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lavoro pubblicato mercoledì 2 novembre 2011
ultima lettura sabato 6 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IX Legio -capitolo quarto-

di dany94. Letto 680 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Si conclude il doppio capitolo "The day comes". Ha avuto il suo inizio con neve simile a cenere. Ora viene la vera cenere, quella che, fredda o incandescente, si espande nell'aria. Le fiamme della guerra ardono ancora una volta...

Capitolo quarto

The day comes part II”

Soundtrack: ERA- The Mass

Pianeta Vama

Confederazione di Solaria, settore Solaria XII

C.Y. (Confederate Year) 16.708

Ore 8.04


Sidia era al volante della sua vettura, una GTY-23 che sfrecciava sulla super-strada A-9 senza sfiorarla, grazie al sistema antigravità. La donna trentacinquenne vide lo schermo del palmare illuminarsi a seguito dell'apparizione della scritta: INCOMING CALL, e lasciando la guida della vettura alla sola mano sinistra, afferrò quell'affare tecnologico e con un tocco veloce sbloccò la tastiera touch screen, accedendo così alla possibilità di rifiutare o accettare la chiamata.

«Pronto?», chiese lei aprendo la chiamata e dicendo la frase di rito per quei casi.

«Ehi Sidia! Sono io, John. Volevo chiederti se per stasera mi confermi la tua presenz...OH MIEI DÈI DI AZURAS!».

L'esclamazione la fece sobbalzare sul sedile, spaventandola a morte.

«Ma dico, sei pazzo? Urlare cos...ehi ma sei in linea?».

Non rispose nessuno dall'altro capo della chiamata.

Senza guardare la strada, la donna lanciò una occhiata di sbieco al palmare a forma di ottagono che stringeva nella mano destra. Il disappunto sul suo volto crebbe quando lesse “SIGNAL LOST”.

Cosa dèmone voleva significare che il segnale era perso? John aveva buttato giù la chiamata per farle uno scherzo?

Gettando con disinteresse il palmare nella borsa, Sidia alzò gli occhi sul parabrezza, leggendo su di un cartello stradale che mancavano solo dieci chilometri al distretto portuale di Tevios, dove aveva casa assieme alle tre sorelle e ai due fratelli.


Pianeta Vama

Confederazione di Solaria, settore Solaria XII

C.Y. (Confederate Year) 16.708

Ore 8.01


Le luci di segnalazione sopra ad una fila di boccaporti triangolari si accesero all'unisono quando proprio i boccaporti di questi si sollevarono; sbuffi di gas ed atmosfera pressurizzata uscirono senza fare un suono. Una triplice barra metallica fece capolino dal boccaporto più in basso della fila.

Era l'estremità di un tunnel di lancio lungo più di cinquanta metri e largo otto.

Gli aghi metallici simili a denti, posti all'interno di quella triplice barra disposta a triangolo isoscele, si attivarono con uno scintillio di luce blu.

Vama, placidamente adagiata nel suo sonno domenicale, non aveva idea di cosa la stava per colpire. Tradita da volontà superiori, la sua verde terra stava per essere ridotta in cenere.

All'interno del tubo di lancio, una cuspide blu, abbastanza grande da non sfiorare per soli cinquanta centimetri i muri, era appena slittata in posizione, con il muso rivolto verso l'atmosfera azzurra e blu del pianeta. Due meccanici occhi rossi si aprirono sulla punta del suo scafo, rivolgendo le loro pupille riflettenti sull'obbiettivo.

Con uno schiocco privo di suono, la cuspide venne sparata lungo il tunnel di lancio ad una velocità di cinquemila chilometri al secondo.


Da ogni nave aliena disposta nell'alta orbita furono sparate, tutte nello stesso preciso istante, diverse decine di quelle cuspidi.

Per pochi secondi i raggi del sole si scontrarono sulle loro corazze blu, coperte da una sostanza gelida che rifletteva la luce, come una pellicola protettiva.


Superati i primi due secondi di viaggio, i reattori a piede di corvo delle cuspidi si attivarono con una fiammata di plasma bianco; l'accelerazione le spinse ancora più velocemente contro il pianeta. Gli occhi sulla prua fecero correggere ad una di quelle cuspidi l'assetto, sfruttando dei jet di controllo, poi tornarono a concentrarsi sul loro bersaglio: una città costiera come tante su quel mondo.


La cuspide entrò con prepotenza nell'atmosfera di Vama, arroventandosi tutto lo scafo e decelerando bruscamente grazie a quattro barre metalliche a foggia di ipsilon che fungendo da paracadute rallentarono il suo viaggio verso il suolo; l'aria fresca ed incontaminata del cielo sibilava affianco alla navetta, che rilevata la discesa oltre una determinata soglia, iniziò a frantumarsi.

La sua struttura affilata e in grandi piastre saldate si scompose un pezzo dopo l'altro, con ordine, rivelando una cuspide più piccola, ormai più simile ad uno scudo triangolare, alla quale erano agganciati diversi cilindri metallici scanalati e con delle prese d'aria.


Questi cilindri si staccarono dalla struttura principale e spinti da un piccolo ma potente motore al plasma si sparpagliarono nel cielo sopra Tevios.

A mille e cinquecento metri dal suolo, i cilindri si frantumarono, lasciando nel cielo una serie di missili che guidati da un computer di bordo si sparpagliarono nuovamente, puntando ognuno ad un bersaglio.

I missili, innocui a prima vista per le loro ridotte dimensioni pari a non più di ottanta centimetri l'uno, calarono inesorabili sulla città addormentata; sulle fiancate si spalancarono un paio di occhi sintetici come quelli della cuspide, che servivano a correggere, in ultimo atto, eventuali errori di rotta.


Decine di soli incredibilmente luminosi nacquero nel momento in cui i missili toccarono il suolo.

Gli ordini sparati dalle astronavi aliene erano bombe a fusione termonucleare da 120 megatoni, che esplosero laddove i danni sarebbero stati maggiori, colpendo il pianeta con una precisione chirurgica ed una brutalità indescrivibile.


Pianeta Vama

Confederazione di Solaria, settore Solaria XII

C.Y. (Confederate Year) 16.708

Ore 8.04


Sidia alzò gli occhi, al termine della telefonata con John, per vedere un cartello stradale recante indicazioni su come raggiungere il distretto portuale di Tevios. Nell'attimo in cui i suoi occhi osservarono il cartello ottagonale, appeso al centro della strada e sorretto da due pali perpendicolari, una luce fortissima esplose a poca distanza, illuminando come un secondo sole quella strada.

La donna si parò le braccia davanti agli occhi e aprì la bocca per urlare, ma il fuoco aveva già bruciato, in meno di un nanosecondo, tutta l'aria dei suoi polmoni; l'onda d'urto partì dall'oceano, sollevando uno tsunami di quasi mezzo chilometro, e si abbatté sulla città.

I palazzi vennero sradicati dalle loro fondamenta e sbriciolati in un tempo inferiore al secondo, le strade, le macchine e le persone furono spazzati via. Quel colpo di maglio cosmico si abbatté sulla città, ed unì la propria forza a quella di altre bombe appena cadute nei dintorni.

Il cielo si tinse del rosso delle esplosioni e delle fiamme, il sole giallo-bianco di Vama venne occluso alla vista di tutti dalle palle di fuoco, dal diametro di chilometri, che invasero il cielo e l'aria.


Decine di bagliori accecanti esplodevano ogni secondo sul pianeta, segnando uno per uno la morte di centinaia di migliaia di esseri viventi. L'umanità, tradita da se stessa, era stata colpita e svegliata. Nel momento in cui i missili incominciarono a cadere, nessun individuo fra le migliaia che dallo shipyards avevano assistito. Atterriti e confusi, pensò di volersi trovare sul pianeta. Non sapevano che la loro sicurezza era passeggera: l'attacco al cantiere navale era già cominciato e loro erano condannati a morte tanto quanto i compagni sul pianeta martoriato.


Nella plancia dell'ammiraglia della flotta aliena, Otari guardava, grazie alle sue capacità di visione remota e mentale, l'immagine del pianeta Vama bombardato.

Wan'ari li rivolse uno sguardo torvo, poi le parole della Grande Mente, dette in tutta la nave, tornarono ad infastidirlo. Benché le Grande Mente fosse la nave stessa, il curo cervello, le sue braccia e le sue gambe, la sua voce era viva, di donna, e priva di reale emozione.

Ascoltò senza guardare Vama che bruciava.

«Informazioni in arrivo.

Elaborazione: le fattorie di Vama stanno bruciando. Le città di Vama stanno bruciando. Le stelle fredde e luccicanti che orbitano isolate e non mosse dalla mano divina, stanno bruciando.

Il lido di metallo sta bruciando.

I vascelli costruiti dalla fatica di migliaia per l'onore di migliaia, stanno bruciando. I mondi vicini stanno bruciando. I loro cuori, prima freddi e vuoti, ora si riempiono, ma stanno bruciando, come la loro rabbia.

Come la loro rabbia.

Molti soli sbocciano sotto un cielo già illuminato, i soli bruciano, bruciano le loro vita, e come queste finiscono altre ne cominciano e non più animate dal freddo ma dall'incandescente odio verso chi ha colpito. Gli aggressori, noi, gli aggressori, noi.

I porti di Vama stanno bruciando. I mari di Vama stanno bruciando, e gli oceani di Vama si estinguono.

Le colonie più estreme dell'Umanità giacciono distrutte ai nostri piedi.».

Il clay distolse lo sguardo con un malcelato disgusto e si costrinse a guardare il pianeta martoriato e annerito dalle esplosioni. La sua atmosfera era invasa da radiazioni incandescenti e dal tanfo del bruciato e della morte. L'odore della morte appestava ogni cosa e lui, anche se non poteva sentirlo, sapeva che era così.

Oggi abbiamo svegliato un gigante che dormiva. Inseguendo un sogno ed una paura abbiamo attaccato per primi...

Nota dal podcast del Dottor D:

Scrivere questo capitolo ha richiesto un giorno in più del previsto. Per le sue scene forti c'è stato bisogno di cercare molti video e documenti; volevo rendere tali esplosioni realistiche.

Anche la parte sul lancio della cuspide ha richiesto una dose extra di lavoro, ma mi è piaciuto. I missili da soli non potevano superare l'atmosfera, allora ho ideato "il cavallo di Troia" della situazione.

Anche in questo capitolo non mancano le citazioni e i riferimenti, che lascio a voi. Unica nota nel margine del foglio: non ho descritto troppo determinate cose perché voglio mostrarle più avanti,

Ditemi cosa ne pensate e i vostri pareri sulla storia :) al prossimo capitolo di IX Legio! :D




Commenti

pubblicato il 04/11/2011 10.38.47
mistero, ha scritto: la storia parte bene, noin voglio fare nessuna osservazione, anche perchè ognuno di noi scrive quello che ha in testa e non si deve di certo fare delle riunioni per indicare questo o quel particolare :) cmq, hai speso bene il tuo tempo per informarti, l'effetto è ottimo... :)
pubblicato il 04/11/2011 13.51.14
dany94, ha scritto: Grazie :) spero di postare presto qualcosa di nuovo :)

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