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lavoro pubblicato domenica 15 gennaio 2012
ultima lettura venerdì 20 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Aleister Darcy (SECONDA PARTE)

di Aleisterdarcy. Letto 1175 volte. Dallo scaffale Filosofia

Il mattino dopo a scuola fissai tutto il tempo i due fratelli nella speranza di essere notato e di farli giungere da me a darmi altre piccole “lezioni” sul loro mondo, incontrai più di una volta in lontananza lo sguardo di Aleister c...

Il mattino dopo a scuola fissai tutto il tempo i due fratelli nella speranza di essere notato e di farli giungere da me a darmi altre piccole “lezioni” sul loro mondo, incontrai più di una volta in lontananza lo sguardo di Aleister che però sembrava ignorarmi, decisi quindi di sedermi al mio banco senza far caso al mio compagno che come sempre alla prima ora dormiva, sentivo però delle piccole risatine decisi quindi di voltarmi ed ecco che accanto a me c’era bianca che sorrideva e chiacchierava con qualche cosa dentro il suo astuccio, cercai di salutarla ma lei alzando lo sguardo e sorridendo mi disse: - Non ora call, sono impegnata- la fissai quindi per una decina di minuti mentre faceva il suo nulla apparente, parlava con il niente, fissava il vuoto o ridacchiava di una macchiettina sul muro che non avevo mai notato, l’infinita dolcezza con cui compiva queste azioni inutili era davvero sconcertante, non capivo se fosse lei la pazza o viceversa, mentre entravo sempre più in queste riflessioni Bianca mi sfiorò la mano e senza aspettare una reazione mi disse che aveva voglia di osservarmi oggi:
- tutti i giorni tu mi osservi, ora tocca a me Call, oggi ti osservo io- nei suoi occhi brillava un sorriso di infantile dolcezza e io spiazzato arrossii cercando una fuga dal suo sguardo lei prontamente decise di continuare a parlare spiazzandomi ancora di più:
-Call, come ti chiami? Non l’ho mai saputo- normalmente mi sarei infuriato, dopo un anno passato in classe insieme una persona dovrebbe sapere il mio nome, però lo chiese in modo quasi giocoso, la sua manina magra continuava a stringere la mia e io risposi con la massima tranquillità nella voce e nel cuore:
-Mi chiamo Light – senza accorgermene stavo sorridendo e senza accorgermene la lezione era cominciata ed io per la prima volta stavo ignorando la professoressa senza essere notato.
la giornata a scuola passò sotto lo sguardo attento e sognante di Bianca e al suonare della campana ecco arrivare Aleister che con un mezzo entusiasmo mi invitò a passare un pomeriggio da lui in compagnia di Bianca ovviamente, mi diedero l’indirizzo e poi fuggirono via nei loro pensieri stravaganti.
arrivai a casa di fretta, mangiai e poi scappai in camera mia ad aspettare l’orario deciso, il tempo sembrava non passare mai quindi pensai di presentarmi da Aleister con una mezzoretta di anticipo, di certo un tipo come lui non avrebbe fatto storie, mi incamminai e dopo poco raggiunsi la casa, una piccola costruzione bianchissima con un piccolo giardino dove crescevano alcune rose ed alcuni tulipani che sembravano sbucare direttamente dal muro e non dalla terra.
mi avvicinai alla porta e bussai, dopo qualche attimo Bianca venne ad aprirmi: - ei Call benvenuto-
la salutai e poi entrai in casa con il massimo rispetto, Bianca mi condusse in un salotto luminosissimo dove alcune candele spente stavano sparse per terra quasi a formare un buffo disegno comprensibile solo ai due fratelli, Aleister che stava comodamente seduto su una poltrona mi salutò, io mi scusai per il largo anticipo ma lui mi bloccò a metà discorso dicendo che sarei stato in orario a qualsiasi ora, lo osservai poi riuscii a capire che questa era una di quelle cose che avrei compreso prima o poi.
Mi fece sedere su una comodissima poltrona che sembrava essere di velluto rosso e mentre ne ammiravo la comodità osservavo Bianca raccogliere da terra qualche candela sorridendo ad Aleister in modo quasi canzonatorio, appoggiò ciò che aveva raccolto su un tavolino vicino al fratello, poi si posizionò accanto a lui sulla stessa poltrona nonostante le altre presenti nella stanza, avevano quasi un aria inquietante, vedere due fratelli così simili seduti su una stessa poltrona con lo sguardo fisso su di te non è di certo una cosa piacevole, ero a disagio anche perché loro non parlavano e io non avevo il coraggio di farlo, Aleister mosse lentamente il braccio fino al tavolo dove si trovavano le candele e ne afferrò una, nell’immobilità di quella scena i miei occhi si incantarono a vedere il movimento di quel braccio che sembrava essere l’unica cosa reale in quella stanza, allungò poi il braccio verso di me e con lo sguardo fisso nel vuoto esclamò:
-Call, potresti dirmi cortesemente se la candela è accesa?-
senza pensarci mi misi a ridacchiare dicendo che la candela era ovviamente spenta
Aleister mi fissò gravemente, diede la candela alla sorella e se ne andò dalla stanza.
Vedendo Aleister comportarsi così domandai alla sorella che cosa fosse successo e lei sorridendo mi disse: - deve solamente andare a prepararci qualche cosa da mangiare, io ho fame-
Fissai Bianca poco convinto, Aleister era andato via con fare quasi irritato e non potevo credere che non fosse successo niente, Bianca comprendendo la mia espressione si mise a ridere esclamando:
-Tu Call prepareresti qualche cosa da mangiare per me? Non hai idea di quanto lavoro aspetta il povero Alei-
-non sembri una che mangia troppo- anche io stavo iniziando a ridere
-non ho mai detto di mangiare troppo, mangio semplicemente tanto- finsi di aver capito e la stanza cadde nel silenzio.
Bianca mi osservò per una decina di minuti giocherellando con la candela, poi tendendola verso di me parlò
- Call, la candela è ancora spenta?- il suo sguardo si era fatto improvvisamente serio e io fissandola dissi di vederla completamente spenta, bianca sorrise, stava per dire qualche cosa quando però Aleister dalla cucina la chiamò, a quanto pare aveva bisogno di una mano a preparare una determinata cosa, Bianca mi disse di attenderli e mise la candela in piedi sul tavolo.
la stanza si fece silenziosa, nell’attesa fissavo le pareti leggermente sbiadite (probabilmente ad arte) di quella abitazione, il sole passava dalla finestra situata alle mie spalle e andava ad illuminare una piccola cassettiera in legno che sembrava decorata con figure mitologiche, centauri, draghi, alberi fatati e una creatura capovolta, con delle grandi ali piumate e dal volto umano, il resto del corpo non riuscivo a notarlo a causa della distanza, volevo alzarmi per controllare meglio quelle decorazioni ma sentivo di non doverlo fare, mi misi allora ad osservare la candela lasciata da Bianca, io non ero in grado di capire il perché della sua domanda ma cominciai a pensare..
“Magari la candela è accesa, ma in quel caso la vedrei, allora come mai Aleister e Bianca stanno tanto insistendo su questa cosa? Probabilmente è un altro dei loro giochetti, ma non capisco, sembrano così seri quando me lo chiedono..ma magari è accesa, è accesa e io non la vedo..no no, è improbabile..però, conoscendo i due fratelli, tutto è possibile, la candela è accesa, si, è accesa”
Mentre riflettevo vedevo dalla candela formare piccole lingue di fuoco, la vedevo scoppiettare ma non riuscivo a rendermene conto tanto ero preso dai miei pensieri, poi ecco che smettendo di pensare mi accorsi di quella debole fiammella venuta fuori dal nulla, rimasi bloccato per qualche attimo poi mi avvicinai, passai la mano sulla fiammella e notai il calore del fuoco e felice come non mai decisi di chiamare i fratelli,
urlai, entrai in cucina correndo e Aleister mi venne in contro abbracciandomi amichevolmente, Bianca intanto stava applaudendo mentre masticava qualche cosa di abbondante, raccontai il fatto ai fratelli (consapevole del fatto che sapevano già tutto)
e al terminare della “storia” Bianca mi sorrise e disse:
-questo, caro Call, è il primo passo importante nella vita di un uomo, ora tu hai consapevolezza, hai quella consapevolezza che prima avevi solo intravisto di sfuggita e che tanto avevi cercato, presto sarai fuori-
Presto sarò fuori?
Fuori da cosa?
domande che nemmeno uscirono dalla mia bocca..ero troppo felice e la gioia dei due fratelli accresceva solamente la mia…




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