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lavoro pubblicato venerdì 11 novembre 2011
ultima lettura venerdì 16 agosto 2019

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Faith McKnight - Oltre il velo - part XI

di SarahJenniferRobin. Letto 485 volte. Dallo scaffale Fantasia

- Oh, Soygosh! Le hai fatto molto male, povera bambina! - - Non farla tanto lunga, Aamal! Lo sai che gli umani sono resistenti - - Sì ma lei è...- - Ehi! Attenta! Spostati! - ..

le due creature che stavano gironzolando attorno al corpo della bambina, erano agitatissime: i loro gesti erano febbrili e tremolanti e parlottavano fitto fitto tra loro.

I due erano alti quanto il palmo di un uomo ed erano particolarmente muscolosi. Tuttavia, erano dotati di una grazia eccezionale. Ciò che incuriosiva di più, era la sostanza di cui erano fatti. Era una specie di vapore particolarmente denso...no, era come una gelatina, o forse... Di qualunque cosa fossero fatti, qualunque fosse la strana materia che li componeva, era semplicemente meravigliosa: racchiudeva in sé tutti i colori della radura in quel momento della notte, dal verde scuro al verdino fresco dell'erbetta; il colore dell'ombra e dei tronchi scuri; l'argento della luce lunare... Guardandoli, trasmettevano un incredibile senso di profonda conoscenza, di infinita saggezza e forza. Tuttavia, si potevano scorgere anche dolore e mortificazione mentre guardavano quella bambina dall'aspetto fragile che giaceva per terra a causa loro. Si poteva benissimo vedere in modo fisico e concreto il fatto che loro erano profondamente dispiaciuti. Questo succedeva perché loro erano i grandi ed eterni custodi della Foresta di North, le creature più antiche e magiche del nord. Erano parenti dei folletti della Foresta di Dean e discendenti degli spiriti del Nord Antico ed erano a conoscenza dei più grandi misteri. Sapevano ciò che gli uomini nemmeno immaginavano e avevano sentimenti profondi e puri. Racchiudevano dentro di loro così tanta magia, la più potente di tutte, che ogni atomo di loro reagiva con incredibile energia ai loro stati d'animo. Ma non bisogna pensare a questo loro potere associandolo a ridicoli incantesimi e pozioni melmose, ma ad un qualcosa di molto più grande.

Comunque, i due Mugosh Aamal e Soygosh, si agitarono ancora di più, perché la piccola Faith cominciava a svegliarsi...

I signori McKnight erano rimasti per qualche minuto sulla soglia di casa, sperando che la bambina tornasse indietro. Ma la figura pallida e impaurita non si scorgeva più, così il signor Arthur aveva preso per un braccio la moglie e l'aveva riportata dentro al caldo.

- Arthur - sussurrò la signora Temperance mentre sorgeggiava del té caldo - Davvero non possiamo fare niente? -

- No, ormai non possiamo più intervenire. Quello che Loro avevano predetto si è finalmente realizzato -

- M-ma non doveva succedere adesso! Faith è troppo piccola, la sua missione troppo misteriosa e tremenda! Oh, Arthur, ti prego! A costo di... -

- No! - urlò l'uomo. Lei rimase immobile e attonita: non l'aveva mai sentito urlare in quel modo. Gli occhi gli brillavano, e ogni sua parola era appasionata e piena di forza.

- Dobbiamo rimanere qui, nell'attesa che Loro ci chiamino-.

A quel punto, la donna balzò su dalla poltrona e abbracciò il marito. Lo strinse con tutte le sue forze, come se non lo avesse voluto lasciare mai più.

- La Chiamata avverrà presto, vero? -

- Sì cara -

- Quando saremo lì la rivedremo ancora? E le potremo spiegare tutto? L'abbraccerò con tutte le mie forze e le dirò che l'ho sempre amata con tutto il cuore e le spiegherò... le spiegherò tutto quanto... -

Poi si volsero verso la finestra e guardarono per l'ultima volta la luna che inondava ogni cosa della sua luce argentata.



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