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lavoro pubblicato martedì 17 gennaio 2012
ultima lettura domenica 17 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Buon Natale(?)

di Vic. Letto 943 volte. Dallo scaffale Pulp

  Ooooh, è arrivato il Natale. Pensa che bello. Pensa alle code di auto davanti ai centri commerciali e alla gente che sgomita nei supermercati. Pensa che abbuffate di cibo! E che montagne di regali! Ci vogliono tre stipendi per comprare i ...

Ooooh, è arrivato il Natale. Pensa che bello. Pensa alle code di auto davanti ai centri commerciali e alla gente che sgomita nei supermercati. Pensa che abbuffate di cibo! E che montagne di regali! Ci vogliono tre stipendi per comprare i regali. E tre mesi per riprendersi dallo stress post-parenti. Ma, ehi, a Natale siamo tutti più buoni. O no?

Io, Margaret e Phil decidiamo di passare un natale alternativo. Entriamo in un supermercato anche noi e usciamo con una bottiglia di Jack. Poi andiamo al Fiz. Il Fiz é l'ultimo cinema rimasto in città che proietta film porno. La bigliettaia è una donna sfatta con le occhiaia nere e la pelle franata color tabacco. E' chiusa dentro a un gabbiotto di vetro lercio, invaso dal fumo. Ci squadra ciucciando una sigaretta con quel buco di culo rugoso che ha per bocca.

"Tre biglietti" dico.

Lei li strappa dal blocchetto e caccia fuori dalle narici una nuvola di fumo. Il gabbiotto si riempie un altro po'.

Poi si schiarisce la voce con una bella scatarrata.

"Le donne pagano ridotto"

"Ok ,allora due interi e un ridotto" rispondo.

"Fanno 12 e 50"

Le allungo due banconote da dieci. Lei mi da il resto e mi fa:

"Lo spettacolo è già cominciato. Dentro non si fuma".

Attraversiamo l'atrio con la moquette che un tempo era rossa. In fondo c'è un tizio pelato con gli occhi spenti e una macchinetta in mano. Ci timbra i biglietti mentre fissa le gambe di Margaret.

"Prego,signorina, l'entrata é da quella parte" e indica un tendone ammuffito.

Entriamo nella sala di proiezione. L'odore acre di sperma mi riempie le narici. Sullo schermo ci sono due tizi con la tuta da meccanico e una tettona seminuda che si aggiusta le giarrettiere.

"Ecco, avrei questa macchina da rottamare..." dice la tettona.

"Nessun problema!" risponde un meccanico, mentre le palpa il culo.

"Dio impestato!" esclama Phil ridendo, "C'è una puzza insopportabile!".

Mi guardo intorno, aspettando che gli occhi si abituino al buio. Le poltroncine sono quasi tutte libere. Ci sono poche teste che fanno capolino qua e là, sparpagliate nella sala.

"Ci piazziamo nei primi posti?" domando.

Margaret annuisce. Attraversiamo in fila indiana il corridoio centrale mentre sbircio a destra e a sinistra. C'è molta più gente di quello che credevo. Il fatto è che sono quasi tutti spalmati nei rispettivi seggiolini e le teste non sbucano dallo schienale.

Vedo un vecchio svaccato col cappotto sulle gambe e il cappotto fa su e giù. Poi un altro, col berretto da pescatore e una mano infilata nella tuta da ginnastica, che si da un gran da fare. Un tizio si alza e va in bagno per il gran finale. Da tutte le parti proviene un continuo plic,ploc,plic,ploc...

La prima fila è vuota. Troppa luce. Ci sediamo. Margaret sta in mezzo. Apre la borsetta e tira fuori la bottiglia di whisky. La stappa,fa un bel sorso e la passa a me.

Intanto il film raggiunge la scena madre. I due meccanici stanno spogliando la tettona mentre se la ciucciano per bene. Il meccanico numero uno tira fuori l'uccello dai pantaloni.

"Dio,com'è grosso!" ,esclama Margaret simulando stupore, "ha la cappella che sembra un mazzuolo!"

"Un mazzuolo,già,già!" ridacchia Phil " ti piacerebbe trovarlo sotto l'albero,eh?"

"Oh,no! Sotto il mio alberello non ci starebbe nemmeno! Cioè, é gigantesco!".

M'attacco alla bottiglia e il meccanico numero uno afferra la tettona. La stende a gambe aperte sul cofano della macchina da rottamare. Poi inumidisce la punta con lo sputo e infila dentro tutto l'attrezzo. Il meccanico numero due s'arrampica sul parabrezza per farselo prendere in bocca.

Guardo Margaret. E' totalmente rapita.

"Cioè,vi rendete conto? Ha il cazzo talmente grosso che la tipa non riesce a stringerlo con la mano!", esclama, mimando la scena per enfatizzare l'effetto. Intanto che parla tiene le cosce divaricate. Sarà un riflesso condizionato,penso. Però, che splendide gambe. Mi viene duro.

La tettona sullo schermo attacca ad ansimare.

Phil le fa il verso: "Uuuuuh! Uuuuh!"

"Plic,ploc,plic,ploc!" rispondono dalle file dietro.

Allungo la bottiglia a Margaret.

"Passala a Phil " dico.

Lei allunga una mano in cerca del whisky ma trova prima il mio pacco. Lo tasta per bene. Mi pianta addosso due occhi di fuoco.

"La bottiglia, Maggy...passala a Phil. Ti va?".

Margaret lo strizza forte. Poi prende la bottiglia e la passa a Phil. Phil ne ingolla un quartino come niente fosse. Mi tolgo la giacca e la appoggio sulle gambe. La mano di Margaret s'infila subito sotto. Apre la patta e lo prende in mano.

La tettona sullo schermo ha cambiato posizione, nel frattempo. Adesso è piegata a novanta e lo prende davanti e didietro contemporaneamente. Sembra si stia divertendo di brutto.

Margaret comincia a masturbarmi lentamente.

"Dio" sussurra "mi sto bagnando tutta..."

Phil tracanna e non si accorge di niente.

"Mmmmh" fa Margaret.

"Uuuuuuh!" fa Phil.

Dopo un po' il meccanico numero uno prende la tettona per i capelli. Le appoggia il cazzo in faccia e sborrara come un cavallo. Poi è il turno del numero due. Fine del film. La macchina non l' hanno mica rottamata ,però. Io richiudo la lampo dei calzoni e Margaret non mi stacca gli occhi di dosso.

"Andiamo a farci una bevuta da un'altra parte" suggerisco.

Usciamo solo noi tre. Gli altri spettatori rimangono per il bis.

Ci mettiamo in macchina. Guida Margaret. Partiamo alla ricerca di un bar aperto. Lo troviamo. Beviamo un paio di birre e facciamo due chiacchiere. Ma la testa è altrove. Poi ci alziamo e usciamo.

"Ok ,ragazzi,è stato bello. Adesso però devo proprio andare. Mi accompagni a casa?" ,chiede Phil guardando Margaret ,che guarda me.

"Ok, ok... porto a casa prima te, Phil, visto che sei di strada..."

"Sono di strada? Che diavolo vuol dire?".

"Vuol dire che lui abita più lontano di te,quindi lo porto per ultimo"

"Tu lo porti a scopare, ecco dove lo porti!"

"Phil... ma ti senti? La tua è una fissazione!".

Fatto sta che accompagniamo Phil. Poi andiamo a casa mia. Appena entrati Margaret mi salta addosso. Ci rotoliamo sul tappeto del salotto. Le tiro su il maglione. C'è un sacco di roba da ciucciare lì sotto. Con una mano le strofino la sorca, ma mi accorgo che qualcosa non và. Un pannolino.

"Mi dispiace...ho le mie cose".

L'alberello di natale nel salotto si accende e si spegne, si accende e si spegne e Margaret fa con la testa su e giù,su e giù,su e giù. Poi vengo,senza poter ricambiare.

E' proprio vero. A natale si è tutti più buoni.



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