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lavoro pubblicato venerdì 27 gennaio 2012
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

DONNE nella STORIA: Vizi e Virtù

di mariapace2010. Letto 634 volte. Dallo scaffale Storia

LA  FEDELTA'Basta un solo nome per riempireun volume sulla fedeltà della donna: PenelopeLa figura di Penelope, castae fedele, che aspetta trepidante il ritorno dello sposo vagabondo per il mondocon la scusa della guerra, che imbroglia i pre...









LA FEDELTA'





Basta un solo nome per riempire
un volume sulla fedeltà della donna:







Penelope





La figura di Penelope, casta
e fedele, che aspetta trepidante il ritorno dello sposo vagabondo per il mondo
con la scusa della guerra, che imbroglia i pretendenti con una tela
interminabile, piace molto agli uomini.



Li rassicura.



Piace molto questa figura di
donna in eterna attesa: è rassicurante. Viene presa come esempio anche in
culture assai, ma proprio assai, posteriori.



Perfino oggi.



Ma era davvero così casta e
fedele, la cara Penelope?



L'epoca in cui visse era quella
di un Matriarcato in declino e un nascente Patriarcato. Lo testimoniano le
vicende legate alle sue nozze con Odisseo, meglio conosciuto come Ulisse.



Questi conquistò la sua mano
all'antica maniera matriarcale, vincendo, cioè, una gara di corsa.



(secondo altre versioni, di tiro
con l'arco)



Penelope era figlia di Icario, re
di Sparta, e della ninfa Peribea e, secondo le antiche usanze, era la sposa che
accoglieva lo sposo nella sua casa e non il contrario. (Menelao era diventato
Re di Sparta per averne sposato la principessa ereditaria, Elena).



Ulisse, invece, infranse le
regole e si portò via la sposa contro la volontà del padre di lei.



Re Icario, infatti, li fece
subito inseguire e Ulisse costrinse
Penelope a scegliere fra lui e suo padre.



Penelope scelse Odisseo: senza
una parola si calò il velo nuziale sul volto e lo seguì ad Itaca, lasciando la
casa paterna e la terra di Sparta.



La figura di Penelope, in realtà,
non è solamente emblematica, ma anche un po' enigmatica, per quello che fu in
seguito il suo comportamento.



Omero (ma sarà stato proprio
Omero a scrivere l'Odissea? Ormai sono in molti a nutrire dei dubbi) ci
parla di lei in tono brillante, bucolico ed un po' ingenuo. Ben diverso dal
tono ruvido e tagliente che si riscontra nell'Iliade, la cui paternità
di Omero è indiscutibilmente accettata.



Omero ci lascia con Penelope ed
Ulisse riuniti dopo venti anni di separazione: dieci di guerra a Troia e dieci
di peripezie attraverso il Mediterraneo.



Penelope, però, si rivela donna
prudente e diffidente, oltre che paziente e fedele: prima di concedersi al
marito, vuole certezze e per questo lo sottopone alla prova del talamo nuziale
e della sua posizione nella loro casa. Dopo, lo premierà generandogli un altro
figlio: Polipartide; il primo era Telemaco, poco più che ventenne al ritorno a
casa del padre.



Penelope è anche una donna forte
e di infinite risorse. Lo ha dimostrato tenendo a freno i suoi pretendenti con
vari espedienti prima del ritorno di Ulisse e lo dimostrerà pure dopo la morte
di questi.



Sia Ulisse che suo figlio
Telemaco, infatti, subito dopo la strage dei Proci (i pretendenti) erano stati
esiliati.



Ulisse partì per la Tesprozia,
per espiare la sua colpa; qui, però, sposò la regina Callidice che gli diede un
altro figlio, Polirete.



Telemaco, invece, raggiunse
Cefallenia, poiché, secondo un oracolo, Ulisse sarebbe morto per mano di suo
figlio.



Così fu!



L'eroe fu ucciso proprio da uno
dei suoi figli, ma non era Telemaco, bensì Telegono, il figlio avuto dalla maga
Circe durante il viaggio di ritorno da Troia.



Telegono, che dal padre aveva
ereditato lo spirito d'avventura, andava scorrazzando per i mari e finì per
raggiungere Itaca.



Ulisse si preparò a respingere
l'attacco, ma Telegono lo uccise.



Proprio come aveva predetto
l'oracolo: in riva al mare e con l'aculeo di una razza, un aculeo di razza
infilato sulla punta della lancia di Telegono.



E ancora una volta Penelope ci
sorprende: trascorso l'anno di lutto previsto dalla tradizione, la Regina di
Itaca sposa Telegono... proprio così! Sposa l'uccisore di suo marito, figlio della
rivale, la maga Circe.



E non è tutto. Raggiunta l'isola
di Circe, madre del fratellastro Telegono, Telemaco, a sua volta, impalma la
rivale di sua madre.



Edificante!











Commenti

pubblicato il 25/02/2012 12.58.53
Francescoandreamaiello, ha scritto: Visti i tempi bui sponsorizzati dai mass media (mediaset-grande fratello, RAI-farfallina) fra poco la fedeltà uscirà in...sciroppo! Contiene l'ossitocina, ormone del parto e della fedeltà! Da medico più che da moralista questa la dovevo commentare! Ciao Maria, buona domenica
pubblicato il 25/02/2012 13.13.40
mariapace2010, ha scritto: ... ciao, ciao Francesco... a proposito ti chiami come il mio medico di fiducia... io sono nuora di un medico e la pensava come te, anche se lui era un moralista dichiarato... però, la cara Penelope, da tutti celebrata!... Non ti pare? Buona domenica anche a te... leggi il post sul Sostituto e ti infurierai ancora di più! Ciao!

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