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lavoro pubblicato lunedì 24 ottobre 2011
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Masters - Fist Fucking Per Violino Solo (Capitolo 15)

di Ciaby92. Letto 760 volte. Dallo scaffale Pulp

“Portami via…Portami via con te…stringimi e urlami contro, che qui è vietato fumare, introdurre cani, accarezzarsi, morire!” E ci mettiamo su un lato, uno verso l’altro, tuffandoci nei reciproci sguardi, finissimi castelli di carta destinati ad un terr

Capitolo 15

Ho parlato con Cherry. Voleva essere picchiata, ma alla fine non abbiamo combinato nulla, se non un bacio sulla bocca per salutarci. Mi ha pagato più di quanto pensassi, solo per essere seguita, consolata. Suo marito al lavoro e io che dovevo farle da psicologo. Ora so che lei deve morire. Lo so di per certo che lei, purtroppo, dev’essere punita: ha osato dare emotività e cuore ad una scopata pagata. È come innamorarsi dell’usuraio o dell’impiegato delle poste. Quando ci sono di mezzo i soldi, non può essere amore. Mai. Oggi è il primo giorno che non scopo da almeno due anni.

Gli esseri umani sono futili. Non vogliono stare da soli, ma poi cercano di esaltare la loro individualità. Lo fanno solo in gruppo. Poi, quando sono soli, diventano fontane di carta e sembrano solo ombre, utili a riempire solo gli spazi vuoti.
Cherry si sente dannatamente sola e vuole essere amata. Era convinta che il sadomasochismo avrebbe salvato la sua vita, ma ora non sa più cosa vuole. Anzi, sì: lei vuole che il marito la rispetti e le dia dolcezza, al di là della perversione sessuale. Vuole vedere un sorriso stampato sul suo volto, perennemente, ogni volta che incontra i suoi sguardi. Invece no.

Prima il marito quasi la odiava, ora la ama solo perché sta dando libero sfogo alle sue inappagabili fantasie. Lei è la commessa di un supermercato e il marito ne è il direttore, io sono la merce che scorre sul nastro, di cui poi si valuta il prezzo.

Più Cherry si fa vedere umana e più io mi sento un oggetto da comprare. Carne rancida con cui fare il tacchino di Natale.

E io sto perdendo sempre più interesse per il sesso randagio. Posso anche smettere di studiare, ma non voglio più farlo. Il sesso per noia è inutile: è il circoscriversi animalesco di un essere umano, che non offre assolutamente nulla. È solo liquido seminale che schizza su una schiena nuda. Quando tutto finisce, è un po’ come fare sport. Non c’è condivisione, solo egoismo. Solo questo.

Abbiamo parlato solo di stronzate e il suo volto esprimeva luci e colori di intonazioni non rintracciabili nel mondo circostante, con la sua bocca che sapeva di lilla. Abbiamo parlato di quanto la sua perversione sessuale viaggi tra la salvezza e l’inutilità, di quanto il marito sia solo un verme grasso senza cuore, di quanto lei cerchi di fare la dura ma che sia la sola a soffrire come una cagna. Abbiamo spaziato, poi, su altri argomenti, con il freddo obiettivo di pugnalare il freddo atmosferico circostante. Dalle nostre cavità orali, commenti acidi ed elogiativi sputavano in faccia a questo mondo di merda.

Muccino, che è la vergogna del cinema italiano e che dovrebbero derubarlo di tutti i suoi soldi guadagnati a suon di merda, spingendolo a lavorare come commesso in un discount di provincia, frequentato solo da madri nigeriane e vecchiette affossate dalle tasse.

L’ultimo film di Woody Allen che è una merda.

Darren Aronofsky che è un coglione sopravvalutato, che racconta cose già dette, spacciandole per nuove.

Lo squallore di Berlusconi, con le battute ridicole cariche di misoginia e omofobia, da compravendita al mercatino delle pulci: “Meglio puttaniere che frocio”.

Fiche commercializzate con il 3x2. Meglio se Estoni, meglio se Russe, meglio se Cinesi.

Peli pubici che fungono da griffe, accessorio di moda per facoltosi politici senza più pudore.

Umberto Bossi che non riesce a parlare e che, quando ci riesce, spara solo stronzate.

Le troie minorenni che denunciano il governo per essere state violate.

Il fatto che, se sei frocio, sei obbligato a venerare Madonna e Lady Gaga. Se ti fanno schifo, fattele piacere, o fattelo venire duro con il sesso femminile.

Il fatto che le aziende alimentari di carne facciano passare i vegetariani come alieni, mostri disumani che vogliono conquistare il mondo e portare al collasso l’economia.

Il fatto che se esistessero negozi chic che vendano kit istantanei per suicidarsi senza morire, non ci sarebbe più la coda per entrare da Hollister o Abercrombie & Fitch.

Il fatto che la cultura è accettata solo se fruttifera per lo stato e in denaro, non in apertura mentale o di cuore.

Il fatto che ormai l’amore è solo interesse, karmico, sessuale o economico. Solo quello.

L'amore è come il cibo: ha una data di scadenza. Se esistono coppie che durano anni è perchè è come quando una persona mangia ananas scaduti pur di non sprecarli. Poi vomita, ma questo non importa.

Mentre ero con Cherry, ho immaginato di parlare con una puttana polacca ad Amsterdam. Le ho chiesto se conoscesse Freud, lei mi rispose di essere laureata in biotecnologie mediche, di parlare perfettamente il russo, il cinese e il dialetto irlandese, di essere stata candidata al premio Nobel per la fisica e di avere la patente nautica. è proprio vero: ora il mondo funziona al contrario. Più sei intelligente e meno hai posto nella società. Più cose puoi dare e più probabilità hai di fallire.

La TV italiana è sempre più anti-culturale e succhia i pensieri di dirigenti e casalinghe.

Cherry e io abbiamo parlato di queste cose, mentre mangiavamo noodles alle verdure e gamberi. Uno scaffale ricoperto di vecchie sorprese degli ovetti kinder e pongo. Ricordi di infanzia, il suo veso ricoperto di lividi, il labbro gonfio, gli occhi pesti.

Sento che devo ucciderla.

Lei e le sue emozioni del cazzo.

KABOOM.

Sono in una stanza, sdraiato sul tappeto in soggiorno e fisso il soffitto, dove campeggia un enorme murales dipinto da Erika, che ritrae con colori sgargianti una vagina elegante ed introversa, allontandomi da ogni cosa.

Puzzo di fumo. Ho fumato troppe sigarette. Sento la nicotina rantolarmi nelle narici e il ventre brontolarmi.

Indosso una camicia bianca, una cintura di pelle e un paio di pantaloni neri. I piedi nudi.

Nello stereo, il suono aspro di “La Mia Vita Violenta” dei Blonde Redhead mi spedisce nel cosmo.

Thomas arriva disegnandomi fantasmi sulla fronte con le sue splendide dita: “Oggi non ho fatto assolutamente nulla, mi hanno fatto solo guardare.”

“Io sono tornato da Cherry…ma le ho fatto più da psicologo che da puttana.”

Kazu Makino annaspa su “I’m There While You Choke On Me” e la sua voce mi ricorda pericolosamente quella di Pj Harvey, solo un po’ più acuta.

Thomas si sdraia accanto a me e, con me, si lascia risucchiare da quell’enorme vagina dipinta.

“Domani inizia la scuola”
“Già…”

“Ti va di uscire?”

Lo guardo di striscio: “Dove?”

“A ballare.”

“Lo sai che non mi piace.”

“Hai bisogno di uscire. Tutti e tre abbiamo bisogno di uscire. Non facciamo altro che parlare del nostro lavoro…tu non sei il tuo lavoro.”

“…del nostro cazzo.”

“Tu non sei il tuo cazzo.”

“…della nostra tristezza.”

“Tu non sei le tue emozioni.”

“Ci svaghiamo un po’, prima che anche lo studio ci fotta…”

Vorrei questa notte non finisca mai. “L’abbiamo voluto noi tutto questo.”

“Due birre, una cannetta, musica techno minimal, buio totale…”

“Non voglio più scopare!”

“…la testa che ti gira, l’autobus di notte che ti porta a Corso Buenos Aires…”

“Non voglio più scopare!”

“…tutta quella nuova gente da conoscere…”

“Non voglio più scopare con nessuno!”

“…e quelle conversazioni che faremo con loro…”

Piango. Piango forte. “Non voglio più farmi scopare da nessuno!”

“Ci aggiungerebbero su facebook e ci perderemmo di vista. Se ci rincontrassimo, non ci riconosceremmo e andremmo dritti per le nostre strade senza salutare.”

Singhiozzo tra le lacrime e grido: “Non voglio più farmi scopare da nessuno.”
In medias res, lui sussulta: “Io ti amo”, e le lacrime mi si fermano di colpo.

Annaspo, e la musica di sottofondo si fa sempre più lontana, sbiadita, sfuocata, come se stessi perdendo tutti i sensi. “Cosa?”

“Ti amo.”

“Non siamo fatti per amare, noi.”

Mi prende la mano. Il cuore mi batte all’impazzata.

“Ma io ti amo, Davide…sul serio.”

“Portami via…Portami via con te…stringimi e urlami contro, che qui è vietato fumare, introdurre cani, accarezzarsi, morire!”

E ci mettiamo su un lato, uno verso l’altro, tuffandoci nei reciproci sguardi, finissimi castelli di carta destinati ad un terremoto. Mi abbraccia ed esplodo in lacrime. Mi abbandono tra le sue braccia con la testa china sul suo petto e piango, piango forte mentre mi accarezza la nuca: “Non lasciarmi mai.”



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