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lavoro pubblicato giovedì 10 novembre 2011
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IX Legio -capitolo nono-

di dany94. Letto 676 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Capitolo nono: I nuovi Mikeal scese dalla rampa con il COTV-M4 tenuto sottobraccio e l'elmetto ben calato in testa. Si sentiva ancora un po...

Capitolo nono:

I nuovi


Mikeal scese dalla rampa con il COTV-M4 tenuto sottobraccio e l'elmetto ben calato in testa. Si sentiva ancora un po' goffo a camminare con il cinturone pieno di equipaggiamenti indispensabili come i caricatori, la borraccia, un paio di granate e le razioni. Lo zaino che aveva sulle spalle, d'altro canto, era pieno a sua volta, e fissato alla corazza pettorale con delle cinghie evitava di rimbalzare ad ogni passo.

L'impatto visivo con la realtà di un altro pianeta fu, nonostante l'addestramento, durissimo per lui.

Nell'aria non c'era neve, il cielo era sgombro da quel genere di nuvole, e un sole brillava nel cielo con la forza di migliaia di lampade. Si schermò gli occhi con la mano, facendo una smorfia di fastidio nel venire abbagliato praticamente per la prima volta nella sua vita.

Si trovava a migliaia di anni luce da casa, sotto la sferza di un vento secco e caldo, armato ed addestrato come un fante dell'esercito della Confederazione: finalmente poteva fare qualcosa per vendicare i morti di Vama. Si sentiva prudere le mani.


«Granata!», urlò un Teschio seduto su di una cassa di legno, con le gambe penzoloni e la giacca da trincea sbottonata. Lui e tutti i suoi compagni, una squadra di sette elementi, scoppiarono a ridere nel vedere i soldati appena sbarcati gettarsi a terra, metà ancora sulla rampa, e guardarsi attorno allarmati dal suo grido.

«Ahahahah! Guarda, Adalwin: carne in scatola fresca fresca!», il Teschio, sergente granatiere Conrad, rise sguaiatamente davanti all'ingenuità dei fantaccini appena sbarcati dalla navetta.

Adalwin prese l'accendino tipo zippo dalla tasca della giacca e lo aprì con un gesto secco, facendo divampare la piccola fiammella blu. Accese la sigaretta di marca “King's Landing” e inspirò, sentendo il fumo scavarsi la propria strada nella sua gola.

«Non ci siamo...altre meraviglie delle sei settimane.».


I Teschi erano fanteria specializzata in assalti sanguinosi alla baionetta, con una grande esperienza nella guerra di trincea. Venivano dal pianeta Sepheria, uno dei mondi confederati più prosperi, e i loro metodi di addestramento erano brutali quanto efficaci. I fanti di linea come Mikeal erano addestrati il minimo indispensabile, e per questo, agli occhi dei Teschi erano tutti degli incompetenti.

La loro divisa era tinta di grigio verde, a differenza di quelle di altri corpi. Una tonalità scura e volutamente così cupa per il loro ruolo di apri-piste negli assalti. La propaganda aveva reso gli attacchi dei Teschi come “eroiche cariche contro il nemico alieno”, quando queste, in realtà, erano corse contro la morte.

Sopra alla divisa indossavano un ormai famosissimo trench coat blu, lungo dalle spalle fino agli schinieri a protezione degli anfibi neri. Sopra a questo trench loro portavano la piastra pettorale e gli spallacci, in lega di carbonium oscurata per non farla vedere alla luce dei satelliti naturali. Stretto in vita stava il cinturone con le giberne e le granate.

Erano infatti dotati di un numero extra di bombe a mano per farsi strada nelle trincee nemiche. Il fucile d'assalto che utilizzava, un modello ad energia laser, era pensato per sparare raffiche veloci a corto e medio raggio.


Il loro nome, Teschi, era dovuto al particolare elmo con annessa maschera antigas che portavano quando andavano in battaglia. Ricordava l'aspetto frontale di un cranio umano, con le orbite per gli occhi tinte di rosso e il simbolo del reparto inciso sulla piastra pettorale: un teschio ghignante che stringeva fra i denti una bomba a mano.

I reggimenti di Teschi contavano ognuno 10.000 unità divise in 10 battaglioni da mille soldati, che operavano in congiunzione per sferrare attacchi feroci e ben mirati.

Il fatto che venissero usati su corte distanze e nelle trincee faceva sì che salvo artiglierie pesanti e pochi blindati leggeri non avessero veicoli.


Conrad ticchettò con le dita sul suo elmetto “stahlhelm”, guardando al contempo i fanti di prima linea che dopo il momento di terrore si stavano riorganizzando, a testa bassa e con i fucili in spalla. Al di là delle battute, quelli erano cadaveri ambulanti, con un addestramento minimo rispetto al loro...o a quello di qualunque altro corpo militare.

«Nein, wir haben nicht...», commentò il sergente dei granatieri, spostando l'elmetto dalla sua destra alla sua sinistra. Adalwin inarcò un sopracciglio e abbassò la sigaretta, ormai a metà.

«Dire che non ci siamo è poco...quanto pensi che dureranno?».

Linda setacciò la tasca interna della sua giacca e posò sulla cassa tre sigarette “King's landing”, dicendo: «Mh...facciamo due giorni?».

«Solo tre sigarette?», Adalwin guardò il modesto premio in palio, poi ne posò tre delle sue, «Andiamo, punto anche io due giorni.».

Conrad prese il portasigarette in metallo e lo sganciò dal cinturone. Sollevata la linguetta, prese tre sigarette e le buttò assieme alle altre. «Sono praticamente le ultime che ho, soldaten», i due granatieri lo guardarono per un momento, basiti da quella notizia.

«Ho perso una gara con il cecchino! Quell'Hans è un tiratore scelto da paura.».

«Va bene...chi vince prende tutto.».



Axera passò in rassegna il plotone, guardando i coscritti con aria critica.

«Muoversi, lavativi! Al magazzino! Andate al magazzino! Il numero 3, sulla destra! Muoversi! Muoversi!»; il quadrato formato dai cinquanta fanti si mise sull'attenti, cercando di ignorare la vergogna che sentivano su di loro dopo la pessima figura della granata. «Capisquadra! Caporali! Conducete i vostri soldati al magazzino!».


«Soldati, con me!», il caporale Adrian fece un cenno con la propria carabina d'assalto, dando l'ordine alla sua squadra, nella quale rientravano anche Mikeal e Antonio, il soldato che con il suo irrispettoso commento sul tenente si era guadagnato i doppi turni in trincea.

Antonio affiancò Mikeal, che disse: «Lo sai che sei un genio?».

«Lingua lunga? Non me ne parlare.».

«Beh...sono Mikeal. Mikeal Wels.».

«Antonio. Antonio Carani.».


Mikeal si slacciò l'elmetto e se lo pose sottobraccio, continuando ad avanzare assieme ai suoi compagni di plotone. Si guardò attorno meravigliato dall'ambiente in cui era finito. Il lontano grido di un aquila lo fece scattare; cercò nel cielo la fonte del suono senza trovarla, e si schermò ancora con la mano dei raggi del sole.

Il cielo, coronato da due lune gemelle e da un lontano gigante gassoso che adornava di arancione l'immensità del cielo, era la cosa più strana che lui avesse mai visto.

Podcast del dottor D:

Questo capitolo ha richiesto più tempo, per un risultato un po' modesto. è un capitolo di transito, ed è il primo senza colonna sonora perché non ho trovato niente xD

i granatieri Teschi sono inspirati ai fanti della prima guerra mondiale, specialmente a quelli tedeschi (lo stahlhelm è l'elmetto tipico dei fanti tedeschi della seconda guerra mondiale) mentre i trench coat sono proprio le giacche da trincea.

Conrad e i suoi granatieri parlano tedesco



Commenti

pubblicato il 12/11/2011 10.35.15
mistero, ha scritto: Questi teschi, sono equivalenti degli "Arditi" della prima guerra mondiale...
pubblicato il 12/11/2011 10.49.09
dany94, ha scritto: il ruolo è il medesimo, apripiste che devono sgomberare la strada alla fanteria di linea (i fantaccini). i Teschi sono più addestrati, meglio equipaggiati rispetto ai compagni e sono meno numerosi. li arruolano in genere da Sepheria, ma possono prenderli anche da altri mondi, anche se i migliori vengono da questo pianeta molto teutonico dove è nato come corpo...

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