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lavoro pubblicato mercoledì 25 gennaio 2012
ultima lettura mercoledì 23 ottobre 2019

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ANTICO EGITTO - La Maledizione dei Faraoni

di mariapace2010. Letto 1115 volte. Dallo scaffale Storia

La  MALEDIZIONE dei  FARAONIQualcuno crede ancora nella "Maledizionedei Faraoni"? Probabilmente sì! C'è qualcosa di vero?Naturalmente no!Come e quando è sorta questaleggenda? Che cosa l'ha alimentata così...











La MALEDIZIONE dei FARAONI







Qualcuno crede ancora nella "Maledizione
dei Faraoni"?
Probabilmente sì!



C'è qualcosa di vero?
Naturalmente no!



Come e quando è sorta questa
leggenda? Che cosa l'ha alimentata così a lungo?



Tutto cominciò quando
l'archeologo inglese Haward Carter scoprì la tomba del celeberrimo faraone
Thut-ank-Ammon, durante una spedizione archeologica finanziata dal magnate
americano





Rimanderemo ad altra occasione la
straordinaria e clamorosa scoperta di questa tomba e resteremo nell'ambito
della più colossale "bufala" (così la chiameremmo oggi), architettata ad arte
per sfruttare un'inaspettata ingenuità, dilagante nel momento intero.



Innanzitutto bisogna riconoscere
l'uso che nel Mondo Antico si faceva di formule di maledizione per colpire o
annientare un nemico. (uso che purtroppo persiste ancor oggi: basta seguire
qualche programma televisivo)



Una delle forme più comuni di
Maledizione, presso l'antico popolo egizio, era quello di scrivere una formula
magica su un vaso o un coccio, facendola seguire dal nome del malcapitato: una
formula con cui, naturalmente, si augurava ogni sorta di sciagura. Nel corso di
una cerimonia si mandava in frantumi il vaso, accompagnando l'atto con le
Parole Magiche: le He-kau.



Studiosi ed archeologi moderni,
sia quelli seri che quelli che seri non erano affatto, conoscevano
perfettamente l'uso di quelle pratiche.





Una di queste tavolette
maldicenti fu trovata da un assistente di Carter. Fu dapprima catalogata come tutti gli altri reperti, ma
in seguito, ripulita del terriccio, venne decifrata.



I geroglifici recitavano così:



"la morte colga con le sue ali



chiunque disturberà il sonno del Faraone."



Fra il personale addetto agli
scavi si diffuse un'immediata inquietudine: consapevoli delle paure ancestrali
degli uomini del posto (manovali, sterratori, portatori) in primo momento si
cercò di tenere segreta la notizia di
quel ritrovamento e si fece perfino scomparire il reperto. Ancora oggi non si
sa dove sia... né se sia davvero esistito.



Si trattava, però, di una notizia
davvero ghiotta; impossibile da nascondere. Non passò molto tempo, perciò,
prima che arrivasse a gente di pochi scrupoli e con conoscenze archeologiche e
scientifiche praticamente nulle: avventurieri,
truffatori e, immancabilmente, esoterici.



Quasi ad avvalorare le teorie di
costoro, che sostenevano l'esistenza di una "maledizione", una seconda iscrizione
maldicente comparve all'interno della camera principale del sepolcro e recitava
pressappoco così:



"Io respingo i ladri di tombe



e proteggo questa hut-ka (sepolcro)"



La notizia fece il giro del mondo
e la leggenda della "Maledizione di Thut-ank-Ammon" ebbe inizio.



Come resistere a
quell'affascinante storia di fantasmi e mistero?



Tredici, delle ventidue persone
che componevano la Spedizione-Carter, persero la vita, si disse. Si disse e si
ripeté per anni in tutto il mondo e in tutte le lingue, alimentando una
superstizione che aveva il fascino del più profondo mistero. Si alimentò ad
arte un'inquietudine ed una paura sempre crescente.



"Chiunque entri a contatto - si
diceva - con la tomba del faraone Thut-ank-Ammon, resta vittima della sua Maledizione."



Quel che si ometteva di dire,
però, era il fatto che tutte quelle mori erano spiegabili, perché provocate da
fattori naturali (cattiva igiene, malaria, morsi di serpenti, ignoranza). Si
omise, ad esempio, di precisare che molte di quelle morti erano avvenute in
tempi molto successivi e per cause tutt'altro che misteriose.



La leggenda della Maledizione,
però, era estremamente affascinante e quel fascino catturava molti... Troppi,
forse. Catturò letteratura e cinema. Soprattutto il cinema, che girò una
pellicola dal titolo suggestivo: "La Mummia", che fece da battistrada ad un
filone di genere nuovo e accattivante: il "fantasy".



Cos'è, dunque, la "Maledizione
dei Faraoni"?





Gli studiosi conoscono
perfettamente la profonda religiosità dell'antico popolo egizio: religiosità
permeata di magia e superstizione, prodigi e misteri.



Una elite di persone, però, si
staccava dalla moltitudine e nella misura in cui la Conoscenza cresceva
(Scienza, Astronomia, Matematica, Medicina, Architettura, ecc) crescevano anche
il loro sapere e il divario con un popolo lasciato nell'ignoranza. ( come in
tutte le culture, naturalmente. Non esclusa la nostra)



Gli studiosi conoscono anche lo
sforzo costante degli antichi Sacerdoti egizi per proteggere le tombe da
profanatori e saccheggiatori, in azione fin dai tempi più remoti.



Congegni, trabocchetti, trappole:
nulla di tutto ciò avrebbe tenuto lontano ladri audaci e con nulla da perdere.



Una sola forza poteva trattenerli
e fermarli. I Sacerdoti egizi la conoscevano bene: la paura. La paura

alimentata ad arte dalla superstizione; la paura dell'inspiegabile e
dell'ignoto. In altre parole: la paura di una "maledizione".



Per farlo, però, bisognava
rendere credibili ed efficaci le minacce di una "maledizione".



Quali mezzi avevano, gli antichi
Sacerdoti egizi, per farlo? Possedevano conoscenze scientifiche e tecniche
totalmente ignote al popolo e che custodivano assai gelosamente.



Un esempio? Gli antichi Sacerdoti
egizi conoscevano gli effetti (ignorandone la causa) di sostanze radioattive
come il radio o l'uranio; soprattutto quest'ultimo, che trovavano in profondità
nelle miniere d'oro. Conoscevano le proprietà allucinogene o letali di certe
piante e sostanze: oppio, aconito, cicuta, arsenico, i cui fiori dai petali
colorati rallegravano i famosi "giardini di Hathor"... e non solo quelli.



Nessun congegno, per quanto
pericoloso, poteva essere efficace quanto un'allucinazione o una morte
inspiegabile. Se ancora oggi esistono persone ingenue che credono nelle
maledizioni e si affidano a responsi, (lo attesta la numerosa clientela di
santoni, veggenti e chiromanti) come stupirsi che in un passato così remoto ne
fosse vittima gente ignorante e superstiziosa?



Ed ecco la domanda cruciale: che
cos'è, in realtà, la famosa "maledizione dei Faraoni"?



Sono le conoscenze scientifiche e
tecniche che gli Antichi Egizi possedevano e mettevano in pratica per
proteggere le loro tombe.



Com'è nata, in tempi moderni,
quella leggenda?



Nacque dall'incredibile interesse
mondiale sorto intorno a quella tomba, la più ricca mai scoperta prima, e fu
alimentata da una stampa irresponsabile e da fantasiosi narratori, i quali
cavalcarono l'emotivita, l'ignoranza e quell'inconscio desiderio di favole che
è in fondo allo spirito di ognuno di noi. Esoterici e pseudo-studiosi fecero il
resto, proponendo le più stravaganti ed improbabili fantasie e spacciandole per
teorie che... se non sbaglio, sono cose che vanno dimostrate.



La "maledizione dei Faraoni" non
è neppure una teoria, ma solo una fantasia per tutti quelli che credono in quel
genere di favole.





Al prossimo incontro, invece, la
vera storia del giovanissimo faraone Tuht-ank-Ammon e della scoperta della sua
splendida tomba.











Commenti

pubblicato il 01/06/2013 5.59.11
mariapace2010, ha scritto: ciao... mi permetto di consigliare la lettura di questo post a tutti quelli che seguono: "QUI RAMSETH, PASSO E CHIUDO"... renderà più chiari alcuni concetti.... grazie, l'autrice

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