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lavoro pubblicato mercoledì 4 gennaio 2012
ultima lettura venerdì 14 febbraio 2020

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MERCURY REV

di jankadjstrummer. Letto 834 volte. Dallo scaffale Musica

Nell'ottica di scoprire e far conoscere musicisti e gruppi che non hanno molta visibilità in Italia, segnalo una formazione che viene da Buffalo (USA) i Mercury Rev



Nell'ottica di scoprire e far conoscere musicisti e gruppi
che non hanno molta visibilità in Italia, segnalo una formazione che viene da
Buffalo (USA) i Mercury Rev Il nucleo originario della band comprende David
Baker voce, la flautista Suzanne Thorpe, Sean Mackiowiak alla chitarra, Dave
Fridmann al basso, Jimmy Chambers alla batteria, Jonathan Donahue alla chitarra
e alla seconda voce. La loro musica coglie a piene mani dal passato: il pop più
puro dei Beatles, la psichedelia lisergica, la perfezione orchestrale dei brani
che ricorda un po' il rock progressivo degli anni '70, il tutto amalgamato in
maniera magistrale ed originale. Ripercorrere la carriera dei Mercuri Rev
significa imbattersi in 2 distinti periodi della loro evoluzione artistica ma
principalmente del loro sound: una prima fase che va dagli esordi discografici
del 1991 fino al 1998 caratterizzata da una psichedelia caotica e demenziale in
cui echeggiavano i trip schizofrenici dei primi Pink Floyd di Syd
Barrett, coniugata con il sound proveniente dai college universitari
californiani; la seconda (1998-2008) è invece una bella riscoperta del
pop di maniera e un po' barocco degli anni Sessanta, grazie soprattutto all'uso
più massiccio dell'orchestra e di toni più delicati e sognanti, lontani dal
rumore degli esordi. Il lavoro migliore della prima fase del gruppo è Yerself
Is Steam
, del 1991. È infatti un disco fuori dagli schemi del rock
dell'epoca, se vogliamo è un disco anarchico, che gioca sui chiaroscuri ma
anche sulle tinte forti, sulle improvvisazioni estrose delle chitarre ma anche
sulla delicatezza del flauto e degli archi in un groviglio di suoni e di
atmosfere. il filo conduttore della loro musica è tracciato da una melodia di
accordi di chitarra acustica che pian piano lasciano il posto a chitarre
corrosive, a percussioni e flauto ben in evidenza che ne fanno un gruppo
veramente originale . Invito i lettori all'ascolto di "Frittering",
un pezzo inizia come una deliziosa ballata folk con chitarra acustica e
voce filtrata, ma che viene risucchiata in un vortice di distorsioni deliranti.
All'epoca questo disco fu considerato dalla stampa specializzata un capolavoro
proprio per questa doppia anima di puro "noise" ma anche di melodie raffinate,
ma non ottenne il successo meritato per problemi legati alla dipendenza dalle
droghe del cantante David Baker. La seconda fase del nuovo percorso dei Mercuri
Rev si apre con il disco Deserter's Songs, del 1998 con cui tornano in
forma smagliante. Il titolo dell'opera è un chiaro riferimento ad una pratica,
in auge nel tardo-medievo, adottata da alcuni monaci asceti:di ritirarsi in
solitudine nel deserto per la preghiera e la venerazione di Dio. Una immagine
che si adatta perfettamente alle senzazioni sognanti, alle antiche melodie che
ci rapiscono nell'ascolto. Vi riporto un brano di una eloquente intervista a
Donahue "Uno dei segreti della nostra musica - afferma - è la sua qualita'
onirica. Vogliamo creare un nostro piccolo mondo. Anche per questo abbiamo
chiamato l'album 'Deserter's Songs'. Volevamo abbandonare il nostro passato, le
cose che avevamo fatto, il mondo in cui viviamo. E il titolo voleva esprimere
anche un segno di distacco da certa musica in voga oggi, una musica da cui ci
sentiamo molto distanti. Vogliamo evocare un senso proustiano di
'atemporalità', fare in modo che anche un innocente frammento di melodia possa
riuscire a destare ricordi turbolenti. Da bambino, mia madre mi faceva
ascoltare classici della musica leggera come Sinatra e Bartok. Io mi ribellavo
contro questo, ma ora è come se avessi metabolizzato le sensazioni che provavo
a cinque anni di fronte a quella musica, e molte delle nostre melodie hanno a
che fare con tutto questo". Un altro disco dei M.Rev che segnalo, dopo
lavori passati a vuoto è "Snowflake Midnight" dell'anno scorso che
reputo senza dubbio quello della rinascita della band, il lavoro riporta alle
atmosfere oniriche che li hanno caratterizzati nell'ultimo decennio ma questa
volta inserendo suoni eletrtronici tralasciando la pura sinfonia. Le due
tracce migliore tra le nove sono "People Are So Unpredictable (There's No
Bliss Like Home)", e"Dream Of A Young Girl As A Flower".

JANKADJSTRUMMER

Discografia
essenziale

Yerself Is
Steam (Columbia, 1991)

Deserter's
Songs (V2, 1998)

Snowflake
Midnight (V2, 2008)

Strange Attractor (Self-release, 2008) ( disco autoprodotto
scaricabile gratuitamente dal loro sito ufficiale )



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