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lavoro pubblicato giovedì 12 gennaio 2012
ultima lettura domenica 20 settembre 2020

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Per 1000 euro è tua

di Posizione. Letto 536 volte. Dallo scaffale Generico

Lien ha undici anni e, oggi come ieri, è al parco sotto casa a giocare con i suoi amici, altri ragazzini della sua età con poche prospet...

Lien ha undici anni e, oggi come ieri, è al parco sotto casa a giocare con i suoi amici, altri ragazzini della sua età con poche prospettive ma molti sorrisi, pronti a lanciarsi in qualsiasi tipo di avventura, purché redditizia. Oggi è il ventiquattro aprile, una giornata mite e silenziosa, con grandi nuvole bianche che spariscono e riappaiono con il passare del vento.

Lien vive in un piccolo appartamento nella periferia di Hanoi con i suoi genitori, in una zona dove non sono certamente i soldi a dominare. I costi dell'affitto aumentano senza scrupoli e ogni ventisette del mese qualcuno bussa alla porta della famiglia per riscuotere la cifra. Quel giorno si avvicina a grande velocità. La madre, una donna piccola e sorridente, si dedica alle faccende domestiche mentre il padre, un omone tanto cupo quanto buono, ogni giorno insiste meticolosamente sulla sua lastra di ferro, che cambia forma e colore a dipendenza delle richieste dei clienti. La famiglia di Lien è povera, per questo la ragazzina cerca di aiutare i genitori vendendo, di tanto in tanto, alcune scatolette di fiammiferi regalategli dal signor Xuan, un anziano signore che gestisce un piccolo negozio di alimentari all'angolo della strada.

Oggi è uno di quei giorni. Dopo una bella mattinata passata al parco, Lien decide di correre dal signor Xuan per prendere le venti scatolette di fiammiferi che gentilmente le offre e, a grandi passi, corre verso la via dei mercati con la speranza di raccimolare abbastanza monete da acquistare qualche porzione di riso.

Giunta ai mercati, Lien nota uno strano alone di agitazione. Le persone sono disposte in gruppi e sussurrano qualcosa che però non è comprensibile. La ragazzina cerca di farsi spazio tra la gente per vedere cosa ci sia di tanto allettante e, in lontananza, nota qualcosa che non si sarebbe mai aspettata.

Un'auto nera e lucente, grande e pulita, corre a a grande velocità verso i mercati. Una di quelle automobili che si vedono nei film americani, nera, vetri neri, grandi ruote pulite, fanali grandi e accecanti. Una Mercedes delle più belle al mondo. Lien è estasiata, non avrebbe mai pensato che nella sua piccola periferia, un giorno, sarebbe arrivato qualcuno di importante. Una sola domanda rimbalzava nella testa di Lien, una domanda alla qualche forse nessuno avrebbe mai risposto. "Chi mai ci sarà in quell'auto splendida? Un attore famoso? Un cantante? Uno di quei personaggi dei talk show che piacciono tanto alla mamma?"

L'auto si avvicina sempre di più, mentre Lien dall'eccitazione non riesce neppure a muoversi. L'auto rallenta. Si ferma. Si abbassa lentamente il finestrino e appaiono due grandi lenti nere, poste sotto ad un cappelino bianco dei New York Yankees. Un grande Rolex dorato si sporge dal finestrino, accompagnato da una grande mano nera ornata con un anello d'oro massiccio, che stringe una banconota americana da cinquanta dollari.

"Tieni ragazzina, aiutare le famiglie povere mi fa sempre piacere"

Lien è immobile

"Non dici nulla, non hai il dono della parola, forse?"

Lien è immobile

"Dimmi almeno come ti chiami"

"Lien"

"Ciao Lien, tieni questi soldi e portali alla tua famiglia. Per alcuni giorni sarò in città. Tu sarai ancora qui domani? Mi piacerebbe comprare dei fiammiferi."

"Ehm, non saprei... Forse... Si, sarò qui." Risponde Lien immobile.

"Bene Lien, allora a domani."

Per alcuni minuti Lien rimane lì, attonita, immobile, incredula. Non si capacita di quello che le è appena capitato e la gioa non è ancora riuscita ad affluire in lei. Corre a casa con una foga mai avuta prima e le lacrime le sgorgano dal viso accarezzando l'aria, per poi infrangersi festose sul marciapiede. Giunta a casa, chiama mamma e papà che, sentendo la voce così prorompente della figlia, corrono preoccupati che sia successo qualcosa.

"Guardate!" Dice Lien, dopo aver messo con foga la banconota sul tavolo.

La mamma scoppia a piangere ancor prima che la figlia possa spiegare e il padre, astasiato, riesce solo a improvvisare una smorfia simile ad un sorriso, mentre guarda quella grande banconota americana.

Lien spiega ai genitori tutto, dell'auto, degli occhiali, delle emozioni che le passavano per la testa in quel momento, tutto con una cascata impetuosa di parole che non riescono a fermarsi. Terminato il racconto, la madre le chiede:

"Tornerà?"

"Si mamma, ha detto che domani sarà in città e ci rimarrà per qualche giorno."

"Bene piccola mia, allora coricati, domani ti aspetta un'altra giornata di lavoro. Grazie per quello che fai per noi, sei una brava ragazza."

Il sonno di Lien quella notte tarda ad arrivare. le emozioni sono ancora così forti da non farla dormire e i pensieri rimbalzano gai da una parte all'altra della testa della giovane ragazza, che non sa se essere emozionata per i soldi, per quella bellissima auto nera, oppure per quell'uomo misterioso dal cappellino bianco. Ora spegne la luce, chiude gli occhi, sorride e si addormenta.

Sono le sette e trenta del venticinque aprile. Lien si alza con un balzo e con un sorriso stampato, pronta per la giornata che la attende. Corre in cucina dalla madre e, in cinque minuti, finisce la sua colazione a base di the e abbracci materni.

Sono le otto e Lien è dal signor Xuan per ritirare le scatole di fiammiferi. In pochi minuti è nella via principale e attende ansiosa l'arrivo di quella splendida automobile che tanto l'aveva fatta trepidare.

Sono le undici e le scatolette di fiammiferi diciannove. Lien è ancora fiduciosa e non demorde. Cammina su e giù per la strada, aspettando il momento fatidico. I suoi bellissimi capelli castani ondeggiano con il vento, armoniosi e lucenti, accompagnando Lien nella giornata che potrebbe diventare la più bella della sua vita.

Sono le due del pomeriggio e le scatolette ancora diciannove. Lien le guarda, sospira e rallenta il passo. Lo stomaco inizia a farsi sentire con dei lamenti profondi. La giornata non è terminata, ma la gioia non è quella delle prime ore della mattinata. Un passante guarda la ragazzina e le allunga alcune monete, in cambio di due scatolette di fiammiferi; ma sono ancora diciassette.

Sono le quattro. Lo splendido sorriso di Lien si è ora mutato in un silenzio assordante. Tante domande risuonano in lei: "cosa penseranno i miei genitori? Che sono una ladra? Una bugiarda?"

Proprio in quel mentre risuona un rombo imponente. Il viso di Lien cambia di nuovo, diventando curioso, felice, trepidante. Corre all'angolo della strada e, in lontananza, scorge lei, quello splendore nero dal portamento felino, con un ruggito da leone e un portamento da leopardo. Le corre in contro, poi si blocca, trema. L'auto si avvicina, rallenta. Lien è completamente immobile, ha solo la forza per tendere un braccio in direzione della gentilezza di quell'uomo misterioso. L'auto si ferma. Lien la guarda con gli occhi sgranati e pieni di lacrime lucenti, pronte a sgorgare per l'emozione. Questa volta il finestrino non si abbassa. Lien non capisce, rimane immobile e speranzosa guardando quel finestrino.

Ma questa volta è la portiera dell'auto ad aprirsi...

(fine prima parte)



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