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lavoro pubblicato martedì 10 gennaio 2012
ultima lettura mercoledì 15 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

NEW WORLD - Capitolo 3

di Arus. Letto 808 volte. Dallo scaffale Fantasia

  Nella stanza l'unico rumore era quello del fuoco. Fuori era il tramonto. Van fissava Andrew come se lo vedesse per la prima volta. Il ragazzo gli aveva raccontato la sua storia, cercando di fargli capire che lui proveniva da un altro mondo, pian...

Nella stanza l'unico rumore era quello del fuoco. Fuori era il tramonto. Van fissava Andrew come se lo vedesse per la prima volta. Il ragazzo gli aveva raccontato la sua storia, cercando di fargli capire che lui proveniva da un altro mondo, pianeta o realtà che fosse. Gli aveva detto tutto, dei suoi compagni, del campeggio improvvisato per vedere le stelle cadenti, dell'aurora e della stella che era esplosa. Andrew se ne stava a testa bassa, lo sguardo fisso sul pavimento.

<< Ehm...>> iniziò Van << Allora..... >> ma non sapeva cosa dire.

Si alzò e cominciò ad aggirarsi per la stanza. Andrew non si era mosso di un millimetro.

Si avvicinò al ragazzo e gli mise una mano sulla spalla, stringendola. << Forza Andrew! Devi reagire! Se quello che sostieni è accaduto veramente dobbiamo trovare qualcuno che ne sappia più di me. Una volta che lo avremo trovato gli chiederemo di darti una mano a tornare indietro.>>.

Andrew alzò gli occhi e fissò Van. Negli occhi fermi dell'uomo scorse determinazione e un genuino affetto.

<< Faresti questo per me?>> gli domandò <<Aiuteresti un perfetto estraneo che ti ha raccontato una storia così assurda che nemmeno io riesco a comprendere appieno? Per quel che ne sai tu potrei essere anche un mostro che cerca di ingannarti o un tuo nemico che...>>

<< Ma piantala!!!!>> gli disse Van rifilandogli un sonoro scappellotto. << mi credi così sprovveduto da accogliere in casa un mio nemico!? Non sono un novellino alle prime armi, ma un ranger con esperienza più che ventennale! Conosco queste colline come le mie tasche e ho aiutato ogni creatura nel raggio di 50 chilometri da qui!>> Si allontanò dal letto per avvicinarsi al camino, prese la spada e tornò vicino al letto dove Andrew lo fissava. << Coraggio>> gli disse porgendo l'elsa al ragazzo <<estraila.>>

Il ragazzo fissò l'elsa. Rappresentava un drago, con la guardia formata dalle ali e il pomolo dalla testa che stringeva nelle fauci una pietra rossa, probabilmente un rubino pensò. Obbedì e sfoderò la spada. Era molto leggera e la lama più sottile e stretta di quanto si aspettasse. <<Bella vero? Si chiama Delenth, come il drago che me la regalò... ti assicuro che so usarla molto bene....>> concluse sorridente.

<<Ormai la giornata volge al termine>> riprese, dopo alcuni minuti di silenzio << domani mattina partiremo per Salking. Conosco un paio di persone che potrebbero aiutarci.>> detto questo si avvio verso il cammino. Scoperchiò la pentola e subito nella stanza si diffuse un succulento odore di stufato. Senza voltarsi chiese ad Andrew << Credi di poterti alzare?>> Per tutta risposta il ragazzo gli si accovacciò accanto <<Si>> rispose sorridente. I due cenarono piuttosto allegramente vista la situazione. Per cercare di capire meglio dove si trovava Andrew fece alcune domande a Van. Volle sapere dove erano di preciso, che creature si aggiravano nei dintorni e chi governava Salking.

<< Per essere uno che si è svegliato in un mondo diverso dal proprio>> disse Van << sei piuttosto tranquillo>>.

<< Se questo è veramente il Mondo che credo, allora potrei saperne molto più di te, caro il mio "ranger con esperienza più che ventennale">> rispose il ragazzo, ed entrambi risero di gusto.

<< Bene bene>> concluse Van << Meglio andare a dormire per stasera. Domani ci aspetta un lungo viaggio. Ma prima...>>.

Detto ciò si allontanò dal fuoco ed entro in una delle due porte, quella da cui era uscito, seguito da Andrew. Non appena entrò il ragazzo rimase quantomeno sorpreso. Nel magazzino, perche di questo si trattava, oltre che alle classiche provviste che chiunque si sarebbe aspettato di trovare, nella parete destra vi erano disposte in bell'ordine anche un altro paio di spade, svariati pugnali, un paio di balestre e un altro arco con un centinaio di frecce. Van si diresse verso la parete infondo alla stanza, prese due zaini e iniziò a riempirli con provviste, varie attrezzature da campo, vettovaglie, coperte e quant'altro gli sarebbe servito per il viaggio. Una volta riempiti vi legò su di uno un fascio di coperte e sull'altro una tenda.

<< Bene>> disse una volta finiti i preparativi << e adesso a letto!>>.

Tornarono nella stanza principale e mentre Andrew saliva sul letto, Van si sdraiò vicino al camino, con la spada li accanto. Poco dopo avergli augurato la buonanotte Andrew lo sentì respirare profondamente. Rimase sveglio ancora qualche minuto ad ascoltare i suoni della notte e poi lentamente si addormentò.

Si trovava di nuovo sospeso nel nulla, davanti a lui la fiamma azzurra apparve.

"Tinúviel... ben trovato."

"Di nuovo tu... immagino che non mi dirai chi sei?"

"Ancora nessuno..."

"Lo sospettavo... cosa vuoi da me?"

"Adesso non c'è tempo" prosegui la voce " devi destarti. Le ombre sono su di voi"

La fiamma divampò alta fino ad investirlo. Non bruciò tuttavia, piuttosto era fredda. La cosa strana era il rumore. Non lo scoppiettio di un fuoco... ma un ruggito di belva.

Andrew apri gli occhi di scatto e saltò giù dal letto. Van era già in piedi.

<<Ma che diavolo sta succedendo>> mormorava a bassa voce. Aveva la spada allacciata alla cintura e l'arco a tracolla. Gli zaini erano ai suoi piedi. Andrew gli si avvicinò e chiese sottovoce << Che succ..>> con una torsione improvvisa Van lo afferrò alla gola scaraventandolo a terra, nell'altra mano balenò il riflesso del fuoco sulla lama di un pugnale. << Maledizione Anderw>> sospirò il ranger lasciandolo andare << mii hai spaventato>>

<< Me ne sono reso conto>> rispose secco il giovane << Che diavolo succede?>> gli domandò massaggiandosi la gola dopo essersi rialzato.

<< Dobbiamo andarcene subito>> rispose Van << non so cosa ci facciano qui ma non abbiamo tempo da perdere... se circondano la casa saremo in guai seri!>> concluse porgendo uno zaino a Andrew.

<< Aspetta un attimo>> rispose << chi ci sta circondando?>>

<< Non c'è tempo>> gli disse lanciandogli una spada << prendi lo zaino e andiamocene>> concluse correndo verso l'uscita. Spalancò la porta ed usci . Imprecando a denti stretti Andrew si mise lo zaino in spalla e con la spada ancora in mano corse fuori. Fatti pochi passi quasi sbatté contro Van. Il Ranger aveva la spada sguainata e fissava l'oscurità. Andrew si scostò mettendosi al suo fianco. Al limitare del fascio di luce proiettato dalla porta aperta riusciva a scorgere diverse ombre, forse una dozzina. Quando poi una di queste si fece avanti, il sangue nel suo corpo parve congelarsi. La creatura era alta più di un metro e ottanta, con un torace massiccio e spalle larghe. Aveva un incedere leggermente ricurvo e le braccia, grosse e nodose come piccoli tronchi d'albero, pendevano leggermente in avanti. Una rozza armatura di pelli le copriva il corpo fin sopra al ginocchio. Ma la cosa che terrorizzò maggiormente il ragazzo, più dell'enorme ascia che impugnava la creatura, fù lo sguardo di puro odio che la faccia porcina e zannuta gli rifilò.

<<Maledizione>> imprecò Van <<troppo tardi>>

La successiva parola del ranger non venne udita da Andrew, in quanto il ragazzo aveva riconosciuto le creature, con tutto quello che comportava quella rivelazione. Non era un sogno, piuttosto un incubo.

La parola di Van giunse violenta alle sue orecchie.

<<Orchi!>>



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