo il controllo e ti bacio e non saprei..."
Si mise a ridere. Poi tornò seria, mi tolse le mani dalla faccia, mi guardò negli occhi in modo incredibilmente sexy e disse "Forse è quello che voglio,forse è il motivo per cui sono qui, non credi?Lo senti anche tu, vero? Non lo so cos'è, non m'importa, ma è forte."
Quella frase mi colpì. Mi causò un terremoto interiore e per ben un minuto non riuscii a smettere di sentirmi sconvolto. Avete mai avuto una vertigine? E' così che mi sentii. Lo sentivo il legame, eccome. Mi aveva appena letto dentro. Dovevo tirar fuori il coraggio ma come? Non potevo fare quello che volevo, non potevo cedere ai miei desideri, dovevo assolutamente mandarla via, ma era incredibilmente doloroso. Dovevo strappare il cerotto e non aveva senso procrastinare. Non riuscivo a guardarla negli occhi, distolsi lo sguardo e le dissi solo"No, non posso ora e non credo che potrò mai. Adesso vai via e non starmi mai più così vicina, ti prego."
Lei sospirò si alzò e andò via. Uscendo, però disse solo "Peccato."
Passai la notte completamente sveglio a pensare. Ci ero riuscito, l'avevo rifiutata, dovevo essere fiero di me ma...non lo ero. Avevo provato una sensazione troppo forte quando mi aveva detto che provava qualcosa, che voleva che la baciassi e...non mi toglievo dalla testa la sua frase. Ero sommerso sotto le coperte e le pensavo e mi sentivo da schifo. Povera V, si sarà anche sentita offesa, ma io non potevo. O sì?Insomma Jimmy stava con Jen...forse... No, no decisamente no. E' disgustoso comunque.


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