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lavoro pubblicato giovedì 12 gennaio 2012
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

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La missione 4

di Dan61. Letto 413 volte. Dallo scaffale Generico

Quando arrivarono Helmut era esausto. Si appoggiò alla parete mentre la giovane armeggiò nelle tasche. Sentì il tintinnio delle chiavi e, nella fioca luce della candela, vide la porta. Entrarono in una stanza enorme. Il letto a baldacchino troneggiava con

Quando arrivarono Helmut era esausto. Si appoggiò alla parete mentre la giovane armeggiò nelle tasche. Sentì il tintinnio delle chiavi e, nella fioca luce della candela, vide la porta. Entrarono in una stanza enorme. Il letto a baldacchino troneggiava contro la parete piu grande. In quella opposta un'immensa libreria si ergeva in tutta la sua maestosità. - Qua siamo al sicuro... - gli disse. Helmut non la sentì quasi, si fiondò invece verso il letto e ci si buttò letteralmente sopra. S'addormentò all'istante. Lo risvegliò l'aroma del caffè sul fuoco. La donna aveva smesso il camice e ora indossava una gonna al ginocchio beige e una camicetta azzurra. Versò il liquido bollente in una grande tazza e glielo porse. - Stai meglio sergente? Hai dormito otto ore filate, come va il fianco? -

Gli occhi erano gonfi, si vedeva chiaramente che aveva pianto. Helmut prese la tazza e se la portò alle labbra con troppo impeto. Si scottò la lingua e fece una smorfia, ma il sapore era delizioso, continuò a bere. Depose quindi la tazza e la fissò. - Chi sei? Perchè fai tutto questo per me? - La ragazza lo scrutò un attimo poi grosse lacrime cominciarono a rigarle le guance. Prese un fazzoletto e se le asciugò lentamente. - Quel porco...quei maledetti...hanno ucciso il mio bambino. - Fu scossa da terribili singhiozzi mentre cercava di proseguire. Egli le cinse delicatamente il capo appoggiandoselo alla spalla. Vuoi...vuoi dire che uno di quei ragazzi...era...era... - Non riuscì a finire la frase. La giovane annuì lentamente e i singhiozzi aumentarono. Restarono in silenzio per parecchio tempo. - Hai avuto la possibilità d' ammazzarlo quel bastardo...perchè non l'hai fatto? - disse d'un tratto. - Hai fatto fuori il suo scagnozzo in un attimo, cosa t'impediva? - Ella si risollevò e lo guardò dritto negli occhi. - Non ho mai ucciso nessuno a sangue freddo, quell'uomo stava per ucciderti e ho agito d'istinto, non sò nemmeno dove ho trovato la forza. Ma il suo capo...no...volevo lui vivesse, volevo che venisse giudicato e che passasse il resto della sua vita in prigione. Per questo cercavo di curarlo, per questo mi hai visto accarezzarlo. Sapevo di essere sorvegliata, non volevo destare sospetti. Ma poi... poi... - Helmut la cinse di nuovo. - Li avevo radunati e sistemati io in quella casa. - proseguì lei tra i singhiozzi - La maggior parte di loro ha perso i genitori, alcuni sono chissà dove, e ora...ora...sono tutti morti! - Si soffiò il naso. - Paul aveva undici anni, come i suoi amici. Sono una ragazza madre, non ha mai conosciuto il suo papà. - Helmut si alzò. Il dolore era sempre forte ma non più lancinante come poche ore prima. - Tu conosci il mio nome... io no. -

La giovane lo guardò,gli occhi sempre più gonfi. - Mi chiamo Nicole. - Egli le prese la mano. - Bene Nicole...dammi solo ancora qualche ora di riposo, se quei maledetti non se ne sono ancora andati, ti prometto che faremo giustizia. Quella bestia non merita pietà. Vendicheremo tuo figlio e tutti gli altri...è una promessa. - Lei annuì e gli strinse il braccio. Qualche ora dopo erano appostati entrambi nei pressi della stazione. La banchina era gremita di uniformi nere. A un tratto si aprì un varco e, un ambulanza arrivò lentamente sino alle carrozze. L'uomo che venne trasportato velocemente in barella aveva una benda sugli occhi. Helmut strinse contemporaneamente il braccio di Nicole e le due bombe a mano che teneva allacciate alla cintura. Indossava abiti civili abbastanza larghi da poterle nascondere. Si avviarono verso i binari e, dopo diversi metri, egli le fece segno di fermarsi, quello era il punto giusto. La strada ferrata, in quel punto, effettuava una semicurva riparandoli così da occhiate indiscrete. S'accquattarono e attesero...



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