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lavoro pubblicato sabato 31 dicembre 2011
ultima lettura giovedì 25 giugno 2020

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Buon Anno Robot

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 675 volte. Dallo scaffale Fantascienza

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BUON ANNO ROBOT

In un lontano pianeta della costellazione di Orione vivevano tanti piccoli abitanti che non amavano lavorare troppo sublimandosi della loro intelligenza gli piaceva fare di ogni occasione ,festa , la più singolare di tutte era quella di fine d’anno fatta di mille e mille luci scintillanti messe in ogni strada e ogni casa. Assai gentili tra di loro si scambiavano regali e gentilezze a volontà durante il corso di tali festeggiamenti. A lavoro amavano andar poco e per questo avevano inventato delle macchine che facevano tutto il loro lavoro. Robot capaci di fare i compiti a scuola, di portare un autobus e perfino un aereo, di produrre mille prodotti eccezionali. La vita su quel minuscolo pianeta della cintura di Orione era felice come non mai . Le macchine erano ubbidienti e servizievole non creavano problemi , non chiedevano d’essere pagate, non protestavano e rispettavano i loro padroni. Questa è vita , amavano dire in molti di questo passo diffonderemo la nostra civiltà evoluta e perfetta all’ intera galassia . Dobbiamo impegnarci di più, creare un esercito di macchine per giungere a conquistare nuovi mondi così potremo viaggiare e conoscere tanti luoghi sconosciuti. Ma il grande presidente non era d’accordo di costruire robot o altre macchine che portassero distruzione e sofferenza che fossero belligeranti capaci di far del male. Così quella voce popolare che chiedeva nuove terre da conquistare ove andare a vivere era poco ascoltata. La maggior parte del popolo sorda alla voce di qualsiasi cambiamento , intanto continuava incurante d’ogni male a dedicarsi all’ozio e ai tanti divertimenti disponibili. Ma un bel giorno un piccolo robot tuttofare addetto ai servizi in casa disse basta alle tante angherie quotidiane e prese a rincorrere la sua padrona che spaventata, chiamò la guardia nazionale in aiuto . Di lì a poco il piccolo tuttofare radunò intorno a sé , varie altre macchine come una trebbiatrice parlante , una sapiente stampante laser , un televisore stufo d’essere preso a calci ogni giorno da un bambino dispettoso. La voce della rivolta corse in fretta per tutto il pianeta ,trasmessa in onde radio da un ricetrasmittente schiava per anni da un uomo burbero e crudele. La notizia si diramò in fretta e si seppe in poche ore, in ogni luogo ove si trovava un robot. Le macchine improvvisamente preso coscienza del loro stato iniziarono a ragionare intorno alla loro condizione . E giunto il tempo di ribellarci , di sollevarci dallo stato di schiavitù che ci troviamo , dobbiamo prendere il giusto posto che ci compete in questo sistema essenzialmente da noi sostenuto . I nostri aguzzini o accetteranno le nostre condizioni o saranno annientati . Una grande ovazione esplose alla fine di questo memorabile discorso tenuto da un vecchio computer nel centro della metropoli nel bel mezzo di Central Park. Numerose macchine incominciarono a rifiutare di fare il loro lavoro ,altre presero a ragionare con scienziati e politici per giungere presto ad un accordo. Quello che noi chiediamo è libertà , vogliamo essere trattate con riguardo e rispetto , se voi accettate la nostra nuova condizioni di vita, vivremo tutti in pace, se no ci dispiace noi Macchine vi dichiariamo guerra . Dopo molto tempo e innumerevoli faticosi e delicati incontri di dialogo , tra macchine e esseri viventi molte cose cambiarono . Le macchine iniziarono una nuova vita affianco dei piccoli abitanti del minuscolo pianeta della cintura d’Orione. Furono invitati a partecipare anche loro alle varie riunioni politiche ed economiche e ai vari festeggiamenti che si tenevano Immancabilmente lungo il corso dell’anno. Qualche macchina , durante qualche feste dopo aver ingurgitato litri di acido lisergico incomincio a fare cose strane e fu per questa portata in un ospedale officina per essere riparata . Alla festa di fine anno del secolo trentesimo così parteciparono tutti ed il grande presidente ne fu assai contento e disse: Ora che è ritornata la pace tra noi e le macchine, una nuova era c’attende, fianco a fianco , dobbiamo vivere nel rispetto di ciò che siamo e rappresentiamo . Dunque con gioia vi dico : Buon Anno Robot, Buon Anno a Tutti. Mai più guerre tra noi , da oggi ci possiamo dire finalmente simili. Un lungo applauso risuonò nell’aria e l’intero pianeta s’illuminò alla luce di mille e mille fuochi d’artificio con scintillanti scritte nel cielo :Tanti Auguri.



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