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lavoro pubblicato lunedì 7 novembre 2011
ultima lettura lunedì 20 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SE RITORNA VENERE -prima parte -

di ilMoscone. Letto 649 volte. Dallo scaffale Viaggi

Durante il Rinascimento Lorenzo de' Medici invitò Venere, la dea della bellezza a stabilirsi a Firenze per farne la propria patria ideale.Poi la dea venne scacciata e tornò a Cipro. Sono andato a trovarla...

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“Lascia l’isola tua tanto diletta
Lascia il tuo regno delicato e bello,
Ciprigna dea, e vien sopra il ruscello
Che bagna la minuta e verde erbetta.”

Lorenzo de’ Medici, Sonetti.

Socchiudete gli occhi e immaginate di trovarvi nella Firenze del Cinquecento.
Fatto?
Riuscite a contenere il vostro stupore mentre girate per la città e osservate meravigliati l’infinito susseguirsi delle botteghe di pittori, scultori e decoratori e semplici artigiani che giorno dopo giorno arricchiscono il gusto estetico dei fiorentini?
Grazie all’attività oculata e infaticabile delle Corporazioni e delle Gilde delle arti e dei mestieri, a Firenze circola e si moltiplica una gran quantità di denaro.
Il Rinascimento nasce in quei giorni irripetibili, nei quali amore per l’arte, politica ed economia, scacciano le grandi paure del Medioevo bigotto e reazionario, e un fervore primordiale sprona gli uomini a riporre maggior fiducia nel futuro e a sfidare il cielo con imponenti e superbe costruzioni, quali la cupola del Duomo di Brunelleschi.
Mercanti e banchieri illuminati e magnanimi come Lorenzo de’ Medici, s’impegnano ogni giorno con entusiasmo per cancellare dalle menti degli uomini le guerre, le epidemie e le “valli di lacrime” che da secoli avviliscono le persone.

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Qualunque essere umano viva e respiri quell’epoca si sente speciale.
Figurarsi gli artisti, allettati e rincorsi da chi conta nella società.
Lorenzo apre per loro il Giardino di San Marco, una grandiosa bottega delle arti all’aperto dove sbocceranno i talenti dei grandi artisti del Rinascimento fiorentino, tra cui Botticelli, Michelangelo e Leonardo da Vinci.
Allestisce e impreziosisce la magnifica Biblioteca Laurenziana con codici e volumi rarissimi, trovati un tutta Europa.
Nella Villa medicea di Careggi, dove nacque e morì, Lorenzo creò la sua Accademia filosofica col contributo di geni assoluti quali Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e il poeta Agnolo Poliziano.
In questa Villa non ci si limita a contare i fiorini d’oro che circolano copiosi nelle banche dei Medici.
Venere, la dea della bellezza, viene invitata a venire in Toscana con suo figlio Eros e con la sua corte di Grazie e Amorini.
Viene rievocata ed invocata a trasferirsi da Cipro a Firenze.
Riuscirò ad esplicare la grandiosità di questo richiamo?

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Venere, l’antica Afrodite greca nata dalla spuma del mare, generatasi dal membro evirato di Crono non è la dea del matrimonio (Era) o quella del possesso erotico (suo figlio Eros, per l’appunto) ma è la bellezza che desta, fa risvegliare l’amore per la vita e per il bello.
In lei non c’è l’impulso del ghermire, del dominare, del rendere schiavi: in lei c’è la leggiadria, la grazia, lo sguardo sorridente che attrae e che muove naturalmente, potentemente verso la fusione con altri esseri viventi.
Afrodite è la seduzione, la pace spontanea, l’armonia dei contrasti, è la linfa della vita che si rinnova e che scorre nei mari, sulla terra, nei corpi deli animali e nei cuori degli uomini.

Sono passati i secoli e gli uomini hanno dichiarato ridicolo il culto di Afrodite.
Un fedele di Afrodite come Lorenzo e come me vengono ignorati e derisi, mentre gli schiavi delle Borse capitalistiche globali che distruggono ogni bellezza vengono portaii in palmo di mano.
Per non parlare degli schiavi di Hitler e di Stalin che nel secolo passato si sono massacrati a vicenda, portando il mondo vicino alla distruzione finale.
Le meravigliose immagini nelle tele dei grandi artisti del Rinascimento ci ricordano ancora il culto della bella Venere, ma la dea è ritornata con la sua corte a Cipro, delusa dagli uomini e dal loro folle amore per il potere e l’oro. Nella seconda parte vi racconterò di come sono andato io de lei, a Cipro, a Petra tou romiou, vicino a Pafos, sulla spiaggia dove approdò dopo la sua nascita.

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- Petra tou romiou, presso Paphos, Cipro -

- Continua -



Commenti

pubblicato il 07/11/2011 10.57.15
tonymalerba, ha scritto: Non ti sentire solo, fedele di Afrodite. Ci parlano di radici cristiane dell'Europa, poi qualcuno ha integrato "giudaico-cristiane". Tu vai ancor + a fondo e ci fai vedere che quel che eravamo può vivere ancora: non ti arrendere e prosegui sulla tua strada, anche se a volte può sembrare invisibile.
pubblicato il 07/11/2011 11.16.51
ilMoscone, ha scritto: Bravissimo Tony, hai colto benissimo il senso del mio lavoro. E' incredibile quanto la gente italica sia ignorante: seguono tutti il capitalismo del Nord, la psicologia di Freud, il protestantesimo monoteistico anglosassone WASP e si scordano che abbiamo avuto Atene, Sparta e Roma. Sotto quale incantesimo siamo tutti soggiogati. Noi popoli mediterranei abbiamo Afrodite, Eros e la sua corte, Dioniso, Ermes, APollo, Zeus e compagnia, abbiamo un'estetica, una psicologia, una spiritualità...perchè l'abbiamo dimenticata? Abbi gioia
pubblicato il 07/11/2011 14.00.44
cri52, ha scritto: Aspetto la seconda parte. Bella la descrizione che fai di Venere come AMORE ed ARMONIA DEI CONTRASTI. Se scordassimo MARTE nel mondo e nei cuori... P.S Agli Uffizi, nella sala del Botticelli, mi sono seduta e non avrei voluto più andar via... ma dovevo prendere il treno del ritorno. Ciao!

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