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lavoro pubblicato lunedì 9 gennaio 2012
ultima lettura lunedì 25 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Case chiuse

di Vic. Letto 1121 volte. Dallo scaffale Pulp

  Marcello guidava la sua Ford Focus station-wagon sull'autostrada A-9, direzione Como-Chiasso, destinazione Svizzera. Sandro intanto cercava qualcosa alla radio e fumava Pall Mall e tossiva. "Ci siamo. E' la prossima uscita" disse Sandr...

Marcello guidava la sua Ford Focus station-wagon sull'autostrada A-9, direzione Como-Chiasso, destinazione Svizzera. Sandro intanto cercava qualcosa alla radio e fumava Pall Mall e tossiva.

"Ci siamo. E' la prossima uscita" disse Sandro, piantandoci un peto.

"Che puzza, diocristo! Abbassa quel cazzo di finestrino!"

"Ah,ah,ah!"

"Ma che cazzo hai mangiato? Topi morti?"

"Rustichella e una birra,con te all'autogrill..."

"Vaffanculo, puzzi come la morte!"

"La morte non puzza. I cadaveri puzzano.La morte non puzza..."

Marcello pensò alla morte. Marcello pensò agli avvocati e alla causa di divorzio. Sua moglie lo aveva lasciato. Lui aveva pianto un mese intero. Si era dato malato a lavoro e non usciva neanche per fare la spesa. Sandro gli aveva detto ‘ci penso io a te,amico. Hai bisogno di una bella botta di vita. Ecco cosa ti serve. Ti porto a scopare'. Allora lui gli aveva risposto ‘guarda che a troie con te non ci vengo ' .Ma Sandro aveva insistito: ‘ti porto in Svizzera. Appena passato il confine di stato, è pieno di bordelli di lusso. Roba di classe. Mica le negre che vedi per strada da noi...'.

Marcello aveva ceduto. Potrebbe far bene al morale, pensò. Potrebbe distrarmi. E adesso guidava. Direzione bordelli.

"Ecco l'uscita" disse Sandro.

Marcello mise la freccia e imboccò la corsia tratteggiata.

"Adesso dobbiamo seguire le indicazioni per la frontiera. Là c'è un cartello..."

Marcello vide il cartello verde con la scritta CH, illuminato dalle lucine arancioni intermittenti. Gli venne in mente la cioccolata,l'hemmental,la Swatch,le vacche al pascolo,le caramelle per la gola.

La luna splendeva alta nel cielo.

"Ok,alza il finestrino adesso...sto congelando"

"Eh,si...fa un freddo del diavolo...".

In dogana non c'era nessuno. Il gabbiotto di vetro era vuoto. Marcello rallentò e proseguì a passo d'uomo, senza fermarsi.

BAM! BAM!

"Cos'è stato?" chiese Sandro

"E che cazzo ne so? Qualcuno ha picchiato sul lunotto posteriore"

Marcello fermò la vettura. Un tizio in divisa comparve all'improvviso.Aveva il berretto stile SS. Infatti, dal Fuhrer in poi, la moda non è più cambiata. Marcello abbassò il finestrino.

"Percké non vi ziete fermati allo ztop?" disse il doganiere svizzero.

"Mi scusi...non ho visto nessuno..."

"Ah! Non hai vizto nezzuno,eh? Vi metto a pozto io, Italiani..."

"Mi scusi,davvero...non l'avevo vista..."

"E adezzo? Adezzo mi vedi,italiano? Ziendete dall'auto"

Marcello e Sandro scesero.

"Documenti" disse il doganiere "Azpettatemi qui". Poi se ne andò e sparì nel gabbiotto.

"Questo stronzo si era nascosto...l'ha fatto apposta per prenderci per il culo!" disse Sandro.

"Svizzeri di merda" disse Marcello.

Passati dieci minuti lo svizzero in divisa tornò.

"Potete andare".

Marcello e Sandro salirono a bordo. La Focus partì, scivolando nella notte.

"Si divertono un sacco a fare questi scherzi del cazzo" disse Sandro.

"Bastardi svizzeri di merda, pulotti del cazzo" rispose Marcello.

"Rilassati adesso...siamo qui per scopare, mica per farci venire il sangue cattivo".

Sandro alzò il volume dello stereo e i bassi distorti fecero tremare i finestrini.

Proseguirono diritto, sulla strada principale e videro apparire le prime insegne pubblicitarie.

‘Night club il Biberon ', ‘Disco Night le Follie in rosa', ‘Lap Dance La Bella&La Bestia', ‘Club Vip la Brasiliana',ecc,ecc...

"Ma quanti cazzo sono?" fece Marcello.

"Centinaia. Ma quelli vicino al confine sono i più zozzi. Ci vanno solo italiani. Io conosco un locale, poco più avanti. Le ragazze sono carine e il posto è tranquillo e pulito"

"Ci sei già stato?"

"No. Ma conosco un tizio che viene qui spesso"

"Come si chiama? Il locale,dico..."

"La passerina..."

"La passerina?"

"Esatto..."

"Che fantasia!"

"Mica devono metterci fantasia. Devono metterci passera!"

"Si ma abbassa quel cazzo di radio"

"Abituati...dentro ‘sti posti la musica è a palla. Non sentirai un cazzo mentre parli con le ragazze"

"E certo...perché devo pure parlarci..."

"Certo che devi parlarci! Per trattare sul prezzo... se vedi che le piaci e fai un po' il simpatico puoi risparmiare dei soldi. La tariffa è 150, ma puoi arrivare anche a 100. Comunque il momento migliore rimane quello della chiusura. Le tipe fanno a gara per accaparrarsi gli ultimi clienti e i prezzi crollano. In più, puoi stare con loro quanto ti pare...anche tutta la notte...non guardano più l'orologio,capisci? Sei l'ultima scopata prima di andare a dormire..."

"Cazzo, che scienziato!"

"Te l'ho detto, mi sono informato. E, dimenticavo...l'importante è evitare il bar"

"Cioè, non posso neanche ordinare una birra?"

"Una birra è capace di costarti 25 euro"

"Cosa?"

"Si ma tanto che ti frega? Mica vai là per bere...accosta che siamo arrivati".

Il parcheggio era pieno di macchine. Tutte con targa italiana. ‘La passerina', diceva la scritta al neon. Marcello parcheggiò tra una BMW e una Fiat Bravo. Dentro la Bravo c'era un tizio avvinghiato a una tizia. Oppure erano due tizi, avvinghiati tra loro. Marcello non riuscì a vedere. Sandro e Marcello attraversarono a piedi il parcheggio. Entrarono dentro le luci verdi. C'era una palma di plastica. Un lungo bancone di legno massiccio. Un gruppo di uomini appoggiati al bancone. Qualche bicchiere. Dei divanetti. Delle sorche sculettanti in minigonna e tacchi a trampolo. Quasi tutte scure,con il culo appeso a mo di balcone. Musica Tunza-tunza-tunza e qualcuno persino ballava.

Sandro fu preso d'assalto da due africane più alte di lui. Marcello si mise appoggiato al bancone. Finse di guardare l'orologio e di grattarsi il mento.

"Cosa prendi?" chiese il barista.

"Una birra".

Marcello guardò le lucine attaccate al soffitto e gli specchi sulle pareti. Già. La morte. Il divorzio. Gli avvocati. Le mogli o le puttane. Le pattine o le calze a rete. I panni a stendere o il filo interdentale nel culo. Potendo scegliere, tutti sceglierebbero la seconda opzione. O forse no . Lo stomaco di Marcello si contrasse in una fitta. Tutta quell'umanità messa insieme nello stesso posto lo stava uccidendo. Erano tutti lì per una ragione. Nessuno voleva lanciare aerei di carta. Volevano carne. Si trattava di un banchetto. Prezzi scontati alla macelleria pagana. ‘Non devi pensare', si disse Marcello. ‘Scollega il cervello. Non pensare a tua moglie, nel tuo letto, con un altro. Non pensare alla faccia goduta che ha. Non pensare a quanto ti senti una merda impotente'.

"Ciao sono Fiona"

"Oh. Ciao"

"Come stai?"

"Bene"

"Oh,non direi. Bevi birra?"

"Si,perché?"

"nessuno viene qui per bere"

"Io sono qui per bere"

"Non ci credo"

"E invece è così. Vedi? Ecco la mia birra"

"Sembri proprio uno stronzo caga cazzi. Ma la tua è solo una forma di difesa"

"Sei una psicologa o una puttana?"

"Una psicologa puttana"

"Sei italiana"

"Già. Perché?"

"Così... mi sento più a casa"

"Vivi con la mammina? Sei sposato?"

"Ero sposato"

"Lei ti ha lasciato"

"Si"

"L'avevo capito"

"L'avevi capito? Da cosa?"

"Da tutto. Si vede lontano un chilometro che sei stato abbandonato. Te ne stai lì tutto pensieroso...secondo me non ti tira nemmeno l'uccello"

"Può darsi"

"Sei solo una perdita di tempo. Tu non sei qui per scopare,vero? Sei qui per sbronzarti e metterti a piangere"

"Può darsi"

"Almeno mi dici come ti chiami, palle mosce ?"

"Marcello"

"E' un nome da frocio. O almeno... su di te lo sembra..."

"E il tuo è da puttana. Quindi?"

"Quindi a ognuno il suo. Meglio puttana che frocio"

"Può darsi"

"Non sai dire altro?"

"Può darsi"

"Vuoi fottere?"

"Può darsi"

"Sono 150. Andiamo? Ti tira?"

"Adesso no"

"E quando allora? Da morto? Capisco...hai il cuore spezzato per la tua piccola mogliettina medio borghese che si è scopa l'idraulico e ha distrutto così il vostro sogno d'amore...oppure sei impotente. Voglio dire, mi hai vista?"

"Ti ho vista"

"E non ti piaccio? Guarda che tette...toccale. Senti il culo"

"Perché ti sbatti tanto con me. Il locale è pieno di cazzi di legno disposti a scoparti. Io non ho un soldo"

"Che balla. Scommetto che sei pieno di soldi. Farai uno di quei lavoretti monotoni e ripetitivi che fruttano un sacco di grana. Magari sei pure laureato...Comunque ho deciso che voglio scoparmi il tuo,di cazzo. Guadagno abbastanza da potermi permettere di scegliere chi deve chiavarmi. Allora?"

Marcello guardò la puttana e non disse nulla. Lei allungò una mano e gliela mise sul pacco.

"Quaggiù è la morte..." disse. Poi fece per andarsene.

"Ehy" disse Macello "ok,va bene"

"Ok,va bene... cosa?"

"Andiamo"

"Ah,ah,ah! Ma dove vuoi andare tu? Hai cambiato idea solo perché ho ferito il tuo patetico orgoglio maschilista... li conosco i tipi come te. Non concludono mai un cazzo "

"Li tratti tutti così i tuoi clienti?"

"Sapevo che l'avresti detto. E comunque no. Solo a te ti tratto così. Sei patetico, mi ispiri violenza. Dai, muovi il culo. Ce la fai almeno a camminare,si ?"

Fiona e Marcello entrarono nella stanza 216, nell'albergo di fronte al locale.

"Se vuoi, stenditi sul letto e comincia a tirarti una sega. Io vado al cesso. Nel mobile bar c'è del whisky. Tengo sempre una bottiglia di whisky per gli ex mariti che si mettono a piagnucolare, parlandomi delle loro ex mogli".

Marcello si tolse i pantaloni,le mutande e i calzini e si mise sul letto. Il suo cazzetto pendeva moscio e inutile dai peli del pube. ‘Non c'è modo di alzarlo ', pensò Marcello. ‘Non c'è modo di far funzionare la cosa '. La sua carnagione bianca ben si intonava con le lenzuola.

Fiona fece capolino dalla porta del bagno. Indossava soltanto le calze di nailon.

"Non c'è proprio niente da fare...lo sapevo. Hai l'uccello di un bambino di sei anni..."

"Non preoccuparti. Avrai i tuoi soldi lo stesso...".

Marcello fece per alzarsi.

"Dove vai? Dai,resta sdraiato".

Fiona prese la bottiglia di scotch e due bicchieri dal mobile bar. Scoreggiò. Poi estrasse due sigarette dal pacchetto sul comodino e si mise distesa sul letto, vicino a Marcello.

"Fuma una paglia e bevi un goccio. Offre la casa. Visto che non sei in grado di prendere altro..."

"Sembra che tu ti diverta"

"Che cazzo vuoi dire?"

"Lascia perdere..."

"No. Adesso mi spieghi!"

"Sembra che tu ti diverta a prendermi per il culo. Ci provi gusto, vero?"

"Ma che cazzo stai dicendo?"

"Beh, ormai ci sono abituato,non faccio neanche una piega,guarda un po'. In fondo oramai è diventato sport nazionale, prendermi per i fondelli"

"Spari troppe cazzate. Per questo tua moglie si scopa l'idraulico"

"Basta con questa storia!"

"Tranquillo,tranquillo...sei pure permaloso, dio santo! Dovresti guardarmi le gambe. Aiuterebbe le cose...guarda che gambe che ho..."

"Le vedo. Sono due"

"Sei proprio uno stronzo. Peccato. Avevo voglia di farmi una sana scopata, stasera...finisce sempre così. Quando ho voglia, mi capitano a tiro solo impotenti,finocchi,piagnoni e sfigati. Se invece mi va di stare tranquilla, arrivano mandrie di cazzoni arrapati...così va la vita...d'altronde non posso lamentarmi. Guadagno diecimila euro al mese. Detratte le tasse e le spese,settemila puliti..."

"Paghi le tasse?"

"Certo che pago le tasse! Sono regolarmente iscritta nel registro della polizia di stato"

"E che cazzo gli hai detto? Salve buon giorno...vorrei fare la puttana..."

"Esatto. In Svizzera funziona così"

"Ecco dove li trovano i soldi per dichiararsi neutrali..."

"Infatti tira più un pelo di figa che...va beh,lasciamo perdere,nel tuo caso non vale"

"Ho avuto anch'io il mio periodo di gloria,che credi..."

"Immagino,immagino. Scommetto che non hai mai tradito la tua donna. La trattavi quasi come una figlia,vero?"

"Cosa?"

"Ascolta. Lo dico per il tuo bene..."

"Come no..."

"Davvero, non devi incazzarti. Prendi quello che sto per dirti come un consiglio, ok? Io credo che tu sia un bravo ragazzo. Il problema, figlio mio, è che lo sei anche troppo...sembri il classico tipo che tratta le donne come se fossero fragili, come se andassero capite,protette. Mica devi credere a tutte le balle che raccontano le femministe. A noi piace essere colpite in testa con la clava e trascinate per i capelli in una grotta sporca e puzzolente. Devi chiamarci battone e pomparcelo in culo! Se non fai tutto questo, verrai sempre mollato....per noia. Non lo diciamo. Anzi, facciamo di tutto per dimostrare il contrario.Però lo pensiamo. Quelli educati e affidabili sono da sposare per farci dei figli. Gli stronzi ci fanno bagnare la sorca. E' chiaro adesso?"

"Chiarissimo"

"Dammi da accendere..."

Fiona inspirò e la brace cadde sulle lenzuola pulite. Una mosca posò le zampette sul muro biancastro. Lo specchio appeso davanti al letto rifletteva Marcello. Marcello guardava Fiona. E pensò che,beh, poteva proprio darsi che fosse innamorato di lei.

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