ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 25 gennaio 2012
ultima lettura domenica 10 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Zio Piero

di Edmea. Letto 648 volte. Dallo scaffale Fantasia

  Gli angeli della città erano arrivati anche in paese, quando l'estate volgeva al termine e cominciava a sentirsi l'odore dell'autunno. Li chiamavano city angels e giravano vestiti di rosso, con una maglietta e berretto rossi e la scritta ...

Gli angeli della città erano arrivati anche in paese, quando l'estate volgeva al termine e cominciava a sentirsi l'odore dell'autunno. Li chiamavano city angels e giravano vestiti di rosso, con una maglietta e berretto rossi e la scritta city angels, perché la gente li riconoscesse e si sentisse sicura. Non era più un paese sicuro. Un tempo lo era stato, baciato dalle onde del mare e cullato dai racconti degli anziani. Adesso era solo un paese e la gente si vergognava. I city angels erano arrivati dalla città, dove la gente si rifugiava e i giovani vi restavano, vergognandosi di ammettere la loro origine, per non essere chiamati paesani, o bidduncoli. Guenda era nata e cresciuta lì e non le sembrava strano essere una paesana, se era nata in un paese, carezzato dalle onde del mare, ma ormai in ostaggio della violenza. I racconti degli anziani non affascinavano più i piccoli, ma si limitavano a commentare l'ultimo atto vandalico. Un tempo la voce di un anziano contava qualcosa e Guenda aveva sempre sentito parlare di zio Piero, un uomo che non si sapeva se fosse esistito davvero, perché sua madre diceva che era frutto della fantasia degli anziani. Quando c'era zio Piero, esordiva qualcuno, questi fatti non succedevano e non bisognava andare dai carabinieri, perché zio Piero........ Ma chi era zio Piero? Si era decisa a chiedere Guenda all'anziano, che da piccola le aveva raccontato l'aneddoto eroico di un uomo misterioso, che sua madre diceva essere solamente una invenzione degli anziani, bisognosi di trascorrere il tempo. Eppure quei racconti avevano accompagnato l'infanzia di Guenda, che non aveva sentito il bisogno di sfuggire al paese, né mai si era sentita una bidduncola, anche se

ascoltava avidamente le storie di zio Piero dagli anziani del posto. Da piccola, quando sua madre la portava al mare, salutava con la mano gli anziani che prendevano il fresco nella piazza principale e gli gridava di salutare zio Piero. Mi raccomando salutate zio Piero. Guenda, per favore. L'ammoniva sua madre. Lo sai che sono solo racconti di paese. Eppure le piaceva ascoltare quelle storie che gli anziani raccontavano e continuavano anche adesso che i bambini non credevano più a niente e i giovani erano fuggiti dal paese e si vergognavano di dire di essere paesani, mentre lei continuava a passare davanti alla piazza principale e a salutare con la mano gli anziani che si dilettavano con le storie di zio Piero. Anche suo nonno si tratteneva spesso e allora Guenda si fermava a parlare con lui, perché sapeva che a sua madre non avrebbe dato fastidio. Era la nipote preferita, che faceva parte degli angeli della città, angeli della notte, come li chiamava suo nonno, anche se preferiva che Guenda non girasse di notte per garantire l'ordine. Ci sono i carabinieri per questo. Macchè carabinieri. Era intervenuto un altro anziano. Quella piazza era l'unico diversivo, anche se avevano aperto il circolo degli anziani, dove si giocava a carte, ma soprattutto si parlava. Niente era meglio di quella piazza o delle passeggiate in riva ala mare, che a volte suo nonno si regalava in compagnia della nipote preferita. I carabinieri? Aveva ripreso l'uomo. Semmai sarà zio Piero che veglierà su di lei. La ragazza aveva trasalito. Ma zio Piero non è esistito tanto tempo fa? Aveva azzardato. Zio Piero è sempre con noi, perché noi ci crediamo.

Era intervenuto suo nonno.


Se siamo ancora vivi, nonostante questo terremoto, lo dobbiamo a lui che ci spiega cosa fare e come fare. Per esempio. Sai che l'altra sera sono entrati nella casa di Gertrude Corona? Davvero? Ma non sapeva niente nessuno. Già, ma quella povera donna se l'è cavata grazie a zio Piero. Lo ha detto ai vicini e l'hanno presa per pazza. Dicono sempre che è pazza, ma io lo so che lei vede zio Piero e gli parla sempre. Stavolta era suo nonno che parlava e Guenda osservò lo sguardo fermo e gli occhi limpidi di un uomo vissuto in ogni tempo, ma mai abbattuto. Non erano frottole quelle, come non era una suggestione che lei una notte stellata avesse sognato il santo dei santi che l'aveva salutata con gli occhi. Si era azzardata a raccontarlo alla mamma, che l'aveva invitata a non dare retta ai sogni. È solo un sogno Guenda ed era finito tutto lì, ma in quegli anni gli anziani le avevano parlato di zio Piero, una presenza assidua nella vita di quel paese carezzato dal mare e ostaggio della violenza dei balordi, senza che le forze dell'ordine potessero fare qualcosa. Erano i tempi moderni quelli e quanti carabinieri servivano? Poi i ragazzi ormai erano tutti uguali, vittime della società del progresso e Guenda continuava a sentire le storie su zio Piero, che in più di una occasione aveva aiutato i soli e gli oppressi. Lo chiamavano zio Piero il vendicatore degli oppressi, perché si presentava così, all'improvviso, nei casi impossibili, quando la giustizia era latitante, mentre lui, invisibile ai più, era presente nei momenti impossibili. Guenda ascoltava quelle storie, sempre più affascinata e incuriosita. Quella notte era di turno con i city angels, i protettori degli indifesi, come li


chiamava qualcuno, i guastafeste e rubasoldi, li chiamava qualche altro, ma Guenda non ci badava. Sapeva che doveva farlo e non si era posta altre domande. Prima di montare il suo turno aveva pensato di andare a trovare Gertrude Corona, una vedova, accusata di essere strana. In ogni paese ce n'è uno. Brontolavano nei negozi, ma Guenda non aveva mai pensato a quella donna come a una strana. Diceva di vedere suo marito ogni giorno. Forse sbagliava a raccontarlo. Pensava Guenda. Lei aveva confidato di avere sognato il santo dei santi solo a sua madre e a suo nonno, che non aveva commentato, perché i misteri dell'ignoto sono a noi sconosciuti. L'aldilà ha i suoi prescelti. Si era limitato a osservare. La casa di Gertrude Corona era dietro la chiesa parrocchiale, in un vicolo cieco. Il sole era tramontato e Guenda pensò che forse la donna non avrebbe gradito la visita di una estranea a quell'ora, ma si decise a suonare il campanello. Nessuna risposta. Guenda attraversò il piccolo cortile che precedeva la casa. La porta era aperta e la donna le fece cenno di entrare. Ti aspettavo. Si limitò a dire, senza accennare a un saluto. Guenda rimase a bocca aperta, ma non disse nulla.............La donna la guardava con occhi penetranti. Me lo ha detto zio Piero che saresti venuta. Mio marito è morto e zio Piero ha sempre vegliato su di me. È l'unico che non mi abbia mai considerata strana, ma ha sempre avuto cura di me. Mio marito beveva e mi picchiava. La gente non ci credeva, perché con gli altri lui era sempre gentile e educato. Zio Piero mi ha aiutato. La gente diceva che ero una pazza e che mio marito aveva fatto un matrimonio disgraziato.


Quando beveva mi picchiava e io piangevo, ma nessuno sentiva, perché in questo vicolo la gente non passa o se passa non sente. Un giorno zio Piero lo ha fatto smettere e mio marito se n'è andato. Infarto. Era la versione ufficiale, ma io so che è stato zio Piero e togliermelo di mezzo. Mi faceva male e io soffrivo. Adesso mio marito mi parla. Piange e si scusa, ma io non voglio più sentirlo. L'ho perdonato, ma non deve più venire a visitarmi. Mi ha fatto male da vivo. Se ne stia al suo posto da morto. Non siamo mai stati insieme. Io ero al confine, perciò se ne rimanga al suo posto. Ma allora zio Piero esiste? Azzardò la ragazza. Gertrude la guardò, senza dare segno di avere udito. Lo vedrai anche tu un giorno. Si decise a rispondere. L'ignoto è misterioso e l'aldilà ha i suoi prescelti. Guenda trasalì. Erano le parole di suo nonno. Tu hai scelto di non isolarmi come gli altri. Un giorno zio Piero si presenterà anche a te. Forse anche stanotte......... è il vendicatore degli oppressi e ti aiuterà nella tua missione. Guenda se ne andò senza parlare. Forse non aveva neanche salutato e pensò a quelle parole. L'ignoto è misterioso e l'aldilà ha i suoi prescelti.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: