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lavoro pubblicato lunedì 26 dicembre 2011
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

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La storia di Troia nella Cronica di Giovanni Villani, contemporaneo di Dante

di teseo2347. Letto 606 volte. Dallo scaffale Storia

Giovanni VILLANINuova CronicaLIBRO PRIMOQuesto libro si chiama la Nuova cronica, nel quale si trattadi più cose passate, e spezialmente dell'origine e cominciamento della città diFirenze, poi di tutte le mutazioni ch'ha avute e avrà...



Giovanni VILLANI



Nuova Cronica





LIBRO PRIMO



Questo libro si chiama la Nuova cronica, nel quale si tratta
di più cose passate, e spezialmente dell'origine e cominciamento della città di
Firenze, poi di tutte le mutazioni ch'ha avute e avrà per gli tempi: cominciato
a compilare nelli anni della incarnazione di Iesù Cristo MCCC.





VI

Come il re Attalante, nato di quinto
grado di Giaffet figliuolo di Noè, prima venne in Europia.



Intra gli altri principali, e che prima arrivasse in questo nostro paese
d'Italia, partendosi dalla confusione della torre Babel, fu Attalante, overo
Attalo, il quale fu figliuolo di Tagran, o Targoman, che fu figliuolo di
Tirras, il quale fu figliuolo di Gomer che fu figliuolo primo di Giaffet. Altri
dottori iscrissono che questo Attalo fu de' discendenti di Can, il secondo
figliuolo di Noè, in questo modo: che Can ingenerò Cus, e Cus ingenerò Nembrot
il gigante, onde è fatta menzione; Nembrot ingenerò Cres, che fu il primo re e
abitatore dell'isola di Creti, che per suo nome così fu nominata; Cres ingenerò
Cielo, e Cielo ingenerò Saturno, e Saturno generò Iove e Attalo. Di questa
nazione furono i re di Grecia, e di Latini, ma non però il detto Attalante,
overo Attalo; anzi troviamo che di Saturno nacque Iove, come dice dinanzi, e
Tantalo: e quello Iove re di Creti cacciò Saturno suo padre del regno, e venne
bene Saturno in Italia, e fece la città di Sutri, detta Saturna, e di lui
discesono poi i re di Latini, come innanzi farà menzione. Ma il detto Tantalo
fu re in Grecia, e troviamo ch'ebbe grande guerra con Troio re di Troia, e
uccise Ganimedes figliuolo di Troio. Ma l'errore dello scrittore fu di Tantalo
ad Attalo; ma la vera progenie fu da Attalo, detto Attalante, come dicemmo
dinanzi.



VII



Come il re Attalante
prima edificò la città di Fiesole.





Questo Attalante ebbe una moglie ch'ebbe nome Eletra. Questa
Eletra moglie d'Attalo fu figliuola d'uno altro Attalante re, il quale fu de'
discendenti di Can, secondo figliuolo di Noè. Quello Attalante abitò in Africa
giù nel ponente, quasi di contro a la Spagna; e per lui nominiamo prima il
grande monte ch'è là Monte Attalante, che si dice ch'è sì alto che quasi pare
tocchi il cielo, onde i poeti in loro versi feciono favole che quello Attalante
sostenea il cielo; e ciò fu che fu grande astrolago. E sue VII figliuole si
convertiro nelle VII stelle del Tauro, che volgarmente chiamiamo Galulle. L'una
di quelle VII sue figliuole fu la sopradetta Eletra moglie d'Attalante re di
Fiesole, il quale Attalante con Eletra sua moglie, con molti che 'l seguiro,
per agurio e consiglio d'Appollino suo astrolago e maestro, arivò in Italia nel
paese di Toscana, il quale era tutto disabitato di gente umana. E cercando per
astronomia tutti i confini d'Europia, per lo più sano e meglio asituato luogo
che eleggere si potesse per lui, sì si puose in sul monte di Fiesole, il quale
gli parve forte per sito e bene posto. E in su quello poggio cominciò e edeficò
la città di Fiesole, per consiglio del detto Appollino, il quale trovò per arte
di stronomia che Fiesole era nel migliore luogo e più sano che fosse nella
detta terza parte del mondo detta Europia; imperò ch'egli è quasi nel mezzo
intra' due mari che acerchiano Italia, cioè il mare di Roma e di Pisa che

  • lla
Scrittura chiama Mittaterrena, il mare overo seno Adriatico, che oggi s'appella
il golfo di Vinegia. E per cagione de' detti mari e per le montagne che vi sono
intorno vi regnano i migliori venti e più sani e purificati che in altra parte,
e ancora per le stelle che signoreggiano sopra quello luogo. E la detta città
fu fondata sotto ascendente di tale segno e pianeta che dà allegrezza e
fortezza a tutti gli abitanti più che in altra parte d'Europia; e come più si
sale alla sommità del monte, tanto è più sano e migliore. E nella detta cittade
ebbe uno bagno, il quale era chiamato bagno reale, che sanava molte
infermitadi; e nella detta cittade venia per maraviglioso condotto delle
montagne di sopra a Fiesole acque di fontane finissime e sane, onde la città
avea grande abondanza. E fece Attalante murare la detta città di fortissime
mura, e di maravigliose pietre e grossezza, e con grandi e forti torri, e una
rocca in sulla sommità del monte di grandissima bellezza e fortezza, ove
abitava il detto re, sì come ancora si mostra e può vedere per le fondamenta
delle dette mura, e per lo sito forte e sano. La detta città di Fiesole
multiplicò e crebbe d'abitanti in poco tempo, sicché tutto il paese e molto di
lungi a sé signoreggiava. E nota ch'ella fu la prima città edificata nella
detta terza parte del mondo chiamata Europia, e però fu nominata Fia sola, cioè
prima, sanza altra città abitata nella detta parte.



VIII

Come Attalante ebbe tre figliuoli, Italo,
e Dardano, e Siccano.





Attalante re di Fiesole, poi ch'ebbe fatta la detta città,
ebbe di Eletra sua moglie tre figliuoli; il primo ebbe nome Italo, e per lo suo
nome fu i

  • regno d'Italia nominato, e ne fu signore e re; il secondo figliuolo
ebbe nome Dardano, il quale fu il primo cavaliere che cavalcasse cavallo con
sella e freno. Alcuni scrissono che Dardano fu figliuolo di Iove re di Creti e
figliuolo di Saturno, come adietro è fatta menzione; ma non fu vero, però che
Iove rimase in Grecia, e' suoi discendenti ne furo re e signori, e sempre
nemici de' Troiani; ma Dardano venne d'Italia, e fu figliuolo d'Attalo, come la
storia farà menzione. E Vergilio poeta il conferma nel suo libro dell'Eneidos,
quando li Dei dissero ad Enea che cercasse il paese d'Italia, là ond'erano
venuti i suoi anticessori ch'aveano edificata Troia, e così fu vero. Il terzo
figliuolo d'Attalo ebbe nome Siccano, quasi in nostro volgare sezzaio, il quale
ebbe una bellissima figliuola nomata Candanzia. Questo Siccano n'andò
nell'isola di Cicilia, e funne il primo abitatore, e per lo suo nome fu prima
l'isola chiamata Siccania, e per la varietà di volgari delli abitanti è oggi
da
  • lloro chiamata Sicilia e da noi Italiani Cicilia. Questo Siccano edificò in
Cicilia la città di Saragosa, e fecela capo del reame ond'elli fu re e' suoi
discendenti apresso per grandissimo tempo, come fanno menzione le storie di
Ciciliani, e Virgilio nell'Eneida.



IX

Come Italo e Dardano vennero a concordia
a cui dovesse rimanere la città di Fiesole e il regno d'Italia.





Morto il re Attalante nella città di Fiesole, rimasero
apresso di lui signori Italo e Dardano suoi figliuoli; e essendo ciascuno di
loro signori di grande coraggio, e che ciascuno per sé era degno di
signoreggiare il regno d'Italia, sì vennero tra

  • lloro in questa concordia, che
dovessero andare con loro sacrificii a sacrificare il loro Idio alto Marti, il
quale adoravano. E fatti i sacrificii, il domandarono quale di loro dovesse
rimanere signore in Fiesole, e quale di loro dovesse andare a conquistare altri
paesi e reami. Dal quale idolo ebbono risposto, o per commessione divina o per
artificio diabolico, che Dardano dovesse andare a conquistare altre terre e
paesi, e Italo dovesse rimanere in Fiesole e nel paese d'Italia. Al quale
comandamento e risponso così aseguiro, che Italo rimase nella signoria; e di
lui nacquero grandi signori che apresso di lui signoreggiaro non solamente la
città di Fiesole e la provincia intorno, ma quasi tutta Italia, e molte città
v'edificaro; e la detta città di Fiesole montò in grande potenzia e signoria,
infino che
  • lla grande città di Roma non n'ebbe stato e signoria. E con tutta la
grande potenzia di Roma, sempre le fu la città di Fiesole nemica e ribella,
infino che per gli Romani non fu disfatta, come innanzi farà menzione la vera
storia. Lasceremo di più dire al presente di Fiesolani, ch'a luogo e tempo
torneremo alla storia, e seguiremo come Dardano si partì di Fiesole, e fu il
primo edificatore della grande città di Troia, e l'origine de' re di Troiani,
ed eziandio di Romani.



X

Come Dardano arrivò in Frisia, e edificò
la città di Dardania, che poi fu la grande Troia.




Dardano, com'ebbe comandamento dal risponso del loro Idio,
si partì di Fiesole con Appollino maestro e astrolago del suo padre, e con
Candanzia sua nipote, e con grande séguito di sua gente, e arrivò nelle parti
d'Asia nella provincia che si chiamava Frigia, per lo nome di Friga di
discendenti di Giaffet che prima ne fu abitatore; la quale provincia di Frigia
si è di là da la Grecia, passate l'isole d'Arcipelago, in terra ferma, che oggi
si signoreggia per li Turchi e si dice Turchia. In quello paese il detto Dardano
per consiglio e arte del detto Apollino cominciò ad edificare, e fece una città
in sulla riva del detto mare di Grecia, a la quale per lo suo nome puose nome
Dardania, e ciò fu IIImCC (3200, ndr) anni dal cominciamento del secolo. E così
fu Dardania chiamata mentre Dardano vivette, e eziandio i figliuoli.





XI

Come Dardano ebbe uno figliuolo ch'ebbe
nome Tritamo che fu padre di Troio, per lo quale la città di Troia fu così
chiamata.





Il quale Dardano ebbe uno figliuolo ch'ebbe nome Tritamo: di
Tritamo nacque Troio e Toraio; ma Troio fu il più savio e valoroso, e per la
sua bontà fu signore e re de la detta città e del paese d'intorno, e con
Tantalo re di Grecia, figliuolo che fu di Saturno re di Creti, onde facemmo
menzione, ebbe grande guerra. E poi dopo la morte del detto Troio, per la bontà
e senno e valentia che in lui era regnata, sì piacque al figliuolo e agli
uomeni della sua città che per lo suo nome sempre la detta città fosse chiamata
Troia; e a la principale e maestra porta de la città, per la memoria di
Dardano, rimanesse il nome che avea prima la città, cioè Dardania.



XII



De li re che furono in
Troia; e come Troia fu la prima volta distrutta al tempo del re Laumedon.





Del sopradetto Troio, poi che fu morto, rimasono tre
figliuoli; il primo ebbe nome Elion, il secondo Ansaraco, il terzo Ganimedes.
Il detto Elion edificò in Troia la mastra fortezza e castello reale di
magnifica opera, e per lo suo nome Elion fu chiamato. Del detto Elion nacque il
re Laumedon, e Titonun che fu padre di Menone, overo Menelao, al cui tempo fu
distrutta Troia la prima volta per lo possente Ercore, il quale fu figliuolo
della reina Armene figliuola del re Laudan di Creti, e co

  • llui Iason figliuolo
Anson e nepote del re Pelleus di Polopense, e lo re Talamone di Salamine. E ciò
fu per cagione del detto re Laumedon, ch'aveva vietato il porto di Troia al
detto Ercore e Iason, e fatta loro onta e villania, e volutoli prendere e
uccidere, quando Iason andava a l'isola di Colco ov'era il montone col vello
dell'oro, come raccontano i poeti; imperò che 'l detto Laumedon si tenea per
nemico di Greci, per cagione che 'l re Tantalo avea morto Ganimedes suo zio e
figliuolo di Troio, come innanzi faremo menzione. E per la detta antica guerra,
allora rinnovellata, fu la prima distruzione di Troia. E per loro fu morto il
detto re Laumedon e molta di sua gente, e distrussono e arsono la detta città
di Troia. E 'l detto re Talamone, che al detto conquisto fu molto valoroso,
rubò e prese Ansiona figliuola del detto re Laumedon, e menollasene in Grecia,
e tennela per sua femmina, overo amica.



XIII

Come il buono re Priamo reedificò la
città di Troia.





Apresso la detta prima distruzione di Troia Priamo figliuolo
del re Laumedon, il quale essendo giovane non era allora in Troia, tornò poi con
aiuto d'amici, e rifece fare e ristorare di nuovo la detta città di Troia di
maggiore sito, e grandezza, e fortezza che nonn-era stata dinanzi, e tutta la
gente del paese d'intorno vi ricolse e fece abitare, sì che in piccolo tempo
multiplicò e crebbe, e divenne delle maggiori e più possenti città del mondo;
ché, secondo raccontano le storie, ella girava LXX de le nostre miglia con
popolo innumerabile. Questo re Priamo ebbe della sua moglie Eccuba più
figliuoli e figliuole: il primo ebbe nome Ettor, il quale fu valentissimo duca,
e signore di grande prodezza e senno; l'altro ebbe nome Paris, e l'altro
Deifebo, e Elenus, e 'l buono Troiolus; e IIII figliuole, Creusa moglie che fu
d'Enea, e Cassandra, e Polisena, e Elionas, e più altri figliuoli di più altre
donne, onde la storia di Troia di loro fa menzione, i quali tutti furono
maravigliosi in prodezza d'arme. E apresso buon tempo, essendo la detta città
in grande e possente stato, e il re Priamo e' figliuoli in grande signoria,
Paris e Troiolus suoi figliuoli, e Eneas suo nipote, e Pollidamas co

  • lloro
compagnia, armarono XX navi, e con quelle navicando, arrivaro in Grecia per
vendicare la morte e l'onta de
  • re Laumedon loro avolo, e la distruzione di
Troia, e ruberia di Siona loro zia; e arrivaro ne
  • regno del re Menelao fratello
del re Talamone ch'avea presa Siona, il quale Menelao avea per moglie Elena, la
più bella donna che allora fosse al mondo, la quale era ita a una festa di
sacrificii in su una loro isola; e veggendola Paris, incontanente innamorò di
lei, e presela per forza, e uccisono e rubaro tutti quegli ch'erano a la detta
festa e in su quella isola, e tornarsi a Troia. E per molti si dice che la
detta reina Elena fu rubata in su l'isola che oggi è chiamata Ischia, e la
terra del re Menelao era Baia e Pozzuolo, e 'l paese d'intorno ove è oggi
Napoli e Terra detta di Lavoro, che in quegli tempi era abitata da' Greci e
detta la Grande Grecia. Ma per quello che troviamo per le vere storie, quella
isola ove fu presa Elena fu Citerea, che oggi si chiama il Citri, la quale è in
Romania incontro a Malvagia nel paese d'Accaia detto oggi la Morea; e la detta
Elena fu serocchia di Castor e di Polluce onde i poeti fanno versi.



XIV

Come Troia fu distrutta per gli Greci.





Per la detta ruberia di Elena il re Menelao co

  • re Talamone e
col re Agamenone suo fratello, ch'allora era re di Cicilia, con più altri re e
signori di Grecia e di più altri paesi, fecero lega e congiura di distruggere
Troia, e raunarono M navi con grandissima moltitudine di genti d'arme a cavallo
e a piè, e con esse arrivaro e puosono assedio a la grande città di Troia. Al
quale assedio stettero per tempo di X anni, VI mesi, e XV dì; e dopo molte
aspre e diverse battaglie, e uccisione e tagliamento di gente dall'una parte e
dall'altra, e 'l buono Ettor con più de' figliuoli del re Priamo furono morti
in battaglia. La detta città di Troia per tradimento fu presa da' Greci, e di
notte v'entraro e rubarla, e misero a fuoco e fiamma, e il detto re Priamo
uccisero, e quasi tutta sua famiglia, e di cittadini in grande quantità, sì che
pochi ne scamparo. De la quale distruzione Omero poeta, e Virgilio, e Ovidio, e
Dario, e più altri savi (chi gli vorrà cercare) ne fecero compiutamente
menzione in versi e in prosa; e ciò fu anni CCCCXXX anzi che si cominciasse
Roma, e IIIImCCLXV (4265,ndr) anni dal cominciamento del mondo, e nel tempo che
Abdon era iudice del popolo Israel. Di questa distruzione di Troia seguì quasi
a tutto il mondo grandi mutazioni, e molti principi di reami usciro delli
scampati Troiani, siccome innanzi faremo menzione.



XV

Come i Greci che

  • ssi partirono
dall'asedio di Troia quasi tutti arrivarono male.




Distrutta Troia, i Greci che si partiro dall'asedio, la
maggiore parte, arrivaro male, chi per fortuna di mare, e chi per discordie e
guerre tra

  • lloro. Lasceremo ora di ciò, e diremo di Troiani che scamparo di
Troia come arrivaro, acciò che seguiamo nostra storia, mostrando l'origine di
cominciamenti di Romani e poi di noi Fiorentini, come dinanzi promettemmo di
narrare.



XVI

Come Elenus figliuolo del re Priamo co'
figliuoli d'Ettor si partì di Troia.





Intra gli altri che scamparo e si partiro di Troia fu Elenus
figliuolo del re Priamo, che non era uomo d'arme, e con Eccuba sua madre, e
Cassandra sua serocchia, e con Andromaca moglie che fu di Ettor, e con due
figliuoli d'Ettor piccoli garzoni, e con più genti che gli seguiro, arrivaro in
Grecia nel paese di Macedonia, e quivi ricevuti da' Greci popolaro il paese e
fecero città; che Pirro figliuolo d'Acchille signore del paese prese per moglie
Andromaca, moglie che fu d'Ettor di Troia, e di loro usciro poi grandi re e
signori.



XVII

Come Antinoro e Priamo il giovane partiti
di Troia, edificaro la città di Vinegia, e quella di Padova.




Un'altra gente si partì de la detta distruzione: ciò fu
Antinoro che fu uno de' maggiori signori di Troia e fu fratello di Priamo e
figliuolo del re Laumedon, il quale fu incolpato molto del tradimento di Troia,
e Eneas il sentì, secondo che scrive Dario; ma Virgilio al tutto di ciò lo
scolpa. Questo Antinoro con Priamo il giovane, figliuolo del re Priamo, ch'era
piccolo fanciullo, e scampò della distruzione di Troia con grande séguito di
genti, in numero di XIIm, e grande navilio per mare navicando, arrivaro nelle
contrade ov'è oggi Vinegia grande città, e in quelle isolette d'intorno si
puosero, acciò che fossero franchi e fuori d'ogni altra iurisdizione e signoria
d'altra gente, e di quegli scogli furo gli primi abitatori; onde, crescendo
poi, si fece la grande città di Vinegia, che prima ebbe nome Antinora per lo
detto Antinoro. E poi il detto Antinoro si partì di là e venne ad abitare in
terra ferma ove è oggi Padova la grande città, e elli ne fu il primo abitatore
e edificatore; e Padova le puose nome perch'era infra paduli, e per lo fiume
del Po che vi corre assai presso, che si chiamava Pado. Il detto Antinoro morì
e rimase in Padova, e infino al presente nostro tempo si ritrovò il corpo e la
sepoltura sua con lettere intagliate, che faceano testimonianza com'era il
corpo d'Antinoro; e da' Padovani fu rinnovata sua sepultura, e ancora oggi si
vede in Padova.





XVIII

Come Priamo il terzo fu re in Alamagna e'
suoi discendenti re di Francia.





Priamo il terzo, figliuolo di quello Priamo che con Antinoro
avea edificata Vinegia, si partì con grande gente del detto luogo e andonne in
Pannonia, cioè Ungheria, e nel paese detto Siccabar; e così la nominaro e
popolaro di loro gente, e per la prodezza e virtù del detto Priamo ne fu re e
signore. Questa gente erano chiamati Galli, overo Gallici, perch'erano biondi;
e stettono nel detto luogo lungo tempo, infino a la signoria di Romani, quando
signoreggiavano la Germania, cioè Alamagna, infino al tempo che regnava
Valentiniano imperadore intorno gli anni di Cristo CCCLXVII. Allora il detto
imperadore per cagione che' detti Galli li ataro conquistare una gente che
aveano nome Alani, i quali s'erano rubellati dallo 'mperio di Roma, e per la
loro forza li sottomisero a lo 'mperio, il detto imperadore li fece franchi X
anni del tributo che doveano dare a' Romani, e d'allora innanzi furono chiamati
Franchi, onde poi derivò il nome de' Franceschi. E a quello tempo era loro
signore uno ch'avea nome Priamo, disceso per lignaggio del primo Priamo che
venne in Siccambra. E morto Valentiniano imperadore, e compiuti i detti X anni,
i detti chiamati Franchi rifiutaro di dare il tributo allo 'mperio, e per loro
fierezza si rubellaro da' Romani, e feciono loro signore Marcomene figliuolo
del detto Priamo, e uscirono del loro paese Siccambra, e entrarono in Alamagna,
e in quella conquistaro città e castella assai tra 'l fiume Danubio e quello
del Reno, le quali erano alla signoria di Romani; e d'allora innanzi gli Romani
non v'ebbono libera signoria. E 'l detto Marcomene regnò nella Magna XXX anni,
ma ancora erano pagani. Apresso lui fu re di Franchi Ferramonte suo figliuolo,
il quale per forza d'arme entrò nel reame che oggi si chiama Francia, e tolselo
a' Romani. E per lo loro nome in latino fu chiamata Gallia, e in comune volgare
Francia, e gli uomini Franceschi, derivato dal sopradetto nome di Franchi; e
ciò fu nelli anni di Cristo intorno CCCCXVIIII.





XIX

Come Ferramonte fu il primo re di Francia, e' suoi discendenti apresso.





Ferramonte primo re di Francia regnò XL anni. Apresso lui
regnò Clodius, overo Clodoveo il Capelluto, suo figliuolo XVIII anni, e prese
la città di Cambragio e 'l paese d'intorno che teneano li Romani, e cacciolli
infino al fiume di Somma in Francia. Apresso lui regnò Meroveo suo figliuolo X
anni, e molto avanzò il suo reame. Apresso lui regnò Elderigo suo figliuolo
XXVI anni; ma per lo suo male reggimento, usando sua vita in lussuria, fu
cacciato da' baroni, e toltali la signoria, e fuggissi nel Reno al re Bazin, e
là dimorò in esilio VIII anni; poi fu rappellato da' Franceschi. E ebbe uno
figliuolo chiamato Clovis, il quale presso lui regnò XXX anni, e fu uomo di
grande valore, che conquistò Alamagna, e Cologna e poi in Francia Orliens e
Sassona, e tutte le terre che teneano i Romani. E fu il maggiore e il più
possente de' suoi anticessori, e fu il primo re di Francia che fosse cristiano
per conforto della sua moglie chiamata Croceia, la quale era cristiana. E
essendo il detto Clovis asembiato ad una battaglia contra a li Alamanni, si
botò a Cristo, s'egli avesse vittoria per lo suo nome, si farebbe egli e sua
gente Cristiano; e per virtù di Cristo così avenne, onde si battezzò per mano
di santo Remigio arcivescovo di Rens; e nel battesimo dimenticando la clesima,
venne visibilemente da cielo una colomba che in becco l'adusse al beato
Remigio; e ciò fu gli anni di Cristo VC. Apresso il detto Clovis detto Clodoves
regnò Lottieri suo figliuolo V anni, e apresso Lottieri regnò Chelperiche suo
figliuolo XXIII anni. Questi fu fatto uccidere da la moglie chiamata Fredegonda
crudelissima; rimase di lui uno piccolo figliuolo di IIII mesi, il quale ebbe
nome Lottieri, e regnò XLII anni. Apresso di lui regnò Godoberto suo figliuolo
XIIII anni. Questi fece fare la chiesa di Santo Dionigi in Francia. Apresso lui
regnò Clovis suo figliuolo XVII anni. Questi fu di mala vita, e molto abassò il
reame; ebbe III figliuoli, Lottieri, Tederigo, e Elderigo. Apresso Clovis regnò
Lottieri suo primo figliuolo III anni. Poi fu re Tederigo suo fratello I anno,
e fu disposto del reame da' suoi baroni per sua misera vita, e rendési monaco a
San Donnisi; e feciono re Elderigo terzo fratello, il quale regnò anni XII. E
morto Elderigo, fu tratto della badia di San Donnigi Tederigo monaco, e rifatto
re, e regnò poi XII anni, con tutto che poco si sapesse intramettere del reame;
anzi il governava uno grande barone di Francia suo balio ch'avea nome Ertaire.
Ma il primo Pipino, il quale era de' maggiori signori di Francia figliuolo
d'Ancherse, e, per lo suo podere, veggendo male governare il reame, e per
essere signore e balio del regno, sì combatté col detto Tederigo re e con
Ertaire suo balio, e sconfissegli in battaglia, e uccise il detto Ertaire, e
Tederigo re mise in pregione, e vivette III anni. E dopo la sua morte fu fatto
re Crovis suo primo figliuolo, e regnò sotto il governo di Pipino, che di tutto
era balio sovrano, IIII anni. E dopo lui regnò Ideberto fratello del detto
Clovis XVIII anni. E poi regnò Dangoberto suo secondo figliuolo IIII anni. E
poi regnò Lottieri il quarto suo figliuolo due anni. E tuttora a la signoria
de' detti re era Pipino sovrano balio e governatore di tutta Francia, e fu
mentre che fu in vita. E poi regnò Cilpericche figliuolo del detto Lottieri V
anni, e suo generale balio fu Carlo Martello figliuolo del primo Pipino, il
quale ebbe della sua amica, serocchia di Dodone duca d'Equitania. Questo Carlo
Martello fu uomo di grande valore e potenzia, bene aventuroso in battaglia: e
conquistò tutta Alamagna, Soavia, e Baviera, e Frigia, e Lotteringia, e recolli
sotto il reame di Francia. Del sopradetto Cilpericche fu uno figliuolo chiamato
Tederigo, il quale regnò XV anni al governo del detto Carlo Martello. Apresso
lui regnò Elderigo suo figliuolo VIIII anni; ma nonn-avea se non il nome, e
Carlo la signoria. E poi, morto Carlo Martello, il secondo Pipino figliuolo del
detto Carlo fu sovrano balio del reame come era stato il padre. Ilderigo re
essendo uomo di poco valore, con volontà del papa Stefano ch'allora regnava,
per molti servigi fatti per lo detto Pipino a santa Chiesa, e per Carlo
Mattello suo padre, come innanzi farà menzione, e con volontà di tutti gli
baroni di Francia, il detto Ilderigo re, sì come uomo disutile al reame, fu
disposto de la signoria, e rendési monaco, e morì sanza figliuoli, e in lui
fallì il primo lignaggio de' re di Francia della schiatta di Priamo. E disposto
il detto Ilderigo re, come detto è di sopra, fu consegrato re di Francia per lo
detto papa, e con volontà de' baroni, il buono Pipino; e fu fatto dicreto per
lo papa che mai non potesse essere re di Francia altri che di suo lignaggio; e
ciò fu gli anni di Cristo VIIcLI.





XX

Come il secondo Pipino padre di Carlo
Magno fu re di Francia.





Del sopradetto re Pipino discese il buono Carlo Magno suo
figliuolo, il quale fu re di Francia e imperadore di Roma; e apresso lui furono
VI suoi discendenti imperadori di Roma, e più re di Francia, come innanzi
faremo menzione, ove tratteremo del detto Carlo Magno e di suoi discendenti; ma
per la loro discordia fallì loro lo 'mperio, e eziandio il diritto stocco reale
di Carlo Magno venne meno al tempo d'Ugo Ciappetta duca d'Orliensa, il quale fu
poi re di Francia, e sono ancora i suoi discendenti. Onde noi in questo in
brieve, quando fia tempo, ne tratteremo, imperò che la loro signoria si mischia
molto ne' nostri fatti della città di Firenze, come innanzi faremo menzione.
Lasceremo di Franceschi, e torneremo adietro a la vera storia d'Enea di Troia,
onde discesono gli re e poi gl'imperadori romani, tornando a nostra materia poi
della edificazione di Firenze fatta per gli Romani.



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N.B. Altri studi di Francesco Chiappinelli sulle vicende di Troia sul sito: http://www.culturaescuola.it/



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