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lavoro pubblicato domenica 18 settembre 2011
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Faith McKnight - Oltre il velo

di SarahJenniferRobin. Letto 692 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il sole aveva seccato l'erba incolta del minuscolo giardino in fondo a High Street. Non c'era un alito di vento ad agitare i cespugli vicino alla vera...

Il sole aveva seccato l'erba incolta del minuscolo giardino in fondo a High Street. Non c'era un alito di vento ad agitare i cespugli vicino alla veranda, eppure quei fantastici capelli erano come mossi da una brezza invisibile e i loro riflessi si agitavano nella luce di agosto. Sulle gambette magre e pallide, piene di graffi ed escoriazioni, Faith vi aveva adagiato una bambola e ora la stava fissando: i riccioli biondi erano opachi di polvere e terriccio, erano scompigliati e pieni di nodi. La bambola l'aveva trovata vicino a un bidone della spazzatura, coi vestiti macchiati e il viso tutto imbrattato dai pennarelli. Le piaceva, dopotutto, perciò l'aveva raccolta, pulita e vestita con un vecchio foulard. Le sarebbe tanto piciuto poterla pettinare un pò...

Nel verde giardino curato e pieno di fiori della casa accanto, una bambina grassoccia e con un caschetto bruno stava pettinando una bellissima bambola come quella di Faith, solo che era vestita di pizzo e ricoperta di fiocchi. La bambina la stava pettinando con un bellissimo pettinino verde, e sotto le sue setole, i capelli finti diventavano via via più lisci e brillanti.

Faith la osservò per un pò, poi si decise: si alzò da terra e si pulì alla meglio la gonna. Avvicinatasi, si trattenne da dire alla bambina bruna che i suoi capelli erano veramente brutti: erano perfettamente in ordine e avevano un intenso color mogano, ma erano del tutto privi di sfumature, quasi fossero morti.

- Ciao. Puoi prestarmi il tuo pettine? La mia bambola ha i capelli tutti spettinati-

La bambina bruna alzò lentamente il capo. Sul viso esageratamente paffuto, campeggiavano due acquosi occhi azzurri. Nel complesso, a Faith ricordava tanto un grosso rospo peloso. Era più grande di lei.

- Ehm... mi serve solo un attimo, te lo ridò subito non...-

- Chi sei?-

- Io... io sono Faith, abito qui accanto. Puoi...

- Quanti anni hai, Faith?- chiese ancora la bambina. Era evidente che la stava prendendo in giro.

- Ho cinque anni. Allora, puoi prestarmelo solo due...-

- Non credo che ti darò il pettine, Faith- la interruppe di nuovo, sottolineando fastidiosamente il suo nome. - Vedi, costa parecchio e non credo che se me lo rompi i tuoi potrebbero ricomprarmelo...- disse, guardando prima la casa fatiscente nel giardino accanto, poi la gonna sporca e sgualcita di Faith...

La macchia continuava a strisciare, e ora era sempre più vicina... sempre più vicina...

... Cominciava a odiare il piccolo rospo infiocchettato.

- Bè, arrivederci, Faith- disse mentre si alzava goffamente.

Buttò con noncuranza la bella bambola a terra e calpestò il pettine con il tacco del sandalo...

Poi accadde un cosa che le fece provare veramente paura: l'ombra aveva preso consistenza e ora si stava alzando davanti ai suoi occhi. Alta, orribile. Poi cominciò a vorticare, come se una violenta sferzata di vento l'avesse scossa. Ma il vento non c'era, e ora tutto in lei urlava di terrore...

Faith la guardò allontanarsi, e le lacrime le salirono bollenti agli occhi. Un'altra volta. Ora le guance erano inondate di quel liquido bollente, che precedeva qualcosa di ancora più doloroso... Alzò la mano che reggeva la sua malridotta bambola: era l'unica che possedeva, non l'avrebbe gettata via, obbedendo alla rabbia che le bruciava dentro. In qualche modo sarebbe stata bella come tutte le altre. Si allontanò dalla staccionata e si avviò lentamente verso la casa. Le urla erano ancora più forti di prima.

...tutto le gridava di correre fino ad avere i polmoni in fiamme, di scappare via da quella radura, di lasciare lì Jeff, se necessario, perché doveva salvarsi la vita, ma non poteva, non poteva abbandonarlo...

E l'ombra intanto continuava a vorticare furiosa.

Poi si fermò: ora non era più ombra e fumo, ora era diventata un a figura alta e sottile, avvolta in un mantallo nero e pesante. La cosa più orribile era il suono che emetteva: una specie di rantolo, un sospiro. Ansimava lentamente, con voce rauca, attraversata da qualcosa di simile all'eccitazione, come quando si conquista qualcosa...



Commenti

pubblicato il 15/10/2011 3.30.56
Tatylop, ha scritto: Attendo con impazienza il seguito

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