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lavoro pubblicato martedì 6 dicembre 2011
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

"Femme-mannequin"

di ValeriaeAndrea. Letto 902 volte. Dallo scaffale Pulp

Una notte qualsiasi, una tra le tante.Tutte sempre uguali.Le solite vie del centro,con i semafori ormai ad intermittenza, l'aria gelida e le vetrine dei negozi illuminati, pronti ad incantare un invisibile pubblico.Nel tempo immobile, un uomo cammina, .....

Una notte qualsiasi, una tra le tante.
Tutte sempre uguali.
Le solite vie del centro,con i semafori ormai ad intermittenza, l'aria gelida e le vetrine dei negozi illuminati, pronti ad incantare un invisibile pubblico.

Nel tempo immobile, un uomo cammina, fumando.
Lei è là, che lo attende, come tutte le notti, nella sua immobile bellezza, perchè Lei non "è", Lei non piange mai, Lei non chiede nulla.
Lei è un manichino.
Lei è la "donna ideale" di quell'uomo, Lei è un pezzo di plastica insinuato nel suo cervello.

Quel rituale,una notte si infranse nella vetrina vuota, spenta.
Un tuffo al cuore dell'uomo.
Riflessi nel cristallo buio,vide la testa,il torso e le gambe del suo "amore" che giacevano nel cassonetto, alle sue spalle.
Gettò via la sigaretta e subito iniziò, con affanno, a recuperare i resti di Lei, dall'immondizia.
Ebbe un gran cercare ma non trovò più le sue braccia.
Cercò nei cassonetti vicini, in quelli delle vie limitrofe ma erano sparite.
Verso l'alba, se ne fece una ragione, recuperò un sacco nero e con i pezzi rimasti, tornò a casa.
A lavoro ultimato, quella mutilata figura, era per lui la massima espressione di femminilità.
Nessun'altra donna avrebbe potuto sostituirla.

Passarono settimane, forse mesi.
Lui era felice, Lei non aveva mani per toccarlo e voce per chiamarlo.
Lei non turbava la quiete malata della sua casa.

In un giorno qualsiasi,camminando verso casa, gli si palesò la realtà.
Una donna in carne ed ossa, la copia vivente della sua femmina mutilata, era propio lì davanti a lui.
In preda alla più profonda angoscia, corse alla sua abitazione, entrò e richiuse la porta dell'appartamento alle sue spalle, ansimando.
Lei era lì, immobile che lo fissava, come sempre.
Si fermò.
Chiuse gli occhi.
Li riaprì di scatto e trasalì!
Aveva recepito un battito delle ciglia finte del manichino.
Non ci volle credere.
Richiuse gli occhi, li riaprì e di nuovo le palpebre di Lei si chiusero e si aprirono.
In quell'istante il suo mondo si disintegrò.
In un impeto inarrestabile di ira, scaraventò a terra il manichino, smembrando con una furia impensabile, quella figura così tanto idealizzata.

Si calmò, prese un sacco nero,di quelli condominiali, vi infilò dentro i pezzi del manichino, scese le scale e lo gettò in un cassonetto, pensando che, in fondo, di assassini impuniti era pieno il mondo.
[Foto by Valeria]
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Commenti

pubblicato il 06/12/2011 5.17.57
ValeriaeAndrea, ha scritto: Ci scusiamo per l'impaginazione, porremo rimedio quanto prima. Valeria

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