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lavoro pubblicato sabato 15 ottobre 2011
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Faith McKnight - Oltre il velo - Part VIII

di SarahJenniferRobin. Letto 458 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quandò Faith riaprì gli occhi, si rese conto di aver un gran mal di testa e le gambe indolenzite. Aveva piovuto parecchio, a St Broderick: alla flebile luce del pomeriggio, una tenue nebbiolina si stava alzando dalle colline;..

dalle piante cadevano tante piccole goccie e le foglie si erano appiccicate ovunque durante il loro folle volo nel vento.

Aveva ancora in grembo il libro che stava leggendo prima e anche la sua posizione sul dondolo era la stessa. Prima di cominciare a formulare un qualsiasi pensiero, posò in fretta il libro e imprecando sottovoce corse dentro casa. In corridoio c'era un buon profumo di lavanda: sua madre aveva fatto il bucato. Scorse la lunga treccia nera in cucina, tra un fastidioso sbatacchiare di pentole e profumo di pudding.

- Mamma?-

- Cosa vuoi?- chiese col suo tono brusco e altezzoso.

- Ehm... volevo chiederti se... se ho dormito tutto il giorno in veranda-

- Evidentemente-

Dopo aver guardato con disprezzo la donna, Faith prese il primo cappotto che ebbe sotto mano e sfrecciò lungo il vialetto e su per HIgh Street. Se Jeff era a casa con le sue iguane, tutte quelle cose orribili che erano accadute erano in realtà un brutto sogno da dimenticare. Arrivata a Jordan High svoltò quasi scivolando verso Mud Road, il quartire più squallido del villaggio. Lì le case erano tutta un'altra cosa rispetto High Street: di petra viva o di mattoni rossi, le piccole casupole a due piani ospitavano per lo più le famiglie dei pescatori che raccoglievano il loro magro bottino giù alla baia. Era entrata solo una volta in una di quelle abitazioni con sua madre per fare le condoglianze a una vecchiatta che puzzava di muffa e cavolfiore. Jeff si vergognava talmente tanto di casa sua che non ce l'aveva mai portata, e per Faith non faceva molta differenza, visto che le bastava giocare con lui e che non aveva nessuna voglia di sentire i discorsi idioti del signor Burtch.

-Jeff!- chiese affannata. - Jeff! Sono io, scendi!-

La finastra che dava sul cortile si aprì e si affacciò una signora grassoccia e truccata in modo troppo appariscente.

- Il ragazzo non sta qua. Prima ti e venuto a casa, no? Non rompere e dici che torna a casa per mangiare, no?- disse col suo modo di parlare volgare e pieno di brutture.

- Accidenti! Miseriaccia! Stramaledettissimo...-

Mentre imprecava, ripensava alla strada buia e umida che avrebbe dovuto percorrere dentro la Foresta...



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