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lavoro pubblicato martedì 8 novembre 2011
ultima lettura domenica 26 maggio 2019

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SE VENERE RITORNA - seconda parte -

di ilMoscone. Letto 429 volte. Dallo scaffale Viaggi

“Non conosce il mare chi non ha visto Nettuno”.Ernst JungerRiassunto della puntata precedente: Nella prima parte siamo ritornati in due lu...

“Non conosce il mare chi non ha visto Nettuno”.
Ernst Junger

Riassunto della puntata precedente:

Nella prima parte siamo ritornati in due luoghi d’origine della nostra cultura mediterranea greco-latina, la Villa medicea nel quartiere periferico di Careggi e sulla spiaggia di Cipro, Petra Tou Romiou.
Care amiche e amici, vi ho riportato lì alla ricerca della Dea Afrodite, proprio dove arrivò per la prima volta sulla terra, dopo essere nata dalla spuma delle onde e dove l’Accademia Neoplatonica di Lorenzo de’ Medici, Marsilio Ficino, Agnolo Poliziano e Pico della Mirandola la richiamava a Firenze, per guidare con le sue Grazie il primo Rinascimento non solo italiano ma europeo.
Oggi un’altra Europa, quella del Profitto e della Tecnica, deride e opprime la nostra cultura greco-latina con le finanziarie avide e le sue Borse assassine.
La cultura protestante anglosassone ci vuole imporre i suoi Idoli, l’Euro e la Tecnologia, e i suoi stili di vita:

- Il passato è il male, il presente è redenzione e il futuro è salvezza: VISIONE METAFISICA PROTESTANTE.
- Il passato è ignoranza, il presente è ricerca e sperimentazione e il futuro progresso:VISIONE TECNOLOGICA ANGLOSASSONE.
- Il passato è miseria, il presente è fare denaro in ogni modo e il futuro è poter consumare quello che si vuole:
VISIONE CAPITALISTICA GLOBALE.

Questa orribile riduzione è stata accettata anche dai cinesi e dagli indiani, che si sono venduti ai Moloch del denaro e della tecnica, buttando a mare le loro millenarie e grandiose culture.


Io tiro fuori Venere dalla polvere e dalle teche asfittiche dei nostri musei e sfido la cultura nordica anglosassone:
per noi mediterranei, greci e latini, il passato è la sorgente dei MITI, il presente è la grazia e il fascino di Afrodite e il futuro è l’ETERNO RITORNO dei nostri miti.
SCIAFFF! Anglosassoni, protestanti fanatici delle finanze e delle tecnologie, l’avete sentito il mio guanto in pieno volto?
Anglosassoni, spiegatemi, se il vostro modo di vivere vi rende così felici, perché tutte le volte che vado a Firenze vi vedo a migliaia, nella nostra gloriosa città rinascimentale, vera capitale psicologica del mondo?

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Villa medicea di Carreggi

Il viaggio più emozionante della mia vita è stato a Pafos, sulle tracce di Afrodite; la tradizione vuole che la dea sia sorta dalla spuma dell’oceano nei pressi di Citera, e poi spinta dai venti sia approdata proprio sulla spiaggia di Petra Tou Romiou, situata a una ventina di chilometri dalla stessa Pafos.
Che emozione sedersi su quella battigia ciottolosa e rileggere Esiodo!

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Afrodite è figlia di un delitto cosmico, del Tempo che irrompe troncando l’unione statica e sterile di Cielo e Terra.
Quando Urano celeste si posò come tutte le notti su Gaia, la Terra per possederla, Crono, il figlio, con un colpo secco di falce lo evirò: prese il membro paterno e lo scagliò dalla terraferma verso le onde del mare.
Il mare lo portò su di sé per molto tempo, e man mano intorno a quella carne ferita ma immortale si produsse della schiuma spessa e bianchissima: in quella spuma prese forma e si nutrì una ragazza, che viaggiando spinta dagli Alisei arrivò a Cipro, da dove lo sguardo spazia intorno al Mediterraneo.
Allora la ragazza uscì dal mare, e ai suoi piedi subito crebbe erba color smeraldo, e fu chiamata Afrodite dai greci e Venere dai romani.
Afrodite è innanzitutto energia, cosmica, ridestante desiderio ma pacificante, che governa la natura nella sua ciclicità, nel momento delle crescite e delle rinascite.
Regina della vita in cielo dove trascorre e ruota con gli astri, Signora dei mari dove protegge le navi, Sovrana nei campi dove aiuta i raccolti ad alzarsi, la dea è colei per la quale le mandrie selvagge esultano per i pascoli e i pesci guizzano nei fiumi rapidi e profondi, per la quale le famiglie e le stirpi di tutti gli esseri viventi si fecondano e si propagano in amore.

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Poco distante, vado a visitare le colonne mozzate del Tempio di Afrodite: marmo corroso, qualche albero, l’orizzonte aperto sul Mare Nostrum dei romani, dei mercanti fenici e dei colonizzatori greci.
Penso alla bellezza, il dono di Afrodite alla stirpe barbara e sanguinaria degli uomini avidi di potere e di oro: non è sempre dove la materia libera, la propria energia sino a diventare Psiche, Spirito, e prende i movimenti dell’acqua, la radiosità della luce che si riflette su questo meraviglioso mare mediterraneo?

Sempre vicino a Pafos c’è la Casa di Dioniso, antica casa romana decorata con preziosi mosaici, in uno dei quali è raffigurato il dio dell’ebbrezza.
Mi commuove profondamente la Stanza delle Stagioni, dove affiora la consapevolezza che le vicende mitiche si possono leggere come dinamiche del Cosmo.
Il pavimento è diviso in nove riquadri: al centro, il volto della Madre Terra e intorno sono raffigurate allegoricamente le Stagioni.
Inframezzati, gli altri quattro quadri illustrano la ciclica ricchezza della natura: gli animali della terra, le creature dell’aria e del mare, piante verdi, cesti di frutta multicolore.

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Questa Visione mi scuote nel profondo per la sua Bellezza e per la sua Attualità.
Si mescola un filo di malinconia: come abbiamo potuto dimenticare questi valori?
Come a Firenze, nella Villa di Careggi, anche in questo posto mitico la malinconia dura solo un momento.
Vicino alla Stanza delle Stagioni, proprio vicino all’uscita dalla domus romana, c’è un pavimento con due scritte in greco.
“KAI CY “(kai su) e “XAIPEI” (cairei).
La guida spiega che era un antico saluto e un augurio per l’ospite che lasciava la villa romana.
“Anche tu…abbi gioia.”

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Questo è il messaggio vitale della dea che risale dalla mia anima.
Afrodite, Signora dell’incanto: ossessiva, luminosa, stregante, suadente, morbosa e pacificante.
Grazie.
Ho la tua Visione contro gli Idoli del materialismo anglosassone.



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