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lavoro pubblicato sabato 26 novembre 2011
ultima lettura giovedì 14 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Uomini e Parole

di VentoDiFoglie. Letto 471 volte. Dallo scaffale Pensieri

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Tra i due regni vi erano sempre stati ottimi rapporti. Nessuno poteva vivere senza l’altro. Da una parte il regno delle parole e dall’altra quello degli uomini. Questi ultimi, hanno sempre cercato e sempre hanno avuto il sostegno delle prime, le quali si prestavano ai loro alleati per permettere la comunicazione. Le parole, a loro volta, avevano grande rispetto per gli uomini perché nel regno umano avevano dimora le loro divinità: Parola, Voce, Scrittura e Silenzio. Queste si sono sempre dimostrate grandi amanti degli uomini tanto che un giorno ma molto tempo fa, una di esse, Parola, decise di diventare uomo.

Le vicende che stiamo per narrare si svolsero quando sul trono del regno delle parole sedeva Eleganza. A quel tempo tutte le parole avevano classe. Tutti i sudditi in un certo senso si adeguavano alla loro regina. I vari sodalizi non erano casuali, ma non si deve credere che fossero prestabiliti. Semplicemente era Stile a celebrare tutte le nozze e, si sa, Stile è sposo di Estetica. Un’unione ben riuscita considerando l’eccezionale discendenza che ne ha fatto seguito: Bellezza, Grazia e Splendore. Gli uomini, di conseguenza, si esprimevano così come Eleganza, senza imposizioni, esigeva. Ecco perché chi si addormentava, in realtà, cadeva “tra le braccia di Morfeo” e chi dormiva ormai sonni quieti, non giaceva su un letto ma era “tornato da Madre Terra”. La parola Dio, ad esempio, era diffusa, certo, e si distingueva il suo carattere aristocratico perché conservava la lettera maiuscola, ma solo con regina Eleganza un rappresentante del regno degli uomini poté dire di Dio: l’Amor che move il sole e l’altre stelle. Eleganza fu molto felice di vedersi così rispecchiata in questi termini e anche Parola ne fu molto grata. Chiaramente c’erano sudditi che non apprezzavano il governo di Eleganza, ma non c’era una vera e propria opposizione. Anche perché Pudore si recò, accompagnato da Civiltà e Lealtà, dalle parole ribelli riunite in gruppi, i Turpi.Loqui, per spiegare loro che Esilio, ministro degli esteri, non aveva mai annunciato la necessità di un loro allontanamento dal regno. In diversi casi, anche le parole che non facevano parte della classe degli eleganti, si dimostravano utili agli uomini. L’unica regola che dovevano rispettare era quella di essere sempre accompagnate nei discorsi degli umani da Contesto, parola di animo gentile, in grado di dare sempre risposte alle parole che si trovavano insieme e non sapevano perché. Ma Confusione, che aveva deciso di guidare i gruppi dei Turpi.Loqui, sebbene non ne facesse parte, non sembrò essere soddisfatta delle rassicurazioni di Pudore. Confusione non era una parola cattiva ma da sempre amava fare giochetti poco simpatici con le sue simili e per questo veniva spesso allontanata. Strinse così un’amicizia con Falsità, Disprezzo e Ipocrisia e insieme si misero alla guida delle parole ribelli. L’obiettivo di Confusione era quello di allontanare Eleganza dal trono e, chissà, magari prendere il suo posto. A tal proposito, cominciò a stuzzicare gli uomini, che non erano né tutti santi né tutti poeti e molti di loro presto caddero nella trappola di Confusione. La scelta delle parole dei loro discorsi fu sempre più diretta da Ipocrisia, in alcuni casi erano Falsità e Disprezzo che più esplicitamente intervenivano nelle scelte umane. I Turpi.Loqui divennero sempre più potenti dopo l’alleanza con gli uomini, o meglio, con una loro parte. Purezza, della quale si temeva la sorte, fu chiusa in una torre con Sicurezza che faceva da guardia. I tempi cominciarono a cambiare inesorabilmente. Più gli uomini sceglievano nei loro discorsi le parole ribelli senza più fare appello a Contesto, che ben presto sarebbe stato cacciato da entrambe i regni e relegato nella contea di Memoria, più le parole ribelli diventavano forti e con Terrore facevano stragi nel loro stesso regno. Fu in queste circostanze che Confusione decise di usare la sua carta vincente: il colpo di stato. Era questa una tecnica che aveva appreso dagli uomini e che le permise, con l’aiuto di Forza, di cacciare per sempre Eleganza. Confusione, con in testa la corona forgiata da Potere, diede inizio al suo regno malefico. Le parole fedeli ad Eleganza erano terrorizzate. Tempo, cominciò presto a scappare per il regno inseguito da Paura. A correre insieme con lui c’era Follia che, dopo il colpo di stato di Confusione, aveva irrimediabilmente litigato con Genio. Anche nel regno degli umani la situazione fu stravolta. Gli alleati delle parole rivoluzionarie divennero sempre più numerosi e parallelamente diminuirono i poeti, con grande rammarico delle divinità paroliane. Si creò un circolo vizioso terribile e soffocante. Le parole appartenenti alla classe degli eleganti furono malamente perseguitate e i discorsi degli uomini si fecero sempre più crudeli o menzogneri. Persino Vuoto, generale di una delle armate più temibili di Confusione, cominciò a comandare i discorsi umani.

I nuovi nati nel regno degli uomini non seppero mai del regno di Eleganza e comunicavano con i discorsi per loro preparati dai seguaci di Confusione. I più anziani, coloro che ancora ricordavano i periodi idilliaci del regno ormai distrutto dovettero adeguarsi e cercarono di evitare almeno i discorsi allestiti da Vuoto. Ma i poeti, i poeti la cui anima era stata eccezionalmente toccata dalle quattro divinità delle parole, si nascosero nella dimora di Sofferenza a pochi passi da quella di Morte (la quale, nonostante le offerte e adulazioni di Confusione, restò fedele ad Eleganza). Da quel luogo nascosto chiesero aiuto ai loro numi tutelari. Parola, Voce, Scrittura e Silenzio, ascoltarono le preghiere dei loro protetti. I poeti divennero afoni e sordi.

Intanto, in quel regno dove un tempo Luce non si stancava mai di brillare, tutto veniva raso al suolo; mentre Confusione soddisfatta ammirava con risata sardonica lo scenario orrendo che si dispiegava sotto i suoi occhi, Rumore, un demone risvegliato dal suo torpore, distruggeva tutto ciò che incontrava. Musica che, terrorizzata, stringeva nella sua mano la mano di Pausa, si era nascosta in un angolo sperduto del regno. Bellezza era stata sfigurata senza alcun ritegno. Legalità, un tempo ambasciatrice presso gli uomini, fu messa al rogo. Gioia, Allegria, Sorriso, Spensieratezza, Ingenuità, Speranza e tante altre furono costrette a indossare tuniche nere, d’altronde Colore era riuscito a scappare rifugiandosi nei fiori del regno degli uomini. Giustizia, dopo essere stata beffeggiata e denigrata, fu arrestata e chiusa in una strana prigione: un libro chiuso da un lucchetto e nascosto nel regno umano. E quando persino Verità specchiandosi non vide che l’immagine di Falsità che la fissava sogghignando, segno che ormai tutto era stato stravolto, a quel punto…a quel punto intervenne Silenzio.



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