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lavoro pubblicato martedì 6 dicembre 2011
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

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Perché smetterò di fumare

di orwell. Letto 580 volte. Dallo scaffale Sogni

  Non so perché iniziai a fumare, credo non lo sappia nessun fumatore. Ricordo invece la mia prima sigaretta, ovvero la prima sigaretta dopo la quale divenni fumatore. Sì, perché la prima sigaretta non coincide obbligatoriamen...

Non so perché iniziai a fumare, credo non lo sappia nessun fumatore. Ricordo invece la mia prima sigaretta, ovvero la prima sigaretta dopo la quale divenni fumatore. Sì, perché la prima sigaretta non coincide obbligatoriamente con la prima tirata di fumo che si è fatta. Da bambino andavo con gli amici a raccogliere i mozziconi lasciati ancora accesi a terra, ma non furono quelle le mie prime sigarette. Per un fumatore la prima sigaretta è quella che per la prima volta ti fa assaporare il gusto del fumo, che ti fa amare quella sigaretta per la gestualità che porta l'atto di fumarla, che ti fa da iniziazione in quello che sarà il vizio più brutto della tua vita.

La mia prima sigaretta la fumai a 19 anni. Una sera chiesi una sigaretta a mio fratello, non so perché avevo voglia di fumare. Accesi la sigaretta. Diedi i primi tiri di fumo. Cavolo, la testa mi girava, stavo bene, mi sentivo rilassato, estraniato, mentre la nicotina mi avvisa che avrei avuto bisogno di lei per star bene. La fumai tutta e l'indomani mi comprai il mio primo pacchetto di sigarette. Dissi a me stesso:" fumerò al massimo due sigarette al giorno!" Il risultato fu che arrivai in poco tempo a superare le dieci sigarette in un giorno.

Dopo un poco no mi girò più la testa, il fumo sembrava non aver più nessun effetto estraniante sul mio corpo. Intanto, continuava a piacermi. Anzi, mi piaceva sempre di più.

Mi giustificavo con me stesso e con gli altri dicendo: " Amo la gestualità del fumo. Non ne posso più fare a meno". Ed era vero: amavo sentirmi la sigaretta tra le labbra. Amavo la fiamma dell'accendino che si avvicinava alla punta della sigaretta per dare l'inizio a tutto. Amavo il fumo che usciva dalla mia bocca.

La sigaretta per me era un rituale. C'erano situazioni che avrebbero perso di significato senza la solita sigaretta. Ero come obbligato da me stesso a fumare. Obbligo della sigaretta dopo il caffè. Obbligo di una o più sigarette da accompagnare ad una bevuta di birra con gli amici. Obbligo sigaretta durante la pausa studio, che io facevo praticamente ogni ora: considerando che le mie giornate di studio sono all'incirca di 6 0 7 ore , ciò vuol dire che mi fumavo 6 o 7 sigarette - ma anche di più - durante le mie ore di studio.

Ho deciso di smettere, dopo un anno e mezzo. L'ho deciso questa mattina, dopo aver fatto un sogno. Il sogno fu così:

Era una giornata nuvolosa ma decisi lo stesso di andare a passeggio. Camminando arrivai in ospedale. C'era gente malata ovunque: sinistra , destra, avanti, indietro, ma entrai lo stesso, infilandomi con forza tra le persone. Vidi da lontano dei medici che guardavano delle lastre e lì decisi di fermarmi. Erano delle radiografie, ma non riuscivo a capire di quale parte del corpo.

"Ah, sei qui povero ragazzo" mi parlo così uno dei tre dottori. " Abbiamo i risultati delle radiografie. Purtroppo non danno delle belle notizie".

"Cosa c'è che non va?" chiesi stupito.

"Il tumore sembra maligno, sarà difficile sconfiggerlo"

"Come? Un tumore? Di Cos cosa state parlando?"

"Sì ragazzo , un tumore" disse. "Sei un fumatore no?...Guarda questa macchia suo polmoni è tipica dei fumatori".

"Ma io sono ancora giovane" dissi.

Il medico accennò un sorriso e mi disse:" significa che devi aver fumato molto intensamente".

Qui mi svegliai, sudato fradicio. Avevo le gambe che mi tremavano. Mi alzai e gettai il mio pacchetto di sigarette nella spazzatura.



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