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lavoro pubblicato mercoledì 1 febbraio 2012
ultima lettura sabato 31 agosto 2019

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Dell'ultima ora

di Edmea. Letto 482 volte. Dallo scaffale Fantasia

  Da un po' di tempo faceva sempre lo stesso sogno. Si vedeva al Poetto, a fare l'amore in riva al mare con una ragazza sconosciuta. Non gli era mai piaciuto il sesso, vuoi per una educazione rigida, quasi da educanda,vuoi perché le donne l...

Da un po' di tempo faceva sempre lo stesso sogno. Si vedeva al Poetto, a fare l'amore in riva al mare con una ragazza sconosciuta. Non gli era mai piaciuto il sesso, vuoi per una educazione rigida, quasi da educanda,vuoi perché le donne lo schifavano. Eppure dava sempre l'impressione del donnaiolo incallito, che ci dava, senza ripensamenti. Lui restava indifferente a quelle fantasie, che non confermava, né smentiva, perché un altro aspetto che detestava erano i pettegolezzi. Quando la collega, che gli stava letteralmente sul cavolo gli si parava davanti con la pretesa patetica e strafottente di invitarlo a pranzo, veniva colto da conati di vomito e da raptus omicida. L'avrebbe spiaccicata al muro, per usare un eufemismo e doveva trattenersi ca...... La paragonava a Mortisia, perennemente vestita di nero, peggio di un beccamorto, con un sorriso forzato e la voglia insaziabile di accalappiare un maschio, alias uomo danaroso che la mantenesse. Lui era un maschio? Così si vociferava, ma da lui cosa voleva esattamente, se erano colleghi, che percepivano lo stesso stipendio? Se lo ricordava o no quella vampira in libera uscita? Quegli occhi da gatta rognosa lo mandavano in bestia, ma porca miseria detestava le donne e riceveva un invito da Mortisia la vampira beccamorti? La donna del sogno non era lei. Almeno quello. Le vedeva tutte puttane, desiderose di spalancare le gambe al miglior offerente e di trovare il povero scemo disposto a mantenerle. I colleghi lo invidiavano, convinti che lui si godesse la vita nella sua libertà di scapolo impenitente. Se la godeva a modo suo però e quelle avances nevrotiche di Mortisia lo avvilivano e allo stesso tempo lo mandavano in bestia. La prossima volta che gli si fosse presentata con quegli occhi da gatta rognosa in calore avrebbe commesso l'irreparabile, poco ma sicuro, se non fosse stato che toccarla gli dava il voltastomaco.

La mattina dopo si era svegliato in un bagno di sudore. Era stanco morto la sera prima e si era catapultato a letto, colpito e affondato. Il sonno lo aveva raggiunto quasi subito e aveva vissuto come in un film. In riva al mare con quella ragazza sconosciuta, che si era voltata e poi.......... avevano fatto l'amore e gli era piaciuto e poi........... era in un bagno di sudore, stremato, eppure aveva dormito, ma che diavolo. Si infilò sotto la doccia e tracannò un caffè che lo mise in agitazione. In strada guidò nervosamente, come non gli capitava da parecchio. Pensava al sogno, ma cavolo era un sogno. Parcheggiò come uno zombi. Che ca........era successo che lo rendeva così nervoso? Comprò l'Unione. Era lì in prima pagina. La ragazza del sogno, scomparsa da una settimana, era stata trovata morta al Poetto. Notizia dell'ultima ora. Gli ronzavano le orecchie. Notizia dell'ultima ora.



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