ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 14 dicembre 2011
ultima lettura lunedì 9 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Caccia Morta capitolo 4

di Viktor. Letto 2296 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo IV  Ci sono notti pervase di magia. L'aria si fa elettrica e pare di sentire il mormorio del popolo fatato portato dalla flebile brezza notturna. Occhi inquieti vi osservano dal buio, unghie raspano tra le ombre. Queste sono le notti in c...

Capitolo IV

Ci sono notti pervase di magia. L'aria si fa elettrica e pare di sentire il mormorio del popolo fatato portato dalla flebile brezza notturna. Occhi inquieti vi osservano dal buio, unghie raspano tra le ombre. Queste sono le notti in cui la Caccia Morta scende dai monti con lo stridere di catene rugginose e con le voci infernali dei cacciatori dannati, maledetti a ripercorrere in eterno i terreni delle loro cacce.
Viktor percorreva di notte sentieri che gli uomini esitavano a seguire durante il giorno. La luna, pallida come il cadavere di un morto, stentava ad illuminare i passi del cacciatore di streghe. Ma c'era un altro, ben più arcano bagliore che indicava a Viktor la via da seguire.
La Caccia Selvaggia.
In queste notti la realtà diviene qualcosa di indistinto con la leggenda e la macabra fantasia rurale. Le anime spettrali cavalcano impavide scendendo i monti diretti verso sud...

Sul fare del giorno, Viktor stava ancora percorrendo la lunga via di terra battuta che si inerpicava per i monti e per vallate innevate toccando di tanto in tanto villaggi e piccole cittadine. E, proprio mentre il cacciatore di streghe stava risalendo un lieve pendio con nuvoloni carichi di neve sopra la testa, un mercante ambulante con la sua merce caricata sulla schiena di un mulo gli si parò dinnanzi.
<Oilà!>, esclamò il mercante alzando le braccia e fermandosi di scatto. <La prego, signor brigante, non mi porti via la vita! La mia borsa è quasi vuota e le mie gambe tremano dal freddo!>
<Non sono un brigante, puoi stare tranquillo>, rispose Viktor con un sorriso.
<Ah no?>, chiese il mercante inarcando un sopracciglio. <Devo avere avuto una svista allora! Scusatemi, ma abbigliato in quel modo avevate proprio l'aria di un oscuro rapinatore! Permettetemi di offrirvi qualcosa, in modo da addolcire le mie scuse!>
<Qualcosa?>
<Eh già. Che ne dite di una sorsata di buon vino?>
<Non direi mai di no a del buon vino>, rispose Viktor accettando la fiasca che gli venne data dal mercante. <Ottimo vino, mercante.>
<C'è qualcosa che potrebbe servirti, viaggiatore?>, chiese l'ambulante mettendo la fiasca in una delle sue sacche. <Possiedo di tutto e i miei prezzi sono dannatamente bassi! Vi conviene approfittarne, viaggiatore, perché un'occasione come questa non si presenterà mai più!>
<Penso che non mi serva nulla>, rispose educato il cacciatore di streghe. <Ma dimmi, da dove vieni?>
<Ho passato la notte in una cittadina che dista meno di un'ora da qui. Non mi fidavo a viaggiare la notte... Sai cosa intendo.>
<Già, rapinatori, briganti, spettri...>, mormorò Viktor.
<Avete visto le luci l'altra notte?>, chiese il mercante indicando il sud. <La Caccia Selvatica è passata da queste parti, dicono. Io fortunatamente mi trovavo al riparo, lontano da questi monti, e non ho assistito al corteo di cacciatori demoniaci. Ma al villaggio dove sono stato... Ah! Ne hanno passate di cotte e di crude quei poveretti!>
<La Caccia è passata di qua?>
<Esatto! Vi consiglio di girare i tacchi e venire con me a nord. Tutti sanno che la Caccia va verso sud e nessuno sano di mente la seguirebbe>, spiegò l'ambulante lisciandosi i baffoni grigi.
<Ti ringrazio per il consiglio ma devo dissentire>, rispose Viktor sistemandosi il cappello. <Sono sulle tracce della Caccia.>
<E per quale motivo, se posso chiedere?>
<Per nessuno in particolare. Sono un cacciatore di streghe.>
<Un cacciatore di streghe!>, esclamò il mercante. <Vi potrebbe interessare un buon coltello di acciaio?>
<Ne ho mezza dozzina, grazie. Tornando alla Caccia, cosa mi sai dire?>
<Nulla, signore>, rispose il mercante mentre rovistava tre le bisacce. <Nessuno ne parla volentieri e io non sono un tipo che pone questo genere di domande. Ad ogni modo, la Caccia è passata da queste parti e ha fatto i suoi soliti malanni. Vi interessa invece una buona sciarpa di pelliccia di ermellino?>
<Niente sciarpa>, rispose Viktor con un cenno di diniego. <Devo affrettarmi, se voglio trovare la Caccia non posso perdere tempo in questo modo. Hai detto che al vicino villaggio hanno avuto problemi? Bene, chiederò a qualcuno da quelle parti.>
<Non è una buona idea andare alla ricerca della Caccia!>, lo ammonì l'ambulante agitandogli l'indice davanti al naso. <Ci sono tante storie riguardo alla Caccia, a chiunque vedesse i cacciatori attende un destino infausto.>
<Conosci qualcuna di queste famose storie?>
<Ahimè, non ne conosco nessuna>, si rammaricò il mercante scuotendo la testa. <Non dormirei tranquillo avendo in testa qualcosa del genere! Secondo me dovresti chiedere a qualcuno giù in paese, a quella gente piace molto parlare.>
<Niente da fare>, rispose invece il cacciatore di streghe. <Sono così terrorizzati dalla Caccia che non osano nemmeno aprire bocca. Poco male, andrò ancora verso sud e forse troverò qualcuno disposto a raccontarmi una storia su questa fantomatica schiera di spettri.>
<Adesso che ci penso...>, rimuginò l'ambulante picchiandosi un indice contro la tempia. <Ho sentito parlare di un vecchio eremita che si dice sia stato quasi rapito dalla Caccia.>
<Continua.>
<Mi dispiace, non so altro. Ma l'altra notte, alla taverna del paese qualcuno ha tirato fuori l'argomento. Non ero interessato e non ho prestato attenzione, ma forse voi potreste trovare questo eremita e parlare con lui della Caccia Selvaggia. Chi meglio di lui potrebbe fare luce su questo oscuro fatto?>
<Ho sentito dire che chi si avvicina troppo alla Caccia o muore o diviene folle>, constatò il cacciatore di streghe.
Il mercante agitò entrambe le mani, in segno di scusa. <Non lo so signore, lo ammetto. Di solito mi tengo alla larga da questo genere di discorsi e non mi vergogno ad ammettere che ne sono terrorizzato. Non vedo l'ora di tornare al mio paese per starmene nascosto fino ai primi segni della primavera. Abbiamo già abbastanza mostri in giro senza contare questo corteo di spettri demoniaci...>
<Sono pienamente d'accordo, mercante>, rispose Viktor. <Ma qualcuno deve pur occuparsene, no?>
<Ringrazio il cielo che in giro c'è ancora gente come voi, cacciatore di streghe!>, sorrise il mercante battendogli una mano sulla spalla. <Siete proprio sicuro che non vi serve niente? Potrei farvi anche uno sconto...>
<No e ancora no, per quanto tu sia gentile non ho bisogno di nulla. Detto questo ti saluto, mercante. Ti auguro ogni bene.>
<Aspetta!>, lo richiamò il mercante agitando la mano. <Ti farebbe piacere sapere che più a sud di qui, oltre la cittadina locale, si trova un vecchio monastero abitato da un antico ordine monastico... Sono stato lì molte volte e ho notato che sono forniti di una mirabile biblioteca! Forse trovereste qualcosa di interessante tra i libri di storia...>
<Grazie per questa informazione>, sorrise Viktor. <Farò un salto anche da quelle parti. Addio, mercante.>
<Addio cacciatore di streghe, e che la sorte ti sia sempre favorevole!>, esclamò il mercante salutando il cacciatore di streghe con la mano.

Viktor, proprio come aveva detto il mercante, era arrivato al villaggio in meno di un'ora e subito si era diretto nell'unica locanda di tutto il paese. I tetti erano carichi di neve e molti uomini si affaccendavano per liberare le stradine dal bianco candore. Molti erano vestiti di nero, a lutto.
Nella locanda c'erano pochi avventori, molti erano vecchi e avevano tutti un aspetto tetro. Guardavano il fondo dei loro boccali quasi vuoti e bisbigliavano sottovoce le disgrazie che li avevano afflitti in quei tempi bui.
<Salve>, disse il cacciatore di streghe entrando e sbattendo la porta.
<Salve a te, straniero>, rispose l'oste alzando gli occhi dal bancone. <Qual buon vento ti porta nella nostra cittadina?>
<Vento freddo e gelido, oserei dire>, ironizzò Viktor avvicinandosi al bancone. <Vorrei del buon vino e magari della pancetta, se possibile.>
<Ottimo>, rispose l'oste posando un boccale davanti al cacciatore di streghe, prese una bottiglia e versò del dolce vino rosso fino all'orlo.
<A dire la verità>, continuò Viktor. <Sto cercando delle informazioni.>
<Informazioni?>, ripeté l'oste con sguardo curioso. <Che tipo di informazioni?>
<Informazioni sulla Caccia Selvaggia>, rispose a bassa voce Viktor.
<Dei del cielo!>, imprecò l'oste, allibito. <Ma ti rendi conto di quello che stai chiedendo?>
<Sì, me ne rendo conto. Io sono un cacciatore di streghe e so a quali rischi vado incontro>, rispose Viktor.
<Un cacciatore di streghe, eh?>, borbottò un tizio seduto al tavolo. <Conosco quelli della tua risma, sai? Non so se sei peggio tu o la Caccia Selvaggia.>
<Lascio a te la scelta>, fece il cacciatore di streghe voltandosi quel tanto che bastava per far vedere all'uomo seduto le due pistole che portava infilate nel cinturone sul petto. <Ora, gentili signori, volete dirmi cosa sapete di questa Caccia Selvaggia?>
<Nessuno parla della Caccia...>, tentò ancora l'oste.
<Sono alla ricerca della Caccia>, spiegò Viktor con le braccia conserte. <Se vorrete parlarmene forse avrò qualche speranza di trovarla e magari mettere fine a questo tremendo fenomeno portatore di distruzione.>
<Ma sentitelo!>, ridacchiò lo stesso uomo di poco prima, rosso in volto. <Cosa pensi di fare tu alla Caccia? Ma lo sai di cosa sono capaci quei cacciatori spettrali?>
<No, dimmelo tu.>
<Conosco un tizio>, iniziò l'uomo appoggiando la schiena allo schienale della piccola sedia. <Che viveva non lontano da questa cittadina. Era uno sciocco, lo sapevano tutti al villaggio, ma aveva un buon cuore ed era anche un gran credente. Fatto sta che una volta, d'inverno, stava tagliando la legna fuori dalla sua casetta un po' distaccata dalle altre quando udì uno scalpiccio lontano. Si voltò intorno, a disagio, e mentre in lontananza il bosco era tinto di verde e azzurro un uomo gli si parò dinnanzi. Era tutto vestito di nero, con un cappuccio largo calato sul volto e una grossa preda gettata sulla spalla. I suoi occhi, mi dissero, erano rossi come fuoco e sembravano ardere come braci incandescenti!>
<Oh Signore!>, esclamò uno degli avventori toccando ferro.
<Uno degli spietati Cacciatori>, disse un altro.
<Non era un semplice cacciatore, credetemi, ma il Maligno in persona!>, proruppe l'uomo che raccontava la storia. <Ma lo sciocco non lo sapeva e, guardando con la bava alla bocca la carcassa di animale che l'uomo portava in spalla, disse: “Grande cacciatore, potete per favore portare anche a me un bella preda come quella che avete voi?”. Ma il cacciatore non rispose, alle sue spalle si udirono voci infernali e ululati di cani bestiali così, quando l'uomo si guardò intorno, il cacciatore scomparve senza lasciare traccia!>
<E cosa successe?>, chiese un amico del narratore.
<Se state muti adesso ve lo narro>, brontolò questo facendo cenno all'oste di versagli altra birra. <L'uomo, sconsolato, si avviò per andare a letto e si mise sotto a due strati di coperte per coprirsi dal freddo. Il giorno seguente si svegliò, pronto ad avviarsi al lavoro, quando si accorse del sangue che gli macchiava il pavimento. Alzò lo sguardo e, con il fiato strozzato in gola, vide metà corpo umano che pendeva dalle travi del suo soffitto. Allora lo sciocco cadde in ginocchio e pregò tutti gli dei e tutti i santi ma il corpo tranciato rimase appeso alle travi del soffitto sgocciolando sangue sul pavimento di legno.>
<Il maligno!>, boccheggiarono gli avventori che sudavano freddo.
<Esatto! Il maligno aveva punito lo sciocco amico mio per la sua audacia e ora il cadavere di un qualche sconosciuto abbelliva la sua piccola casa!>
<Cosa fece quello sventurato?>, chiese l'oste.
<Quello che ogni uomo terrorizzato fa: andò a parlare con il prete locale e gli chiese aiuto. Il prete, un tipo colto sempre pronto ad aiutare i poveretti, consigliò all'uomo di prendere il grano mietuto il mese scorso, che era ancora benedetto, metterlo nel letto e dormirci in mezzo. Ma questo non bastava, così facendo avrebbe solo impedito al Maligno di portarlo via con sé. Così, per sbarazzarsi del corpo senza rimetterci la pelle, l'uomo avrebbe dovuto dire al Maligno di riprendersi la sua preda, perché qui nessuno la voleva. Allora l'uomo andò a prendere una covone di grano e se lo mise nel letto poi, quando calarono le tenebre, si immerse nel grano che conservava ancora tracce della benedizione del raccolto e attese.>
<Non vorrei essermi trovato nelle scarpe di questo sciocco!>, esclamò un uomo, rabbrividendo.
<Nessuno avrebbe voluto>, confermò il narratore. <Ma al mio amico successe e rischiò di essere rapito dalla Caccia fino all'ultimo! Perché vedete, quella notte la Caccia tornò al villaggio per prendere l'anima dello sventurato. Il Maligno si avviò da solo alla casetta isolata dell'uomo e questi, quando vide la luce verdastra penetrare dagli scuri delle finestre e sentì le voci infernali e i latrati demoniaci, disse a gran voce: “Ti ringrazio, grande cacciatore, ma non mi serve la tua preda, riprendila pure!” e il cacciatore, con un ruggito che di umano non aveva nulla, se ne andò di gran carriera seguito dal clangore degli zoccoli e dai corni di caccia!>
<Che storia tremenda!>, azzardò uno degli uomini.
<È una storia vera, credetemi! La mattina seguente non c'era più traccia del cadavere, nemmeno del sangue. Nessuno seppe mai chi fosse quell'uomo tagliato a metà e nessuno ebbe mai la stupidità di domandarlo. Ora, cacciatore di streghe, sai cosa insegna questa storia?>
<Che siete tutti molti appassionati di storie popolari, che temete la Caccia Morta più della peste ma che non l'avete mai vista prima d'ora>, rispose Viktor con un ringhio.
L'uomo abbassò lo sguardo, colpito e affondato, mentre gli altri borbottarono e toccarono ferro a quelle parole taglienti come lame.
<Raccontatemi dell'altro, avanti. Come vedete, non vi farà alcun male>, li esortò il cacciatore di streghe.
<Io ho sentito dire che i cani che seguono la Caccia sono posseduti dalle anime dei bambini morti senza essere stati battezzati>, disse uno degli uomini, esitante.
<No, no! Ti dico che sono le anime delle donne morte di parto a possedere i cani!>, disse un altro.
<Fermi tutti! Quando era piccolo mia nonna mi raccontava che i cacciatori erano uomini, un tempo, morti di morte violenta e assassini e briganti che non avevano ricevuto l'estrema unzione!>, intervenne un terzo.
<Stupidate!>, cominciò il primo. <Un prete, tempo fa, mi disse che anche puttane e cavalieri facevano parte della Caccia! Le prime condannate a cavalcare con pali acuminati sulla sella e i secondi non avrebbero mai più potuto smontare da cavallo a causa dei crimini commessi in guerra fregiandosi del loro rango di cavalieri nobili!>
<Queste sono tutte storie per bambini!>, esclamò l'uomo che aveva raccontato la storia. <Non potete essere sicuri di queste cose, dannati voi! Io ho parlato invece con chi ha assistito a quella macabra processione e l'unica cosa di cui posso essere certo è che il diavolo in persona cavalca alla testa del corteo! Il Maligno, con lunghi corni sulla sua testa e su quella del suo cavallo nero come la notte!>
<Un incubo>, mormorò Viktor, riferendosi al cavallo.
<Ma che cavallo nero!>, bofonchiò uno degli uomini. <Tutti sanno che quando la Caccia Selvaggia compare ha bagliori verdi e bianchi, come i fuochi fatui che ci sono in cimitero sulle tombe dei morti da poco!>
<Vero>, ammise il narratore annuendo come uno che la sa lunga.
<Ascoltate>, li interruppe Viktor alzando le braccia. <È evidente che qui non stiamo venendo a capo di niente, queste sono solo storie inventate da chicchessia... Farei meglio a cercare il famoso eremita di cui ho sentito parlare perché, stando a quello che si dice, egli è stato rapito dalla Caccia e sicuramente la saprà lunga.>
<L'eremita?>, chiese l'oste. <Mio padre lo conosceva bene. Io pure l'ho visto una volta, quando ero giovane. Vive nella foresta, ma non ti sarà di grande aiuto, dai retta a me.>
<Per quale motivo?>, chiese Viktor.
<Perché è matto come un ciocco di legno!>, rispose un altro.
<Poveretto... Quel tipo è stato rapito dalla Caccia ed è riuscito a svignarsela da quel corteo di dannati.>
<Ma allora è vero? Non è un'altra sciocchezza inventata? Questo uomo ha visto la Caccia?>
<E chi lo sa>, rispose il narratore. <Posso dirti solo una cosa, cacciatore di streghe: chi vede la Caccia muore. Il mio amico, dopo la sua spiacevole vicenda, è stato trovato morto nel suo letto. Così, senza nessuna causa particolare. Stai attento, se non vuoi fare la stessa fine. Se questo tipo ha davvero visto la Caccia dovrebbe essere morto da un pezzo ma così non è stato.>
<Starò attento>, disse Viktor annuendo. <Ma ora ditemi dove trovare questo eremita. La Caccia è diretta verso sud e non posso tardare molto o rischio di non trovarla affatto.>
<Cacciatore di streghe...>, iniziò l'oste. <La Caccia Selvaggia è passata da queste parti, due notti fa. Quando ci siamo svegliati metà delle donne del nostro villaggio erano appese al soffitto, smembrate. I bambini sono stati trovati morti congelati, al fiume, e quasi tutto il nostro bestiame è stato macellato e lasciato marcire nella neve rossa di sangue. La Caccia è il male...>
<Dove si trova l'eremita?>, domandò ancora Viktor.
L'oste sospirò. <Nella foresta ad ovest, segui il sentiero fino alla roccia eretta con il simbolo della foglia. Giunto alla roccia, devia a est e continua tenendoti i monti sulla destra. Troverai la tana dell'eremita prima che cali il sole, se parti adesso.>
<Grazie molte>, rispose Viktor lasciando due monete sul bancone. <E grazie della storia, bevete alla salute del tuo amico>, concluse lanciando al narratore in erba tre monete di rame. Questo, sconvolto, si tolse il cappello, incapace di trovare le parole adatte, e quando finalmente riuscì a mormorare un “grazie” il cacciatore di streghe era già sparito e la porta venne richiusa dal vento.


Commenti

pubblicato il 14/12/2011 0.27.54
dany94, ha scritto: Mi ha divertito la serie di racconti che fanno nella taverna, molto autentica come scena :)
pubblicato il 14/12/2011 16.19.49
Viktor, ha scritto: Mi sono documentato bene :)
pubblicato il 14/12/2011 18.12.56
dany94, ha scritto: Hai fatto bene sì xD

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: