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lavoro pubblicato mercoledì 26 ottobre 2011
ultima lettura lunedì 5 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

IL CASO KENT (capitolo 2)

di mattiacozzolino. Letto 449 volte. Dallo scaffale Gialli

Capitolo 2 ...

Capitolo 2

ANDERSON












Era il 1930. James lo ricordava benissimo.

I due uomini erano seduti, l'uno di fronte all'altro e si guardavano negli occhi.

"Cosa c'è che non va?" Chiese l'uomo che sedeva davanti a lui. James lo osservò. Era un tipo molto anziano. Indossava un cappotto marrone che metteva in risalto il suo viso pallido, coi lineamenti duri e spigolosi. La testa di quell'uomo era piena di capelli biancho latte... un bianco talmente limpido e puro che sembrava una nuvola. Il famoso detective Scott Anderson.

James sorrise. "Che cosa c'è che non va? Beh... è questo tempo... così monotono e noioso...!" Fu interrotto da Anderson che disse: "Siamo a Londra, mio caro, dovresti esserci abituato!"

James annuì. "Infatti. Ma ogni volta che vedo i nuvoloni grigi sento la tristezza del mondo!"

"Sei troppo poetico e filosofico, mio caro. Pensa al nostro mestiere... calcolatore e preciso. Niente ci deve sfuggire. Ogni piccolo indizio può valere per la soluzione finale... capacità analitiche!"

"Infatti. Io e te siamo l'esatto opposto."

"L'ho notato spesso anche io ma noi non possiamo lasciarci intralciare dal mondo che ci circonda. Il nostro mestiere prima di tutto perché è passione!"

"Ora fai tu il filosofico!"

"No... quello che sto dicendo è la pura verità. Non c'è verità senza menzogna. Ricordalo!"

"Dovresti scrivere un libro su questo!"

"No... trovo inutile scrivere di cose che il mondo dovrebbe conoscere a priori!"

"Mi ricordi un cervellone...!"

"Chi?"

"Non conosco il nome... ma me lo ricordi parecchio."

Anderson sbuffò. James, che era un tipo molto vivace, chiese: "Che c'è? Ti stai annoiando?"

"Si!" Rispose Anderson in modo alquanto sgarbato. "È la nostra conversazione... priva di ogni fondamento logico. Non è utile alle mie capacità di ragionamento ma serve solo a farci sciupare fiato!"

James rimase in silenzio. Lui era molto devoto ai pensieri di Anderson. Aveva un totale rispetto per quell'uomo straordinario. Un uomo che superava le normali capacità mentali di qualsiasi altro uomo. Era in grado di capire tutto. La sua mente non aveva limiti. Il suo era un metodo usato da molti investigatori e gente che si definiva chiromante. La capacità di ragionamento logico e scientifico e lo studio della mente umana e dell'effetto che poteva avere una determinata causa. James conosceva le grandi capacità di quell'uomo. Lo aveva assistito in molti casi definiti irrisolvibili. Aveva stupito l'Inghilterra con le sue capacità di ragionamento logico. I casi, però, che si potessero definire alla sua altezza erano pochi e Anderson era sempre in cerca costante di un caso adatto a lui.

Improvvisamente il detective disse: "Ieri sera è arrivata la mia posta?" James rimase un minuto a meditare poi disse: "Oh si! M'è proprio sfuggito di mente." Disse e sfilò un foglio colorato di rosso.

Anderson lo lesse ad alta voce.

Miei cari Anderson e James.

Conosco le vostre doti di investigatori e la vostra capacità di risolvere i casi più complicati. Vi invito ad un ricevimento che si terrà nella mia residenza, martedì sera.

La vostra:

Helena Kent.

"Però." Disse Anderson dopo letto il biglietto. "Ci trattano bene, eh?"

"Si!" Esclamò James. "Non so perché ma questa cosa mi puzza!"

"Anche a me!" Disse Anderson sbuffando. Forse un caso alla sua altezza.



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