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lavoro pubblicato mercoledì 7 dicembre 2011
ultima lettura martedì 6 agosto 2019

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IX Legio -capitolo ventesimo-

di dany94. Letto 802 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Capitolo ventesimo La flotta si muove Confederazione di Solaria, settore Solaria XII C.Y. (Confederate Year) 16.714 -Alcune ore prima dell'in...

Capitolo ventesimo

La flotta si muove


Confederazione di Solaria, settore Solaria XII

C.Y. (Confederate Year) 16.714

-Alcune ore prima dell'inizio della Battaglia Dei Tre Vulcani-


Lo spazio: l'ultima frontiera che un popolo raggiunge nella sua storia prima di ritenersi capace di cambiare il proprio destino. Un oceano che vive e pulsa solo per quanti hanno il coraggio di affrontarlo a viso aperto, un luogo vasto e freddo, mortale per chiunque.


La CSS Astral aveva il ruolo di leadership della flotta posta a difesa di quel ottagono di spazio, nel quale rientravano Eon, le lune di Focault e la Fortezza Aegis. L'ammiraglio Shian era al comando e sua era la sacra missione di cacciare gli xeno dai cieli stellati.

L'aspetto standard delle navi della Confederate Fleet riportava alla memoria quello delle antiche portaerei di quando l'umanità, insediatesi sui mondi della Confederazione, non ricordavano come raggiungere lo spazio.

Il ricordo di un epoca passata, un frammento di quella immensa storia che era l'epopea della razza umana dalle caverne sino al dominare le stelle e lo spazio.


«Tutte le stazioni operative!», urlarono gli altoparlanti della nave.


Shian guardò negli occhi il suo colonnello, sull'attenti e pronto ad eseguire i suoi ordini. Con atteggiamento marziale, lei pretese: «Rapporto sullo stato della flotta: riepilogo navi, loro posizione e piani di volo.».

Il colonnello allungò la mano per attivare, dal tavolo tattico, una schermata olografica tridimensionale.

In tutto il Centro di Comando vi era un clima teso come la corda di un violino. Se qualcuno avesse schioccato le dita, l'aria avrebbe potuto perfino incendiarsi o esplodere.

L'indice del colonnello schiacciò il pulsante: l'aria sopra al tavolo tattico sfarfallò, quindi assunse un aspetto definito: in un ottagono di molte decine di migliaia chilometri, ovviamente in scala, erano contenute le icone delle navi della flotta in marcia verso l'alta orbita di Eon.

«La sua flotta è operativa al 100%. Contiamo una squadra di otto Valkyrie compresa questa, la Dreadghnout Onyx, cinque Leviathan e dodici navi di supporto e riparazione sul campo che ci seguono a duecentomila chilometri di distanza.».

Quattordici erano le navi da guerra prossime ad entrare in battaglia, seguite da dodici navi di supporto, i cosiddetti “cassoni”, che sarebbero entrati in scena appena i danni di un qualche vascello fossero stati troppo ingenti.

«Voglio che la flotta sia pronta a muoversi con la formazione “punta di Arial”, appena darò il comando.», disse l'ammiraglio prendendo una olo-penna e tracciando una serie di linee rette che da ogni nave si muovevano in avanti e ai lati, «Scommetto un milione di dracme che non utilizzeranno tutta la loro massa numerica per colpirci, devono fare sbarcare le truppe.».


Benché Eon fosse già stato invaso, le truppe aliene di stanza sul pianeta erano rimaste in poche. Sfibrate dalle molte battaglie combattute su di un suolo estraneo ed ostile, avevano un assoluto bisogno di rinforzi e di rifornimento per fortificare il continente settentrionale, caduto nelle loro mani durante i primi anni di battaglia

Ora l'inarrestabile avanzata arelliana si era bloccata sui Tre Vulcani, ed era lì che il colpo di martello confederato avrebbe dovuto calare con maggiore potenza.

La gente di Solaria aveva bisogno di una vittoria per tornare a credere in un esercito che, nonostante tutti i suoi sforzi, era riuscito a collezionare una imbarazzante serie di disfatte.


«Potremmo lanciare Gli haylus e gli irodayn...», disse il colonnello, «come una sola massiccia ondata e dividerla in due squadroni su questa linea», tracciò un solco con l'olo-penna, «uno squadrone andrà ad intercettare gli xeno e le loro navi da guerra, l'altro dovrà ripiegare verso la bassa orbita per colpire alle spalle i trasporti.».

«Pensa che funzionerà?».

«A Himalia's gates funzionò.».

«Però in quell'occasione eravamo contro i Lyrriani...».


CSS Astral

Hangar deck Alfa


«Attenti!», ordinò il CAG Neill Rayroth, scattando lui stesso, prima dei suoi piloti, in tale posizione.

Con un rumore secco e cadenzato, il Gruppo di Volo Rosso, Blu, Oro e Argento, ognuno composto da venti piloti, si mise sull'attenti. Gli stivali delle loro tute di volo, simili ad anfibi ma pensati per resistere egregiamente al vuoto dello spazio, colpirono nello stesso momento il freddo pavimento dell'hangar,

«Onore...alla bandiera!».

Due fanti di marina issarono la bandiera della Confederazione, e i suoi brillanti colori blu, oro e rosso illuminarono il volto dei piloti, stretti nell'attenti e nel tributare onore a quel vessillo.

«Piloti...», iniziò il CAG, lasciando la sua posizione all'ombra della bandiera issata dai due fanti di marina, ligi nelle loro uniformi grigio-verdi, «...quest'oggi daremo battaglia agli xeno invasori. Saremo in prima linea per colpire i loro caccia e le loro postazioni.».

Abbracciò con lo sguardo tutti e sessanta i piloti riuniti innanzi a lui.

«Credetemi se vi dico che non tutti faremo ritorno, ma credetemi anche se vi dico che...noi...oggi...annienteremo gli alieni! Spezzeremo la loro avanzata qui, nei cieli di Eon! Voglio che ogni mio pilota dia il massimo oggi! Ci vediamo dall'altra parte.».

La loro risposta, forte e rauca, si perse nel caos della nave che si apprestava ad entrare in battaglia.


«Postazioni di comando! Postazioni di comando! Stabilire condizione rossa in tutta la nave! Ripeto! Stabilire condizione rossa in tutta la nave!».

Le navi dell'Alleanza Ar'El erano emerse dal loro viaggio nei reami del'Iper-spazio, rallentando con i freni inerziali sino ad una velocità sub-luce. Il design inconsueto e apparentemente caotico delle loro navi, uno strano incrocio fra una roccia gigante dotata di ali da pipistrello e tentacoli di polpo, incuteva timore in quanti vi rivolgevano lo sguardo.

«Artiglierie pronte alla battaglia al mio comando!», esclamò Shian nel comunicatore globale, rivolta a tutta la flotta che, come un solo vascello, stavano assumendo la formazione d'intercettazione e di battaglia.

La flotta Alleata contava venti vascelli da guerra, sei in più rispetto a quelli Confederati, ma difettavano della possibilità di avere rinforzi immediati e inoltre dovevano sovraintendere allo sbarco delle truppe sul pianeta.

Sarebbe stata una battaglia impari, condotta in inferiorità numerica, ma fondamentale per le sorti della Grande Armata della Confederazione.


La CSS Astral modificò il proprio assetto, senza però fermare la propria avanzata, svirgolando lateralmente in modo da esporre il proprio fianco destro alle navi Alleate; i boccaporti delle batterie di cannoni mitragliatori a fuoco rapido si alzarono, rivelando oltre cinquecento bocche da fuoco che si allinearono con precisione millimetrica, puntando tramite gli avanzati sensori la prima delle navi aliene.

Le batterie principali, montate sopra allo scafo della nave da guerra, si alzarono dalle proprie postazioni corazzate e attraverso i propri organi di mira, inquadrarono nel bersaglio la stessa nave.

«A tutte le batterie: fuoco a volontà!», ordinò Shian, dettagliando i propri ordini mentre si portava, dalla postazioni comunicazioni al tavolo tattico: «Fuoco libero su bersaglio principale! Cannoni mitragliatori: passare a modalità intercettazione! Batterie principali: Warheads su bersaglio principale, fuoco cadenzato, tre colpi a secondo! Gli dèi ci assistano.».



La batterie principali della CSS Astral ruotarono il loro asse verso l'alto, inquadrando nei sistemi di mira una delle aberrazioni volanti dell'Alleanza. Con un boato privo di suono, dai cannoni binati sfrecciarono fuori le granate Warheads.

Scagliate ad altissima velocità contro le “ali” della nave aliena, si lasciarono alle spalle una scia di gas propellente ed una fiammata di energia dovuta alla super-accelerazione impressa a loro dalla camera di focalizzazione.

L'impatto fu terribile per la nave alleata: le granate sfondarono la corazza esterna e fecero il loro ingresso nei corridoi; rilevando di essere all'interno detonarono in tutta la loro potenza. Sbuffi di fuoco alti più di cento metri accompagnarono i frammenti di metallo che vennero scagliati in tutte le direzioni dall'impulso cinetico di quelle granate.

Sparando una salva di tre granate per bocca da fuoco, per un totale di otto cannoni binati posti sulla superficie esterna della nave, quarantotto granate da più di dieci tonnellate crollarono sulla nave aliena, spezzandone interi settori e disintegrando uno dei tentacoli.

Questo esplose con una violenza inaudita, sprizzando nello spazio circostante pezzi di caccia, strutture flessibili e personale di bordo che non aveva fatto in tempo a salire sugli Schyte.


Nello spazio non vi fu un solo suono, ma all'interno della nave da guerra aliena scoppiò il caos; l'equipaggio, in massima parte di Kraal e barmok, rimase scioccato dalla potenza delle cannonate, ma si riscosse e le squadre apposite si mossero per riparare i danni prodotti dai solariani.

Dagli altri tentacoli si librò in volo uno stormo di caccia Schyte, che pari a delle locuste mirarono alla CSS Astral.


«Signore!», esclamò l'ufficiale alle rilevazioni, «cinquantasei caccia su Apice-1 fronte destro-9!».

Shian controllò sullo schermo olografico la situazione della flotta, completamente spiegata e in massima parte già impegnata a cannoneggiarsi con gli alieni.

In pochi istanti lo spazio si era riempito delle scie dei missili e delle granate, i frammenti e i corpi fluttuavano senza controllo, e le atmosfere interne che si disperdevano subito avvampavano, illuminando l'oscurità siderale con bagliori di fuoco.

«Batterie AA: fuoco di sbarramento!», ordinò l'ammiraglio.

I cannoni mitragliatori, coadiuvati da decine di mitragliatrici ad impulsi guidati da droni-camera, scatenarono sui caccia uno sbarramento di fuoco che rendeva impossibile avvicinarsi.

«Lanciare i caccia!».



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