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lavoro pubblicato martedì 24 gennaio 2012
ultima lettura lunedì 20 maggio 2019

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MINOTAURI E CENTAURI

di mariapace2010. Letto 1826 volte. Dallo scaffale Storia

MINOTAURI E CENTAURIIL MINOTAUROMinotauro, Centauro, Satiro, ossia: uomo-toro, uomo-cavallo, uomo-capro... la mitologia mediterranea abbonda di tali...



MINOTAURI E CENTAURI



IL MINOTAURO

Minotauro, Centauro, Satiro, ossia: uomo-toro, uomo-cavallo, uomo-capro... la mitologia mediterranea abbonda di tali favolose creature.

Naturalmente nessuno ci crede, ma, come in ogni leggenda, c'è sempre un fondo di verità.

Chi era veramente il Minotauro di Creta? Chi erano i Centauri?

Lo scopriremo subito, ma prima entriamo nel mito.



IL MINOTAURO



Conosciamo tutti la leggenda del Minotauro di Creta, ma, per chi l'avesse scordata, eccola, così come ci è stata tramandata dalla mitologia tradizionale.

Minosse, figlio di Giove, per legittimare il suo diritto di successione al trono di Creta, chiese a Poseidone, Dio del Mare, una degna vittima da sacrificare durante la Cerimonia.

Dalle onde del mare, Poseidone fece emergere uno splendido toro bianco, così bello che Minosse volle tenerlo per sé e offrire in sacrificio, al suo posto, un toro comune.

Brutto affare, offendere la suscettibilità di una Divinità: Poseidone,
infatti, se la prese così tanto, che per vendicarsi dell'affronto, ne escogitò
una davvero bella: scatenò in Pasifae, sposa di Minosse, (donna non
propriamente fedele, come anche il marito, d'altronde), una passione contro
natura per lo splendido animale.



Ah... questi popoli antichi!

Come fare per soddisfare l'insano desiderio?

Semplice! Ci pensò quel geniale di un architetto, ospite del Re, che allietava la corte con i suoi giocattoli meccanici.

Parlo del famoso Dedalo, noto a tutti.

L'ingegnoso artista trovò subito il sistema: costruì la sagoma di una mucca in cui fece sistemare quella pazza della Regina; la rivestì di pelle bovina e la fece porre in bella vista sul
prato dove pascolava il bel Tauros. (questo il nome imposto allo splendido toro).

Quel che accadde, lo lasciamo all'immaginazione. Quello che accadde invece alla Regina dopo nove mesi, fu di mettere al mondo un bel bimbo con la testa di toro: il Minotauro, per
l'appunto, a cui fu imposto il nome di Asterione.


L'increscioso fatto dispiacque così tanto a Minosse (cornificato già troppo spesso dalla moglie, ma mai prima con un toro) che impose a Dedalo di costruire un Labirinto in cui fece
rinchiudere il Minotauro, la regina Pasifae e lo stesso Dedalo, che in seguito
riuscì a fuggire, ma... quella è un'altra storia.

Il Minotauro era nutrito con carne umana, procurata dagli Ateniesi fino all'arrivo di un eroe di nome Teseo... ma anche questa è un'altra storia.


Interessante, invece, è sapere chi era davvero il Minotauro, tenendo presente che sul bacino Mediterraneo si affacciavano Popoli nella cui cultura era sempre presente il "culto del toro":
ricordiamo l'orientale Mitra, l'egiziano Hapy, ecc..

Già ai tempi di Plutarco, quella figura da "Sodoma e Gomorra", era stata riscattata.

Il Minotauro, ossia Asterione, in realtà, era nato da una relazione tra la regina Pasifae e il bel Tauros, generale di re Minosse e atleta di tauromachia. (spettacolo con i tori)

Sempre di corna si trattava, ma non di corna animali.

Secondo questa più accettabile versione dei fatti, poco conosciuta perché non piccante come la prima e per questo meno capace di catturare quel "lato oscuro" che è sempre stato in ogni
essere umano, Teseo combattè non con il mostruoso Minotauro, ma con suo padre
Tauros e lo vinse in un regolare incontro.

Le leggende, soprattutto quelle nere e scabrose, sono lunghe a morire. Ecco perché oggi tutti conoscono il
Minotauro, figlio di un toro, e ignorano Asterione, figlio di un atleta.







I CENTAURI



Letteralmente il termine Centauro significa: "colui che trafigge il toro", dall'etimo classico Kentauroi; un altro etimo suggerisce, invece: "gruppo armato di cento uomini".

Qualunque sia il significato del termine, il mito li vuole d'aspetto davvero singolare: uomini fino all'ombelico e cavalli per il resto del corpo. Il mito li vuole anche rissosi, lussuriosi e
sempre pronti a saltare addosso alla prima donna che capitava loro davanti.

Omero li chiama: "villose bestie selvagge", per il loro aspetto e le attività orgiastiche ed erotiche.

La leggenda sulla loro origine farebbe arrossire gli autori di erotismo più audace. Vediamo perché.

Il capostipite fu un certo Issione, re dei Lapiti, tipo poco raccomandabile, per giunta assassino.

Giove, re degli Dei, pur contro il parere degli altri Immortali, non solo non lo punì per il suo reato, ma lo invitò alla sua tavola.

A Issione piacevano molto le donne, proprio come a Giove; per questo, forse, non mancò di fare certe proposte addirittura a Giunone, sposa del suo divino ospite.

Giove scoprì presto le intenzioni del suo ingrato ospite e per metterlo alla prova dette ad una nuvola le sembianze di Giunone.

Annebbiato dal vino e dalla lussuria, Issione sfogò le sue brame sul simulacro di nuvola; dall'inconsueto rapporto nacque Centauro che, diventato adulto, dette sfogo alle sue insane
tendenze sessuali e si accoppiò con le cavalle del Monte Pelio, che gli
generarono i Centauri, creature metà uomini e metà cavalli.

Questo il mito. La realtà, naturalmente, era un'altra.

I Centauri erano uomini barbuti e selvaggi, appartenenti a tribù delle montagne della Grecia orientale, i quali vivevano in tale simbiosi con i loro cavalli, da sembrare una sola cosa con il
proprio animale.

Nacque così la leggenda degli Uomini-cavallo.












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