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lavoro pubblicato sabato 26 novembre 2011
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il geniale idiota. cap10(1)

di DavidAmes. Letto 432 volte. Dallo scaffale Generico

Essere svegliati nel cuore della notte dopo che si è andati a dormire scappando da un maledetto ciccione che avrebbe voluto fare del tuo buco del culo una galleria per i treni ad alta velocità non fu una cosa divertente. Mi strofinai gli ...

Essere svegliati nel cuore della notte dopo che si è andati a dormire scappando da un maledetto ciccione che avrebbe voluto fare del tuo buco del culo una galleria per i treni ad alta velocità non fu una cosa divertente.

Mi strofinai gli occhi come per svegliarmi, mi asciugai la bava che colava dondolando dal mio labbro inferiore, presi il telefono e ci misi qualche secondo a far uscire la mia voce dal mondo dei defunti.

Avete presente la voce che si ha appena svegli? Un misto tra la voce del doppiatore di Bud Spencer e il rumore delle vecchie Fiat Ritmo all'accensione, ecco quella era la mia voce in quel momento.

«Pronto, amico scrittore ci sei?» la voce che iniziò a parlarmi dal microfono del mio apparecchio telefonico era piuttosto caratterizzata da un cadenzare piuttosto lento e da uno spiccato accento napoletano.

«Pronto si, ci sono, ma chi sei che rompi i coglioni a quest'ora?» rispose il Bud Spencer che abitava nella mia glottide.

«Sono colui che renderà la tua vita meravigliosa, il regista, Irina mi ha detto che mi hai cercato»

«Irina? Ah Ivan Draco che prima ha risposto al telefono?»

«Ahah, mi sei simpatico amico, se domani vuoi, possiamo parlare del film, ora devo staccare, vieni alle quattro al bar De Stefano vicino l'ospedale, ora ti saluto, hasta la vista baby.»

Non mi diede neanche il tempo di rispondere, attaccò il telefono lasciandomi in piedi davanti al telefono e, in realtà, ci rimasi un bel po', non riuscivo a comprendere che tipo di personaggio potesse salutare le persone con una frase presa da Terminator, uno dei film più megalomanicamente stupidi degli ultimi venti anni.

Non sapevo se ero di fronte ad genio o ad un cretino, tutto era molto strano, cercai di non pensarci, tornai a letto, mi addormentai.

Otto, faccio tardi, nelle fretta sbatto il mignolo sul comodino di fianco al letto, bestemmio, niente calzini puliti, sono costretto a prenderne un paio al gorgonzola del giorno prima, mi lavo buttando tutto il sapone che trovo addosso e tutto in una volta, esco senza sciacquare bene i capelli che resteranno piuttosto appiccicaticci, mi vesto, corro a prendere il tram.

Questa è la formula perfetta della mia mattinata tipo, quel lunedì mattina invece fu completamente diverso, non avevo dormito tutta la notte, la luna tra le finestra aveva illuminato la mia notte insonne ed angosciata dalla chiamate di Enzo.

Ero nuovamente indeciso sul da farsi, ma alla fine decisi di andare all'appuntamento, prima però dovevo andare in libreria, per una volta non avevo fatto tardi, quindi ebbi tutta la calma per lavarmi e vestirmi con cura.

Decisi di darmi un look da intellettuale in modo tale che Enzo, che dalla voce mi era parso un artista assolutamente sui generiis, mi avesse potuto vedere come un suo simile.

La maglietta dei Led Zeppelin faceva bella mostra sotto la mia giacca di pelle il jeans scolorito cadeva sulle Converse usurate. Avrei giurato che se Saughelli mi avesse visto quella mattina avrebbe sfoggiato tutte le sue stronzate per convincermi a passare all'altra sponda insieme a lui.

L'apertura della libreria era alle 9.30 così ebbi anche il tempo di caricare sul mio computer portatile una serie di scritti che avevo pubblicato sul mio blog, li avrei tirati fuori come asso nella manica appena fossi andato in difficoltà con il regista.

Alla libreria, una volta arrivato, mi guardarono tutti in modo torvo, probabilmente per la mia strana divisa, non me ne fregava, in poche ore sarei andato ad incontrare un regista che voleva affidarmi una sceneggiatura per quello che doveva essere sicuramente un film impegnato.



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