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lavoro pubblicato venerdì 28 ottobre 2011
ultima lettura lunedì 29 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IX Legio -prologo-

di dany94. Letto 899 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La razza umana, lontana dall'antica casa, combatte per la propria sopravvivenza. In tempi oscuri, gli eroi si ergono a difesa di chi non ne ha la forza. Loro sono i legionari della IX Legio, e queste sono le loro gesta....

PROLOGO

L'aquila vola per l'ultima volta

Soundtrack: He's Dead & Cover fire (Black Hawk Down OST)

Alta orbita del pianeta Empyrea

Confederazione di Solaria, settore Solaria VII

C.Y. (Confederate Year) 16.730

Ferma e quasi immobile nello spazio siderale, che dalla notte dei tempi era sempre stato eterno e privo di confini, Empyrea soffriva in silenzio. Da lontano non era possibile capire il perché di questa sofferenza, non era possibile vedere quei bagliori bianchi esplodere sulla superficie, sugli oceani e sui mari. Una devastazione indescrivibile che esprimeva sé stessa attraverso quello spettacolo di luci accecanti.

Il pianeta stava venendo letteralmente ucciso ma non si lamentava, e con la medesima ostinazione della razza umana che lo aveva popolato nei millenni passati e in quello presente, resisteva a quel bombardamento, restando, com'era prevedibile, al suo posto mentre le luci nascevano e sferzavano con venti cinerei la superficie.

Colossali sfere di fuoco divampavano laddove gli ordigni esplodevano, scaricando al suolo, nell'aria e nel cielo tutta la loro terribile potenza. Quelle testate nucleari erano la morte incarnata, distruttrici di mondi.

Empyrea era solo un nome su di una lista, e la sua distruzione un semplice atto di calcolata strategia militare.

Ogni secondo, decine di fiori di luce sbocciavano sotto la leggera coltre dell'atmosfera; per quelli che stavano nelle navi spaziali da guerra nella bassa orbita attorno al pianeta per cercare di fermare quell'attacco, era impossibile pensare all'incandescente calore delle radiazioni, alle maree di fiamme alte centinaia di metri, al fumo nero come la pece e alla morte, ormai imperante. Concepire dall'alto un pensiero o una idea che definisse quella devastazione era troppo arduo.

Tali navi, ormai per la maggior parte malconce e seriamente danneggiate per le numerose battaglie campali sostenute, erano accorse appena ricevuto l'ordine, nel tentativo di salvare Empyrea.

Purtroppo, l'ordine di precipitarsi nella bassa orbita del pianeta per portare aiuto e soccorso era stato diramato troppo tardi, quando il bombardamento nucleare era già incominciato; fluttuavano impotenti sopra al pianeta, assistendo al suo crollo, e proteggendo al meglio delle loro capacità tutti quei milioni di profughi che cercavano, mossi dalla paura e dalla disperazione, di lasciare quel gioiello deturpato.

Pianeta Empyrea

Lei sapeva bene che quella sarebbe stata la sua ultima missione. Se lo era scolpito a caratteri cubitali in testa nel momento in cui aveva accettato di seguire il capitano Mikeal “Wolf” Wels in quell'ultimo e disperato tentativo di salvare ciò che restava di Empyrea. Il tenente Iuria Kardy, una pilota veterana e ormai avvezza alla guerra, stava seduta alla postazione di comando del velivolo da trasporto truppe “Shadow”.

Non provava paura o rimorsi, nessun terrore attanagliava il suo cuore insolitamente leggero; stava lottando per salvare il suo mondo, quella che un tempo era stata la sua casa e che ora stava venendo spazzata via. Davanti a questo, gli ordini assegnati dall'alto della catena di comando perdevano importanza.

Seduta davanti all'affollato cockpit, il tenente guardava sullo HUD del suo casco integrale tutti gli aggiornamenti sulla battaglia in corso sia nello spazio che a terra, sfogliando quelle pagine di dati con un battito dell'occhio. Faceva questo per dare una conferma ai suoi timori, e anche per distrarsi mentre volava lungo quel tratto di strada che conosceva a memoria.

Il lato illuminato di Empyrea era stato, per il momento, risparmiato da quei bombardamenti nucleari che invece avevano martellato senza mai una sosta il lato avvolto nella notte. Le luci delle città nella parte colpita del pianeta si spegnevano, anche a centinaia di chilometri, al detonare di una di quelle micidiali testate distruttive, contribuendo così a fare scivolare quel lato in una tenebra insondabile che veniva poi puntualmente rischiarata da una nuova esplosione.

Le fiamme stavano arrossando l'atmosfera coperta per quasi metà da enormi banchi di nubi composte da cenere, polvere e fumo che, in enormi spire, si alzava dalle città distrutte.

La terra brulla e rocciosa scorreva veloce sotto lo Shadow, in volo a bassa quota ormai da diversi minuti. La corazza scura e non riflettente del trasporto venne illuminata dagli ultimi bagliori di una lontana detonazione termonucleare.

Kuria guardò rapita quell'immensa colonna di fuoco e di luce salire verso l'alto in una nuvola a fungo che, raggiunta la parte più alta del cielo, esplose una serie di fulmini e di bagliori azzurri che squassarono le nuvole. Lo Shadow superò con un stretta virata il fianco di una bassa montagna senza aumentare la propria velocità, anzi diminuendola.

A quel punto iniziò una discesa verso la piccola vallata sottostante.

Kuria avvistò, grazie alla vista potenziata dallo HUD, il bunker dove la IX Legio aveva stabilito la sua ultima base, e mosse la cloche direzionale per raggiungerne la piazzola d'atterraggio. Il jet ridusse la potenza dei propri motori al minimo, sollevando dal suolo basse onde di polvere e piccoli sassolini man mano che ci si avvicinava. Gli appoggi metallici a foggia di piede di corvo vennero fatti uscire dal ventre di quella bestia metallica e si posarono con un rumore sordo sul basso disco di asfaltacciaio contrassegnato con una "H" dipinta in rosso.

La porta del bunker si aprì con un rumoroso scatto metallico, scivolando subito verso l'esterno. Le lampade all'interno del rifugio illuminarono delle figure imponenti mentre queste si muovevano per uscire. La corta scaletta metallica fece risuonare i loro pesanti passi, gravati dagli stivali corazzati dell'armatura; sotto lo sguardo delle stelle, la IX Legio uscì dal bunker per affrontare la sua ultima battaglia.

Nove soldati, chiusi in avanzate armature da combattimento pensate per essere snelle e leggere, con caschi integrali atti ad oscurare i loro volti, salirono dalla rampa d'ingresso posteriore dello Shadow, prendendo subito posto al suo interno. Due di loro portavano a braccia un grande cilindro argenteo con legata una medaglia al valore militare assegnata postuma ad un loro commilitone. Avevano inciso il motto della loro legione sulla corazza del cilindro:

MESS WITH THE BEST? DIE LIKE THE REST

Erano tutto quello che restava della IX Legio, un grande reparto militare di tipo OPSA, (Orbital Paratrooper/Shock Assault), che aveva combattuto fino allo stremo e che ora aveva deciso di non ritirarsi. Non erano sovrumani come i guerrieri jarichans, sapevano della loro mortalità e che non sarebbero tornati a casa.

Nel momento in cui il velivolo Shadow decollava verso il fronte squarciato dalle continue esplosioni nucleari, i nove capirono istintivamente che stavano facendo la cosa giusta e che non c'era più tempo per i dubbi e per le esitazioni; con loro viaggiava la vendetta per tutti i morti causati dal nemico alla loro razza. Avrebbero dato loro quello che meritavano, ed erano pronti a morire per completare con successo la loro ultima missione.

La IX Legio non se ne sarebbe andata in silenzio.



Commenti

pubblicato il 31/10/2011 20.33.12
mistero, ha scritto: Ho letto questo, leggerò anche gli altri... che ti devi dire? Una cosa è certa, scrivi meglio di me ;) per lo meno non vedo nessuno che ti trova errori... :-)
pubblicato il 01/11/2011 1.06.12
dany94, ha scritto: grazie mistero :) sei il primo a commentare, e questo, dopo una pessima serata, per me conta molto :) grazie :) Abbiamo due tipi di scrittura diversi, non c'è differenza oltre a questa :)
pubblicato il 01/11/2011 9.03.36
mistero, ha scritto: vedrai che sarò il primo di una lunga serie :)
pubblicato il 01/11/2011 11.45.47
dany94, ha scritto: Ah, lo spero! :)
pubblicato il 01/01/2012 3.25.05
telefilms93, ha scritto: Davvero appassionante cmq anke a me piacciono i racconti di fantascienza,infatti guardo molti telefilm.Mi piacerebbe se potessi dare uno sguardo ai miei racconti....bee la grammatica non è paragonabile alla tua,ma spero arrivi il contenuto.Non è facile capire la fantascienza,molti non capiscono nulla e si stufano di leggere appena leggono parole complicate come:alchimista,dislocazione spettrale,psicometria,licantropi,maledizioni etc. Fammi sapere cosa ne pensi cmq seguirò i tuoi racconti,ciao e auguri di buon anno!!!!
pubblicato il 01/01/2012 14.49.27
dany94, ha scritto: Leggerò sicuramente i tuoi racconti e ti dirò le mie impressioni :) Grazie per i complimenti, spero che IX Legio ti sappia catturare come cattura me quando la scrivo :)

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