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lavoro pubblicato giovedì 10 novembre 2011
ultima lettura domenica 13 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La mente di Alessandro.

di elisa55. Letto 658 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il ragazzo, seduto in modo estremamente comodo davanti al compiuter, guardava con occhi sognanti ed attentissimi, la serie di dati e numeri che in ...

Il ragazzo, seduto in modo estremamente comodo davanti al compiuter, guardava con occhi sognanti ed attentissimi, la serie di dati e numeri che in maniera impressionante riempivano lo schermo .Per lui quella stanza con un comunissimo compiuter al centro, aveva lo stesso valore di una chiesa. Li’ poteva esprimere tutte le sue potenzialita’. Li’ la mente poteva vagare tra gli spazi infiniti del cosmo, tra le meraviglie della fisica, o tra alchimie inimmaginabili. I numeri per lui, o meglio per la sua intelligenza, non avevano segreti, e vederli scorrere nitidamente davanti agli occhi, ordinati e chiarissimi, nei loro piu’ profondi e oscuri significati, era un godimento spirituale che soltanto i santi , gli asceti, o i visionari provavano all’apparire di Cristo, di Budda o di qualsiasi cosa in cui credevano. Lui non era religioso, non pensava a Dio, la sua notevolissima intelligenza non riusciva a spiegarselo, ma credeva fermamente nelle possibilita’ della mente.Per lui era il suo cervello, la capacita’ di coordinarne le conoscenze, la vera religione. Il resto nulla. Soltanto favole per ragazzini fanatici.Magari Dio c’era da qualche parte, ma forse qualcosa era andato storto, altrimenti come spiegare questa difficolta’ che lui Alessandro, provava nel comunicare con gli altri.
‘’Balle’’penso’’Le solite balle che mi invento quando sono un po’ stanco.’’
Entro’ la madre, lui adorava quella donnetta piccola piccola, tutta bianca dai capelli alle scarpe. Era dolcissima. Non vivevano in simbiosi soltanto perche’ lui non voleva una completa dipendenza da quella piccola donna. Ma le doveva tutto, e nutriva il suo silenzio denso di studio con un affetto infinito per la madre.
‘’Alessandro guarda chi e’ venuto da te oggi’’..
Erano i suoi amici. Tre ragazzi e una ragazza. Loro venivano spesso a trovarlo. Gli sarebbe anche piaciuto uscire con loro, e mangiare una pizza tutti insieme, ma non sapeva proprio come fare, era cosi’ occupato in quel periodo. Giulia, la ragazza era bellissima, almeno ai suoi occhi., e poi era intelligente, studiava matematica, e faceva anche volontariato con i meno fortunati. Stupenda, dolcissima. Giulia si avvicino’ ad Alessandro e gli sfioro’ le labbra, la fronte con un bacio. Era tiepida e profumata, se avesse potuto l’avrebbe abbracciata, anzi no baciata li’ davanti a tutti. Chissa’ quale sarebbe stata la reazione della ragazza, e degli altri. Ridacchio’ tra se’. Quelli se ne accorsero.
‘’Perche’ridi?’’chiese Giulia
‘’Sei bellissima’’La scritta apparve improvvisa sullo schermo del compiuter, insieme ad un ritratto di lei che aveva realizzato soltanto la sera prima.
‘’UUU’’fecero gli altri.
‘’Tu parli pochissimo, ma riesci sempre a sorprendermi’’rispose Giulia, stampandogli un bacio sulle labbra.
‘’Accidenti a te, quasi quasi comincio a credere che ti interesso.Magari in futuro quando tutti mi capiranno….’’e Alessandro affondo’con un sospiro nel suo stupendo pensiero. Gli amici rimasero ancora e poi se ne andarono, e lui si accinse ad affrontare una lunga notte insonne, in compagnia delle cifre ballerine che da qualche tempo lo attraevano, e che provenivano da un altro compiuter. Lontanissimo, sconosciuto a molti, inviolabile. Che divertimento lavorarci , sentirlo rispondere al richiamo della sua mente, vederlo piegarsi, ubbidire come un bravo robot ai suoi ordini. Obbligarlo a fare esattamente cio’ che lui voleva. E mentre elaborava dati, dava istruzioni, piegava l’intelligenza artificiale di quel remoto amico, Alessandro ridacchiava tra se’, avrebbe anche fischiettato, se solo avesse potuto, ma era notte e certi lavori meglio farli in silenzio.
La mattina si sveglio’ tra le braccia dei raggi di sole che lo cullavano dolcemente. Si sentiva benissimo, aveva finalmente concluso il gioco con quella lontana intelligenza , ed ora voleva vedere cosa sarebbe accaduto. Arrivo’ la madre con colazione e tutto il resto, ma lui rifiuto’ decisamente, e subito si collego’ alla rete.In essa e nel mondo era il panico, il caos. Il prototipo, l’unico vero cervello elettronico che faceva funzionare la terra, gli stati, che permetteva anche le piu’ piccole comunicazioni, che metteva in contatto i grandi della terra, che veniva usato per fare e disfare l’economia, la politica, la pace, la vita sulla terra, era andato in tilt. Aveva aperto i suoi archivi ai pacifisti. Aveva svelato ai media i piani piu’ segreti di distruzione, creazione, aggregazione, pacificazione, dissolvimento di grandi e piccoli poteri economici e politici. Quel compiuter aveva indicato i piu’ grandi poteri economici come i disgraziati, incoscienti, assassini del genere umano e della terra. Aveva svelato le trame segrete tra ambientalisti e grandi capitali,poteri statali e sovversione. Le notizie e le smentite si rincorrevano sulla rete e sui media. E lui, Alessandro, si divertiva nel vedere finalmente raccontate quelle storie di potenti, tanto assurde e raccapriccianti da fargli decidere di portarle davanti agli occhi di tutti.
Ci era riuscito, ora doveva soltanto aspettare che lo scoprissero e gli dessero la giusta pena per quello che aveva fatto.
Lo scoprirono. Quelli dei servizi segreti di un centinaio di stati e statarelli, lo vennero a prendere in una bella mattinata di pioggia. La sua mamma li ascoltava incredula,mentre quelli nell’altra stanza le sciorinavano capi d’accusa,che se comprovati, lo avrebbero fatto sparire per l’eternita’.
Entrarono nel suo studio, decisi a portarselo via malgrado le proteste di sua madre e degli amici.C’era anche Giulia a protestare, urlare, difenderlo.
‘’Accidenti a tutti gli agenti segreti del mondo’’, che faccia la loro quando lo videro.Loro omoni e omini grandi e piccoli, com braccia, gambe, pistole, fucilini e chissa’ cos’altro. Lui Alessandro, rattrappito, con le mani completamente distorte e incapaci di alcuna presa. Le gambe, steli di fiori inutilizzabili. Il viso fermo in una smorfia semiebete, la bocca perennemente contratta in un mezzo sorriso. Gli occhi, quelli, fissi, vivi, accusatori.Tacquero tutti, rimasero a contemplarlo. Annichiliti, incapaci. Basto’ perche’ le proteste di madre e amici prima, attivisti e mass media dopo, facessero presa sui mastini pronti ad arrestarlo.Dopo un giorno di schiamazzi, proteste in tutto il mondo in difesa di Alessandro, scontri di piazza, interviste ad illustri scienziati, si decise che lui non poteva aver causato quel caos. Impossibile. Lui era troppo disabile per riuscire. E la caccia allo sconosciuto manipolatore del compiuter ricomincio’.
Alessandro torno’ nell’anonimato, alla vita di sempre, con madre e quegli amici che lo andavano a trovare.Anche Giulia andava sempre da lui, di notte.Naturalmente non per fare l’amore. Soltanto per aiutarlo a ricercare e rielaborare dati vecchi e nuovi,ora trasferiti dal vecchio ad un nuovo compiuter sofisticatissimo e segretissimo.A volte Giulia e Alessandro si soffermavano anche ad ammirare galassie e supernovae appena esplose. Magari Giulia, mentre la stanza si riempiva delle ombre di qualche stella appena spenta, sfiorava appena la fronte di Alessandro con un bacio. Ma questa e’ un’altra storia, che forse appartiene piu’ ad un altro tempo ed un’altra galassia… almeno per alcuni di noi


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